Seduta n. 478 del 4/2/1999

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La seduta, sospesa alle 13,20, è ripresa alle 15.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE CARLO GIOVANARDI

Svolgimento di interpellanze urgenti.

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interpellanze urgenti.

(Provvedimenti conseguenti alla individuazione dei lavori usuranti)

PRESIDENTE. Cominciamo con l'interpellanza Manzione n. 2-01584 (vedi l'allegato A - Interpellanze urgenti sezione 1).
L'onorevole Acierno, cofirmatario dell'interpellanza, ha facoltà di illustrarla.

ALBERTO ACIERNO. Il ministro del lavoro del precedente Governo Prodi, Tiziano Treu, aveva provveduto ad istituire una commissione ministeriale sui lavori usuranti. Questa commissione ha concluso i suoi lavori alla fine del mese di settembre dello scorso anno, presentando al ministro una relazione conclusiva.
Vorremmo sapere quali siano le ragioni per le quali, a distanza di alcuni mesi, non siano stati adottati provvedimenti conseguenti alle indicazioni emerse nella vasta indagine ricognitiva e se l'attuale ministro non ritenga di mettere a disposizione del Parlamento tale documento, al fine di valutarne le implicazioni anche in relazione alla riforma previdenziale e ai suoi riflessi sulla finanza pubblica. Inoltre, credo sia importante sottolineare che - essendo iniziato presso la Commissione lavoro il dibattito sul provvedimento per la riduzione dell'orario di lavoro - conoscere l'esito dei lavori di questa commissione ministeriale acquista importanza anche ai fini dei lavori sulla legge per la riduzione dell'orario di lavoro.

PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per il lavoro e la previdenza sociale ha facoltà di rispondere.

CLAUDIO CARON, Sottosegretario di Stato per il lavoro e la previdenza sociale.. La commissione tecnico-scientifica ha prodotto un documento che ha ricevuto l'apprezzamento del ministro e che, dal punto di vista della concretezza, offre un'indicazione di possibile realizzazione. È in fase di istruttoria un lavoro per verificare tutti i termini del provvedimento che è stato proposto dalla commissione, non ultimi quelli che riguardano le implicazioni sulle categorie di lavoratori e di imprenditori che devono essere chiamati a concorrere alla realizzazione di un risultato dal punto di vista della partecipazione. Stiamo istruendo un lavoro per costruire un provvedimento che sia capace di entrare concretamente in funzione.
L'area di intervento di questo provvedimento riguarderà centomila lavoratori sul piano nazionale, perché vengono individuati settori che hanno questo tipo di bacino di possibile utenza. Nelle prossime settimane, così come richiesto dagli interpellanti, il provvedimento sarà in qualche modo offerto per la discussione.
Credo che siamo in fase di realizzazione di una prima parte del provvedimento, che non riguarda i lavori usuranti, ma quelli particolarmente usuranti. Il lavoro finale della commissione ha prodotto questo risultato: i lavori particolarmente usuranti sono quelli che hanno diritto ad un contributo dello Stato pari al 20 per cento. Voglio dire che anche al termine del lavoro della commissione rimane comunque un'indicazione generale circa la necessità di proseguire una complessa attività per l'attuazione della legge, che sicuramente terrà conto di un dibattito più generale, sia sulla riduzione dell'orario sia sulla riforma degli istituti previdenziali, nonché sulle politiche contrattuali, sulle quali una regolamentazione


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come quella di cui si parla avrebbe un riflesso diretto.

PRESIDENTE. L'onorevole Acierno, cofirmatario dell'interpellanza, ha facoltà di replicare.

ALBERTO ACIERNO. Signor Presidente, spero di avere compreso la risposta, la quale, però, ha affrontato temi che non erano oggetto dei quesiti posti con la nostra interpellanza: devo quindi dire che sono rimasto veramente meravigliato. Credo di avere spiegato illustrando l'interpellanza in termini estremamente chiari che il cuore del nostro quesito è conoscere quali siano le ragioni per le quali, a distanza di alcuni mesi, non siano stati adottati provvedimenti conseguenti alle indicazioni emerse nella vasta indagine ricognitiva e se il ministro non ritenga di mettere a disposizione del Parlamento la relazione conclusiva della commissione ministeriale sui lavori usuranti. Che poi il ministro stia lavorando, va bene: lo valuteremo eventualmente quando avremo modo di prendere atto dei passi successivi. Vorrei capire, però, perché, come Parlamento, non possiamo entrare in possesso della relazione di tale commissione: mi ritengo quindi assolutamente insoddisfatto.

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