INTERPELLANZE ED INTERROGAZIONI
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A) Interpellanza:
(Sezione 1 - Concessioni alle società autostradali)
Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro dei lavori pubblici e del tesoro, per sapere - premesso che:
quanto proposto e deliberato dal Ministro dei lavori pubblici e dal Ministro del tesoro a proposito della nuova convenzione tra società Autostrade e Anas sembra essere diventato il modello per tutte le concessionarie autostradali che si propongono di ottenere in via amministrativa la proroga della propria concessione autostradale;
a tale proposito il ministero dei lavori pubblici, che sta concludendo una propria verifica sulla situazione di tutte le concessionarie sulla base delle indicazioni date dal Parlamento, sembra proporsi, attraverso la richiesta del piano finanziario a ciascuna delle società, di individuare gli investimenti per la costruzione di nuove tratte autostradali;
tali propositi risultano dal documento del 4 novembre 1997 sull'occupazione e il welfare sottoscritto dal Governo e dai sindacati che, annunciando che si sta concludendo il processo di revisione delle concessioni autostradali, afferma che entro il 31 dicembre 1997 avverrà il rinnovo delle convenzioni con le altre 24 società concessionarie autostradali italiane;
il medesimo documento afferma che la revisione delle concessioni autostradali e il rinnovo delle relative convenzioni dovrebbe avviare interventi per complessivi 38.000 miliardi di cui circa 3.445 per il 1998;
le proroghe delle concessioni e le connesse realizzazioni di tratte autostradali fanno tornare attuale la decisione assunta a proposito della società Autostrade, già respinta dalla Corte dei conti che ha rifiutato di registrare la convenzione approvata con decreto interministeriale lavori pubblici-tesoro affermando che la proroga delle concessioni e le opere connesse devono essere attuate mediante gara europea, secondo quanto previsto dalla normativa comunitaria;
la decisione della Corte dei conti non può riguardare solo la società Autostrade e deve applicarsi a tutte le altre società concessionarie; inoltre appare discutibile l'ipotesi del rinnovo a fronte di concessioni che si trovano prossime a scadenza definitiva e che potrebbero vedere restituita l'infrastruttura alla disponibilità pubblica per la quale potrebbe essere presa in considerazione una diversa utilizzazione, anche con la liberalizzazione di tratte in prossimità di città ed in zone nelle quali è opportuno convogliare il traffico, soprattutto pesante, sull'autostrada spostandolo dalla viabilità ordinaria;
inoltre, appaiono del tutto inapplicabili le presunte ragioni legate all'aumento del valore in caso di alienazione trattandosi in questo caso di società private per le quali non è prevista nessuna privatizzazione da parte dello Stato -:
quali siano le valutazioni relative ai fatti citati in premessa;
se non ritengano di dover interrompere ogni eventuale procedimento o iniziativa volti a prorogare le concessioni alle società autostradali e la realizzazione di nuove tratte autostradali;
se non ritengano quindi applicabili anche a tali società ed ai predetti interventi
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lo stesso diniego della Corte dei conti che ritiene che proroga delle concessioni e nuovi interventi sulle autostrade debbano realizzarsi previa gara europea;
se non ritengano di aver intrapreso, attraverso l'annuncio della proroga delle concessioni così come contenuto nel documento del 4 novembre 1997 sull'occupazione e il welfare, sottoscritto dal Governo e dai sindacati, una iniziativa illegittima che rischia di determinare la riapertura della stagione delle autostrade che ha già comportato danni economici ed ambientali enormi all'Italia nonché la determinazione di un modello trasportistico intollerabile;
se non ritengano di doversi attivare al più presto al fine di definire quel nuovo programma complessivo per la mobilità in Italia che è comunque propedeutico ad ogni ulteriore ipotizzabile intervento;
se non ritengano, infine, nel caso siano accettabili e proponibili proroghe di alcune concessioni o di parti di esse, di dover esperire comunque una gara europea, a vantaggio dell'erario e della trasparenza e nel rispetto della normativa comunitaria in materia di appalti.
(2-00775) «Turroni».
(7 novembre 1997).