![]() |
![]() |
![]() |
La seduta, sospesa alle 14, è ripresa alle 15.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata, concernenti gli investimenti di edilizia sanitaria nel Mezzogiorno, il riordino dei riti alternativi, l'introduzione del nuovo modello per le dichiarazioni dei redditi e la situazione economica ed occupazionale del Mezzogiorno.
PRESIDENTE. Cominciamo con l'interrogazione Leone n. 3-02092 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 1).
ANTONIO LEONE. Il capogruppo di forza Italia alla regione Puglia, Santaniello, prima, e poi alcuni deputati della regione Puglia, ivi compresi esponenti non solo del Polo ma anche del PDS, allarmati da una proposta del ministro della sanità al CIPE in ordine al taglio dei finanziamenti per l'edilizia sanitaria in Puglia, proposero a suo tempo interrogazioni, che
PRESIDENTE. Il ministro della sanità ha facoltà di rispondere.
ROSY BINDI, Ministro della sanità. Con delibera del CIPE del 21 marzo 1997, adottata d'intesa con le regioni, furono stabiliti i criteri del completamento del programma di investimento in edilizia sanitaria. Questi criteri prevedevano, tra l'altro, la necessità di finanziare nelle regioni innanzitutto opere per le quali già vi era stato lo stanziamento di disponibilità finanziarie per il primo triennio, a fronte di una situazione già nel primo triennio molto diversificata. Mentre alcune regioni, negli otto anni precedenti, perché tanto è durato il primo triennio, avevano fatto un'accurata programmazione, altre, come la Puglia, avevano avuto finanziamenti per ben 749 miliardi, autorizzati dal CIPE dietro una forte pressione, perché fino ad allora in quella regione, come in altre, non era stato presentato nessun programma di attuazione edilizia. Questi 749 miliardi erano volti a finanziare 163 interventi, ma la regione Puglia, alla data del 31 dicembre 1997, aveva aperto soltanto 23 cantieri, per un importo di 68 miliardi, cioè aveva dimostrato disponibilità di spesa pari al 13 per cento dei 749 miliardi che erano stati assegnati nel primo triennio.
PRESIDENTE. Deve concludere, signor ministro.
ROSY BINDI, Ministro della sanità. La regione Puglia è stata fortemente sollecitata a questo fine anche in riferimento ad una priorità indicata nella delibera adottata dal CIPE, che era quella della messa a norma di tutte le strutture sanitarie, a regola della normativa n. 626...
PRESIDENTE. Signor ministro, deve concludere!
ROSY BINDI, Ministro della sanità. Le chiedo scusa, Presidente...
PRESIDENTE. Non è possibile continuare, signor ministro!
ROSY BINDI, Ministro della sanità. In una seconda fase è arrivata la segnalazione da parte della regione Puglia, così come è stata indicata la priorità per l'ospedale di Cerignola...
PRESIDENTE. Va bene, la ringrazio signor ministro.
ROSY BINDI, Ministro della sanità. Volevo dare la cifra attualmente prevista!
PRESIDENTE. La dica, signor ministro!
ROSY BINDI, Ministro della sanità. Sono 55 miliardi per gli interventi di sicurezza e 24 miliardi per Cerignola. Tutto ciò è stato fatto...
PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole ministro.
ANTONIO LEONE. Il signor ministro - o ministra che dir si voglia - ha dato i numeri anche oggi! I dati sono questi: siamo in presenza di 2.500 miliardi messi a disposizione; siamo in presenza di un 75 per cento che lei, signor ministro, ha inteso erogare alle regioni rette dall'Ulivo; invece a sei regioni grossissime, quali Puglia, Lombardia, Calabria, Sicilia, Veneto e Piemonte ha inteso dare soltanto il 25 per cento. Siamo dinanzi ad una serie di cantierizzazioni presenti sul territorio della Puglia così come del Mezzogiorno; siamo forse in presenza - è legittimo pensarlo - di una ritorsione per il caso Di Bella (la Puglia è stata capofila nella «battaglia» che è stata fatta a proposito di Di Bella); siamo in presenza di tutta una serie di circostanze, non formali, caro ministro, perché per le delibere fatte non si può attaccare ad una formalità e non può dire che le delibere devono essere di consiglio e non di giunta! Questa è infatti la motivazione che lei ha addotto nei confronti della regione Puglia per ritardare o per tagliare completamente.!
Ricordo che, in base all'articolo 135-bis del regolamento, il presentatore di ciascuna interrogazione ha facoltà di illustrarla per non più di un minuto. Il Governo risponderà quindi immediatamente per non più di tre minuti. Successivamente, l'interrogante, o altro deputato del medesimo gruppo, avrà diritto di replicare, per non più di due minuti.
Lo svolgimento delle interrogazioni è ripreso in diretta televisiva.
L'onorevole Leone ha facoltà di illustrarla.
io oggi riprendo, per capire per quali motivazioni il ministro della sanità abbia inteso proporre al CIPE l'azzeramento del finanziamento per la regione Puglia, ad eccezione di un finanziamento di una manciata di miliardi che ha inteso dare al «De Bellis», un istituto di ricerche sottoposto alla «giurisdizione» del ministro della sanità, retto da tale Bianco, nominato a suo tempo dallo stesso ministro Bindi. Vorrei capire le motivazioni di quanto è accaduto.
Risultava quindi molto difficile poter procedere ad ulteriori finanziamenti a fronte della impossibilità dimostrata di «spendere» i finanziamenti assegnati in precedenza. Non solo, ma su sollecitazione del Ministero l'atto di richiesta dei finanziamenti per il secondo triennio da parte della regione Puglia è arrivato non attraverso un programma, ma semplicemente attraverso un elenco di fabbisogno finanziario per 2.700 miliardi: importo nettamente superiore ai 1.500 miliardi previsti per il prossimo decennio, per la Puglia.
Tale elenco non conteneva alcun riferimento alle fonti di cofinanziamento; in esso mancava la relazione per i singoli interventi, così come prevedeva la delibera del 1997; non erano indicate opere, tipologie, finalità, né costi e stima degli stessi e nemmeno il minimo riferimento alla utilizzazione del patrimonio...
L'onorevole Leone ha facoltà di replicare.
Cosa viene a dirci? Come è possibile completare tutte le strutture che stanno per essere realizzate in Puglia se lei non dà i finanziamenti? Il sillogismo del ministro della sanità, e di questo Governo, che si appalesa ancora di più centralista e statalista, è questo: meno potete spendere e meno avrete. Ed allora è legittimo pensare che lei sia contro lo sviluppo del Mezzogiorno, oltre che contro la regione Puglia. È semplicemente una questione di clientela, perché sta continuando a portare, nelle regioni rette dall'Ulivo, benessere, che vuol negare alle regioni rette dal centro-destra (Applausi dei deputati del gruppo del CCD).
Se lei continuerà ad essere a capo di questa sanità, in questo Governo, allora ne vedremo ancora di belle... pardon di brutte (Applausi dei deputati dei gruppi di forza Italia, del CCD e del CDU-CDR)!


