Allegato B
Seduta n. 769 del 25/7/2000


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GIUSTIZIA

Interrogazione a risposta orale:

DELMASTRO DELLE VEDOVE. - Al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che:
il nuovo Presidente della Commissione antimafia onorevole Giuseppe Lumia si è incontrato, giovedì 13 luglio 2000, con il procuratore capo della Repubblica di Torino dottor Marcello Maddalena e con il «pool» della Direzione distrettuale antimafia, oltre che con il questore di Torino di recentissima nomina dottor Nicola Cavaliere;
l'onorevole Lumia ha spiegato di essersi recato a Torino per lavorare su due filoni che interessano il capoluogo piemontese: a) la presenza della «'ndrangheta» calabrese con i suoi nuovi collegamenti con la mafia emergente degli albanesi e dei marocchini; b) l'insufficienza dell'aggressione giuridica in danno dei patrimoni dei malavitosi;
l'onorevole Lumia ha discusso della applicazione della legge Mancino del 1993 che consente il controllo dei trasferimenti di proprietà di immobili e di esercizi commerciali;
in particolare, durante l'incontro si è parlato dei provvedimenti di confisca dei beni proprietà dei malavitosi annullati dalla «rigorosa giurisprudenza della Corte d'Appello torinese» (cfr. «La Stampa» di venerdì 14 luglio 2000 alla pagina 37);
l'affermazione ha destato serie perplessità ed il convincimento che vi sia un significato critico nelle parole pronunciate;
se la giurisprudenza della Corte d'appello torinese è «rigorosa», in tema di confisca, nulla vi è da eccepire ed anzi appare una valutazione decisamente commendevole, atteso che compito del giudice è quello di applicare la legge, appunto, con rigore;
se, al contrario, l'affermazione suona come una critica (la vicenda del giudice Carnevale insegna), allora è necessario fornire documentazione seria per valutare il lavoro dei giudici -:
se il Governo ritenga che l'affermazione sia lesiva per la magistratura e quali iniziative intenda assumere, ove ritenuto opportuno, per tutelare il prestigio ed il


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decoro di magistrati che si deve presumere, sino a prova contraria, lavorino applicando, com'è loro dovere, le leggi dello Stato.
(3-06114)

Interrogazioni a risposta scritta:

GAZZILLI. - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che:
più volte sono state segnalate, con appositi atti ispettivi, le anomalie di gestione ascrivibili agli amministratori comunali di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) al fine di ottenere, previa attivazione della Commissione per l'accesso, una approfondita indagine e l'adozione dei provvedimenti opportuni;
dopo l'ultima interrogazione (n. 4-30897) la stampa locale ha messo in rilievo un ennesimo sconcertante profilo della denunciata «impudenza» degli amministratori i quali, con delibera n. 284, avrebbero attribuito ad una emittente televisiva, verso congruo corrispettivo, il compito di illustrare e divulgare gli aspetti positivi del loro operato;
francamente non si riesce a capire quali esigenze, diverse dalla mera propaganda politica, possano indurre i preposti ad un ente pubblico non economico a stipulare un simile contratto che non solo si risolve in un inammissibile spreco del pubblico denaro, ma potrebbe assumere persino rilevanza penale;
per altro verso, appare intollerabile l'inerzia della competente procura della Repubblica, che in altre occasioni, invece, è stata assai diligente e sollecita, per cui non si può escludere a priori la configurabilità di illeciti disciplinari a carico dei magistrati addetti a quell'ufficio -:
quali provvedimenti di propria competenza si intendano adottare per porre finalmente termine agli abusi degli amministratori comunali sammaritani e per rimuovere l'inerzia della autorità giudiziaria del luogo.
(4-31064)

VELTRI. - Al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che:
il giornalista Gian Antonio Stella sul Corriere della sera di domenica 23 luglio 2000 racconta con dovizia di particolari come il concorso per procuratori legali tenutasi a Catanzaro nel 1998 sia stato truccato per ammissione di una partecipante, la procuratrice legale RB che ora esercita la professione di avvocato in un noto studio legale della provincia di Catanzaro;
solo pochi candidati si sarebbero sottratti alla frode, clamorosa e scandalosa;
il Ministro della giustizia ha dichiarato che saranno cambiati la legge e il metodo concorsuale -:
se non ritenga necessario annullare il concorso in oggetto, indipendentemente dalle indagini e dalle decisioni che vorrà assumere la magistratura.
(4-31075)