Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 511 del 24/3/1999
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Seguito della discussione del disegno di legge: Delega al Governo per il riordino delle carriere diplomatica e prefettizia, nonché disposizioni per il restante personale del Ministero degli affari esteri e per il personale militare del Ministero della difesa (5324); e delle abbinate proposte di legge: Galati ed altri: Disposizioni concernenti il personale della carriera prefettizia (3453); Folena e Massa: Disposizioni per la determinazione del trattamento economico del personale appartenente alla carriera prefettizia (4600); Palma ed altri: Legge quadro sul funzionario di Governo nel territorio nazionale (5210); Gasparri: Delega al Governo per il riordino della carriera prefettizia (5540) (ore 10,03).

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge: Delega al Governo per il riordino delle carriere diplomatica e prefettizia, nonché disposizioni per il restante personale del Ministero degli affari esteri e per il personale militare del Ministero della difesa; e delle abbinate proposte di legge d'iniziativa dei deputati; Galati ed altri: Disposizioni concernenti il personale della carriera prefettizia; Folena e Massa: Disposizioni per la determinazione del trattamento economico del personale appartenente alla carriera prefettizia; Palma ed altri: Legge quadro sul funzionario di Governo nel territorio nazionale; Gasparri: Delega al Governo per il riordino della carriera prefettizia.
Ricordo che nella seduta di ieri è, da ultimo, mancato il numero legale nella votazione del subemendamento Nardini 0.12.04.52.

(Ripresa esame degli articoli aggiuntivi al 12 - A.C. 5324)

PRESIDENTE. Dobbiamo dunque nuovamente procedere alla votazione del subemendamento


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Nardini 0.12.04.52 (per gli articoli aggiuntivi e i subemendamenti vedi l'allegato A al resoconto della seduta di ieri - A.C. 5324).
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Nardini 0.12.04.52, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 374
Votanti 330
Astenuti 44
Maggioranza 166
Hanno votato sì 24
Hanno votato no 306).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici subemendamenti Boato 0.12.04.9 e Parenti 0.12.04.38, accettati dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 382
Votanti 338
Astenuti 44
Maggioranza 170
Hanno votato sì 329
Hanno votato no 9)
.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Parenti 0.12.04.41 (Nuova formulazione), accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 397
Votanti 395
Astenuti 2
Maggioranza 198
Hanno votato sì 349
Hanno votato no 46)
.

A seguito di tale votazione risulta precluso il subemendamento Nardini 0.12.04.56.
Passiamo alla votazione del subemendamento 0.12.04.71 (Nuova formulazione) della Commissione.

VINCENZO CERULLI IRELLI, Relatore. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

VINCENZO CERULLI IRELLI, Relatore. Desidero spiegare brevemente i motivi che hanno indotto la Commissione a formulare il testo posto in votazione. Si intende costituire il ruolo di un organo di rilevanza costituzionale, quale il Consiglio superiore della magistratura, quindi non il ruolo di un'amministrazione dello Stato in senso tecnico, ai sensi del decreto legislativo n. 29, non il ruolo di un altro ministero, bensì quello di un organo di rilevanza costituzionale dello Stato che avrà una propria contrattazione.
Non sarà inserito, quindi, nella contrattazione del comparto dei ministeri, ma avrà una sua disciplina e una sua contrattazione equiparabile, ad esempio, a quella del Consiglio di Stato o della Corte dei conti.
Alla luce di tale acquisizione - che possiamo considerare pacifica -, abbiamo previsto che, per l'ingresso in tale ruolo, occorra un pubblico concorso. Presso il Consiglio superiore della magistratura attualmente prestano servizio alcuni dipendenti del Ministero di grazia e giustizia che si trovano in posizione di distacco, o di comando, presso tale organo.
Da parte del Governo si è segnalata l'opportunità di riservare uno spazio a tale personale.

PRESIDENTE. Prego i colleghi, alle spalle del relatore, di prendere posto.


