Seduta n. 334 del 26/3/1998

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La seduta, sospesa alle 18,15, è ripresa alle 18,40.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE LUCIANO VIOLANTE

Informativa urgente del Governo sull'odierna scossa di terremoto.

PRESIDENTE. La ringrazio, sottosegretario Barberi, per la sua presenza. Molti colleghi hanno chiesto che lei riferisse alla Camera, se possibile, sull'ultima scossa di terremoto.
Dopo l'intervento del rappresentante del Governo, darò la parola ad un oratore per gruppo, che ne faccia richiesta, per cinque minuti ciascuno.
Avverto altresì che successivamente la seduta avrà termine.
Prego, sottosegretario Barberi.

FRANCO BARBERI, Sottosegretario di Stato per l'interno. Signor Presidente, onorevoli deputati, la scossa, che penso sia stata avvertita distintamente anche in quest'aula, dal momento che la si è sentita in maniera significativa in molte parti di Roma, si è verificata alle 17,26, quindi circa un'ora fa.
L'intensità, all'epicentro, è stata stimata intorno al settimo grado della scala Mercalli, ma probabilmente risulterà un po' inferiore. L'epicentro è stato localizzato presso Nocera Umbra, quindi nella stessa zona interessata, dal settembre scorso, dalla crisi sismica ben nota. La sua particolarità è la profondità, che le prime stime stabiliscono intorno ai quarantacinque chilometri; è quindi molto profonda, mentre tutte le scosse che si sono verificate dal settembre scorso fino ad ora, comprese quelle degli ultimi giorni, erano molto più superficiali, dai cinque agli otto chilometri di profondità. Ciò, naturalmente, comporta una serie di conseguenze. La più positiva è che più profonde sono le scosse di terremoto più


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debole è il risentimento superficiale. La stima un po' empirica di un'intensità intorno al settimo grado è fatta immaginando la stessa profondità delle altre, ma in realtà, come dicevo, il risentimento è minore, per cui probabilmente, come ho anticipato, non arriverà al settimo grado. Gli effetti sul territorio sono quindi di gran lunga minori rispetto a quelli di scosse più superficiali.
Per avere notizie sugli effetti, ho parlato con il prefetto di Perugia, con i presidenti delle regioni e con vari sindaci, ma avevamo sul territorio anche le nostre squadre, proprio nella zona epicentrale, che stavano fronteggiando le difficoltà create dalla neve e da tutti gli altri problemi di questi giorni. Anche le squadre presenti a Nocera Umbra mi confermano che non si registra alcun danno, secondo l'informazione che sta venendo un po' da tutto il territorio.
Vi è stato poi un secondo effetto, che ha prodotto grande allarme, non solo nelle zone dell'Umbria e delle Marche interessate; quando una scossa è molto profonda, la zona di risentimento superficiale è molto vasta, tanto che questo terremoto, oltre che distintamente a Roma, è stato avvertito in pratica in tutta l'Italia centrale. Abbiamo infatti ricevuto telefonate anche da Firenze, con cui ci venivano chieste notizie sul terremoto.
Dicevo che al momento non ci risulta alcun danno particolare, e penso che tale dato sarà confermato dagli accertamenti che sono ancora in corso.
Un'altra caratteristica di questa scossa, anch'essa abbastanza comune nelle scosse profonde, è che è rimasta isolata. Quando il terremoto è superficiale, infatti, in genere ad una scossa di una certa entità seguono immediatamente piccole repliche, molte delle quali non avvertite dalle persone, ma registrate dagli strumenti; in questo caso, invece, la scossa è rimasta unica, in questo intervallo temporale di un'ora non si è registrata nessun'altra scossa nella zona.
Quanto al motivo per cui in una sequenza tutta caratterizzata da sismicità superficiale interviene improvvisamente una scossa profonda, devo dire che è ancora materia di riflessione. Non abbiamo ancora elementi che ci consentano di fornire una spiegazione: ho parlato con il professor Boschi, presidente dell'Istituto nazionale di geofisica, vedremo se potremo formulare qualche ipotesi.
Per il resto, purtroppo la situazione della conoscenza dei terremoti è tale per cui non può essere fatta alcuna previsione. L'unica cosa che possiamo ripetere è che, come abbiamo già detto varie volte, le scosse iniziali del 26 settembre corrispondono alla massima energia sismica storicamente verificata in questa zona dell'Umbria e delle Marche. Essendo stato quindi questo il massimo livello di sismicità, ne consegue che i danni che questi terremoti potevano produrre li hanno prodotti, per cui gli edifici giudicati inagibili rimangono appunto tali ma non ci vive nessuno dentro. Questa è la ragione per la quale nei giorni scorsi abbiamo detto che non vi sono problemi, non solo per quelli che vivono nei container, che non hanno alcuna difficoltà a resistere a qualsiasi scossa di terremoto, ma anche per quelli che vivono nelle abitazioni agibili. Io credo che il quadro della situazione rimanga lo stesso.
Naturalmente la cosa più difficile è che il ripetersi, anche dopo un intervallo di qualche settimana, di questi fenomeni sismici (ne abbiamo avuti a cavallo dell'ultimo fine settimana, si sono trascinati fino a martedì scorso e adesso si è di nuovo verificata questa scossa, che è stata fortemente avvertita ovviamente in Umbria e nelle Marche, oltre che in varie altre zone d'Italia) sta creando uno stress psicologico alle persone colpite dal terremoto. Questo diventa veramente un problema estremamente difficile da affrontare.
Anche la consapevolezza su basi tecniche che le popolazioni possano tranquillamente continuare a vivere oltre che nei villaggi provvisori e nei moduli anche nelle loro case agibili stenta a trovare una strada di convincimento, perché le persone sono giustamente e logicamente stressate da questo continuo ripetersi

