Allegato B
Seduta n. 757 del 7/7/2000


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ATTI DI INDIRIZZO

Risoluzione in Commissione:

L'VIII Commissione,
premesso che:
ormai da molti anni, nel territorio che comprende le zone di Cesano, Olgiata, La Storta, La Cerquetta, Santa Maria di Galeria, Osteria Nuova ed i comuni di Anguillara, Campagnano e Formello, cioè intorno agli impianti radiotrasmittenti della radio Vaticana, si ha il fondato sospetto di gravi effetti sulla salute pubblica a causa delle radiazioni elettromagnetiche emesse da quei potentissimi impianti;
tali impianti occupano una superficie di circa 425 ettari, che gode del privilegio della extraterritorialità;
si tratta di circa 50 antenne alte quasi 100 metri che irradiano trasmissioni radiofoniche ad elevatissima potenza verso l'intero globo terrestre, giungendo addirittura a provocare interferenze su elettrodomestici, citofoni e telefoni;
un'indagine epidemiologica condotta nelle predette zone di Roma nord negli anni scorsi faceva rilevare un'incidenza di causa morte per malattie tumorali pari al 55 per cento, contro una media laziale del 29 per cento e nazionale del 34 per cento;
l'osservatorio epidemiologico regionale ha confermato ad agosto scorso che vi è un rischio di leucemia nell'area entro tre chilometri dagli impianti di radio Vaticana «significativamente maggiore dell'atteso»;
le misure di campo elettromagnetico, effettuate a cura della regione Lazio, hanno rilevato un ampio e allarmante superamento dei limiti di esposizione e dei valori di cautela stabiliti dal decreto interministeriale n. 381 del 1998 sia per gli edifici ove la permanenza non è inferiore alle quattro ore giornaliere (articolo 4), ovvero 6 volt/metro, sia per tutti gli altri luoghi frequentabili dalla popolazione (articolo 3), ovvero 20 volt/metro;
il presidio multizonale di prevenzione presso l'azienda sanitaria locale Roma A, settore igiene degli ambienti confinanti, ha accertato valori di campo elettromagnetici superiori ai limiti fissati dal suddetto decreto interministeriale e ha denunciato tale situazione alla procura della Repubblica;
la presenza nella zona di ponti radio, stazioni radiotrasmittenti, stazioni radio base e altri impianti, aggrava ulteriormente la situazione tanto che, in data 27 dicembre 1999, riprendendo un parere negativo dell'Ispesl, la medesima azienda sanitaria locale ha negato il nulla osta sanitario per un ripetitore per telefonia cellulare a causa della presenza di elevati campi elettromagnetici riconducibili alle installazioni di Radio Vaticana;
anche se i suddetti impianti sono localizzati in un'area che gode dell'extraterritorialità, le conseguenze dell'inquinamento prodotto ricadono su cittadini italiani che hanno diritto ad avere protezione dagli effetti immediati e dai possibili effetti a lungo termine previsti dalla normativa vigente nazionale e regionale;
la regione Lazio nel 1999 ha ipotizzato tre possibili soluzioni: delocalizzazione degli impianti, spostamento degli insediamenti abitativi, modifica delle caratteristiche degli impianti proponendo l'avvio di un tavolo tecnico con le autorità vaticane;

impegna il Governo:

ad attivare tutte le iniziative indispensabili affinché i limiti di esposizione e le misure di cautela previsti dal decreto ministeriale n. 381 del 1998, nonché le ulteriori misure definite dalla regione Lazio come obiettivi di qualità, vengano correttamente applicate anche nei confronti dei cittadini che abitano nelle zone a nord di Roma dove insistono gli impianti di Radio Vaticana;


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ad attivare a tale scopo un tavolo di confronto con le autorità vaticane al fine dell'attivazione di un tavolo tecnico che permetta di individuare le soluzioni più idonee e consenta l'avvio di un piano di risanamento che preveda tempi e modalità dell'indispensabile delocalizzazione degli impianti;
ad intervenire presso le competenti autorità della regione Lazio affinché si eviti, nelle suddette località, l'installazione di ulteriori fonti fisse che generano campi elettromagnetici, in particolare ripetitori radio-tv.
(7-00953) «De Cesaris, Cento».