Seduta n. 323 del 11/3/1998

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Sull'ordine dei lavori (ore 16,19).

NICOLA BONO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

NICOLA BONO. Presidente, ho chiesto di parlare sull'ordine dei lavori perché stamane, nel corso della seduta della Commissione bilancio, è emerso che i progetti di legge presentati dai due relatori di minoranza, onorevole Pace e onorevole Ballaman, erano pervenuti alla Commissione bilancio la stessa mattina in cui la Commissione avrebbe dovuto esprimere il parere. Di conseguenza, signor Presidente, i due progetti di legge erano privi della scheda tecnica, e pertanto la Commissione bilancio ha valutato, dopo un serrato dibattito, di rimettere alla sua valutazione l'opportunità di rinviare l'argomento fin quando la Commissione non fosse messa nelle condizioni di poter deliberare con compiutezza di elementi.
Stamane avevamo esordito in Commissione bilancio con una richiesta del relatore per la maggioranza, quella di esprimere parere contrario perché mancava la copertura finanziaria: fatto del tutto discutibile, perché mentre in un disegno di legge la copertura era indicata, nell'altro c'era la copertura, ma non c'era la sua quantificazione. Lei, che è un antico frequentatore di quest'aula, Presidente, mi insegna che la quantificazione è un dato che deriva proprio dalla relazione tecnica. Un qualunque deputato può scrivere una quantificazione, ma è poi la relazione tecnica a dare corpo e contenuto alla quantificazione stessa.
Dunque, signor Presidente, non abbiamo potuto espletare il nostro lavoro e la Commissione bilancio all'unanimità ha


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rimesso alla sua discrezionalità, Presidente, l'opportunità di soprassedere all'esame degli emendamenti.
Infatti, lei mi insegna, Presidente, che questa vicenda non può essere risolta con un «colpo» di autodeterminazione del Presidente. Ci troviamo per la prima volta nelle condizioni di applicare il nuovo regolamento secondo il quale i testi presentati dai relatori di minoranza hanno valenza di...

PRESIDENTE. Onorevole Lamacchia, la richiamo all'ordine per la prima volta.

NICOLA BONO. ...emendamenti alternativi e sostitutivi rispetto al testo del Governo. Per garantire una parità di trattamento e per attuare nei fatti una riforma regolamentare che non può essere svuotata di contenuti, lei, Presidente, ha il dovere di mettere tutti i soggetti che svolgono l'attività parlamentare sullo stesso piano.
Non vi è dubbio che i testi dei due relatori di minoranza sono stati depositati in aula contemporaneamente a quello del Governo. Sta di fatto, però, che la Commissione bilancio si è potuta esprimere compiutamente, nell'ambito delle sue competenze, sul testo del Governo e sugli emendamenti, ma non si è potuta esprimere, nei tempi assegnati, sui testi dei relatori di minoranza. Questo è un dato grave. Siccome è la prima volta che si verifica una situazione del genere, si prospetta un problema di non poca portata che interessa il prosieguo dei nostri lavori.
Devo, quindi, avanzare una richiesta e mi spiace di dovere essere io a farla, come componente di un gruppo di minoranza, perché avrei auspicato che la facesse direttamente il presidente della Commissione bilancio, dal momento che questa era la decisione della Commissione bilancio. So comunque di parlare a nome di tutta la Commissione bilancio, ragion per cui la invito a non considerare il mio come un intervento fatto a nome del gruppo di alleanza nazionale. Le chiedo che la Commissione bilancio venga messa nella condizione di esprimere il suo parere non tanto per la questione in sé, che comunque non è di poco conto visto che stiamo discutendo la legge sulle fondazioni, ma proprio perché si tratta della prima applicazione del nostro nuovo regolamento.
È probabile che l'incidente sia stato determinato da una sorta di «refuso» nei nostri lavori, senza colpa di alcuno. Sarebbe grave invece se oggi proseguissimo nei lavori d'aula senza aver garantito a tutti parità di trattamento. È per questo che invito la signoria vostra a valutare la proposta della Commissione bilancio e di recepirla.

