PROGETTO DI LEGGE - N. 3517
Onorevoli Colleghi! - Si è venuto sviluppando ormai da
alcuni anni un ampio dibattito circa l'apertura di nuove case
da gioco. Al di là del giudizio morale che può essere
formulato sul gioco d'azzardo, questa proposta di legge parte
dalla constatazione di un dato di fatto: il gioco d'azzardo
esiste, movimenta un'ingente mole di denaro e può contare su
un vastissimo numero di appassionati che, laddove esso è
proibito, sfidano la legge per praticarlo. Nel frattempo i
Casinò autorizzati sono divenuti in Europa 425, di cui 135 in
Francia, 76 in Inghilterra, 36 in Germania. Quindi per chi
vuole praticare il gioco d'azzardo è facilmente possibile far
ricorso a sale da gioco collocate in Paesi confinanti come la
Francia, la Svizzera, l'Austria, la Slovenia, la Croazia,
nonché il Principato di Monaco. Per questa strada si ha un
notevole esborso di valuta italiana.
In Italia vi sono solo quattro case da gioco e
precisamente quelle di Campione, Venezia, Sanremo e Saint
Vincent, dove è possibile praticare legalmente il gioco
d'azzardo. Appare evidente come questa regolamentazione sia
legata ad una particolare situazione storica, in base alla
quale si giustifica la scelta del legislatore, di premiare
quattro sedi per tradizione tra le più legate al turismo
internazionale.
Si tratta di porre finalmente rimedio a questa anomalia,
cominciando a rendere più equa una situazione sostanzialmente
ingiusta autorizzando l'apertura di nuove case da gioco, tra
cui una nel comune di Maratea (PZ).
Un nuovo atteggiamento dello Stato riguardo al problema
del gioco d'azzardo, oltre ad allineare l'Italia sulle
posizioni degli altri Paesi europei, avrebbe una ricaduta
positiva sull'economia e sull'occupazione, senza parlare del
colpo che verrebbe inferto alla criminalità organizzata,
sottraendo ad essa quell'immensa fonte di lucro che è appunto
il gioco clandestino.
A Maratea, in particolare, i vantaggi derivanti
dall'apertura di una casa da gioco sarebbero tali e tanti da
vincere qualsiasi remora di qualsivoglia natura.
La scelta di Maratea quale sede di casa da gioco deve
infatti ricercarsi nella vocazione turistica che la città e
l'intera area hanno sempre mantenuto negli anni, e che oggi
deve essere opportunamente rilanciata, nell'ambito di una
esigenza di sviluppo che riguarda un'area che vive un momento
di crisi.
La nuova istituzione della casa da gioco verrebbe a
completare le strutture turistiche della città e dell'area
consentendo agli operatori del settore un'attenzione verso
mercati esteri fino ad oggi non appieno sfruttati. La presenza
di una casa da gioco verrebbe a costituire un elemento
trainante per tutta l'economia. L'afflusso turistico, infatti,
già favorito dalla posizione geografica della città,
segnerebbe un sicuro incremento, essendo dimostrato che la
presenza di una casa da gioco costituisce una sicura
attrattiva durante tutto il corso dell'anno con una ricaduta
positiva sull'economia e sui livelli occupazionali. In più,
con i cospicui guadagni derivanti dalla gestione della casa da
gioco, l'amministrazione comunale verrebbe a godere di
maggiori entrate e ciò costituirebbe un ulteriore beneficio
per l'intera collettività.
In particolare, la proposta di legge attribuisce al comune
di Maratea il compito di autorizzare l'apertura di una casa da
gioco nel comune stesso. Il presidente della regione
Basilicata entro novanta giorni dalla data di entrata in
vigore della legge deve disciplinare la gestione della casa da
gioco stabilendo le norme per l'assegnazione e i controlli in
materia finanziaria e dell'ordine pubblico. I proventi che
derivano dalla gestione verrebbero assegnati per il 50 per
cento al comune di Maratea, per il 30 per cento alla provincia
di Potenza e per il restante 20 per cento alla regione
Basilicata, vincolando la maggior parte di tali fondi agli
investimenti nel settore turistico delle infrastrutture e
all'occupazione.
Al fine di prevenire il riciclaggio di valori di
provenienza illecita e per una giusta esigenza di trasparenza
delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari si
applicano le norme della legge n. 154 del 1992 e del decreto
del Ministro delle finanze del 28 dicembre del 1995,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 303 del 30
dicembre 1995.
Con la presente proposta di legge si istituisce inoltre
l'albo nazionale dei gestori e dei croupier.
Per meglio controllare la correttezza delle attività
connesse alla casa da gioco e agli ippodromi è istituita,
presso il Dipartimento della pubblica sicurezza, un'apposita
Direzione centrale.