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VINCENZO CERULLI IRELLI, Relatore. Signor Presidente, chiedo ai colleghi un po' di attenzione anche perché la volta scorsa si sono verificati alcuni episodi non proprio positivi.
La Commissione ha ritenuto che la richiesta del Governo avesse un fondamento, visto che il personale in servizio presso il Consiglio superiore della magistratura in posizione di fuori ruolo, comando o distacco, svolge quei compiti da anni ed è fortemente inserito nell'attività dell'organo.
Vi è, tuttavia, il limite costituzionale, ribadito di recente dalla Corte costituzionale, secondo la quale i concorsi riservati possono essere previsti soltanto in misura limitata, a fronte di una determinata consistenza organica.
Abbiamo ritenuto, pertanto, di arrivare al limite del 50 per cento: in altre parole, è previsto che il 50 per cento dei posti messi a concorso per il nuovo ruolo sia riservato al personale in servizio presso il Consiglio superiore della magistratura in posizione di fuori ruolo, comando o distacco; abbiamo ritenuto, in tal modo, di raggiungere la quota massima.
La volta scorsa ebbi occasione di dire in aula che io stesso avevo qualche dubbio sul fatto che una quota così elevata potesse resistere ad un giudizio di costituzionalità; in ogni modo, abbiamo ritenuto di raggiungere tale quota: il 50 per cento del nuovo ruolo è, pertanto, riservato a quel personale. Oltre questa quota non è assolutamente possibile andare, in quanto vigono limiti di costituzionalità insuperabili.
La proposta della Commissione è da noi ritenuta ragionevole e va incontro alle richieste provenienti dal personale attualmente in servizio in posizione di fuori ruolo, comando o distacco; essa è posta nei limite del ragionevole e del possibile, nonché nei limiti di una valutazione di costituzionalità della norma.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Boato. Ne ha facoltà.

MARCO BOATO. Signor Presidente, preannuncio il voto favorevole del gruppo misto-verdi-l'Ulivo sul subemendamento 0.12.04.71 (Nuova formulazione) della Commissione. Il mio gruppo voterà a favore per senso di responsabilità.
Nel lavoro comune svolto nel Comitato dei nove, abbiamo cercato di trovare un punto di incontro e di equilibrio tra esigenze contrapposte. Ho già detto ieri - e ripeto oggi - le ragioni per cui eravamo favorevoli all'istituzione del ruolo del Consiglio superiore della magistratura, ma contrari alla proposta emendativa del Governo per il metodo e per il merito.
In Comitato dei nove, a partire dalle proposte emendative dell'onorevole Parenti e dell'onorevole Nardini, abbiamo cercato di trovare un punto di equilibrio: si tratta di quello che poc'anzi, in modo molto corretto e coerente, il relatore Cerulli Irelli ha illustrato.
L'Assemblea, però, deve essere consapevole del fatto che la sollevazione del personale del Consiglio superiore della magistratura oggi in servizio che si è verificata giovedì scorso, giunta fino al punto (a mio parere al limite del reato: forse una notitia criminis sui giornali c'era) di occupare l'aula del Consiglio superiore della magistratura e di impedire lo svolgimento della seduta (è come se le organizzazioni sindacali del personale della Camera, per contrastare qualche provvedimento, entrassero in quest'aula e impedissero lo svolgimento dei nostri lavori, anche se il rango costituzionale del Parlamento è ovviamente più elevato di quello del Consiglio superiore della magistratura, che è soltanto un organo di rilevanza costituzionale) era proprio indirizzata contro questa proposta, che noi abbiamo elaborato anche su impulso del Governo e con il comune accordo del relatore, del presidente della Commissione e dell'intero Comitato dei nove.
Il collega Cerulli Irelli ha già detto che egli stesso nutre alcune perplessità sotto il profilo costituzionale ed in proposito vorrei leggere pochissime righe tratte da una sentenza recentissima della Corte costituzionale, la n. 1 del 1999. Afferma la Corte