ALBERTO LEMBO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ALBERTO LEMBO. Signor Presidente, sempre in merito a tale questione, vorrei integrare le considerazioni svolte dal collega Bono invitando ad una lettura attenta degli articoli 79, comma 12, 86 e 87 del regolamento.
Considerato che ci troviamo di fronte al primo caso del genere, non si è ancora creata una prassi né una consuetudine al riguardo e mancano dei precedenti interpretativi in merito alla questione del testo alternativo o, meglio, del ruolo del relatore di minoranza, che svolge una relazione di minoranza, eventualmente collegata ad un testo anche parzialmente alternativo, secondo quanto previsto dall'articolo 79, comma 12. Inoltre, il testo alternativo può assumere la valenza di emendamento integralmente sostitutivo.
È fuori discussione il fatto (lei lo sa bene perché ne abbiamo discusso in sede di riforma del regolamento) che questo testo alternativo ha una dignità ben superiore ai singoli emendamenti i quali, secondo quanto previsto dagli articoli 86 e 87 del regolamento, devono necessariamente presentare una copertura, altrimenti ricadono nelle condizioni di inammissibilità. Però il diritto del relatore di minoranza di presentare un testo totalmente o parzialmente sostitutivo, non è


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soggetto, nell'articolo 79, a limitazioni di alcun genere. Quindi probabilmente sarebbe opportuno che la Giunta per il regolamento desse un'interpretazione di questo punto, ovvero il testo alternativo proposto dal relatore di minoranza dovrebbe essere sciolto dall'obbligo dell'esame da parte della Commissione bilancio. Mi sembra che questa seconda possibilità sia estremamente vaga, perché non è possibile votare un testo che non contenga obbligatoriamente la copertura finanziaria.
Noto una frattura fra il regime degli emendamenti e quello dei testi alternativi ed è per questo che, in subordine alla richiesta dell'onorevole Bono, le chiedo di riunire la Giunta per il regolamento affinché, anche attraverso una consultazione con i colleghi che la compongono, lei, signor Presidente, possa esprimersi al riguardo. Inoltre, essendo questa la prima occasione in cui ci si trova ad affrontare una questione tanto importante, se si spendesse un po' di tempo per arrivare ad un chiarimento, non si tratterebbe di perseguire ad intenti dilatori, ma solo di operare un approfondimento che può rivelarsi utile in futuro e quindi non sarebbe un tempo sottratto ai lavori parlamentari.
Signor Presidente, le formulo questa richiesta in alternativa a quella del collega Bono, alla quale peraltro si integra. Inoltre, il «passaggio» in Giunta per il regolamento dovrebbe logicamente, anche in ossequio alla gerarchia delle fonti interne della Camera, aver luogo prima dell'espressione del parere della Commissione bilancio alla quale il testo alternativo dovrebbe essere sottoposto solo se dotato di tutta la documentazione necessaria.

BRUNO SOLAROLI, Presidente della V Commissione. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BRUNO SOLAROLI, Presidente della V Commissione. Signor Presidente, mi sento in dovere di intervenire, anche per evitare che - forse anche non volendo - dalle parole dell'onorevole Bono giunga un'interpretazione errata circa un possibile comportamento ambiguo del presidente della Commissione bilancio. All'onorevole Bono e agli altri colleghi della Commissione, nonché a tutti i colleghi qui presenti, voglio ricordare che, in qualità di presidente della Commissione bilancio, avevo inviato una lettera nella quale riassumevo le valutazioni e le proposte espresse dalla Commissione stessa sulla copertura finanziaria relativa ai testi alternativi che accompagnano le relazioni di minoranza. Questa mattina in Commissione siamo stati chiamati ad esprimere un parere su tali testi che, in quanto carenti di quantificazione finanziaria, si prestavano ad un parere di carattere negativo. Voglio anche rimarcare che, essendo di fronte all'attivazione di una nuova procedura prevista dal regolamento modificato recentemente, il presidente ha proposto, e la Commissione bilancio ha convenuto, di non procedere all'espressione del parere perché, in primo luogo, si poneva un problema di valutazione rispetto alle caratteristiche dei due testi alternativi: questi ultimi dovevano considerarsi proposte di legge o emendamenti alternativi? È chiaro che la procedura, a seconda dell'interpretazione, è diversa perché, se si tratta di proposte di legge che vanno votate prima dell'avvio dell'esame da parte del relatore, la Commissione dovrebbe acquisire la relazione tecnica da parte del Governo ed il parere da parte degli uffici della Camera. Se invece si trattava di emendamenti, è sufficiente il parere dei servizi della Camera.
La prima esigenza era quindi quella di avere un chiarimento ed un'interpretazione.
Mi soffermerò ora sulla seconda esigenza.
Signor Presidente, trattandosi di una procedura nuova, la preoccupazione della Commissione bilancio - come avrà letto nella lettera che le ho inviato - era quella di vedersi comunque attribuire anche le proposte di legge che accompagnano la relazione di minoranza, contemporaneamente


