Seduta n. 327 del 17/3/1998

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La seduta, sospesa alle 17,20, è ripresa alle 17,55.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE LUCIANO VIOLANTE

Discussione di documenti in materia di insindacabilità, ai sensi dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione.

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione di documenti in materia di insindacabilità, ai sensi dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione.

(Esame Doc. IV-ter, n. 24/A)

PRESIDENTE. Il primo documento è il seguente:
Relazione della Giunta per le autorizzazioni a procedere sulla richiesta di deliberazione in materia di insindacabilità, ai sensi dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione, nell'ambito di un procedimento penale nei confronti del deputato Vittorio Sgarbi per il reato di cui agli articoli 61 n. 9 e 337 del codice penale (resistenza a pubblico ufficiale aggravata); per il reato di cui agli articoli 61 e 650 del codice penale (inosservanza dei provvedimenti dell'autorità, aggravata) (Pretura circondariale di Forlì) (Doc. IV-ter, n. 24/A).
La Giunta propone di dichiarare che i fatti per i quali è in corso il procedimento non concernono opinioni espresse dal deputato Sgarbi nell'esercizio delle sue funzioni, ai sensi del primo comma dell'articolo 68 della Costituzione.
Ha facoltà di parlare il relatore, onorevole Li Calzi.

MARIANNA LI CALZI, Relatore. Onorevoli colleghi, la vicenda che si sottopone all'attenzione dell'Assemblea riguarda il procedimento penale a carico dell'onorevole Sgarbi, nel quale il medesimo risulta imputato di minaccia aggravata nei confronti dell'appuntato Piero Prete e di inosservanza di un ordine legittimo dato sempre dal detto appuntato, in entrambi i casi con abuso della qualità di membro del Parlamento.

PRESIDENTE. Colleghi, per piacere! Prego, onorevole Li Calzi, continui pure.

MARIANNA LI CALZI, Relatore. A seguito della richiesta di sospensione avanzata dalla difesa, il pretore di Forlì rigettava l'istanza di proscioglimento immediato ed ordinava la sospensione del procedimento, rimettendo gli atti alla Camera ai sensi dell'articolo 68 della Costituzione e dell'articolo 2 del decreto-legge 12 marzo 1996, n. 116, con ordinanza pervenuta alla Presidenza della Camera in data 11 aprile 1996.


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La Giunta per le autorizzazioni a procedere procedeva all'esame nella seduta del 12 settembre 1996.
Nel dibattito, peraltro brevissimo, veniva evidenziato che la vicenda si commentava da sé con riferimento ai fatti specificamente menzionati nei rispettivi capi di imputazione, per cui nessuna riferibilità poteva ipotizzarsi in ordine all'applicazione dell'articolo 68 della Costituzione anche nell'interpretazione più estensiva.
Infatti, come già rilevato nell'ordinanza del pretore, il riferimento alla qualità di parlamentare - l'onorevole Sgarbi aveva pronunciato nel contesto le parole «sono un parlamentare» - non qualificava i fatti ascritti quali opinioni espresse nell'esercizio della funzione parlamentare pure estensivamente intesa, ma si evidenziava come abuso dal momento che impropriamente veniva spesa la qualifica di parlamentare per atti che nessun nesso avevano con la funzione stessa.
Per questi motivi la Giunta, all'unanimità, propone all'Assemblea di dichiarare che i fatti per i quali è in corso il procedimento penale di cui al documento IV-ter n. 24 non concernono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni.

PRESIDENTE. Non vi sono iscritti a parlare e pertanto passiamo alla votazione.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Sgarbi. Ne ha facoltà.

VITTORIO SGARBI. Onorevoli colleghi, il vostro voto sarà particolarmente semplice perché vi chiedo di votare a favore dell'autorizzazione a procedere. La ragione è che, mentre ci troviamo a discutere di questo argomento, da circa un anno il tribunale di Forlì mi ha già processato ed assolto. Sottolineo pertanto l'assurdità di queste procedure ed aggiungo che trovo assolutamente impertinente la motivazione addotta dalla collega Li Calzi: infatti - ed è evidente nella sentenza - nel caso in esame ero un parlamentare fermatosi a dire alla polizia ed ai carabinieri, i quali si trovavano in mezzo alla strada a fari spenti, che avrebbero potuto causare incidenti ai cittadini. Nient'altro. Nessuno mi ha fermato. Per eccesso di zelo, mi sono semplicemente premurato di chiedere che anche la polizia rispettasse il codice della strada e che non stesse in mezzo alla strada in curva a luci spente; tanto che sono stato assolto.
Grazie, cara Li Calzi!