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che «il concorso pubblico, quale meccanismo di selezione tecnica e neutrale dei più capaci,» resta «il metodo migliore per la provvista di organi chiamati ad esercitare le proprie funzioni in condizioni di imparzialità ed al servizio esclusivo della nazione». Afferma ancora: «questa Corte (...) ha dichiarato l'illegittimità dei concorsi interni totalmente riservati al personale dell'amministrazione che li bandisce». La Corte rileva ancora che «l'abnorme diffusione del concorso interno per titoli nel passaggio da un livello all'altro produce una distorsione» e che «la sostituzione al concorso di meccanismi selettivi esclusivamente interni ad un dato apparato amministrativo non si giustifica alla luce degli accennati principi costituzionali» (si fa riferimento agli articoli 97, 98 e 51 della Costituzione).
Ebbene, l'originario articolo aggiuntivo del Governo prevedeva che dietro semplice richiesta - un pezzo di carta, tre righe - il personale oggi in servizio venisse tutto inserito in organico. Il subemendamento della Commissione, nella nuova formulazione concordata con il Governo, prevede il concorso pubblico e la riserva di metà dei posti, come ha ricordato il relatore. Noi voteremo a favore, ripeto, per senso di responsabilità, per chiudere positivamente questa vicenda, ma volevo che rimanesse traccia negli atti parlamentari delle nostre perplessità sulla congruenza di questa soluzione rispetto alla giurisprudenza costituzionale, ancora pochi mesi fa ribadita.

MARIANNA LI CALZI, Sottosegretario di Stato per la giustizia. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MARIANNA LI CALZI, Sottosegretario di Stato per la giustizia. Signor Presidente, il Governo concorda perfettamente con le considerazioni esposte dal relatore e successivamente dall'onorevole Boato. Il Governo stesso ha collaborato, nel Comitato dei nove ed in Commissione, alla stesura di questa nuova formulazione del subemendamento della Commissione, che mi sembra raggiunga un punto di equilibrio accettabile tra la salvaguardia dei principi costituzionali e l'esigenza di salvare una parte di professionalità per assicurare la funzionalità del Consiglio superiore della magistratura, specie nel momento in cui tale organo deve affrontare tutta una serie di adempimenti relativi all'entrata in vigore delle disposizioni sul giudice unico.
Il Governo, quindi, ritiene che il testo concordato in Commissione sia il più equilibrato possibile: non credo ci sia altro da aggiungere.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Nardini. Ne ha facoltà.

MARIA CELESTE NARDINI. Signor Presidente, il testo in esame non ci persuade ancora, sia pure con le modifiche su cui si è convenuto in Commissione, di cui naturalmente non possiamo non tenere conto. Riteniamo di trovarci ancora una volta di fronte - lo dico con estrema chiarezza - ad un sistema volto a salvaguardare le professionalità interne ad un organismo che ha molto a che fare con la spinosa questione delle clientele.
Ritengo che ancora una volta si profilino rischi di incostituzionalità, lo ha ricordato anche il relatore. Non si riesce ad uscire da questa situazione. Non c'è una sola ragione che giustifichi lo svolgimento di tale funzione da parte del Consiglio superiore della magistratura: se ha bisogno di assumere personale qualificato, ricorra ai concorsi. Questo è l'unico modo responsabile e trasparente di operare, che dà garanzia di limpidezza nelle assunzioni. Evidentemente, però, così non è.
Inoltre, tale personale non rientrerebbe tra quello di cui ai contratti nazionali. Questa mi sembra una cosa molto grave e seria.
Ringraziamo la Commissione per lo sforzo compiuto, ma i deputati del gruppo di rifondazione comunista esprimeranno un voto contrario su questo subemendamento.


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PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Saraceni. Ne ha facoltà.

LUIGI SARACENI. Signor Presidente, intendo dissociarmi apertamente da quanto affermato dall'onorevole Boato. Egli ha una lunga esperienza di lotta fatta anche con le occupazioni da parte dei lavoratori (ricordo, per esempio, il caso delle università). A mio parere non si può essere ipercorporativi in difesa delle proprie corporazioni e iperrepressivi quando si tratta di quelle altrui.
L'affermazione che vi è la notitia criminis di un reato non me la sarei aspettata dall'onorevole Boato. È vero che intervengo a titolo personale, ma con quanto ho detto, credo di interpretare il pensiero di buona parte dei deputati del gruppo dei verdi.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento 0.12.04.71 della Commissione (Nuova formulazione), accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (
Vedi votazioni).