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alla proposta di legge del relatore per la maggioranza (quella, cioè, che è stata approvata in Commissione e che ora viene esaminata dall'Assemblea con il parere favorevole), in modo tale da consentire in ogni caso alla Commissione bilancio di acquisire i pareri necessari per essere in grado di esprimersi fino in fondo e con estrema chiarezza.
Queste sono le questioni che abbiamo valutato e la ragione per la quale le ho inviato quella lettera.
Signor Presidente, per quanto ci riguarda, ovviamente ci rimettiamo anche all'interpretazione che ella vorrà dare.

MAURO GUERRA. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MAURO GUERRA. Comprendo le questioni sollevate in questa sede: si tratta della prima applicazione di alcune norme parlamentari che abbiamo stabilito assieme.
Faccio due osservazioni e poi, Presidente, le sottopongo un'ipotesi di lavoro.
La prima osservazione: laddove si renda necessaria una relazione tecnica nel regolamento questo è espressamente previsto. In questo caso non vi è invece un'espressa previsione regolamentare della necessità di una relazione tecnica per le proposte di emendamento interamente sostitutive formulate dai relatori di minoranza.
La seconda osservazione: anche i poteri, tutti gli atti e i documenti strumentali all'esercizio delle facoltà dei relatori di minoranza, sono esplicitamente ed espressamente disciplinati nelle norme regolamentari. Tra questi poteri e nell'indicazione degli atti e dei documenti strumentali all'esercizio di tali poteri da parte dei relatori di minoranza, non vi è la previsione della valutazione della relazione tecnica allegata alle proposte emendative totalmente o parzialmente sostitutive del testo, formulate dai relatori di minoranza.
Mi pare quindi che vi siano due ragioni testuali che militino a sostegno della tesi per la quale non vi sia la necessità di avere la relazione tecnica sull'ipotesi di testo, di proposta alternativa, formulata dai relatori di minoranza.
D'altro canto, comprendo che restano aperte alcune questioni di coordinamento. Una di queste è quella posta da ultimo dal presidente Solaroli: che rapporto vi è tra il testo interamente alternativo e sostitutivo formulato dai relatori di minoranza e gli emendamenti. Quello in esame è da considerare una proposta di legge oppure, ai fini degli atti inerenti strumentali e conseguenti, come un emendamento. Io, Presidente, propenderei per questa seconda ipotesi, cioè che sia da considerare «alla sorta degli emendamenti»; perché se fosse diversamente, le conseguenze sarebbero notevoli e significative e non troverebbero molti riscontri all'interno dell'articolato regolamentare.
Capisco, però, che su tale questione vi sia la necessità e l'opportunità di un ragionamento - anche nella Giunta per il regolamento - e di una valutazione (se il Presidente riterrà di valutarla). Allo stato delle cose, non vedrei però tale necessità per questo provvedimento.
Presidente, sulla base delle considerazioni che svolgevo poc'anzi, mi pare che non vi sia un riferimento testuale che richieda l'accompagnamento della relazione tecnica alle proposte alternative dei relatori di minoranza. Chiederei pertanto di procedere nell'esame del provvedimento, con l'intesa che questo non costituisca precedente a tutti i fini della sua applicazione, per poi avere l'occasione e la possibilità di una riflessione più approfondita - eventualmente, se lei lo riterrà, in sede di Giunta per il regolamento - con la Commissione bilancio, per mettere a punto in maniera più ordinata un'interpretazione regolamentare da questo punto di vista.

NICOLA BONO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Onorevole Bono, lei è già intervenuto.

NICOLA BONO. Vorrei fare solo una puntualizzazione.


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PRESIDENTE. Va bene, puntualizzi in maniera molto sintetica, perché non potrei darle la parola, come lei sa.