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delle attività sismiche. Ovviamente nelle prossime ore avremo dati più precisi. Per ora ci risulta solo qualche problema: mi riferiscono di qualche difficoltà delle linee Telecom nella zona di Perugia; però la notizia d'agenzia che la prefettura di Perugia è isolata non corrisponde a verità, perché ho parlato personalmente con il prefetto che era in prefettura e non era affatto isolato.
Verificheremo comunque questo tipo di difficoltà: in ogni modo mi sembra abbastanza significativo il fatto che per ora non risulti alcun danno. Anche le squadre dei tecnici del Ministero dei beni culturali hanno eseguito una serie di verifiche nella basilica di Assisi ed in altre strutture di particolare valore artistico, segnalando che non vi è alcun danno ulteriore. Questo è, ripeto, normale perché una scossa con 45 chilometri di profondità, sia pure con un'energia abbastanza consistente, per fortuna in superficie non produce grossi problemi. Questa è l'informazione che posso dare ad un'ora di distanza dalla scossa.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Bertucci. Ne ha facoltà.

MAURIZIO BERTUCCI. Prendiamo atto, professor Barberi, della puntualità con la quale è venuto ad informarci questa sera...

PRESIDENTE. Onorevole Niccolini, la prego!
Prosegua pure, onorevole Bertucci.

MAURIZIO BERTUCCI. Indubbiamente è uno strano destino: sono passati sei mesi esatti dalla prima scossa del 26 settembre ed oggi vi è stata nuovamente una forte scossa nelle Marche ed in Umbria, che ha creato ancora panico, con gente che è scesa nelle strade, ha avuto paura e preoccupazione in regioni martoriate, proprio in questi giorni, dal freddo, dal vento, dalla neve. Sono persone che hanno perduto tutto. Chiediamo quindi di proseguire con grande serenità, ma anche con grande impegno, la ricostruzione e quanto si sta facendo.
Questo è stato anche il motivo per cui l'altro giorno ci siamo astenuti sulla conversione del decreto per le zone terremotate. Quando succedono casi di questo genere, non bisogna mai fare speculazioni politiche: non le abbiamo mai fatte, né le vogliamo fare oggi, né le faremo mai. Le chiediamo però di seguire con grande attenzione la situazione: non bisogna dimenticare quello che queste persone hanno subito in questi sei lunghissimi mesi. Sono stati sei mesi d'inferno: lei che ha seguito, come i parlamentari di queste regioni, quello che è successo sa benissimo con quale paura si vive in queste città, in questi comuni, dove appunto si è perso praticamente tutto. Le chiediamo quindi un impegno maggiore e soprattutto determinazione nel verificare realmente quello che è successo (Applausi dei deputati del gruppo di forza Italia).

PRESIDENTE Ha chiesto di parlare l'onorevole Lorenzetti. Ne ha facoltà.

