(doc. XXXIV, nn. 1 e 2 - sezione 1)
RISOLUZIONI
La Camera,
preso atto delle considerazioni svolte dal Comitato parlamentare per i servizi di informazione e sicurezza e per il segreto di Stato nell'ambito delle relazioni presentate al Parlamento nella XIII legislatura, concernenti, rispettivamente, la raccolta e la conservazione delle informazioni riservate ed il sistema di reclutamento del personale del SISDE;
considerata la necessità di proseguire nelle attività già positivamente intraprese al riguardo dal Governo, nonché l'esigenza di adottare ogni ulteriore misura per adeguare l'assetto organizzativo e le modalità operative degli organismi informativi ai canoni istituzionali fissati dalla legge;
impegna il Governo
ad assumere tutte le ulteriori iniziative necessarie affinché sia data piena attuazione agli interventi ed alle misure correttive segnalate dal Comitato parlamentare per i servizi di informazione e sicurezza e per il segreto di Stato in materia di valutazione e di distribuzione delle informazioni riservate, nonché di garanzia dei diritti e delle libertà delle persone, soprattutto sotto il profilo della tutela della riservatezza privata;
a dare altresì concreta attuazione alle linee di intervento prospettate sul piano del reclutamento e della gestione del personale dei servizi di informazione e sicurezza, in modo da pervenire in tempi brevi alla definizione di procedure che, salvaguardando le specificità dell'attività degli organismi informativi, garantiscano il rispetto dei principi della trasparenza, dell'obiettività e della parità di condizione degli aspiranti.
(6-00032)
«Frattini, Saraceni, Cananzi».
La Camera,
esaminate le relazioni conclusive del Comitato parlamentare per i servizi di informazione e sicurezza e per il segreto di Stato relative, rispettivamente, alla raccolta e conservazione delle informazioni riservate (doc. XXXIV n. 1) ed al sistema di reclutamento del personale del Sisde (doc. XXXIV n. 2);
valutate inoltre le conclusioni della commissione ministeriale di inchiesta istituita con decreto ministeriale 14 novembre 1995 sul rilievo centrale delle regole per l'assunzione presso i servizi in vista della riforma del sistema di intelligence del Paese;
preso atto delle valutazioni del Comitato stesso, contenute nel doc. XXXIV n. 2, sulla necessità di rimuovere le gravi anomalie e le situazioni irregolari esistenti, disponendo la rimozione delle situazioni di incompatibilità;
valutati gli orientamenti emersi nel corso del dibattito parlamentare;
valutato altresì che:
nel mese di ottobre 1996, il Governo ha proceduto alla sostituzione di tutti i responsabili degli organismi di informazione
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e sicurezza senza fornire al Parlamento ed all'opinione pubblica alcuna spiegazione delle scelte adottate, né per quanto riguarda i profili soggettivi delle decisioni prese, né per quanto attiene alla correlazione tra le decisioni stesse e gli orientamenti del Governo in materia di intelligence;
numerosi episodi verificatisi di recente hanno fatto sorgere o, in qualche caso, hanno confermato l'attualità di inquietanti interrogativi sulla effettiva rispondenza delle istituzioni della sicurezza e del loro operato alle finalità sancite dalla legge 24 ottobre 1977, n. 801. A tale riguardo, basti pensare, da un lato, alle sconcertanti vicende legate alla cosiddetta fonte «Achille» del Sisde ed alle attenzioni dedicate dallo stesso Sisde alla Rai; dall'altro lato, alle inadeguatezze di analisi messe a nudo dall'evolversi della crisi albanese, che sembra aver colto di sorpresa i ministri responsabili;
di fronte a tali avvenimenti ed alle situazioni da essi determinate, una volta di più sono risultati del tutto inadeguati i poteri di controllo che la legge attualmente attribuisce al Comitato parlamentare per i servizi di informazione e sicurezza e per il segreto di Stato;
una incisiva azione parlamentare di verifica dell'attività dei servizi di sicurezza appare viceversa necessaria ed indispensabile per mettere a fuoco sia i livelli di professionalità, efficienza ed efficacia dei servizi stessi, sia l'effettiva corrispondenza delle risorse umane, materiali e finanziarie in essi impiegate alle esigenze imposte dalle attuali condizioni operative;
i radicali mutamenti dello scenario internazionale verificatisi nell'ultimo decennio rendono per molti aspetti irrimediabilmente superato il quadro normativo basato sulla legge 24 ottobre 1977, n. 801, ed impongono di realizzare, con estrema urgenza, profonde modifiche del nostro sistema di intelligence, che deve essere messo all'altezza delle nuove esigenze sotto i diversi aspetti, tra loro strettamente correlati, di una miglior organizzazione, dell'affinamento degli strumenti di analisi, di una più trasparente e mirata selezione del personale, di una più chiara individuazione dei diversi livelli di responsabilità politica ed amministrativa, anche in ordine all'impiego corretto ed efficace delle risorse finanziarie;
impegna il Governo
a predisporre con urgenza, indicandone al Parlamento obiettivi, tempi e modalità, un progetto organico di riforma del sistema di informazione e sicurezza che consenta di rendere più efficienti ed efficaci i servizi di sicurezza, prevedendo in particolare in tale contesto un ampliamento delle facoltà del Comitato parlamentare di controllo, di acquisire maggiori informazioni sul funzionamento dei servizi;
a rivedere il sistema di raccolta delle informazioni e di conservazione delle stesse, in un quadro di raccordo coordinato tra le forze di polizia;
a predisporre un regolamento di attuazione che disciplini il reclutamento del personale riconducendo ad un unico testo normativo le regole ora contenute in una pluralità di atti;
a uniformare al più appropriato livello regolamentare il rango delle fonti che oggi disciplinano la intera materia.
(6-00033)
«Tassone, Teresio Delfino, Volontè, Carmelo Carrara».