(Presenti 353
Votanti 349
Astenuti 4
Maggioranza 175
Hanno votato sì 295
Hanno votato no 54)
.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici subemendamenti Boato 0.12.04.19, Parenti 0.12.04.43 e Nardini 0.12.04.57, accettati dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 349
Votanti 348
Astenuti 1
Maggioranza 175
Hanno votato sì 347
Hanno votato no 1)
.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Boato 0.12.04.21, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 352
Votanti 318
Astenuti 34
Maggioranza 160
Hanno votato sì 317
Hanno votato no 1)
.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Boato 0.12.04.22, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 361
Votanti 348
Astenuti 13
Maggioranza 175
Hanno votato sì 348)
.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento 0.12.04.80 della Commissione, accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).


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(Presenti 349
Votanti 316
Astenuti 33
Maggioranza 159
Hanno votato sì 306
Hanno votato no 10)
.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Nardini 0.12.04.58, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 355
Votanti 352
Astenuti 3
Maggioranza 177
Hanno votato sì 61
Hanno votato no 291)

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento 0.12.04.81 della Commissione (Nuova formulazione), accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 354
Votanti 340
Astenuti 14
Maggioranza 171
Hanno votato sì 301
Hanno votato no 39)
.

Passiamo al subemendamento Boato 0.12.04.25.

MARCO BOATO. Chiedo di parlare per avere un chiarimento.

PRESIDENTE. Onorevole Boato, considero questo suo intervento, al pari di quello precedente dell'onorevole Saraceni, svolto a titolo personale, visto che il tempo a disposizione per la componente dei verdi è esaurito. Ne ha facoltà.

MARCO BOATO. Signor Presidente, il relatore Cerulli Irelli ha chiesto, nella seduta di ieri, all'inizio di questo dibattito, di ritirare tutti gli emendamenti sui quali non vi fosse il parere favorevole della Commissione e del Governo.
Personalmente non avrei difficoltà a ritirare anche quest'unico subemendamento che avevo mantenuto, vorrei però che prima vi fosse da parte del Governo e del relatore un chiarimento. Vorrei infatti che risultasse chiaro che in nessun modo la normativa di coordinamento con la legislazione vigente nelle materie oggetto della presente legge, che il Governo dovrà inserire nel decreto legislativo, con riferimento al quale noi oggi attribuiamo al Governo una delega su questa materia, potrà comprendere le materie che erano originariamente comprese nei commi 2, 3 e 4 dell'originario emendamento del Governo.
In quei commi il Governo, a mio parere, con un colpo di mano - non a caso il testo è stato ritirato per riformularlo - andava ad «incidere» sulla legge del 1990 - su questo punto vorrei attirare anche l'attenzione dei componenti della Commissione giustizia - la quale aveva previsto, modificando la legge del 1958 sul Consiglio superiore della magistratura, il ruolo del personale, ma aveva anche previsto che una serie di funzioni dirigenziali e correlate al servizio studi non fossero attribuite a personale magistratuale ma a personale «laico».
Quegli originari commi 2, 3 e 4 dell'originario testo presentato dal Governo stravolgevano la legge del 1990. Anche grazie alle nostre proposte di modifica, il Governo ha opportunamente - e di questo gliene do atto - ritirato l'emendamento in questione e l'ha riformulato. Occorre però che sia dichiarato chiaramente in quest'aula, da parte del relatore e del Governo, che in nessun modo il Governo


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potrà reintrodurre nel decreto legislativo ciò che è stato espunto dal testo dell'emendamento riformulato.
Se queste dichiarazioni saranno rassicuranti allora ritirerò anche questo mio subemendamento.

GIORGIO MACCIOTTA, Sottosegretario di Stato per il tesoro, il bilancio e la programmazione economica. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIORGIO MACCIOTTA, Sottosegretario di Stato per il tesoro, il bilancio e la programmazione economica. Signor Presidente, la delega è una delega e in quanto tale contiene quel che c'è; non può cioè contenere ciò che non c'è.
Nella parte della disposizione normativa concernente il personale si dice con chiarezza come sia composto l'organico. Quest'ultimo è composto con la corrispondente riduzione del personale delle cancellerie e delle segreterie. È questo il contenuto della delega e ad esso ovviamente il Governo non potrà che attenersi.

