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PRESIDENTE. Passiamo all'interrogazione Benedetti Valentini n. 3-01963 (vedi l'allegato A - Interpellanze ed interrogazioni sezione 4).
VINCENZO MARIA VITA, Sottosegretario di Stato per le comunicazioni. Signor Presidente, in relazione all'atto parlamentare cui si risponde, si vuole significare che le poste italiane, ora società per azioni, interessate in merito a quanto rappresentato dall'onorevole interrogante, ci hanno precisato che il Centro nazionale stampati di Scanzano è attualmente utilizzato come magazzino di deposito e di transito per il materiale cartaceo necessario allo svolgimento dei servizi postali e che tutto il personale, ad eccezione del funzionario responsabile e di alcuni collaboratori amministrativo-contabili, è impegnato a svolgere attività di carico e scarico dei mezzi che da Scanzano collegano i centri meccanizzati postali. Ciò stante - prosegue l'Ente poste italiane - «il clima di apprensione e lo stato di agitazione in cui vivrebbero le maestranze lì applicate e l'intera cittadinanza di Foligno a causa di una presunta smobilitazione dell'attività e di conseguenza di una diminuzione delle possibilità lavorative risultano allo Stato del tutto immotivate. Naturalmente» - ha concluso sempre l'Ente poste, ora SpA - «nella eventualità di una diversa destinazione del centro in parola, nel contesto di un nuovo orientamento gestionale, l'azienda postale non mancherà di prestare ogni attenzione ai possibili riflessi che le scelte operate avranno sulla comunità locale e sul livello dell'occupazione».
PRESIDENTE. L'onorevole Benedetti Valentini ha facoltà di replicare per la sua interrogazione n. 3-01963.
DOMENICO BENEDETTI VALENTINI. I due punti sui quali vorrei brevemente soffermarmi sono la specifica destinazione, per quel che riguarda l'attività tipografica, del centro e le ricorrenti voci di destinazioni alternative del centro stesso, anche con riferimento a cambiamenti radicali di destinazione rispetto a quello che è attualmente l'impianto e alla sua concreta utilizzazione. Il tutto anche nella considerazione che investimenti cospicui sono stati fatti negli anni passati e non sembrerebbe affatto, all'opinione pubblica e a ciascuno di noi, criterio razionale e accettabile quello di vedere non messi a frutto, non utilizzati adeguatamente investimenti a carico della collettività che sono stati destinati ad impianti come questo di cui parliamo. Il tutto, onorevole rappresentante del Governo, è calato nel contesto direi particolarmente drammatico di questi giorni, a causa del reiterarsi dei danni da terremoto, con conseguente perdita di possibilità economiche e occupazionali e quindi una ricaduta assolutamente preoccupante sul territorio di cui fa parte integrante questo complesso produttivo.
Il sottosegretario di Stato per le comunicazioni ha facoltà di rispondere.
Quindi, prendiamo atto delle comunicazioni che lei ci ha reso, signor sottosegretario, e ci riserviamo anche un approfondimento con le realtà operative locali. Auspichiamo di poter essere anche coinvolti successivamente in un percorso di verifica dell'attuazione dei progetti. Però
al momento non possiamo dichiararci soddisfatti ed essere tranquillizzati dalle dichiarazioni rese. In realtà, rispetto ad impianti del genere, perché ci si possa dire soddisfatti degli impegni, occorrono delle scadenze, dei parametri precisi: ciò al momento attuale non ci sembra emergere dalle sue dichiarazioni.
Mi pare che si debba instaurare un tavolo di confronto con le autorità locali, con gli enti locali più direttamente interessati ed anche direi con la pluralità delle organizzazioni sindacali che si stanno occupando di questo problema, senza discriminazione per alcuna (dato che ci sono motivi di preoccupazione anche a questo riguardo), perché insieme si possa realisticamente capire quali sono le ragioni economiche di un riassetto del settore, ma nello stesso tempo anche contemperarle con l'assoluta esigenza di non perdere questo patrimonio prezioso, a cui il territorio già duramente provato non può assolutamente rinunciare.
Quindi, al momento, non mi dichiaro soddisfatto, fermo restando che anche l'opposizione, da me qui rappresentata, offre la massima collaborazione per seguire una positiva, chiara, concreta e impegnativa evoluzione del problema.


