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PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge, già approvato dal Senato: Ratifica ed esecuzione della Convenzione di cooperazione nel campo militare tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica tunisina, fatta a Tunisi il 3 dicembre 1991.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione sulle linee generali.
GUALBERTO NICCOLINI, Relatore. Mi richiamo alla relazione già svolta in Commissione, quando abbiamo deciso di esprimerci favorevolmente su questa ratifica. Ricordo che si tratta di una Convenzione già firmata dall'Italia nel 1991 e quindi si dà finalmente esecuzione ad essa con un certo ritardo. Ricordo altresì l'importanza di questa Convenzione, che rafforza la posizione dell'Italia nel cuore del Mediterraneo, quale ponte tra l'Europa e il Nord Africa.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo.
PIERO FASSINO, Sottosegretario di Stato per gli affari esteri. Il Governo condivide le valutazione del relatore.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Calzavara. Ne ha facoltà.
FABIO CALZAVARA. Siamo anche noi d'accordo su quanto esposto dal relatore, però devo rilevare due aspetti. Innanzitutto, nonostante la vicinanza e i grandi rapporti enunciati, vi è un altrettanto grande ritardo, visto che la Convenzione è stata fatta nel 1991. Inoltre, l'articolo 5 ci fa sorgere alcune perplessità e su di esso vorremmo alcuni chiarimenti definitivi.
PRESIDENTE. Non vi sono altri iscritti a parlare e pertanto dichiaro chiusa la discussione sulle linee generali.
Avverto che la III Commissione (Esteri) si intende autorizzata a riferire oralmente.
Il relatore, onorevole Niccolini, ha facoltà di svolgere la relazione.
L'articolo 5 prevede che, considerato lo spirito di grande amicizia e tenendo conto dell'impatto reciproco benefico che deriverebbe da una migliore comprensione delle rispettive culture, le due parti svilupperanno degli scambi di interesse culturale e di carattere sociale tra i membri delle forze armate dei due paesi e le loro famiglie. Posso comprendere la grande amicizia, che peraltro mi suona un po' strana, visto che non l'ho mai vista richiamata in tutte le altre decine o centinaia di ratifiche; può darsi che questa grande amicizia sia solo di qualcuno, magari socialista, magari condannato ed impossibilitato a tornare in Italia, perché le autorità tunisine lo impediscono o non collaborano...! Questo è un aspetto politico discutibile; però, quello che interessa o dovrebbe interessare tutti noi è l'ultima parte di questo articolo 5, sulla quale vorrei chiarimenti molto precisi, che non sono riuscito ad ottenere in Commissione. Quanti e quali membri delle forze armate hanno diritto a questi benefici? Qual è l'ammontare delle somme? È preoccupante che di fronte ad enunciazioni di così grande amicizia non si forniscano chiarimenti, al fine di evitare che questi condivisibilissimi principi vengano sfruttati per altre cose, meno politiche, meno tecniche, meno inerenti ad un lavoro produttivo di scambio tra i nostri due Stati.


