Seduta n. 335 del 30/3/1998

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(Repliche del relatore e del Governo - A.C. 105)

PRESIDENTE. Ha facoltà di replicare il relatore, onorevole Cerulli Irelli.

VINCENZO CERULLI IRELLI, Relatore. Rinunzio alla replica, signor Presidente.

PRESIDENTE. Ha facoltà di replicare il rappresentante del Governo.

ADRIANA VIGNERI, Sottosegretario di Stato per l'interno. Signor Presidente,


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aggiungerò alcune considerazioni, anche se l'ora tarda mi convincerà alla brevità.
Il testo che giunge all'attenzione di quest'Assemblea raccoglie un consenso politico tanto chiaro da farci dire che certamente da questo iter legislativo ne uscirà tra pochi giorni uno ad esso conforme.
Non si tratta ancora di un percorso concluso, ma certamente di una tappa di estremo rilievo, perché si avrà un testo conforme nelle due votazioni della Camera e del Senato.
La scelta che è stata compiuta con questo progetto di legge è quindi ormai irreversibile. Come è stato detto dal relatore e dall'onorevole Pezzoni, essa prevede la circoscrizione «estero»: questa è l'opzione fondamentale compiuta in questa fase di lavori parlamentari rispetto alle precedenti alle quali abbiamo assistito e che non sono riuscite a giungere a conclusione.
Da qui la solennità di questa settimana di lavori parlamentari, che tutti hanno evidenziato nei loro interventi e che anche il Governo condivide, non sfuggendogli l'importanza della decisione che condizionerà l'iter successivo.
Il testo che ci perviene dal Senato e che in Commissione si è deciso di approvare nell'attuale formulazione rinvia per la determinazione del numero dei seggi della circoscrizione «estero» ad una norma costituzionale. Si potrà dunque trattare - lo ha già rilevato il relatore - sia di un'apposita legge costituzionale, ma anche di una norma introdotta dal procedimento di revisione costituzionale in corso. Non vi è dubbio che sia estremamente opportuno seguire questa seconda strada, poiché appare preferibile introdurre in sede di revisione della seconda parte della Costituzione la scelta in ordine al numero dei seggi da attribuire alla circoscrizione «estero».
Sulla modifica introdotta dal Senato faccio semplicemente una riflessione. La scelta della legge costituzionale non va sottovalutata dal punto di vista della pari dignità dei seggi attribuiti alla circoscrizione «estero» rispetto a quelli nazionali.
Il fatto che si richieda che la stessa fonte, cioè una fonte costituzionale, individui sia il numero dei seggi per gli elettori residenti in Italia sia il numero dei seggi della circoscrizione «estero» consente di superare problemi di costituzionalità non privi di fondatezza. In questo modo si chiarisce, peraltro, che i seggi della circoscrizione «estero» non sono né aggiuntivi né secondari, ma sono anzi del tutto equivalenti a quelli espressi nei collegi che si trovano nel territorio nazionale.
Non mi dilungo sulle ragioni di ordine generale che sollecitano l'approvazione di questo testo, perché sul punto la Camera si è già ampiamente espressa, così come hanno fatto i rappresentanti del Ministero degli esteri ed in particolare il sottosegretario Fassino.
Per quanto riguarda la seconda modifica introdotta dal Senato, cioè la sostituzione della parola «condizioni» con l'espressione «requisiti e modalità», anche se le due dizioni possono essere considerate equivalenti, l'aggiunta di una terminologia che indica la garanzia dell'effettività rende il testo approvato dal Senato ancora più vicino a quello elaborato dalla Camera. Tutto il meccanismo si regge sulla legge ordinaria, che disciplina le condizioni di esercizio (e non certo la sussistenza del diritto di voto, che non è in discussione ed è garantita in particolare dal terzo comma dell'articolo 48).
L'onorevole Brunetti ha espresso una posizione contraria di rifondazione comunista. Le sue preoccupazioni sono comprensibili, ma proprio il percorso compiuto in questa legislatura nei due rami del Parlamento ha dimostrato che quelle preoccupazioni sono state superate. Il tempo non è passato invano: non siamo al punto di partenza, ma a quello di arrivo. Il convincimento della bontà di questo percorso, integrato dalla legge ordinaria che fisserà i presupposti e le modalità dell'esercizio del voto, ci tranquillizza sulla soluzione che l'Italia ha deciso di dare ad un problema che aveva caratteristiche peculiari per il nostro paese.
La legge ordinaria dovrà prevedere condizioni, basi, requisiti, modalità di

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esercizio del diritto, dato che - come è ovvio - resta la possibilità di un doppio canale nell'espressione del voto. Da qui la rilevanza della legge ordinaria, per la quale il Governo collaborerà, così come ha fatto durante questo percorso di revisione costituzionale.
Concludo dando assicurazione che il lavoro dei Ministeri degli affari esteri e dell'interno sui problemi delle anagrafi AIRE e consolari è già iniziato: sarà fatto tutto il possibile perché al più presto sia concretamente reso possibile l'esercizio del diritto di voto. Si tratta di completare gli adempimenti - come auspicato dalla presidente Jervolino Russo - entro le prossime elezioni politiche, affinché questo diritto, che è sempre esistito, sia effettivamente riconosciuto, consentito e praticato (Applausi).

PRESIDENTE. Il seguito del dibattito è rinviato ad altra seduta.

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