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PRESIDENTE. Colleghi, vi prego di prestare un momento di attenzione.
ROBERTO PINZA, Sottosegretario di Stato per il tesoro, il bilancio e la programmazione economica. Non ve ne sono, signor Presidente.
ANGELO SANZA. Presidente, vorremmo sentire il parere del Governo!
MARIO TASSONE. Un parere più articolato!
BEPPE PISANU. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BEPPE PISANU. Presidente, intervengo semplicemente per aderire alla sua proposta e dunque per esprimere parere favorevole sull'inversione dell'ordine del giorno.
FABIO MUSSI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FABIO MUSSI. Capisco che per mostrare i muscoli bisogna averceli, e quando la maggioranza non è in grado di garantire da sola il numero legale si pone in condizioni di obiettiva debolezza. Quindi aderisco alla proposta da lei formulata, signor Presidente, non senza rilevare l'affiorare di una strana teoria politica, che è quella dell'ostruzionismo consociativo (Applausi dei deputati Buontempo e Taradash): si fa ostruzionismo finché non vi è la possibilità di mettersi d'accordo.
OLIVIERO DILIBERTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
OLIVIERO DILIBERTO. Signor Presidente, stiamo faticosamente andando avanti nell'esame di un provvedimento sul quale rifondazione comunista ha non poche perplessità.
PAOLO ARMAROLI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PAOLO ARMAROLI. Signor Presidente, intervengo per esprimere il mio dissenso rispetto alle argomentazioni proposte dal presidente Mussi. Qui non si tratta di democrazia consociativa. Noi riteniamo che l'ostruzionismo in alcuni casi sia non soltanto legittimo ma doveroso; mi riferisco ai casi di macroscopica violazione della Costituzione o del regolamento della Camera o a quelli in cui un provvedimento sia intrinsecamente contrario all'ordinamento liberal-democratico, come lo sono talune norme del provvedimento in esame. Del resto, il collega professor Carlo Pace ha dato alcuni saggi di queste irregolarità, dimostrando quanto un'authority nelle mani del Governo possa comprimere l'autonomia privata.
PRESIDENTE. Il suo, onorevole Armaroli, è stato un intervento di carattere «veterinario»...!
ANGELO SANZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ANGELO SANZA. Non posso non apprezzare la proposta del Presidente, in quanto la stessa viene incontro a ciò che era stato sollecitato in questa sede nella prima parte della seduta, quando noi dell'opposizione avevamo fatto rilevare alcuni aspetti assolutamente rigidi ed anticostituzionali rinvenibili in questo provvedimento. Credo quindi che il Presidente, con la sua proposta, abbia trovato una sorta di mediazione tra la rigidità dimostrata dal Governo di fronte alle nostre richieste ed il comportamento dell'opposizione, non ostruzionistico, onorevole Mussi, bensì coerente verso le posizioni che noi della minoranza vogliamo rappresentare in questa sede.
EDOUARD BALLAMAN. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
EDOUARD BALLAMAN. Presidente, la lega nord le rivolge un ringraziamento personale per aver capito la necessità di prevedere un momento di riflessione da parte del Governo, anche se è deludente constatare che sia stato il Presidente della Camera e non il Governo stesso a rendersi conto delle difficoltà di questa situazione (Applausi dei deputati dei gruppi della lega nord per l'indipendenza della Padania e di alleanza nazionale).
ROBERTO PINZA, Sottosegretario di Stato per il tesoro, il bilancio e la programmazione economica. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ROBERTO PINZA, Sottosegretario di Stato per il tesoro, il bilancio e la programmazione economica. Presidente, mi limiterò a svolgere un'osservazione senza entrare nel merito del provvedimento, come pure è stato fatto in diversi interventi. Del merito, infatti, discuteremo in sede di esame degli emendamenti. Intervengo solo perché non rimanga l'immagine di un provvedimento immutabile, come da qualcuno è stato dichiarato.
CARLO PACE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARLO PACE. Signor Presidente, intervengo solo per manifestare apprezzamento per la sensibilità con cui lei ha compreso le difficoltà...
PRESIDENTE. Non l'apprezzi troppo, se no finisce male!
CARLO PACE. ...in cui ci trovavamo nel dover fare opposizione nella situazione che si era determinata (Applausi dei deputati del gruppo di alleanza nazionale).
PRESIDENTE. Colleghi, è evidente che la proposta che mi sono permesso di avanzare non riguarda la necessità di trovare un accordo, ma di avere un confronto; se poi l'accordo vi sarà o meno dipenderà dalla situazione.
GABRIELLA PISTONE. Presidente, c'è già stato l'altro giorno! Lo dico soltanto perché lei lo sappia.
PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia!
MARCO TARADASH. Presidente, non si vota sulla proposta per l'ordine dei lavori?
PRESIDENTE. Onorevole Taradash, mi consenta di chiarire ai colleghi il contenuto della proposta e, quindi, l'oggetto della votazione.
Mi rivolgo al Governo dopo gli interventi di alcuni colleghi dell'opposizione. Naturalmente il Presidente non può entrare nel merito delle questioni poste, ma si sta manifestando un problema di funzionamento dell'Assemblea e rientra nei compiti del Presidente cercare di risolverlo.