MARIA RITA LORENZETTI. Non nego, Presidente e colleghi, come dire, la difficoltà di intervenire, per la vicinanza estrema con cui vivo questo problema, essendo di Foligno, e quindi vi prego di scusarmi laddove non dovessi avere estrema lucidità, ma per le poche cose che in questo momento voglio dire non credo ne serva molta.
Ovviamente, prendiamo atto - ma così è sempre stato fin dalla prima scossa - della presenza immediata del Governo e per esso del sottosegretario Barberi, che lo è sempre stato fin dall'inizio e del resto la sua presenza, in questo momento, ne è un'ulteriore prova.
La prima riflessione che mi viene, che ci viene da fare è riferita - non è nuova, evidentemente - ai limiti della scienza, ai limiti anche della capacità di previsione della scienza, perché giustamente ed evidentemente, dal punto di vista scientifico, il sottosegretario Barberi ha detto che quella del 26 settembre è la massima energia sismica storicamente verificatasi e non si può che dire così da parte della scienza, perché purtroppo non si può che


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dire così. Non si possono fare previsioni e questo è l'altro elemento.
Allora, con la lucidità e la determinazione che ci è propria e che ci deve contraddistinguere anche in questo momento, prendiamo altresì atto che questa crisi sismica purtroppo è anomala, anche per le conoscenze che la scienza oggi ci può offrire, per le informazioni che ci può offrire e non si può che prenderne atto: non è possibile fare altrimenti.
Come tutti quanti, anche noi, in questa ora e mezza, abbiamo parlato, oltre che con i nostri familiari, evidentemente anche con i sindaci e con gli amministratori di quella zona e con i punti di riferimento fondamentali, che sono lì ovviamente in mezzo alle loro popolazioni, sia in mezzo a coloro che già abitano e sono costretti nei container - ovviamente, anche con il maltempo, perché non viene mai tutto da solo, ma sempre tutto insieme - e in mezzo anche ai cittadini che, pur potendo rimanere nelle proprie case, sono segnati profondamente da una preoccupazione forte rispetto alle prospettive future. Questa è la situazione. Io ho sentito in diretta, oltre che per telefono, il sindaco di Sellano, Maltempi, che diceva: «Noi siamo gente forte, determinata. Siamo in grado di reagire».
Questo Parlamento e questo Governo hanno fatto la loro parte nel varare rapidamente i provvedimenti. È il tempo della ricostruzione: questo è quello che vogliamo continuare a dire. È evidente l'importanza dei provvedimenti varati, delle cose da fare in questi giorni, delle altre iniziative da assumere, di tutto quello che servirà per consentire alla popolazione di potere rasserenarsi e alle attività produttive di poter riprendere il cammino (penso ai colpi che possono sicuramente venire all'attività del turismo). Ma la prima esigenza che pongo è quella di lanciare messaggi chiari dal punto di vista scientifico, di informare bene i cittadini e le popolazioni, di fare in modo che il processo di ricostruzione, che deve iniziare, avvenga nel quadro di un'informazione larga, semplice, chiarificatrice.
Chiediamo che l'intervento sia anche legato a momenti di partecipazione e di incontro con le popolazioni perché è fondamentale essere presenti, informare e costruire insieme il percorso della «fuoriuscita» da questo ulteriore tentativo, diciamo così, di essere ricacciati nell'emergenza.
Ribadiamo che questo deve essere il tempo per la ricostruzione; concorderemo insieme agli amministratori, agli enti locali e alle regioni le ulteriori iniziative da intraprendere. Se si renderanno necessari ordinanze o altri provvedimenti contingibili ed urgenti lo vedremo nelle prossime ore, sicuramente però occorre continuare insieme il lavoro che si sta compiendo.
In questo momento ciò è quanto ci sentiamo di dire come maggioranza, rivolgendoci al Governo, che ancora una volta dimostra comunque di esserci e di continuare, dinanzi a questo ulteriore evento sismico, il proprio lavoro accanto alle popolazioni (Applausi dei deputati dei gruppi dei democratici di sinistra-l'Ulivo, dei popolari e democratici-l'Ulivo e di rifondazione comunista-progressisti).

PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Lorenzetti.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Tassone. Ne ha facoltà.