NICOLA BONO. La ringrazio, Presidente. Lei sa che ci sono argomenti per i quali lo scambio di valutazioni aiuta a trovare la soluzione migliore.
Mi ha inquietato l'intervento del collega Guerra perché con il suo fare, come sempre calmo e sereno, ha posto una serie di...

PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Bono, non è prevista la replica; o lei pone una questione specifica, oppure...

NICOLA BONO. La questione specifica è la seguente: possiamo svuotare il senso della riforma regolamentare, non attribuendo dignità ai progetti di legge presentati dai relatori di minoranza che hanno valenza alternativa? Il rischio è che abbiamo approvato una riforma regolamentare che poi di fatto qualcuno vuole svuotare di contenuto. Questo è un fatto che mi inquieta.

PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia, vi chiedo un momento di attenzione, perché la questione riguarda i diritti di tutte le parti dell'Assemblea.
Essa a mio avviso va interpretata chiarendo cosa si intenda per testi alternativi. Lei, onorevole Bono, ha parlato di progetti di legge, ma non sono progetti. Infatti, il comma 1-bis dell'articolo 87 del regolamento stabilisce che i testi alternativi sono posti in votazione, su richiesta del relatore di minoranza, come emendamenti; quindi non si tratta di progetti. Questo è il punto chiave.
Se lei, onorevole Bono, considerasse quei testi come progetti, allora dovrebbero essere votati prima i progetti; mentre il testo del regolamento stabilisce un'altra cosa, cioè che si possono presentare testi alternativi, i quali, a norma del comma 1-bis dell'articolo 87 sono votati come emendamenti, articolo per articolo, prima degli altri.
Il privilegio che ha il relatore di minoranza, quando termina la discussione, consiste nel fatto che il suo testo alternativo, non al progetto intero ma ai singoli articoli, viene votato prima. Nel momento in cui si presentano i progetti di legge all'inizio dell'iter, ci sono altri tipi di diritti. Se così non fosse, lei mi intende, nel momento in cui la Commissione di merito ha terminato l'esame si riaprirebbe un nuovo iter che non si capisce bene quando terminerebbe. In realtà il meccanismo è molto semplice ed è garantista, perché dà la possibilità al relatore di minoranza di confrontare la propria posizione con quella della maggioranza.
Pertanto, il relatore di minoranza presenta un testo, e gli articoli del testo alternativo sono considerati emendamenti, articolo per articolo, come testualmente recita il comma 1-bis dell'articolo 87 del regolamento. Se così è, non possiamo parlare di progetti di legge; quei testi sono invece da considerare come emendamenti nei confronti dei quali valgono i principi generali che abbiamo in tale materia. Mi pare che la questione sia abbastanza lineare da questo punto di vista.
Poiché il collega Solaroli mi ha cortesemente scritto su tale argomento, ho risposto precisando questo tipo di interpretazione, che peraltro mi sembra letterale. In realtà tutti gli altri argomenti, anche quelli addotti in modo molto preciso dal collega Lembo, fanno riferimento ad altre parti del regolamento, non a quella parte che stabilisce la natura di quei testi, che non è unitaria. Non si tratta di un progetto di legge, ma di emendamenti alternativi, articolo per articolo, al testo della Commissione e vanno trattati in questa maniera. Ripeto che se così non fosse si riaprirebbe, dopo che la Commissione di merito ha terminato il lavoro, un secondo ciclo, del tutto incompatibile peraltro con la programmazione, in base alla quale si stabilisce il momento in cui iniziano e terminano i lavori.
Per queste ragioni ritengo di non poter accogliere la sua obiezione, onorevole Bono.


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GIANCARLO GIORGETTI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIANCARLO GIORGETTI. Alla luce dell'interpretazione che lei, Presidente, ha dato della norma regolamentare, si rende comunque necessario un ulteriore passo. In ogni caso ritengo che un pronunciamento della Commissione bilancio su questi due emendamenti vi dovrebbe comunque essere.
Poiché credo che la copertura ci sia, e non c'è dubbio, poiché il fondo speciale a cui si riferiscono le formule di copertura dei due colleghi è «capiente» per 779 miliardi, mentre l'incidenza è sicuramente inferiore, non possiamo trascurare il fatto che la Commissione bilancio non si è pronunciata, rimettendo alla sua persona, Presidente, la valutazione della questione.
Di conseguenza le chiedo di considerare questi testi come emendamenti, però di consentire, magari con una brevissima pausa, alla Commissione bilancio di esprimere un parere a ragion veduta.

