Seduta n. 323 del 11/3/1998

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(Misure contro la pedofilia)

PRESIDENTE. Passiamo all'interrogazione Lucchese n. 3-02053 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 10).
L'onorevole Lucchese ha facoltà di illustrarla.

FRANCESCO PAOLO LUCCHESE. Signor Presidente del Consiglio, ormai la cronaca nera quasi quotidianamente riporta episodi di pedofilia, molti dei quali si verificano in associazioni di varia natura, che si occupano di bambini. Uno di questi casi è esploso qualche giorno fa ad Alcamo, in provincia di Trapani, dove un istruttore di squadre di calcio giovanili ha approfittato della sua posizione. Vi è la fondata preoccupazione che questo fenomeno possa allignare presso altre associazioni sportive o similari che si occupano in vario modo e a vario titolo di bambini. Tutto questo ha creato e crea uno stato di allarme - anche di panico - presso le famiglie che affidano i propri figli nelle mani di associazioni che si occupano a vario titolo di sport, attività ricreative, artistiche e quant'altro.
Si chiede pertanto se il Governo abbia esaminato questo fenomeno sotto il punto di vista di un controllo ai vari livelli di tutte le società ed associazioni varie e come intenda affrontare questa emergenza intervenendo in via preventiva con idonei ed opportuni strumenti.

PRESIDENTE. Il Presidente del Consiglio dei ministri ha facoltà di rispondere.

ROMANO PRODI, Presidente del Consiglio dei ministri. Il problema che lei pone, onorevole Lucchese, è di enorme gravità. D'altra parte per questo motivo è già stato oggetto di risposta ad un'interrogazione solo pochi giorni fa. La risposta è stata data dal Vicepresidente del Consiglio proprio perché è un problema inquietante che riguarda tutte le famiglie. Debbo dire che mentre dobbiamo essere vigili (darò una risposta poi sulle misure concrete), profondamente indignati e predisporre una rete per la difesa contro questi fenomeni, occorre anche riconoscere che in questo paese vi sono ogni giorno, ogni week end, centinaia di migliaia di adulti che si dedicano con estrema dedizione, con pulizia mentale, con spirito di servizio all'educazione dei bambini. In tante società sportive, in tutto il paese c'è un volontariato sano su cui si fonda anche buona parte del processo educativo.
È chiaro che questo ci obbliga ancora di più ad essere vigili e duri riguardo a qualsiasi deviazione.
Abbiamo avviato un'azione di prevenzione e di coordinamento dei vari interventi, sia repressivi che educativi, promozionali e culturali.
Per quanto riguarda le attività internazionali, ci siamo aggregati a tutte le


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iniziative in corso relative alla riforma della legislazione ed ai coordinamenti internazionali riguardanti la pornografia minorile e il turismo sessuale, problemi che sono stati portati, ad esempio, davanti all'Assemblea del Consiglio d'Europa nella riunione del 25 settembre 1996.
Sul piano interno, va ricordata la legge 15 febbraio 1996, n. 66, con la quale sono state introdotte aggravanti molto forti nel codice penale nei casi in cui vi siano reati in danno di minori di 14 e di 10 anni nonché, come l'onorevole interrogante sa, la perseguibilità d'ufficio dei fatti posti in essere in danno dei minori di 14 anni.
Il fenomeno dell'utilizzazione di bambini ai fini della produzione di materiale pornografico non forma oggetto di specifica considerazione nel codice vigente, ma rientra nella previsione generale dell'articolo 528, che reprime il fenomeno della pornografia senza operare distinzioni. Anche su questo è chiaro che bisognerà intervenire, prevedendo norme più specifiche.
Vorrei anche ricordare la legge n. 285 del 1997, recante disposizioni per la promozione di diritti ed opportunità per l'infanzia e l'adolescenza, in cui viene previsto quel ruolo attivo che giustamente l'onorevole Lucchese ritiene ancora più necessario del ruolo repressivo. Si prevedono cioè misure specifiche per lo sviluppo di servizi di contrasto e di recupero per bambini e bambine vittime di sfruttamento e di violenze. La legge, inoltre, stanzia 800 miliardi - ed è la prima volta che avviene, nel nostro paese - per azioni concrete in favore dell'infanzia e prevede meccanismi di spesa che consentiranno di destinare le risorse soprattutto alle zone, come quelle meridionali, in cui questi problemi sono stati statisticamente più gravi.

PRESIDENTE. L'onorevole Lucchese ha facoltà di replicare.

FRANCESCO PAOLO LUCCHESE. Signor Presidente, signor Presidente del Consiglio, non c'è dubbio che il problema sia molto grave ed inquietante, si è fatto qualcosa, ma ancora resta moltissimo da fare. Sarebbe opportuno, tra l'altro, procedere ad un censimento delle varie associazioni e società che, a vario titolo, si occupano di bambini, quindi occorre svolgere un'analisi dell'idoneità dei programmi che le varie società si prefiggono e procedere ad una verifica dei requisiti, non solo professionali, ma direi anche morali delle persone addette alla cura dei minori. Appare opportuna anche una verifica delle strutture e delle attrezzature in uso nelle varie associazioni, prevedendo una sorta di accreditamento, come avviene con strutture private convenzionate con lo Stato. Penso che sarebbe oltremodo opportuno effettuare un esame dell'attività che viene svolta, attraverso assidui e specifici controlli da parte di personale appositamente preparato e professionalmente adeguato, nei vari settori di intervento. È opportuno che tale compito venga assegnato all'osservatorio per i problemi dell'infanzia presso il dipartimento degli affari sociali della Presidenza del Consiglio. È assolutamente indispensabile, altresì, stabilire che le persone che si occupano di attività giovanili siano adeguatamente istruite e sottoposte ad opportuni esami che ne accertino l'idoneità all'esercizio dell'attività che si prefiggono. Poiché si tratta di cura e tutela dei bambini, in un'età particolarmente delicata per lo sviluppo non solo fisico, ma anche psichico, sarà necessario svolgere anche una preventiva indagine sulla personalità di quanti sono preposti a tale attività. Non si può quindi lasciare che la situazione si aggravi, occorre porre in essere una serie di rimedi, con la dovuta urgenza, senza accampare l'alibi della mancanza di strutture e di mezzi finanziari: quelli stanziati con l'ultima legge non sono moltissimi, rappresentano un segnale positivo, ma non sono sufficienti. Non c'è tempo da perdere, quindi, nell'affrontare questo gravissimo problema.

PRESIDENTE. È così esaurito lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata. Ringrazio l'onorevole Presidente del Consiglio dei ministri.


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Sospendo brevemente la seduta, che riprenderà con immediate votazioni mediante procedimento elettronico.

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