MARIO TASSONE. Presidente, abbiamo ascoltato il sottosegretario Barberi che non ho difficoltà a ringraziare per l'informativa che ci ha dato con molta pacatezza ma soprattutto con una aderenza precisa e puntuale a quanto si è verificato nelle zone già colpite dal terremoto.
Abbiamo una lunga esperienza anche per i terremoti che in passato hanno colpito la Campania e la Basilicata. Io provengo da una regione che è sempre stata considerata come territorio a rischio e quindi fonte di grande preoccupazione.
Quando poco fa, avendo visto alcuni colleghi allarmati, ho rivolto alcune domande al rappresentante del Governo non era mia intenzione fare delle strumentalizzazioni. Chi mi conosce non credo che


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possa imputarmi strumentalizzazioni di questo genere e mi dispiace che il sottosegretario che mi ha risposto - non era lei, professor Barberi - abbia voluto sottilizzare sul fatto se si trattasse di un'informazione o di una notizia. Ripeto, sono rimasto molto dispiaciuto perché ritengo che ciò faccia venir meno un rapporto di correttezza, in quest'aula, tra Governo e opposizione.
Il nostro pensiero va alle persone che sono state colpite oggi non soltanto da una grande paura - e meno male che si è trattato semplicemente di grande paura! - ma anche dal maltempo che aggrava la situazione di disagio.
Quanto al particolare momento in cui ci troviamo, che dire? Che purtroppo la situazione d'allarme e di emergenza non è terminata. Molte volte, quando sembra che tutto si stia incanalando verso la normalizzazione, si registra subito un'altra scossa di terremoto che ci fa ripiombare in un clima di allarme e di grande emergenza.
Professor Barberi, vorrei poi soffermarmi su un fatto a mio avviso importante. Stasera lei ha detto che non è possibile fare delle previsioni ed io le do atto di questo. Per molto tempo noi abbiamo fatto delle previsioni, forse spinti dal desiderio di «chiudere» con una situazione drammatica. Ebbene, lei realisticamente ha detto che non è possibile fare delle previsioni e ritengo che ciò - lo ribadisco - sia un fatto importante. Non voglio riprendere qui vecchie disquisizioni o confronti anche vivaci e animati che si sono avuti in quest'aula; sta di fatto che non si possono fare delle previsioni.
L'unica previsione che noi possiamo fare è quella di stare all'erta, come si suol dire, e di moltiplicare i nostri sforzi e i nostri impegni a favore delle popolazioni colpite, con la speranza che questi fenomeni non si ripetano.
Nel momento in cui facciamo le nostre battaglie politiche, nel momento in cui cioè ci confrontiamo politicamente anche sul piano legislativo in quest'aula, cogliamo e ci rendiamo conto dell'inanità dell'uomo rispetto a questi fenomeni della natura che non possiamo né dominare né controllare.
Detto questo, oltre a rinnovare i miei ringraziamenti al sottosegretario per l'interno con delega per la protezione civile per l'informativa data, formulo l'auspicio di un impegno costante da parte nostra, da parte del Parlamento ma soprattutto da parte dell'esecutivo.
Ci auguriamo che non ci sia bisogno di adottare altri provvedimenti, ma, se verranno varati dei provvedimenti legislativi diretti a favorire il processo di normalizzazione nelle zone interessate, chiediamo che si tratti di atti non soggetti a condizionamenti né settoriali come quello che abbiamo votato qualche giorno fa. Non dico questo per spirito di polemica, ma perché, nel momento in cui si affrontano problemi del genere, non c'è spazio né per ipoteche, né per condizionamenti, né per clientele. Difatti ritengo si debba tutti, maggioranza, opposizione e Governo, compiere la propria parte. Soprattutto si debbono affrontare delle situazioni così drammatiche, che determinano grande disagio, nel modo migliore possibile oltre che con grande celerità e determinazione. Questo, infatti, è il dovere morale, civile e politico che dobbiamo avvertire (Applausi dei deputati del gruppo del CDU-CDR).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Conti. Ne ha facoltà.

