(Sezione 1 - Ammodernamento dell'autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria)
A)
I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dei lavori pubblici, per sapere - premesso che:
nell'esecuzione dei lavori di ammodernamento dell'autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria si riscontrano due ordini di problematiche, il primo legato alle scelte delle priorità di intervento, il secondo legato alla conduzione dei lavori medesimi;
i programmi in atto prevedono, in Calabria, come primo intervento, l'ampliamento delle tratte Cosenza-Tarsia e Falena-Pizzo Calabro, in pratica i percorsi attualmente più agevoli e meno coinvolti dal traffico, sicuramente i tratti attualmente più veloci, i più rettilinei e con minor presenza di viadotti e gallerie, sicuramente i più semplici da progettare e i più economici da eseguire, nonostante la previsione di spesa di circa mille miliardi;
oltre il 50 per cento del traffico dell'autostrada A3 è costituito da automezzi pesanti: è dunque un traffico con caratteristiche molto pericolose, soprattutto nei pressi degli svincoli e in ogni tratto montano in cui l'autostrada risulta tortuosa o di arrampicamento, praticamente per la maggior parte del tracciato (Vibo-Rosarno-Reggio Calabria, Falerna-Cosenza, Sibari-Lagonegro, Eboli-Salerno);
la più importante arteria della Calabria risulta altrettanto pericolosa negli snodi e negli sbocchi di alcuni svincoli, come quelli di Reggio Calabria, Cosenza nord, Battipaglia, Salerno;
oltre ai rischi per la pubblica incolumità, una simile mole di traffico genera un deleterio impatto ambientale sia lungo il tracciato, sia nei detti punti tortuosi e di arrampicamento, sia, e soprattutto, negli svincoli: il quotidiano ingorgo di automezzi pesanti e autoveicoli nelle rampe di svincolo rende fortemente insostenibile l'inquinamento atmosferico nei pressi di ogni città o centro abitato;
l'intervento ora avviato nei tratti più agevoli del tracciato della A3 non solo non elimina alcuna negatività attuale dell'infrastruttura, tanto più considerando che esistono dei tratti mai completati, ma ne peggiora certamente la già precaria sicurezza, perché servirà solo a favorire l'alta velocità e a creare un «effetto imbuto» nei rimanenti tratti che per tortuosità, pendenza o presenza di innesti, sono già convulsi e che diventeranno ancora più pericolosi;
considerando che i tratti in cui si è avviato l'allargamento sono tutti adiacenti a città o centri abitati e che spesso anche penetrano in essi, è facilmente immaginabile un aumento dell'inquinamento acustico che già tortura i residenti;
non è chiaro a quali esigenze risponda un simile avvio dei lavori di ammodernamento dell'A3, tanto più che non è neppure giustificato dall'obiettivo di ottenere ad ogni costo uno sbocco occupazionale in Calabria: ciò è confermato dai modi e meccanismi con cui sono stati affidati i lavori, senza coinvolgimento diretto dell'imprenditoria locale;
delle ingenti somme appaltate solo una piccola parte finirà per alleviare i problemi della disoccupazione, visto che è stata data la possibilità alle ditte esecutrici di praticare brutalmente ogni tipo di subappalto,
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ingenerando la solita, scorretta e smodata concorrenza al ribasso fra le ditte locali subappaltatrici, e realizzando una sorta di seconda gara di appalto, senza regole e senza controlli legali sulle offerte: praticamente un fertile humus per l'infiltrazione mafiosa nella gestione dei lavori, con il risultato di una pessima qualità nell'esecuzione e lavoro nero sottopagato -:
se e come, alla luce di quanto premesso, il Ministro interpellato intenda intervenire direttamente per garantire la fattibilità dell'intero intervento di ammodernamento dell'autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria, sia in termini tecnici, sia in termini economici;
come il Ministro interpellato intenda evitare che le risorse della collettività, destinate all'ammodernamento della A3, siano consumate a prescindere dalle reali esigenze dettate dalle condizioni dell'infrastruttura;
come il Governo intenda attivarsi per far sì che gli interventi sulla autostrada in oggetto siano gestiti con la massima trasparenza e correttezza, e non siano solo ulteriore alimento all'illegalità.
(2-01490)
«Paissan, Scalia, Turroni, Galletti».
(3 dicembre 1998).