PRESIDENTE. Onorevole Sgarbi, spero che non vi sia stata impugnazione nei confronti della sentenza di assoluzione.

VITTORIO SGARBI. Sembra che uno si inventa di essere parlamentare!

ELIO VITO. Signor Presidente, chiedo la votazione nominale mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Sta bene, onorevole Vito.

MARCO TARADASH. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MARCO TARADASH. Presidente, la motivazione addotta dall'onorevole Sgarbi non mi pare francamente convincente, perché questa Camera non può pronunciarsi in relazione al fatto concreto, ma si deve pronunciare in linea teorica se l'azione commessa dall'onorevole Sgarbi sia in qualche modo riconducibile all'attività di parlamentare.
Questa è la questione che ci viene posta.
Credo che, se il collega Sgarbi ha fatto quel che ha fatto, probabilmente è indifferente il suo ruolo di parlamentare; ma in quanto tale, evidentemente, egli è portatore di un interesse generale che va oltre la sua persona.
Mi sembra quindi che anche in questo caso rientri nelle procedure che riguardano l'articolo 68 della Costituzione la vicenda di cui si è parlato e quindi, per


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quanto mi riguarda, voterò contro l'autorizzazione a che si proceda nei confronti dell'onorevole Sgarbi, anche se il relativo processo è già avvenuto; questo dipende, però, dalle disfunzioni della nostra procedura.

ELIO VITO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ELIO VITO. Mi domando se quanto comunicato poco fa all'Assemblea dal collega Sgarbi possa offrire uno spunto di riflessione al relatore, onorevole Li Calzi, per chiedere un approfondimento ed un rinvio in Giunta o, quanto meno, un'acquisizione della sentenza che riguarda l'onorevole Sgarbi in quanto ritengo che sarebbe singolare che la Camera pronunci degli atti inutili. Se la vicenda dell'onorevole Sgarbi ha comunque trovato una sua conclusione all'interno del procedimento giudiziario, mi chiedo se la Giunta o la relatrice non ritengano opportuno procedere nel senso da me indicato.

PRESIDENTE. Onorevole Vito, come lei sa, la Camera non si pronuncia sul merito delle questioni (ci mancherebbe altro!), ma solo sul fatto che il comportamento che si imputa, giusto o sbagliato che sia, ad un deputato, rientri o meno nell'ambito delle prerogative parlamentari. Punto e basta.

ELIO VITO. La ringrazio, Presidente, ma vorrei sapere se la relatrice possa ritenere utile acquisire la sentenza prima della deliberazione dell'Assemblea.

MARIANNA LI CALZI, Relatore. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MARIANNA LI CALZI, Relatore. Signor Presidente, lei mi ha già anticipato quando ha affermato che la Giunta non si può pronunciare sul merito; quindi, il fatto che vi sia stata una sentenza di assoluzione o di condanna non ha alcuna importanza ai nostri fini. Noi ci pronunciamo semplicemente in merito alla sindacabilità o insindacabilità a seconda del fatto che riteniamo o meno che le espressioni usate da un deputato...

VITTORIO SGARBI. Quali sono le espressioni usate? Non le sai neppure!

MARIANNA LI CALZI, Relatore. ...rientrino nell'ambito della funzione parlamentare, anche estesa al...

PRESIDENTE. Infatti!
Passiamo alla votazione. Ricordo che il gruppo di forza Italia ha chiesto la votazione nominale.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sulla proposta della Giunta di dichiarare che i fatti per i quali è in corso il procedimento, di cui al doc. IV-ter n. 24/A non concernono opinioni espresse dal deputato Sgarbi nell'esercizio delle sue funzioni, ai sensi del primo comma dell'articolo 68 della Costituzione.

(Segue la votazione).

LUIGI SARACENI. Presidente!

PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Saraceni, ma non l'avevo vista!

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione:


Presenti 362
Votanti 347
Astenuti 15
Maggioranza 174
Hanno votato 182
Hanno votato no 165

(La Camera approva -
Vedi votazioni).

FURIO COLOMBO. Chiedo di parlare per una precisazione.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.


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FURIO COLOMBO. Signor Presidente, vorrei segnalarle il mancato funzionamento del mio dispositivo di votazione e che il voto che intendevo esprimere era di astensione.

PRESIDENTE. Sta bene, onorevole Furio Colombo.

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