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La seduta, sospesa alle 10,10, è ripresa alle 11,05.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione degli abbinati progetti di legge: Delega al Governo per il riordino della disciplina civilistica e fiscale degli enti conferenti, di cui all'articolo 11 comma 1, del decreto legislativo 20 novembre 1990, n. 356, e della disciplina fiscale delle operazioni di ristrutturazione bancaria; Balocchi ed altri: Norme in tema di cessioni di quote delle banche da parte delle fondazioni delle casse di risparmio; Costa: Norme in materia di privatizzazione delle banche controllate dalle fondazioni-associazioni.
PRESIDENTE. Dobbiamo ora procedere nuovamente alla votazione dell'emendamento Antonio Pepe 2.181.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Antonio Pepe 2.181, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Conto 2.34, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera non è in numero legale per deliberare (Commenti). Ricordo ai colleghi che sono stati i presidenti di gruppo a chiedere la convocazione dell'Assemblea a quest'ora del martedì, ritenendo che la Camera potesse essere in numero legale.
BEPPE PISANU. No, Presidente, non è più necessario il mio intervento.
PRESIDENTE. Sta bene, onorevole Pisanu.
La seduta, sospesa alle 11,15, è ripresa alle 12,15.
PRESIDENTE. Dobbiamo procedere nuovamente alla votazione dell'emendamento Conte 2.34, nella quale in precedenza è mancato il numero legale.
Dichiaro chiusa la votazione.
BEPPE PISANU. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BEPPE PISANU. Signor Presidente, avevamo chiesto nella precedente seduta inutilmente al Governo di rivedere le sue posizioni, almeno per quanto riguarda i controlli di gestione che l'authority eserciterà sulle fondazioni. Abbiamo sottolineato come per noi la difesa dell'autonomia delle associazioni spontanee della società civile, quali sono le fondazioni a base associativa, e la difesa delle autonomie di quelle istituzioni bancarie, che sono espressione di comunità locali a volte storicamente consolidate in secoli, sia una questione di importanza decisiva.
ANGELO SANZA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ANGELO SANZA. Signor Presidente, volevo convenire con le riflessioni svolte dal collega Pisanu poc'anzi per rimarcare anche da parte nostra questa incomprensibile posizione del Governo e dovrei dire anche della maggioranza.
EDOUARD BALLAMAN. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
EDOUARD BALLAMAN. Signor Presidente, onorevoli colleghi, dispiace trovarsi in una situazione come questa, in cui, purtroppo, i lavori procedono veramente a singhiozzo, ma devo ribadire un fatto.
CARLO PACE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARLO PACE. Signor Presidente, desidero associarmi alle dichiarazioni testé fatte. Il nostro atteggiamento è quello descritto dall'onorevole Pisanu. Non possiamo permetterci di essere presi in giro. Da parte del Governo ci viene detto che si vuole trattare, dopo di che non si avanza nemmeno una controproposta rispetto alle nostre proposte.
PRESIDENTE. Colleghi, vi prego di prendere posto.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Carlo Pace 2.180, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
BEPPE PISANU. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. A che titolo?
BEPPE PISANU. Lei poco fa non ha annunciato all'Assemblea il risultato della votazione.
PRESIDENTE. Sì, l'ho annunciato.
BEPPE PISANU. No, ha detto soltanto: «La Camera respinge», ma non ha proclamato il risultato della votazione.
PRESIDENTE. Controlleremo dal resoconto stenografico della seduta odierna. Ho detto: «La Camera respinge».
BEPPE PISANU. Sì, ha detto solo questo, ma non ha comunicato quanti erano i voti favorevoli e quanti quelli contrari.
PRESIDENTE. Basta leggere il regolamento, il quale prevede che il Presidente comunichi il risultato della votazione, non i singoli dati.
PIETRO FONTANINI. Signor Presidente, ci risulta che alcuni colleghi eseguono una doppia votazione. La prego di far eseguire necessari controlli!
MAURO GUERRA. C'è gente in aula che non vota mai!
PRESIDENTE. Vorrei precisare all'onorevole Pisanu, che poco fa ho fatto riferimento all'articolo 57, comma 2, del regolamento.
FRANCESCO STORACE. Guarino, stai giù! Metti la mano dietro! È uno scandalo!
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Dichiaro chiusa la votazione.
La seduta, sospesa alle 12,25, è ripresa alle 13,40.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dobbiamo nuovamente procedere alla votazione
Dichiaro chiusa la votazione.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Ricordo che nella seduta del 13 marzo 1998, è mancato, da ultimo, il numero legale nella votazione dell'emendamento Antonio Pepe 2.181 (vedi l'allegato A - A.C. 3194 sezione 1).
Passiamo ai voti.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione:
Presenti e votanti 304
Maggioranza 153
Hanno votato sì 73
Hanno votato no 231
Sono in missione 32 deputati.
(La Camera respinge - Vedi votazioni).
(Segue la votazione).
Ha chiesto di parlare, onorevole Pisanu?
Colleghi, naturalmente capite che queste modalità ci comportano la necessità di cambiare radicalmente il calendario ed il sistema di lavoro.
