Seduta n. 327 del 17/3/1998

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Seguito della discussione del disegno di legge: Ratifica ed esecuzione della Convenzione basata sull'articolo K3 del Trattato sull'Unione europea che istituisce un Ufficio europeo di polizia (EUROPOL), con allegati, fatta a Bruxelles il 26 luglio 1995, e del Protocollo concernente l'interpretazione, in via pregiudiziale, della medesima Convenzione, da parte della Corte di giustizia delle Comunità europee, con Dichiarazione, fatto a Bruxelles il 24 luglio 1996 (approvato dal Senato) (4611) (ore 16,20)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge, già approvato dal Senato: Ratifica ed esecuzione della Convenzione basata sull'articolo K3 del Trattato sull'Unione europea che istituisce un Ufficio europeo di polizia (EUROPOL), con allegati, fatta a Bruxelles il 26 luglio 1995, e del Protocollo concernente l'interpretazione, in via pregiudiziale, della medesima Convenzione, da parte della Corte di giustizia delle Comunità europee, con Dichiarazione, fatto a Bruxelles il 24 luglio 1996.
Ricordo che nella seduta di ieri si è conclusa la discussione sulle linee generali, avendo il relatore ed il rappresentante del Governo rinunciato alla replica.

(Esame degli articoli - A.C. 4611)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame degli articoli del disegno di legge di ratifica, nel testo della Commissione, identico a quello approvato dal Senato (vedi l'allegato A - A.C. 4611 sezione 1).
Comunico che la V Commissione (Bilancio) ha adottato, in data 11 marzo 1998, la seguente decisione:

PARERE FAVOREVOLE

a condizione che l'articolo 7 sia sostituito dal seguente:

Art. 7.

1. All'onere derivante dall'attuazione della presente legge, valutato in lire 2.750 milioni per l'anno 1997, in lire 3.975 milioni per l'anno 1998 ed in lire 7.315 milioni annue a decorrere dal 1999, si provvede, quanto a lire 2.750 milioni per il 1997, mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 1997-1999, al capitolo 6856 dello stato di previsione del Ministero del tesoro per l'anno medesimo, e quanto a lire 3.975 milioni per l'anno 1998 e lire 7.315 milioni a decorrere dall'anno 1999 mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 1998-2000, nell'ambito dell'unità previsionale di base di parte corrente «Fondo speciale» dello stato di previsione del Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica per l'anno finanziario 1998, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero degli affari esteri.
Passiamo all'esame dell'articolo 1.
Ha chiesto di parlare il relatore di minoranza, onorevole Calzavara. Ne ha facoltà.

FABIO CALZAVARA, Relatore di minoranza. Anche se vi era l'intesa di concludere la relazione di minoranza, i tempi si sono notevolmente ristretti in quanto questo trattato è stato esaminato nei giorni scorsi in Commissione esteri senza che vi sia stata la possibilità di esaminarlo compiutamente. Tengo a sottolinearne solamente l'aspetto centrale, che è importantissimo per il collegamento fra le varie forze di polizia europee. Nell'affermare che è auspicabile che anche l'Italia possa ratificare quanto prima l'articolo K3 del Trattato dell'Unione europea affinché l'Unione possa disporre quanto prima, per la lotta alle diverse tipologie di criminalità,