PRESIDENTE. Questa mi pare una soluzione seria, onorevole Giorgetti (Applausi dei deputati del gruppo della lega nord per l'indipendenza della Padania). Se i colleghi sono d'accordo potrebbe essere opportuno sospendere brevemente i lavori per consentire alla Commissione bilancio di valutare gli emendamenti.

NICOLA BONO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

NICOLA BONO. Mi consenta di dissentire dalla sua interpretazione. Preciso brevemente che in questo momento stiamo confondendo il mezzo con il metodo di votazione. Il mezzo è il progetto di legge, che nella riforma regolamentare è stato deciso di attribuire alla potestà del relatore di minoranza per riequilibrare la sua posizione e metterlo nella condizione di essere paritario rispetto al Governo. Il metodo di votazione consiste nell'esame del testo, articolo per articolo, da votare come emendamenti. Quindi, una cosa è la proposta, che ha una sua dignità, che può essere posta alla pari di quella del Governo, altra cosa è come operare concretamente, perché effettivamente non si finirebbe mai ed è in questo concordo con lei.
In base al regolamento, atteso che la proposta del Governo e quella dell'opposizione hanno pari dignità, una volta esitato l'esame della Commissione e definite le rispettive posizioni, i due disegni di legge vanno esaminati con il seguente metodo: il testo base è quello del Governo e non potrebbe che essere così, mentre il testo del o dei relatori di minoranza viene utilizzato come emendamento o emendamenti interamente sostitutivi, articolo per articolo.
Quindi, l'osservazione che ho formulato all'inizio rimane per intero. Perché l'ho avanzata, Presidente? Perché siamo davanti ad un incidente oggettivo. In questo momento il problema non è quello di fare ostruzionismo sul provvedimento in esame. Vorrei ricordare che la Commissione bilancio aveva già espresso sul merito del provvedimento parere contrario, per cui la proposta dell'onorevole Giancarlo Giorgetti è neutra rispetto all'obiettivo, poiché non serve neanche a far perdere mezz'ora di tempo; anzi, servirebbe solo a questo. A me non interessa perdere mezz'ora di tempo sul disegno di legge riguardante le fondazioni, a me interessa invece arrivare con lei e con la Camera ad un ragionamento definitivo su tale punto, che non mi pare indifferente.
Questa mattina la Commissione - ripeto - aveva già manifestato nel merito un orientamento contrario. Dove si è arenata la questione? Voglio preliminarmente ringraziare tutti i colleghi ed il presidente Solaroli per aver voluto puntualizzare la posizione della Commissione e voglio altresì rassicurarlo che nel mio intervento non vi era la più pallida volontà di dare un'interpretazione ambigua del suo ruolo. Dove si è arenata la questione? Premesso che il progetto di legge del relatore di minoranza rispetto a


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quello del Governo ha pari dignità, vorrei evidenziare che non vi è una relazione tecnica a supporto della proposta; peraltro, tale relazione non viene redatta per gli emendamenti. Respingiamo dunque l'interpretazione di considerare il lavoro del relatore di minoranza alla stregua degli emendamenti, perché in tal caso non vi sarebbe bisogno né di chiedere il parere della Commissione bilancio, né di denominare l'atto relazione di minoranza. Se quest'ultima è tale, non può che essere un lavoro organico e composito che, appunto perché composto da un articolato, da una relazione, da una copertura finanziaria, sul piano della tecnica legislativa e del voto non può che essere intesa come singolo emendamento. Il passaggio è nel voto, non nella valutazione dello strumento.
La invito, caro Presidente, a rivedere la sua posizione ed a rinviare la seduta, non per perdere tempo, perché, insieme ai colleghi della Commissione bilancio, sono pronto a tornare in Commissione ed a discutere sulla base della relazione, ma perché si pone un problema di dignità e di rispetto delle regole che insieme ci siamo dati. Vogliamo affermare che l'opposizione sul terreno del confronto, anche nel Parlamento italiano, è posta in condizione di parità con la maggioranza e con il Governo.

