(A.C. n. 4500 - Sezione 4)
ORDINE DEL GIORNO
La Camera,
premesso che:
il Trattato di Amsterdam ha apportato alcune significative innovazioni ai
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Trattati istitutivi delle Comunità europee e dell'Unione europea, relative soprattutto alla tutela dei diritti fondamentali, all'estensione della procedura della codecisione a molti nuovi settori, alla graduale inclusione nel pilastro comunitario della politica dell'immigrazione;
il Trattato ha peraltro mancato alcuni importanti obiettivi indicati nel mandato della Conferenza intergovernativa, ed in particolare il completamento degli strumenti per una forte ed incisiva politica estera e di sicurezza comune, nonché delle riforme istituzionali necessarie ad un funzionamento democratico ed efficiente in vista dei prossimi ampliamenti;
l'ampliamento dell'Unione verso sud e verso nord-est, per esprimere appieno la propria portata storica, deve essere accompagnato dalla tensione verso la costruzione di un nuovo soggetto geopolitico federato, per evitare il rischio di un arretramento dell'Europa verso una grande zona di libero scambio;
l'Unione europea si appresta altresì ad affrontare il passaggio cruciale dell'introduzione della moneta unica, la cui importanza richiede a maggior ragione un contrappeso politico, necessario anche per difenderne la stabilità e la credibilità sui mercati internazionali;
l'inserimento tra le politiche comunitarie dei temi dell'occupazione e della politica sociale, da accogliere positivamente, richiede l'urgente individuazione di strumenti adeguati e di un coordinamento con le politiche monetarie che dovranno essere attuate dalla Banca centrale europea;
il Trattato di Amsterdam ha evidenziato i limiti del metodo del solo negoziato intergovernativo per la riforma dei Trattati europei, mettendo in evidenza la necessità di un pieno coinvolgimento delle istituzioni comunitarie e nazionali;
l'Italia ha sin qui svolto un ruolo di impulso verso la costruzione di un'Unione dotata di forti connotati politici, da ultimo sottoscrivendo con Francia e Belgio una dichiarazione tesa a procedere al rafforzamento delle istituzioni, senza con ciò voler provocare ritardi ai previsti ampliamenti;
impegna il Governo
a ribadire in ogni opportuna circostanza l'insoddisfazione dell'Italia per il punto di compromesso raggiunto ad Amsterdam, e la volontà di rilanciare il processo di costruzione di un forte soggetto politico europeo capace di far fronte alle sfide planetarie del prossimo millennio, recuperando la visione ideale dei padri fondatori dell'Europa;
ad attivarsi affinché venga riaperto al più presto il processo di riforma dei meccanismi e della composizione delle istituzioni comunitarie - ponderazione dei voti, composizione della Commissione ed estensione del voto a maggioranza - così da giungere nei tempi previsti ad accogliere i nuovi Stati membri con un assetto istituzionale in grado di garantire l'efficienza dell'Unione ed il mantenimento dell'acquis comunitario;
a porre con determinazione sul tappeto il tema del metodo delle riforme costituzionali, sostenendo la proposta della codecisione costituzionale da affidare al Parlamento europeo con il coinvolgimento dei Parlamenti nazionali;
a lanciare una grande iniziativa presso l'opinione pubblica ed i partner comunitari sul tema della prevalenza dell'unione politica su quella monetaria, sia prevedendo forme di informazione al Parlamento europeo ed ai parlamenti nazionali sulle scelte della Banca centrale europea, sia anche attraverso un'interpretazione il più possibile di alto livello ed efficiente dei nuovi organi, procedure e contenuti della politica estera e di sicurezza comune, e comunque affermando l'urgenza di riaprire la riflessione sulla necessità di
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rafforzare la dimensione politica interna ed esterna dell'Unione;
ad attivarsi affinché il nuovo obiettivo comunitario della piena occupazione venga dotato di strumenti efficaci;
a proporre che il processo di ampliamento dell'Unione sia accompagnato da un parallelo rilancio del partenariato euro-mediterraneo, anche attraverso l'istituzione di fori parlamentari con carattere permanente.
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Occhetto, Martino, Leccese, Mantovani, Pezzoni, Mattarella, Tremaglia, Cimadoro.