MARIANNA LI CALZI, Sottosegretario di Stato per la giustizia. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MARIANNA LI CALZI, Sottosegretario di Stato per la giustizia. Nel suo intervento l'onorevole Boato si è riferito alla normativa concernente il coordinamento. A tale riguardo il Governo assicura che questo testo normativo si riferisce esclusivamente al personale amministrativo della segreteria del Consiglio superiore e che la lettera h), del comma 1, conferisce semplicemente una delega ad emanare una normativa di coordinamento con la legislazione vigente, capace di assicurare la funzionalità del Consiglio superiore della magistratura, ma con riferimento al personale di segreteria.
Quella dei magistrati segretari è una questione completamente diversa che, come ha giustamente osservato l'onorevole Boato, era per così dire prevista nella legge del 1958; è stata poi eliminata con la legge del 1990. La normativa del 1995, che ha disciplinato la materia in via transitoria, nulla ha a che vedere con il provvedimento in esame e quindi con il mandato, che in sede di delega, il Governo deve esercitare anche con riferimento alla normativa transitoria.
Credo che ciò possa rassicurare l'onorevole Boato e gli altri colleghi.

VINCENZO CERULLI IRELLI, Relatore. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

VINCENZO CERULLI IRELLI, Relatore. Signor Presidente, ribadisco che abbiamo scritto una delega con un determinato contenuto relativo all'istituzione di un ruolo amministrativo presso il Consiglio superiore, al quale non potranno prendere parte i magistrati in servizio. Si tratta, infatti, di un ruolo amministrativo che sarà occupato da coloro che vinceranno i concorsi, i quali andranno a costituire personale amministrativo di diverse qualifiche e livelli.
La giustissima preoccupazione dell'onorevole Boato è sicuramente risolta da questa impostazione della delega.

PRESIDENTE. Onorevole Boato?

MARCO BOATO. Signor Presidente, ritiro il mio subemendamento 0.12.04.25 perché ritengo chiarificatrici le dichiarazioni sia dei sottosegretari Macciotta e Li Calzi sia del relatore.
Avevo chiesto tale chiarificazione perché in una relazione tecnica del Governo ad una nuova formulazione dell'articolo aggiuntivo si diceva cosa parzialmente diversa. Ora fa fede il dibattito parlamentare e mi ritengo soddisfatto. Ritiro, pertanto, il mio subemendamento.

PRESIDENTE. Sta bene.
Passiamo ai voti.


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Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Boato 0.12.04.26, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (
Vedi votazioni).

(Presenti 334
Votanti 323
Astenuti 11
Maggioranza 162
Hanno votato sì 319
Hanno votato no 4)
.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Boato 0.12.04.28, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 336
Votanti 326
Astenuti 10
Maggioranza 164
Hanno votato sì 323
Hanno votato no 3)
.

Passiamo alla votazione dell'articolo aggiuntivo 12.04 del Governo (Nuova formulazione).
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Frattini. Ne ha facoltà.