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anche organizzata, della struttura interforze Europol, dobbiamo sottolineare i seguenti due aspetti.
Il primo consiste nel fatto che, nonostante la delicatezza dell'incarico che deve svolgere il personale Europol, il Governo italiano ed il Parlamento non abbiamo sino ad ora ritenuto necessario introdurre nell'articolato del disegno di legge, all'articolo 5, commi 1, 2 e 3, una disposizione volta, almeno per parte dell'Italia, in primo luogo ad allontanare il personale che diffonda notizie d'ufficio che debbono rimanere segrete e riservate ed, in secondo luogo, a reintegrare la persona colpevole di questi atti nel corpo di appartenenza per gli eventuali provvedimenti disciplinari. È già successo più volte, infatti, che alcuni funzionari trasgredissero a queste gravi disposizioni tornando poi tranquillamente al loro posto (che è naturalmente di notevole delicatezza, considerata la strategia di questo tipo di forze di controllo).
Il secondo aspetto che vorrei sottolineare riguarda il fatto che al Parlamento sia stata completamente negata la possibilità di esercitare una qualsiasi forma di controllo sulle spese dell'Europol o che eventuali variazioni di bilancio siano autorizzate dal ministro del tesoro e del bilancio e della programmazione economica senza che le competenti Commissioni parlamentari ne vengano a conoscenza e possano esprimere un parere, visto che le relazioni generali sono assolutamente insufficienti. Inoltre, riguardo al primo punto, affermiamo che introdurre una norma che permetta l'allontanamento di una persona dalla struttura Europol è necessario in primo luogo perché la violazione del dovere di segretezza è contraria alla funzione di servizio e, in secondo luogo, perché tale violazione potrebbe mettere in pericolo la sicurezza stessa, ovvero la vita del personale della struttura dell'Europol o delle persone ad essa collegate per motivi di indagine.
Conseguentemente, si rileva che la possibilità di applicare una sanzione che comporti anche l'allontanamento del personale che, in seguito al proprio operato, si dimostri inadatto, è vitale per salvaguardare l'operatività della struttura della sicurezza del personale.
Ci preme quindi sottolineare ancora che nella legislazione vigente la ratifica è un provvedimento proprio del Governo; tuttavia, la legge voluta dal Parlamento dispone che sia quest'ultimo che, pur non disponendo della possibilità di poter esprimere valutazioni sull'accordo, si assuma la responsabilità dell'organizzazione. Si lamenta quindi l'impossibilità per il Parlamento di avere un ruolo di «legislazione vigente» e progettuale, ovvero di poter agire in qualche modo sui contenuti delle ratifiche e di poter solamente accettare o respingere il provvedimento. In particolare, per quanto riguarda l'oggetto del provvedimento al nostro esame, il Parlamento si trova nelle condizioni di dover esprimere un parere positivo sul disegno di legge di ratifica, anche se sussistono talune perplessità su alcune disposizioni che una valutazione più attenta porterebbe a riformulare o ad integrare. Conseguentemente, si ritiene e si chiede che, prima della stesura definitiva di una convenzione o di un accordo, al Parlamento sia data la possibilità di formulare correttamente osservazioni.
Inoltre, il Parlamento deve controllare come qualsiasi consiglio di amministrazione - perché le Camere debbono svolgere anche questo compito - l'utilizzazione del denaro pubblico. Non è accettabile la decisione per cui al Parlamento venga sovente sottratta (anche sulla base di una propria decisione o per un'azione, più spesso, del Governo, che peraltro necessita sempre dell'approvazione del Parlamento) la possibilità di poter ricevere un bilancio per voci, una relazione di accompagnamento e che le eventuali variazioni al bilancio siano portate a conoscenza delle Camere per un parere; tutto ciò significa, infatti, voler sottrarre al Parlamento stesso il proprio diritto di esercitare un'azione di controllo sull'attività della pubblica amministrazione. Quest'ultima preferisce agire, per quanto possibile, attraverso strumenti che le permettono

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un'ampia possibilità di autonomia, ovvero decreti legislativi, ordinanze ministeriali e regolamenti.
Per concludere, ribadiamo l'opportunità che il Parlamento eserciti una maggiore azione propositiva nella stesura dei testi degli accordi e delle convenzioni internazionali, soprattutto di questo livello, in quanto organo dello Stato che utilizza e ratifica gli stessi. Ribadiamo in sostanza l'opportunità che il Parlamento non rinunci alla propria funzione legislativa e ispettiva sull'attività della pubblica amministrazione ogni qualvolta esso stesso voglia esercitare questa sua prerogativa (Applausi dei deputati del gruppo della lega nord per l'indipendenza della Padania).

PRESIDENTE. Nessun altro chiedendo di parlare, e non essendo stati presentati emendamenti, passiamo alla votazione dell'articolo 1.
Onorevole Vito, conferma la richiesta di votazione nominale?

ELIO VITO. Sì, Presidente.

PRESIDENTE. Sta bene.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 1.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (
Vedi votazioni).


(Presenti 328
Votanti 320
Astenuti 8
Maggioranza 161
Hanno votato sì 311
Hanno votato no 9).


Passiamo all'esame dell'articolo 2.
Nessuno chiedendo di parlare e non essendo stati presentati emendamenti, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 2.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).


(Presenti 323
Votanti 319
Astenuti 4
Maggioranza 160
Hanno votato sì 312
Hanno votato no 7).


Passiamo all'esame dell'articolo 3.
Nessuno chiedendo di parlare e non essendo stati presentati emendamenti, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 3.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).


(Presenti 330
Votanti 327
Astenuti 3
Maggioranza 164
Hanno votato sì 320
Hanno votato no 7).


Passiamo all'esame dell'articolo 4.
Nessuno chiedendo di parlare e non essendo stati presentati emendamenti, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 4.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).


(Presenti 342
Votanti 339
Astenuti 3
Maggioranza 170
Hanno votato sì 333
Hanno votato no 6).


Passiamo all'esame dell'articolo 5.


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Nessuno chiedendo di parlare e non essendo stati presentati emendamenti, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 5.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).


(Presenti 332
Votanti 316
Astenuti 16
Maggioranza 159
Hanno votato sì 308
Hanno votato no 8).


Passiamo all'esame dell'articolo 6.
Nessuno chiedendo di parlare e non essendo stati presentati emendamenti, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 6.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).


(Presenti 339
Votanti 309
Astenuti 30
Maggioranza 155
Hanno votato sì 302
Hanno votato no 7).


Passiamo all'esame dell'articolo 7.
Nessuno chiedendo di parlare e non essendo stati presentati emendamenti, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 7.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).


(Presenti 338
Votanti 331
Astenuti 7
Maggioranza 166
Hanno votato sì 323
Hanno votato no 8).


Passiamo all'esame dell'articolo 8.
Nessuno chiedendo di parlare e non essendo stati presentati emendamenti, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 8.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).


(Presenti 343
Votanti 338
Astenuti 5
Maggioranza 170
Hanno votato sì 331
Hanno votato no 7).

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