GIULIO CONTI. Signor Presidente, non vorrei non essere d'accordo con tutti gli altri, ma siccome ho acquisito anch'io direttamente delle informazioni, vorrei dire che, se è vero che in montagna - anche sulla base di quanto risulta dalle dichiarazioni rese dal sindaco di Sellano, che ha tenuto una concione di natura politica - in effetti è accaduto poco - tra l'altro sono anche abituati a questo tipo di scosse - è vero anche che nella città in cui abito, Macerata, la situazione è diversa. Infatti, ho parlato con mia moglie che mi ha detto che a casa ci sono stati dei danni, perché sono caduti dei quadri e dei calcinacci, cosa che non si era verificata in precedenza.


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Dico questo perché non vorrei che le dichiarazioni così tranquillizzanti che ci sono state rese risultassero poi non fondate, essendo riferite solo alla zona colpita dalle precedenti scosse telluriche.
Ho parlato anche con persone di un altro comune, in provincia di Macerata, ma verso il mare, nel quale la violenza del terremoto è stata avvertita con maggiore intensità rispetto a tutte le altre volte. Inoltre, ho parlato con mia madre, che abita in provincia di Ascoli, ed anche lei mi ha detto le stesse cose.
Non credo, quindi, si tratti di una ripetizione dei terremoti precedenti, con lo stesso epicentro o con un epicentro molto vicino, anche se il sottosegretario ha fatto una distinzione spiegando che, per la grande profondità a cui si è registrato l'evento, si è avuta una risposta diversa. Non mi voglio soffermare sui dati tecnici, ma non direi che la vicenda è chiusa, che non è successo nulla o che si sono verificati eventi di gravità minore rispetto al passato.

FRANCO BARBERI, Sottosegretario di Stato per l'interno. Lo accerteremo.

GIULIO CONTI. Sarei prudente in attesa di poter dare risposte più precise nelle prossime ore, come reputo sia doveroso fare. È impossibile dare risposte del genere prima di aver effettuato una valutazione approfondita di quanto è avvenuto, perché non si può fare i maghi di fronte a vicende del genere.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Cavaliere. Ne ha facoltà.

ENRICO CAVALIERE. Signor Presidente, desidero ringraziare il professor Barberi per l'informativa resa a questa Assemblea. Aggiungo che non riteniamo di dover sottrarre al sottosegretario del tempo ulteriore, dal momento che questi ne ha bisogno per effettuare l'intervento di emergenza.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Polenta. Ne ha facoltà.
Colleghi, se dovete parlare al telefono, almeno fatelo a voce bassa... Ho chiesto di parlare a voce bassa al telefono!
Parli pure, onorevole Polenta.

PAOLO POLENTA. Signor Presidente, desidero ringraziare il Governo per questa prima informativa. Concordo con quanto i colleghi hanno appena detto, perché è impossibile fare un commento più approfondito di quanto è successo a distanza di un'ora, un'ora e mezza appena dall'evento.
Chiedo quindi che il Governo, appena possibile, informi, se non l'Assemblea quanto meno la Commissione parlamentare competente, delle conseguenze reali di tale evento. Infatti, anche il sottoscritto ha fatto le sue telefonate, come gli altri colleghi delle Marche e dell'Umbria. Ebbene, anch'io ho avuto l'impressione che, senza voler con ciò smentire le comunicazioni rese dal sottosegretario, la scossa sismica abbia avuto effetti su un territorio piuttosto vasto, determinando problemi in aree che fino a questo momento non erano state coinvolte in modo diretto dal terremoto.
È indispensabile, a mio giudizio, che il Governo acquisisca e comunichi al Parlamento tutti gli elementi che ancora non sono a nostra disposizione.
Infine vorrei fare due raccomandazioni, anche se ovvie. È quanto mai opportuno, in questa situazione, mantenere uno stato di massima attenzione, come se fossimo sempre - e in realtà lo siamo - in emergenza. In occasione del dibattito per la conversione in legge del decreto a favore delle zone terremotate abbiamo sempre fatto riferimento alla fase due, cioè a quella della ricostruzione, che deve essere avviata, ma senza far venir meno l'attenzione di fronte alle emergenze che tuttora persistono. Inoltre, avendo il Parlamento con rapidità varato il provvedimento a favore dei territori delle Marche e dell'Umbria, chiedo che con altrettanta rapidità se ne dia attuazione per dare alle popolazioni le risposte che esse attendono.


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PRESIDENTE. È così esaurita la discussione sull'informativa urgente del Governo. Ringrazio ancora una volta il sottosegretario Barberi per la tempestività del suo intervento.

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