FRANCO FRATTINI. Signor Presidente, voglio dare atto che i lavori del Comitato hanno in qualche modo corretto alcune delle disposizioni che originariamente il Governo aveva introdotto, per istituire il ruolo organico del personale amministrativo del Consiglio superiore della magistratura.
Vi sono, peraltro, ragioni di metodo e di merito che non ci consentono di votare a favore di questo articolo aggiuntivo del Governo. La ragione di metodo è stata ricordata anche da altri colleghi: stiamo istituendo il ruolo organico di un organo di rilevanza costituzionale. Non credo sia buona regola prevedere in un provvedimento, che concerne carriere di tutt'altro settore di personale amministrativo (funzionari della carriera prefettizia e diplomatica), un articolo aggiuntivo del Governo relativo ad una materia certamente da esso conosciuta nel momento in cui il Consiglio dei ministri varava lo schema del disegno di legge. La materia viene, pertanto, incrementata ed ampliata a dismisura, in un ambito totalmente diverso, chiedendo per di più una delega che va ad arricchire il numero già straordinario di deleghe che in questa materia il Governo sta chiedendo al Parlamento.
È un metodo che disapproviamo fortemente. Riteniamo che l'uso della delega debba rientrare nei limiti costituzionali e - vorrei dire - di uso prudente che finora abbiamo raccomandato al Governo che, invece, continua ad abusarne.
Quindi, anzitutto per una ragione di metodo, disapproviamo questa scelta. Vi sono poi non poche ragioni di merito: in primo luogo, ritengo che un organo costituzionale, qual è il Consiglio superiore, possa assai meglio tutelare le professionalità certamente elevate che operano al proprio interno, anche come personale di supporto al personale togato e, quindi, ai componenti del Consiglio, attraverso quel meccanismo più duttile e flessibile che, finora, ha regolato il trattamento in regime di reclutamento e di assegnazione del personale. Ritengo in altre parole che un ruolo organico possa irrigidire a dismisura creando in quell'organismo, che già esercita funzioni delicatissime, una struttura servente, come dicevo, troppo rigida; ciò incompatibilmente con le sue funzioni costituzionali.
Una volta però che la scelta fosse davvero quella di istituire un ruolo organico, non possiamo fermarci a metà strada (lo hanno detto in questa sede alcuni colleghi, ricordando una sentenza della Corte): o si ha il coraggio di imboccare fino in fondo la strada del ruolo


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organico, stabilendo allora che il concorso pubblico è il solo mezzo ammesso dall'ordinamento per il reclutamento di personale; oppure daremo la sensazione di voler costruire un istituto - qual è il ruolo organico - con funzioni quasi esclusivamente di protezione di soggetti. Inoltre, selezionandone soltanto il 50 per cento con la quota di riserva, potremmo introdurre quel meccanismo odioso per cui professionalità ugualmente formate vengono scartate oppure no a seconda dei criteri di un concorso pubblico non assistito da quelle garanzie di assoluta trasparenza che la regola generale dei concorsi pubblici può in qualche modo assicurare.
Quindi, non condividiamo neppure nel merito la scelta in primo luogo di istituire un ruolo e, secondariamente, di farlo con un improprio meccanismo di reclutamento.
Queste sono le ragioni per cui voteremo contro l'articolo aggiuntivo.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Parenti. Ne ha facoltà.

TIZIANA PARENTI. I socialisti democratici voteranno a favore dell'articolo aggiuntivo al nostro esame. Ci rendiamo conto - in Commissione abbiamo fatto un percorso difficile, anche con l'aiuto del Governo - che il metodo con il quale è stata affrontata questa materia (ma, se vogliamo, non solo questa, perché nel provvedimento sono entrate altre categorie che avrebbero dovuto trovare una soluzione a parte) è sicuramente discutibile, tant'è che ne abbiamo ampiamente discusso. Credo però che si creino degli equivoci quando si ritiene, come ha fatto l'onorevole Frattini, che sarebbe stato meglio il sistema finora vigente di cooptazione. Innanzitutto, la legge già prevedeva da anni che dovesse essere stabilito il ruolo organico del Consiglio superiore e non mi sembra certo che il sistema di cooptazione sia preferibile ad uno di ingresso trasparente. Ciò anche perché non si deve ignorare che soltanto nella prima applicazione è prevista la quota del 50 per cento e non la totalità, come era stato richiesto.
Non possono inoltre sfuggire con riferimento a questo provvedimento (non poteva quindi restarne esclusa la materia del Consiglio superiore della magistratura) le pressioni lobbistiche che vi sono state da parte dei funzionari delle carriere diplomatica, prefettizia, della polizia, della polizia penitenziaria e, appunto, del Consiglio superiore. Noi, purtroppo, abbiamo ristabilito un modo di legiferare abbastanza incoerente e caotico, in cui ciascuno pretende poi che le proprie richieste, che possono essere legittime, non solo possono essere avanzate, ma debbano anche essere prevalenti su qualsiasi altra.
Il provvedimento che andiamo definendo, non solo per quel che riguarda il Consiglio superiore della magistratura, dovrebbe far meditare su questo nostro modo di legiferare e, soprattutto, sulla debolezza dimostrata anche in questo caso (non mi riferisco però alla materia del Consiglio superiore della magistratura) con il voler accogliere molte richieste che, probabilmente, sarebbe stato più opportuno lasciare fuori. Il problema non è di chi chiede, ma della forza e della consapevolezza di chi risponde.
Credo che in Commissione anche i sottosegretari per la giustizia e per il tesoro abbiano preso consapevolezza che nel settore del Consiglio superiore della magistratura non potevamo accedere a richieste che erano puramente corporative. Siamo arrivati quindi ad un provvedimento che credo possa soddisfare non solo le esigenze dello stesso Consiglio superiore, ma anche quei requisiti di trasparenza e di efficienza che ogni pubblica amministrazione deve comunque conservare, perché è un principio costituzionale.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Boccia. Ne ha facoltà.

