ad invitare l'onorevole avvocato Nicola Cosentino a rassegnare le dimissioni da Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze.
ad invitare l'onorevole Nicola Cosentino a rassegnare le dimissioni da Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze.
ad invitare l'onorevole Nicola Cosentino a rassegnare le dimissioni da Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze.
premesso che:
nei confronti dell'onorevole avvocato Nicola Cosentino, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze, il giudice per le indagini preliminari Piccirillo, della procura di Napoli, ha inoltrato alla Camera dei deputati la richiesta di autorizzazione a procedere all'esecuzione dell'ordinanza applicativa della custodia cautelare in carcere, emessa in data 9 novembre 2009 nel procedimento n. 36856/01 r.g.n.r., che vede indagato lo stesso onorevole Cosentino per la supposta violazione degli articoli 110-416-bis codice penale, ovvero concorso esterno in associazione di stampo camorristico;
la misura della custodia cautelare in carcere è stata richiesta al giudice per le indagini preliminari dai pubblici ministeri della direzione distrettuale antimafia della procura di Napoli a partire dal 17 febbraio 2009 e reiterata più volte;
i pubblici ministeri hanno descritto i seguenti fatti nella contestazione cautelare formulata nei confronti dell'onorevole Cosentino: «perché [pur] non essendo inserito organicamente ed agendo nella consapevolezza della rilevanza causale dell'apporto reso e della finalizzazione dell'attività agli scopi dell'associazione di tipo mafioso denominata "clan dei casalesi"», «in particolare contribuiva, con continuità e stabilità, sin dagli anni '90, a rafforzare vertici ed attività del gruppo camorristico facente capo alle famiglie Bidognetti e Schiavone (dal quale sodalizio riceveva puntuale sostegno elettorale in occasione delle elezioni a cui il Cosentino partecipava quale candidato divenendo consigliere provinciale di Caserta nel 1990, consigliere regionale della Campania nel 1995, deputato per la lista di Forza Italia nel 1996 e, quindi, assumendo gli incarichi politici prima di vice coordinatore e poi di coordinatore del partito di Forza Italia in Campania, anche dopo aver terminato il mandato parlamentare nel 2001) attraverso le seguenti condotte: garantendo il permanere dei rapporti tra imprenditorialità mafiosa, amministrazioni pubbliche e comunali; assicurando il perpetuarsi delle dinamiche criminali economiche, esemplificativamente esercitando indebite pressioni nei confronti di enti prefettizi per incidere, come nel caso della ECO4 s.p.a., sulle procedure dirette al rilascio delle certificazioni antimafia in situazioni nelle quali erano ravvisabili elementi ostativi al rilascio delle certificazioni stesse ovvero attivandosi ancora, con enti prefettizi e/o strutture del ministero dell'interno, al fine di impedire, come nel caso del comune di Mondragone, il corretto dispiegarsi della procedura finalizzata allo scioglimento dell'ente locale per infiltrazione mafiosa; creando e co-gestendo monopoli d'impresa in attività controllate dalle famiglie mafiose, quali l'ECO4 s.p.a, e nella quale il Cosentino esercitava - in posizione sovraordinata a Giuseppe Valente, Michele Orsi e Sergio Orsi - il reale potere direttivo e di gestione, così consentendo lo stabile reimpiego dei proventi illeciti; sfruttando dette attività di impresa per scopi elettorali, anche mediante l'assunzione di personale e per diverse utilità; condotta delittuosa avvenuta in provincia di Caserta sin dall'inizio degli anni '90 e perdurante»;
tale dichiarazione va naturalmente ricollegata alle deposizioni rese più volte da diversi collaboratori di giustizia e, in particolare, da Carmine Schiavone, che già nel 2000 riferiva di presunti patti elettorali tra i casalesi e l'onorevole Cosentino, risalenti addirittura alle elezioni amministrative del 1982;
sono molti i collaboratori di giustizia indicati nella richiesta dei giudici, che è anche corredata da molti puntuali riscontri investigativi nelle 360 pagine che la compongono, che hanno indicato l'onorevole Nicola Cosentino come fiancheggiatore o concorrente esterno in associazioni criminali di tipo mafioso;
a prescindere dall'eventuale responsabilità penale dell'onorevole Cosentino, che rimane innocente fino a che non intervenga una condanna definitiva, appare tuttavia necessario che l'Italia e le sue istituzioni siano salvaguardate nel loro prestigio e nella loro dignità;
ragioni di opportunità e di precauzione dovrebbero indurre il Governo ad evitare che una persona sottoposta ad indagini per così gravi delitti, espressivi di una collusione tra politica e sodalizi criminosi, in attesa di dimostrare la sua piena innocenza, possa continuare ad esercitare le proprie funzioni di Governo, peraltro in un ruolo così delicato, concernente tra l'altro la funzionalità del Cipe,
(1-00282)
«Di Pietro, Donadi, Evangelisti, Borghesi, Leoluca Orlando, Barbato, Cambursano, Cimadoro, Di Giuseppe, Di Stanislao, Favia, Aniello Formisano, Messina, Monai, Mura, Paladini, Palagiano, Palomba, Piffari, Porcino, Razzi, Rota, Scilipoti, Zazzera».
(18 novembre 2009)
premesso che:
è stata avanzata dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Napoli la richiesta di autorizzazione ad eseguire la misura cautelare della custodia in carcere nei confronti del deputato Nicola Cosentino, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze, con delega al Cipe (Doc. IV, n. 5);
la violazione di legge per la quale il titolo cautelare è stato emesso è quella prevista e punita dagli articoli 110-416-bis del codice penale (concorso esterno in associazione di stampo camorristico);
indipendentemente dall'esito della richiesta e dall'eventuale accertamento della responsabilità penale del deputato Cosentino, su cui farà piena luce il procedimento avviato, è evidente che ragioni di opportunità e di precauzione devono indurre il Governo ad evitare che una persona cui è contestato un delitto così grave, in attesa di dimostrare la sua piena innocenza, possa continuare ad esercitare le proprie funzioni di Governo in un ruolo tanto rilevante, quale quello di Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze con delega al Cipe,
(1-00283)
«Franceschini, Bersani, Ferranti, Garavini, Capano, Cavallaro, Ciriello, Concia, Cuperlo, Gianni Farina, Melis, Rossomando, Samperi, Tenaglia, Tidei, Touadi, Vaccaro, Bordo, Bossa, Burtone, Genovese, Marchi, Andrea Orlando, Piccolo, Veltroni».
(18 novembre 2009)
premesso che:
a seguito della richiesta dei pubblici ministeri della direzione distrettuale antimafia della procura di Napoli, il giudice per le indagini preliminari del tribunale penale di Napoli ha presentato alla Giunta per le autorizzazioni la domanda di autorizzazione all'esecuzione della custodia cautelare in carcere nei confronti del Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze, Nicola Cosentino;
restano fermi il principio della presunzione di innocenza di cui al secondo comma dell'articolo 27 della Costituzione e il pieno rispetto delle competenze della Giunta per le autorizzazioni e delle conseguenti decisioni di questa Camera, nonché delle competenze della magistratura per quanto riguarda l'indagine penale in corso;
sulla permanenza al Governo del deputato Cosentino grava un giudizio di assoluta inopportunità ed il concreto rischio di un pregiudizio per il libero esercizio della funzione di Sottosegretario e di compromissione dell'immagine delle istituzioni,
(1-00287) «Casini, Cesa, Vietti».
(19 novembre 2009)