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ANTONIO BORROMETI. Inizialmente nutrivo forti perplessità su questo provvedimento, e le avevo manifestato in Commissione, proprio perché ritenevo inopportuno ampliare la sfera di intervento del giudice di pace, affidandogli, anche, competenze di carattere penale.
MARIANNA LI CALZI. Il provvedimento che oggi stiamo per approvare si inserisce in un ampio contesto di intervento sul processo penale, nel quadro della riforma della giustizia penale, essenziale per restituire efficienza alla struttura giudiziaria.
LUIGI OLIVIERI. I democratici di sinistra voteranno il provvedimento in esame e lo faranno nella consapevolezza e nella convinzione che un altro importante passo avanti si fa per una giustizia più razionale, più equa ed efficace.
GIULIANO PISAPIA. L'approvazione della delega al Governo in materia di competenza penale del giudice di pace costituisce un ulteriore, importante passo verso un'organizzazione più razionale dell'amministrazione giudiziaria, in particolare nel settore penale.
PIER PAOLO CENTO. I deputati verdi voteranno a favore di questo progetto di legge di delega al Governo, in quanto si inserisce in un ampio contesto di interventi sul processo penale con l'obiettivo di rendere agevole e più agile lo svolgimento di procedimenti penali minori e di limitata rilevanza penale.
Pensavo fosse preferibile un fortissimo intervento di depenalizzazione per ridurre l'eccessivo carico di lavoro degli uffici giudiziari.
La mia valutazione si è andata via via modificando per l'egregio lavoro fatto in Commissione, soprattutto grazie all'impegno del relatore, che ha notevolmente migliorato la originaria previsione normativa.
Sono stati modificati i criteri di elezione dei giudici di pace e credo che ne conseguirà un miglioramento sul terreno della professionalità. È stata snellita la fase dibattimentale per quanto riguarda le ipotesi di reato da attribuire al giudice di pace, è stata sottolineata la sua funzione di garante, quasi di compositore, soprattutto nei rapporti interpersonali, che proprio per questo può imporre solo pene pecuniarie.
Insomma, a seguito del lavoro emendativo fatto in Commissione, il provvedimento si è guadagnato il nostro voto favorevole ed ora rappresenta un'altra tessera del complessivo disegno riformatore della giustizia, sul quale il Governo ed il Parlamento si stanno impegnando e che va portato avanti con decisione e va completato. Abbiamo esitato alcuni importanti provvedimenti che debbono, ancora, entrare in vigore - nel civile le sezioni stralcio, nel penale il giudice unico
- mentre altri sono ancora in itinere (penso, in particolare, alla depenalizzazione dei reati minori); a tutti il provvedimento è necessariamente collegato.
Tali provvedimenti hanno un indubbio effetto deflattivo e servono soprattutto a rendere effettivo il principio di obbligatorietà dell'azione penale. Non siamo in presenza di interventi tampone, ma di un disegno riformatore complessivo, di carattere strutturale, in grado di incidere sullo stato comatoso della nostra giustizia, che è sotto gli occhi di tutti.
In questo quadro riformatore ben si inserisce, anche a seguito delle modifiche che vi sono state apportate, questo provvedimento e per questa ragione il gruppo dei popolari e democratici voterà favorevolmente.
L'attribuzione al giudice di pace di una competenza anche in materia penale è funzionale ad una riforma del sistema basata sulla creazione di un doppio binario: reati più gravi al giudice togato e reati minori al giudice di pace.
La riforma in esame inoltre è in stretta correlazione con la proposta in materia di depenalizzazione, già approvata dalla Camera ed ancora all'esame del Senato; riforma, questa, che tende ad escludere dal circuito penale reati che non presentano un particolare allarme sociale e che peraltro ancor meglio possono essere colpiti con una sanzione amministrativa.
L'obiettivo comune della qualità del servizio giustizia comporta la necessaria riduzione del carico di lavoro che grava sul pretore.
Il provvedimento che oggi approviamo, insieme alla depenalizzazione, è elemento indispensabile perché un'altra riforma «quella del giudice unico» possa avere gli effetti desiderati e proposti, sempre nell'ottica di una rivisitazione complessiva del sistema giustizia e di una riforma in senso ottimale del servizio giustizia - per venire incontro agli interessi primari cui tutti i cittadini tendono - volta a conciliare giustizia e celerità, che poi è dire la stessa cosa.