ANTONIO BOCCIA. Signor Presidente, colgo l'occasione per porre un problema


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all'attenzione sua e dei colleghi. L'onorevole Frattini ha già sollevato una parte della questione relativa al ripetersi dei decreti legislativi; egli ha posto un problema di ordine politico che, secondo me, è anche di ordine istituzionale. Purtroppo, il collega Frattini si è riferito al Governo, mentre credo avrebbe fatto meglio a rivolgersi all'Assemblea, che approva le norme contenenti le deleghe legislative.
Onorevoli colleghi, penso che dovremmo prestare una maggiore attenzione alle nostre decisioni, ormai abbastanza ripetute, di delegare il Governo a legiferare su materie così complesse.
Signor Presidente, desidero richiamare la sua attenzione, però, su una questione anche di ordine regolamentare. Come ella sa, e come è previsto nell'ultimo comma dell'articolo aggiuntivo in esame, le competenti Commissioni parlamentari saranno chiamate ad esprimere un parere sullo schema di decreto legislativo che il Governo adotterà. Da un po' di tempo, quasi sempre tale parere viene espresso da Commissioni bicamerali che, come risulta dagli atti che ella potrà verificare - come io ho già fatto -, esprimono i pareri sicuramente con altissima competenza e qualità ma, purtroppo, con la presenza di uno scarsissimo numero di parlamentari. Tra l'altro, in tali Commissioni bicamerali alla generalità dei deputati e senatori è inibito l'esercizio della funzione emendativa, in quanto è consentito proporre emendamenti solo ai componenti la Commissione o ai presidenti di gruppo. Si tratta di una limitazione inaccettabile; dovrei dire illegittima, ma mi rendo conto che in questo momento posso soltanto dire inaccettabile.
Signor Presidente, immagini un decreto legislativo che disciplini una materia così importante e significativa per l'autorevolezza e la qualità dell'organo, per il quale si prevede un'organizzazione speciale affidata a disposizioni decise dal Governo previo parere, non sempre ascoltato, di una Commissione bicamerale, espresso alla presenza di pochissimi colleghi e senza la possibilità di essere emendato da tutti i parlamentari.
Credo si tratti di un problema che lei deve porre, che deve essere affrontato e che vale non solo per l'articolo aggiuntivo in esame ma, più in generale, per il comportamento che la Camera dovrà assumere in futuro.
Mi scuso se ho approfittato di tale occasione, ma mi è sembrato giusto sollevare la questione in questo momento (Applausi di deputati del gruppo di forza Italia).

PRESIDENTE. Onorevole Boccia, la ringrazio per la segnalazione. La questione che lei ha sollevato è molto delicata. Recentemente, abbiamo avuto modo di leggere due importanti interventi dell'onorevole Benvenuto, presidente della Commissione finanze, e dell'onorevole Biasco, presidente della Commissione bicamerale consultiva in materia di riforma fiscale, proprio sul rapporto esistente fra Commissioni permanenti, Commissioni bicamerali e pareri su schemi di decreti legislativi.
Certamente si tratta di un tema di grande interesse per il Parlamento, che in qualche modo dovrà essere affrontato e approfondito.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 12.04 del Governo (Nuova formulazione), nel testo subemendato, accettato dalla Commissione.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (
Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 319
Maggioranza 160
Hanno votato sì 171
Hanno votato no 148).

Il successivo articolo aggiuntivo Nardini 12.05 è pertanto precluso.

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