In relazione al disegno di legge al nostro esame pregherei il Governo di valutare con attenzione - poi deciderà nel merito - le questioni poste dai colleghi dell'opposizione e pregherei questi ultimi di valutare l'opportunità di invertire l'ordine del giorno, per consentire un approfondimento dei problemi.
Si potrebbe passare ad altro punto dell'ordine del giorno fino alle 14, per poi sospendere la seduta fino alle 15.
Probabilmente potremo affrontare questo provvedimento in fine di giornata - come sapete, questa sera è prevista anche la seduta notturna - se, come spero, potranno essere risolti i problemi posti.
Chiedo al Governo se vi siano obiezioni al riguardo.
Tengo ancora a sottolineare - e credo questa non sia soltanto l'opinione dei deputati del gruppo di forza Italia - che l'ostruzionismo al quale stiamo facendo ricorso è diventato per noi una necessità. Non vorremmo essere posti nella condizione di dover proseguire.
Pensiamo, francamente, che un atteggiamento di ragionevolezza da parte del Governo, nei confronti non di tutte le nostre osservazioni, ma solo di qualcuna di esse, potrebbe sbloccare l'iter del provvedimento, pur non dandoci soddisfazione ampia.
Non è un atteggiamento fortemente innovativo! Facciamo di necessità virtù e proviamo a vedere se vi siano i margini per ridurre il contenzioso; però obietto dal punto di vista del principio e mi adatto, perché capisco che non si può andare avanti con un braccio di ferro ad effetto zero (Applausi dei deputati del gruppo dei democratici di sinistra-l'Ulivo e dei deputati Buontempo e Taradash).
Ciò nonostante, all'interno della maggioranza e nei rapporti con il Governo, abbiamo proceduto lealmente nel tentativo di trovare un accordo sul merito del provvedimento. La richiesta di inversione dell'ordine del giorno, che è stata motivata esplicitamente in quest'aula - debbo dire anche un po' curiosamente - al fine di trovare un accordo con l'opposizione, non può che implicare un rischio (non voglio parlare di certezze), quello cioè di trovare un accordo al ribasso con l'opposizione medesima.
In questo senso ci asteniamo sulla richiesta di inversione dell'ordine del giorno, riservandoci di valutare cosa accadrà alla fine di questo percorso - ripeto: un percorso perlomeno curioso - che si sta avviando, anche nel merito del risultato e del conseguente atteggiamento del nostro gruppo (Applausi dei deputati del gruppo di rifondazione comunista-progressisti).
Questa è la sostanza stessa della democrazia. È proprio per questo, dunque, che abbiamo fatto ostruzionismo, non per ottenere qualche cosa ma per tentare di raddrizzare le gambe ai cani (Commenti del deputato Brunetti). Sotto questo profilo, vorrei tranquillizzare il presidente Mussi. È lontanissima da noi una concezione di democrazia consociativa che, semmai, è stata praticata da quei banchi per vari decenni (Applausi dei deputati del gruppo di alleanza nazionale).
In definitiva, si tratta non di un ostruzionismo consociativo bensì di buon senso, che mi pare sia stato colto dal Presidente. Riteniamo che su questo provvedimento vadano comunque sollecitate attenzioni più pertinenti da parte della maggioranza. Pertanto, consideriamo opportuna la richiesta di invertire l'ordine del giorno.
Il progetto di legge in esame è stato oggetto di mesi di confronto analitico (ben può testimoniarlo il presidente Benvenuto) presso la Commissione finanze. È sufficiente confrontare visivamente nello stampato la parte in grassetto con la parte originaria del testo per constatare quali e quante modificazioni siano state apportate, in alcuni casi di comune accordo. In questa stessa sede, pur essendoci occupati di pochissimi emendamenti, sono intervenute ulteriori modificazioni. Pertanto, l'affermazione secondo cui occorre fare ostruzionismo perché il Governo è rigido (al di là dell'uso in sé dello strumento ostruzionistico, che ognuno giudicherà come meglio ritiene) non è esatta, perché si è verificato precisamente il contrario.
Ciò chiarito, signor Presidente, per quanto riguarda lo svolgimento dei lavori il Governo ovviamente si rimette alle indicazioni pervenute da parte sua e da parte dei gruppi.
Colleghi, abbiamo di fronte un altro problema, determinato dal fatto che il collega Occhetto, presidente della Commissione esteri e relatore sul disegno di legge n. 4500 concernente il trattato di Amsterdam, è stato colpito da un grave lutto familiare, perché oggi è deceduta la madre.
Poiché si tratta di un provvedimento di particolare importanza per l'assetto istituzionale europeo, propongo, anche in considerazione dell'autorevolezza del presidente della Commissione, che il seguito dell'esame venga rinviato ad altra data, che verrà concordata con il Governo.
Dopo aver esaurito il punto 3 dell'ordine del giorno, concernente il trasferimento in sede legislativa della proposta di legge n. 2154, potremmo passare (per le motivazioni che ho esposto, le quali consigliano di rinviare, ripeto, il seguito della discussione del disegno di legge concernente il trattato di Amsterdam) all'esame del secondo dei disegni di legge di ratifica al punto 4 dell'ordine del giorno, il n. 2618, e quindi ai successivi.
Pongo in votazione tale proposta.
(È approvata).