L'attribuzione della competenza penale del giudice di pace è stata sempre una questione molto controversa - è vero - ma va evidenziato che il provvedimento tiene conto di tutta questa problematica in maniera molto equilibrata, cercando di conciliare l'esigenza di deflazione del carico penale per il giudice togato con il mantenimento della idonea garanzia per i singoli cittadini, specie con riferimento ai più deboli. Il tutto per soddisfare l'esigenza di razionalizzare il sistema.
Per questi motivi il gruppo di rinnovamento italiano voterà a favore del provvedimento.
La riforma che ci apprestiamo a varare si pone in stretta correlazione con la proposta in materia di depenalizzazione, già approvata da questa Camera. In parallelo si pone la riforma relativa alla competenza penale del giudice di pace, che comporterà sicuri effetti deflattivi.
Il voto convinto deriva anche dalla consapevolezza che il giudice di pace sarà una figura del circuito giudiziario con un adeguato livello di efficienza e che costituisce un rilevante passo avanti nella riforma complessiva dell'organizzazione della giustizia in Italia.
Con la depenalizzazione dei reati minori, approvata da questa Assemblea mesi fa, si è affermato il principio del cosiddetto «diritto penale minimo», in virtù del quale la sanzione penale è riservata
esclusivamente ai fatti di maggiore allarme sociale, ritenendosi per gli altri più equo ed efficace il sistema sanzionatorio amministrativo.
Con l'attribuzione alla magistratura onoraria della competenza in materia penale, viene introdotto un doppio circuito giudiziario penale: la magistratura professionale per i reati più gravi ed il giudice di pace per quelli di minore gravità, i cosiddetti reati bagattellari.
In tal modo si consentirà ai giudici togati di concentrarsi esclusivamente sui fatti di maggiore rilevanza e allarme sociale, mentre la magistratura onoraria avrà la competenza per illeciti che, pur continuando a essere sanzionati penalmente, non rivestono caratteri di gravità tali da rendere necessario l'intervento della magistratura professionale.
Le perplessità che possono essere a prima vista suscitate dall'attribuzione a un giudice onorario di competenze che comunque incidono sulla libertà personale non sono a mio avviso giustificate. In primo luogo, il giudice di pace non potrà comunque infliggere pene detentive. Nei casi più gravi, potrà irrogare sanzioni diverse dalla detenzione (libertà controllata, obbligo di permanenza in casa). In secondo luogo, l'esigenza di una maggiore qualificazione professionale del giudice di pace, derivante dall'attribuzione a tale ufficio di competenze penali, è stata tenuta ben presente.
Il testo licenziato dalla Commissione giustizia prevede, infatti, da un lato, l'obbligo del tirocinio, e, dall'altro, requisiti di nomina più rigorosi.
Siamo dunque chiamati ad approvare un provvedimento che costituisce un importante contributo a una giustizia più tempestiva e maggiormente rispondente alle aspettative dei cittadini.
Alleggerire la magistratura professionale di un'enorme mole di procedimenti significa infatti tempi più rapidi per la celebrazione dei processi. Tempi più rapidi che garantiscono, da un lato, il diritto del cittadino a un giusto processo, e, dall'altro, l'aspettativa della collettività di vedere individuati e puniti i responsabili dei reati. Obiettivi, questi, che stanno a cuore a tutti noi - magistrati, avvocati, parlamentari, cittadini - al di là delle contrapposizioni e delle polemiche contigenti; obiettivi al cui conseguimento il gruppo di rifondazione comunista intende dare il suo apporto, esprimendo il proprio voto favorevole.
Questa riforma è particolarmente utile anche in vista della entrata in funzione del giudice unico penale: insieme alla depenalizzazione dei reati minori contribuirà ad alleggerire i ruoli della giustizia penale. Ovviamente la previsione di questa nuova figura di giudice di pace anche in campo penale deve comunque salvaguardare la professionalità dei giudici chiamati a questo ruolo (seppur non appartenenti alla magistratura ordinaria) e le garanzie della difesa, componente decisiva di qualsiasi decisione in campo penale.


