Seduta n. 329 del 19/3/1998

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(Attuazione dello scalo aereo di Comiso)

PRESIDENTE. Passiamo all'interrogazione Caruso n. 3-01549 (vedi l'allegato A - Interpellanze ed interrogazioni sezione 5).
Il sottosegretario di Stato per i trasporti e la navigazione ha facoltà di rispondere.

GIUSEPPE SORIERO, Sottosegretario di Stato per i trasporti e la navigazione. Signor Presidente, sulla possibilità di ripristino ad usi civili dell'ex base NATO di Comiso questa amministrazione era stata interessata dal Ministero delle finanze già dal 1995. In tale occasione venne espresso l'orientamento di non avvalersi dell'infrastruttura di Comiso in considerazione della vicinanza della stessa allo scalo internazionale di Catania-Fontanarossa, che sulla base dei dati di traffico rispondeva alle esigenze del bacino di utenza della Sicilia sud-orientale.
Peraltro, attualmente l'aeroporto di Catania risulta pienamente coordinato, pur presentando nella stagione estiva picchi di traffico dovuti all'afflusso di voli charter di provenienza straniera, che hanno resa necessaria un'attività di verifica della capacità aeroportuale.
Si fa inoltre presente che nel corso del 1997 sono stati definiti alcuni interventi normativi che, pur mantenendo in capo all'amministrazione pubblica attribuzioni di indirizzo e di controllo, hanno demandato all'iniziativa privata e degli enti locali la realizzazione di interventi diretti al potenziamento ed all'utilizzo delle strutture aeroportuali. A tale riguardo si evidenzia che è in fase di pubblicazione il regolamento di attuazione dell'articolo 10, comma 13, della legge n. 537 del 1993, concernente le modalità di costituzione delle società di capitale e l'affidamento delle gestioni aeroportuali.
Infine si sottolinea che un'eventuale utilizzazione ad uso civile dell'ex base NATO di Comiso comporterebbe la necessità di interventi di adeguamento, valutati in centinaia di miliardi.

PRESIDENTE. L'onorevole Caruso ha facoltà di replicare per la sua interrogazione n. 3-01549.

ENZO CARUSO. Signor Presidente, signor sottosegretario, l'esigenza della mia interrogazione è partita dalla notizia - riportata su autorevoli organi di stampa - che proprio il Governo aveva intenzione di attivare nel Mezzogiorno cinque scali aeroportuali, uno dei quali in Sicilia, per migliorare la situazione aeroportuale soprattutto per scambi turistici e commerciali.
Per lo scalo siciliano io ho cercato di caldeggiare la scelta di Comiso, per i motivi in parte ricordati dal sottosegretario. La pista aeroportuale già esiste, è stata costruita nel 1937 (ci sono tutti gli studi) ed ha funzionato come scalo aeroportuale civile fino al 1975. Quindi, in un ambito più generale di iniziative volte all'attivazione ed al miglioramento degli scali aeroportuali, l'intervento relativo alla Sicilia avrebbe sicuramente fatto preferire Comiso, poiché la spesa sarebbe risultata minore. Purtroppo da questo punto di vista la risposta del sottosegretario è stata secondo me inadeguata.
Ma aggiungo che con riferimento agli scali turistici e commerciali nella Sicilia sud-orientale abbiamo problemi di intasamento, specialmente nei periodi estivi; lo ha ricordato lo stesso sottosegretario. Queste difficoltà riguardano l'eccessiva densità di traffico sull'aeroporto di Catania e, di conseguenza, sono alla base della mancata attrazione di ulteriori flussi turistici. Proprio sulla costa della provincia di Ragusa esistono numerosi centri turistici internazionali, che sono raggiungibili da Catania in più di due ore a causa del tipo di strade esistenti per coprire circa cento chilometri di distanza: certo queste non sono le condizioni migliori per attirare il flusso turistico verso queste zone.


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Alcuni studi, inoltre, testimoniano che nella zona circostante (il potenziale bacino di utenza dello scalo aeroportuale) molti cittadini utenti sono interessati all'attivazione dello scalo aeroportuale.
Vi è poi il problema commerciale. La zona realizza il 33 per cento della produzione nazionale ortofrutticola in serra: per arrivare ai mercati nazionali ed internazionali questa produzione impiega molto tempo, con forti costi aggiuntivi.
Siamo consapevoli del fatto che gli enti locali ed i privati hanno possibilità di intervenire, ma appunto perché sapevamo che era intenzione del Governo attivare questi scali aeroportuali, che in quella zona l'intervento sarebbe stato limitato, dal punto di vista finanziario (vi sono, infatti, studi in proposito), e che sarebbe stato necessario soltanto rifare la pista aeroportuale, pensavamo che sarebbe stato senz'altro conveniente per il Governo e per l'amministrazione dei trasporti scegliere l'aeroporto di Comiso. Ciò anche perché - ripeto - è in atto un progetto comunitario, il progetto Conver, di riutilizzazione a fini civili dell'ex base militare. Sono stati già stanziati più di 6 miliardi per gli studi di prefattibilità e fattibilità e per alcuni specifici servizi alle piccole e medie imprese che sono stati previsti in questo progetto comunitario, il quale si trova già a buon punto, essendo già stati depositati da parte di numerose società di progettazione i possibili progetti di riutilizzazione della struttura. Vi sono tanti altri casi analoghi. L'Italia, pur partecipando con risorse proprie alla costituzione dei fondi comunitari, poi riesce a utilizzarli in ben scarsa misura, perché per i progetti Conver la parte del leone è stata fatta, finora, dalla Germania.
Non posso, quindi, che dichiararmi insoddisfatto per la risposta del Governo, abbastanza lacunosa. Infatti non si è fatto altro che evidenziare che la zona della Sicilia sud-orientale è servita abbastanza bene, tranne in estate, dallo scalo aeroportuale di Catania. Diverse sono invece le notizie che ci giungono dagli organi di amministrazione dello scalo e diverse sono le vicende che giornalmente viviamo, utilizzando quello scalo in qualità di viaggiatori.
Consiglierei quindi al Ministero dei trasporti di essere più attento a queste problematiche, perché senz'altro il modello di sviluppo di una zona che, nonostante tutto, brilla per l'effervescenza delle sue attività produttive, potrebbe essere incrementato favorendo le zone circostanti con un miglioramento dei collegamenti, sia a scopo turistico sia a scopo commerciale. L'handicap di essere marginalizzati geograficamente può essere senz'altro ovviato, appunto, tramite un miglioramento della rete dei collegamenti, tanto aeroportuali, quanto stradali e ferroviari. Abbiamo una buona occasione, siamo in una fase di ristrutturazione di quella zona, che potrebbe avere ricadute positive. È necessario, quindi, che tutti insieme, regione, enti locali e Stato, colgano l'occasione per riattivare nella zona, a basso costo, uno scalo aeroportuale già esistente. È intenzione di privati e degli enti locali seguire questa strada: sono già state costituite società ad hoc, che speriamo possano avere il giusto ausilio e la collaborazione da parte degli organi statali.

PRESIDENTE. È così esaurito lo svolgimento delle interpellanze e delle interrogazioni all'ordine del giorno.
Sospendo la seduta fino alle 15.

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