PRESIDENTE. Colleghi, prima di decidere in ordine alla richiesta dell'onorevole Giancarlo Giorgetti, voglio dire all'onorevole Bono che le cose non stanno come crede ed ora chiarirò i motivi.
La Commissione può chiedere la relazione tecnica anche sugli emendamenti, in base alla legge n. 468. Quindi, il considerarli o meno emendamenti non intacca questa possibilità se la Commissione, a maggioranza, lo chiede; cosa che non è stata fatta.
Non si tratta di dignità maggiore o minore: una volta che la Commissione, non il Governo, ha redatto il testo per l'Assemblea sorge la possibilità per il relatore di minoranza di chiedere sostanzialmente all'Assemblea stessa un pronunciamento prima di esprimersi su qualsiasi altro articolo della proposta.
Questo è il privilegio, che non ha nessun altro dei deputati, ma soltanto il relatore di minoranza. Questo è il dato che qualifica l'intervento. Non pretendo di convincerla, onorevole Bono (lei, poi, è uomo esperto) e sulla questione rifletterò ancora. Allo stato, mi sembra però francamente che l'articolo 87 sia molto chiaro su questo dato e qualificare i testi come emendamenti non toglie la possibilità alla maggioranza, se lo ritenga, di chiedere la relazione tecnica.
Fermo restando questo, poiché il collega Giancarlo Giorgetti ha chiesto che ci fosse una valutazione di merito, non ho capito bene - chiedo scusa, ma mi è sfuggito - se la Commissione bilancio abbia preso o meno in esame i testi.
Presidente Solaroli?

BRUNO SOLAROLI, Presidente della V Commissione. Signor Presidente, noi abbiamo sospeso e rinviato il giudizio appunto perché ci trovavamo di fronte alla prima interpretazione.

PRESIDENTE. Quindi non avete proceduto all'esame.

BRUNO SOLAROLI, Presidente della V Commissione. Dovevamo avere dei chiarimenti, in attesa dei quali abbiamo preferito non aprire un contenzioso politico su questa questione.

PRESIDENTE. Sta bene.

BRUNO SOLAROLI, Presidente della V Commissione. È ovvio che se noi torniamo adesso in Commissione - questa è un'opinione di carattere personale - quello della Commissione bilancio non può che essere un parere contrario, visto che manca la quantificazione finanziaria e non credo - anche se l'abbiamo chiesto - che siamo in grado di beneficiare della scheda di lettura del servizio bilancio. Si tratta infatti di provvedimenti complessi, nel senso che


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sono veri e propri disegni alternativi, la cui lettura è più complessa rispetto a quella di un singolo emendamento.
Ci troveremmo, come dicevo, ad esprimere parere contrario e, quindi, nelle medesime condizioni di questa mattina.

PRESIDENTE. Mi scusi, presidente Solaroli. Il collega Giancarlo Giorgetti ha chiesto un parere, lei ha espresso la sua opinione, tuttavia credo sia più utile sentire comunque la Commissione.

DANIELE ROSCIA. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DANIELE ROSCIA. Presidente, la questione è molto complessa, ma andrebbe chiarita anche per il prosieguo dei lavori. In questa famigerata Commissione bilancio - ormai lei lo saprà - ne succedono di tutti i colori. Questa è una situazione eclatante che dimostra come si sta lavorando in quella sede.
Stamattina la Commissione non è stata in grado - ahimè - di esprimere un parere, o meglio essa esprimeva un parere negativo perché mancava la quantificazione, mentre ormai tutti sanno che quando non c'è la quantificazione la prassi era che gli uffici, in particolare il servizio bilancio, dovesse fare questa operazione.
Ora mi si dice che il servizio bilancio ha avuto il documento solo questa mattina. Ebbene, non vorrei che questo fosse un facile escamotage per rafforzare il voto negativo sul testo alternativo, in quanto questo passaggio non è stato fatto. Se non è stato fatto, visto che stiamo modificando tutte le regole, cambiamo anche questa benedetta legge n. 468, nonché la funzione del servizio bilancio, magari cercando di ottenere un organismo esterno che sia tempestivo, oggettivo ed in grado di far lavorare tutti i membri di questo Parlamento.

PRESIDENTE. Colleghi, sospendo la seduta per mezz'ora per dare tempo alla Commissione bilancio di esprimere il parere su questi emendamenti.
La seduta riprenderà con immediate votazioni.

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