A norma dell'articolo 47, comma 2, del regolamento, rinvio la seduta di un'ora.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Conte 2.34, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione:
Presenti 295
Votanti 293
Astenuti 2
Maggioranza 147
Hanno votato sì 36
Hanno votato no 257
Sono in missione 32 deputati.
(La Camera respinge - Vedi votazioni).
Non abbiamo ottenuto alcun ascolto, ma si pretende da noi di collaborare ad un provvedimento contro il quale, se venisse varato in via definitiva, abbiamo già annunziato la raccolta delle firme per un referendum abrogativo.
Ferma restando questa nostra posizione, e finché resterà in piedi il muro di «no» che il Governo ha alzato contro le nostre proposte, ci rifiuteremo d'ora innanzi di partecipare alle votazioni, come risorsa estrema a cui dobbiamo ricorrere perché non ci è data altra possibilità di intervenire sulle storture di questo provvedimento.
Si è sempre sollecitato in quest'aula, specialmente da parte della maggioranza, di trovare il modo come migliorare i provvedimenti legislativi. Noi riteniamo, anche per le solidarietà e le convergenze che recuperiamo nel dibattito che si svolge in questi giorni sui massimi organi di stampa che trattano di questo tema, di avere profondamente ragione nel sostenere le nostre posizioni. Riteniamo quindi nostro dovere assumere in questa sede ogni atteggiamento utile a modificare il testo.
Pertanto, se non troveremo questa attenzione da parte del Governo e della maggioranza dovremo operare ogni azione di ostruzionismo perché il provvedimento venga modificato.
Di fronte ad una situazione che aveva visto il Governo ben disposto ad un colloquio e la dimostrazione di una altrettanto buona disposizione da parte sia dalla lega sia dal Polo, nella volontà di cercare qualche soluzione che permettesse, a nostro avviso, di migliorare nel merito il provvedimento; di fronte ad una prima proposta rifiutata dal Governo e dalla maggioranza, ad una seconda proposta, sicuramente di più basso profilo, anch'essa respinta e, infine, ad una terza proposta che si riferiva ad un pacchetto di quattro emendamenti che potevano essere valutati, non abbiamo avuto neanche una eventuale controproposta.
Riteniamo che se si vuole andare ad un tavolo delle trattative sia necessario non negarsi solo alle proposte della controparte ma fare almeno un gesto dimostrativo, con una iniziativa che venga dal Governo. A questo punto ci chiediamo perché l'esecutivo abbia voluto intavolare questa trattativa, se non ha da fare neanche una piccola controproposta.
Proprio per questo siamo costretti a far fronte al provvedimento con ogni mezzo. Questa nostra volontà è tanto forte che abbiamo proposto anche un referendum abrogativo qualora il disegno di legge fosse approvato ed abbiamo avuto l'estremo piacere di vedere sulla stessa linea anche tutto il Polo, finalmente compatto.
Per questo, finché non avremo una qualche iniziativa da parte del Governo, oppure fino a quando non ci sarà effettivamente una maggioranza compatta, disposta a votare questo provvedimento, abbiamo il dovere di opporci al disegno di legge così com'è, ossia estremamente centralista ed espropriativo nei confronti di tutte le popolazioni dei luoghi dove insistono le fondazioni (Applausi dei deputati del gruppo della lega nord per l'indipendenza della Padania).
Ci troviamo di fronte, con le votazioni imminenti, ad una modifica dei fini degli attuali statuti delle fondazioni, cioè dei fini per i quali le fondazioni vennero costituite e per i quali le comunità locali hanno conferito loro delle risorse che hanno comportato dei sacrifici per i privati cittadini.
Due anni fa è stata emanata una legge contro l'usura che prevedeva la creazione di fondazioni che intervenissero contro questa piaga. Ebbene, tra i fini per i quali le fondazioni possono devolvere risorse non vi è quello della lotta all'usura. L'errore compiuto da chi crede di essere nel vero, al di sopra di Domineddio, è tanto macroscopico che credo sia comprensibile la posizione di alleanza nazionale, del Polo e di tutta l'opposizione nel contrastare con ogni mezzo questo disegno di legge (Applausi dei deputati del gruppo di alleanza nazionale).
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Frosio Roncalli 2.35, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Ricordo che devono essere sempre computati, ai fini del numero legale, ulteriori deputati fino al raggiungimento del numero di venti prescritto dal regolamento, del gruppo di forza Italia, che ha chiesto la votazione nominale e che non vi abbiano preso parte.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 274
Maggioranza 138
Hanno votato sì 10
Hanno votato no 264
Sono in missione 32 deputati).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 264
Maggioranza 133
Hanno votato sì 2
Hanno votato no 262
Sono in missione 32 deputati).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Carlo Pace 2.179, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Poiché la Camera non è in numero legale per deliberare, a norma dell'articolo 47, comma 2, del regolamento, rinvio la seduta di un'ora.
La Giunta per il regolamento è convocata immediatamente presso la Biblioteca del Presidente.
Sospendo la seduta.
dell'emendamento Carlo Pace 2.179, sul quale in precedenza è mancato il numero legale.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Carlo Pace 2.179, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 371
Votanti 370
Astenuti 1
Maggioranza 186
Hanno votato sì 122
Hanno votato no 248).
GIORGIO PANATTONI. Chiedo di parlare per una precisazione.