Allegato B
Seduta n. 773 del 19/9/2000


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COMUNICAZIONI

Interrogazioni a risposta orale:

CENTO. - Al Ministro delle comunicazioni, al Ministro del lavoro e della previdenza sociale. - Per sapere - premesso che:
l'11 settembre 2000 la Telecom ha posto in cassaintegrazione circa 688 lavoratori;
nei prossimi mesi il provvedimento riguarderà complessivamente i 2200 dipendenti dell'azienda;
nella giornata dell'11 settembre i sindacati hanno proclamato quattro ore di sciopero contro le decisioni dell'azienda e alla manifestazione di protesta hanno partecipato alcune centinaia di lavoratori -:
quali iniziative intendano intraprendere per sollecitare una riconvocazione delle parti al fine di scongiurare la cassa integrazione per i dipendenti anche in previsione di una compromissione della stabilità economica di centinaia di famiglie.
(3-06216)

SBARBATI. - Al Ministro delle comunicazioni. - Per sapere - premesso che:
in seguito al trasferimento di due unità al centro Rai di Saxa Rubra, deciso dalla direzione nazionale, la sede della RAI della regione Marche rischia di perdere il pullman tricamere di ripresa esterne che rappresenta un fiore all'occhiello della realtà produttiva televisiva marchigiana e che le permette di operare sia in ambito nazionale che europeo;
l'organico complessivo della squadra che opera sul pullman in questione è di dieci unità e con il trasferimento operato dei due tecnici, senza che si sia voluto provvedere alla loro sostituzione, si sono create delle difficoltà tecniche che potrebbero determinare la decisione di allontanare definitivamente questa unità produttiva dalla regione Marche;
la stessa Rai si era impegnata, con un protocollo d'intesa con il precedente consiglio regionale, ad adoperarsi per un sicuro rafforzamento della sede regionale delle Marche;
sia i lavoratori che i dirigenti della sede regionale della Rai sono disposti a farsi carico di un maggiore impegno pur di non perdere ancora visibilità e posti di lavoro e per difendere il patrimonio di alta professionalità e cultura acquisita in oltre venti anni di presenza nelle Marche;
se non intenda, per quanto di sua competenza, intervenire presso gli organi della Rai affinché non si penalizzi la sede regionale delle Marche e venga mantenuta detta unità produttiva risolvendo immediatamente i problemi tecnici, tenuto conto oltretutto della volontà, più volte espressa dagli organi direttivi della RAI, di rafforzare le sedi regionali in virtù di una più forte attenzione per l'informazione regionale.
(3-06220)

TARADASH. - Al Ministro delle comunicazioni. - Per sapere - premesso che:
in un articolo pubblicato sul quotidiano Libero del 13 settembre 2000, la signora Vera Longo di Lipari ha rivelato che nel novembre dello scorso anno, dopo aver contattato l'organizzazione dello Zecchino d'Oro, è stata convocata con la figlia, per il 10 maggio successivo, per una prima selezione a Catania presso l'Istituto San Paolo, incaricato di svolgere i provini degli aspiranti partecipanti;
dopo il provino, un rappresentante dell'Istituto le ha comunicato che sarebbe stato possibile «dara una preferenza» alla bambina se avesse acquistato una Bibbia al costo di 1 milione e mezzo di lire o, allo


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stesso prezzo, un enciclopedia su CD Rom, entrambe edite dall'Editrice San Paolo;
dopo circa due settimane dal provino, la signora Longo, nuovamente contattata dalla casa editrice, ha ribadito la sua intenzione di non acquistare il materiale. In occasione del secondo provino al quale la bambina era stata invitata il 10 giugno successivo e che si è svolto davanti alla stessa giuria del primo, la signora ha ricevuto la medesima offerta di acquisto da lei fermamente rifiutata. Al termine del provino, è stato rilasciato alla bambina, che non è stata ammessa alla manifestazione, un attestato di partecipazione senza alcuna ulteriore spiegazione;
da anni lo Zecchino d'Oro è legato nella sua immagine al servizio pubblico radiotelevisivo: sussiste quindi un dovere di verifica se tali informazioni, che lasciano dubitare fortemente della trasparenza, e correttezza dei partecipanti alla trasmissione, corrispondano al vero -:
se le informazioni riportate dal quotidiano corrispondano al vero e se non ritenga necessario assumere tutte le iniziative necessarie per garantire che le trasmissioni radiotelevisive e la partecipazione ad esse siano gestite secondo criteri di correttezza e trasparenza.
(3-06231)

DELMASTRO DELLE VEDOVE. - Al Ministro delle comunicazioni. - Per sapere - premesso che:
l'Ufficio per il controllo parlamentare della Camera dei Deputati ha distribuito il volume «Atti di indirizzo e impegni assunti in sede di risposta ad atti di sindacato ispettivo inviati al governo», stampato il 30 giugno 2000. Tale volume emergono dati Per un verso preoccupanti e per altro verso deludenti circa il rapporto fra atti inviati ed atti della cui attuazione è pervenuta informazione agli uffici della Camera dei Deputati;
dall'inizio della XIII legislatura sono stati inviati al Ministero delle comunicazioni 167 atti di cui soltanto 15 attuati, con una percentuale pari al 8.98 per cento;
il dato appare straordinariamente negativo se si tien conto del fatto che è il Parlamento ad indirizzare l'azione del Governo e che, in particolare, il Ministero delle comunicazioni appare, fra tutti, essere nelle prime posizioni nella speciale classifica della negligenza;
quale giudizio esprima circa il negativo rapporto fra atti inviati ed atti attuati e quali iniziative intenda assumere per dare senza indugio attuazione agli atti ricevuti.
(3-06256)

Interrogazioni a risposta scritta:

NERI. - Al Ministro delle comunicazioni, al Presidente del Consiglio dei ministri. - Per sapere - premesso che:
è ormai prossimo lo svolgimento della gara per l'assegnazione delle licenze della nuova telefonia cellulare nota come sistema Umts;
gli interessi che ruotano attorno a tali licenze sono quantificabili in molte migliaia di miliardi, oltre che nell'acquisizione di posizioni strategiche nello sviluppo del sistema delle telecomunicazioni;
a fronte dei comprensibili interessi di ciascuno dei partecipanti all'asta è probabile ad avviso dell'interrogante che si sviluppino tentativi di pressione e/o condizionamento nei confronti di chi tali licenze deve assegnare;
a conferma di quanto sopra tanto il Ministro delle telecomunicazioni, quanto altri più o meno qualificati esponenti di organi politici e non, hanno denunziato addirittura la possibilità che si incorra in una vera e propria «turbativa d'asta», fattispecie sanzionata come grave illecito penale nel nostro ordinamento -:
quali provvedimenti siano stati presi o si intendano prendere, compresa una moratoria dell'asta, per garantire il corretto


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e trasparente svolgimento della gara per l'assegnazione delle licenze Umts;
se sia stata informata, come sarebbe stato doveroso nella ricorrenza di un'ipotesi di reato, l'autorità giudiziaria;
quali altri provvedimenti si intendano assumere per evitare nel campo delle telecomunicazioni la ormai frequente violazione delle regole del libero mercato.
(4-31324)

LUCCHESE. - Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro delle comunicazioni, al Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica. - Per sapere:
se i rapporti, ad avviso dell'interrogante, ottimi tra Governo e vertici di Telecom costituiscano un ostacolo alla eliminazione di quel balzello indecente, costituito dal canone di abbonamento, che i cittadini sono costretti a versare;
se il Governo intenda tutelare di più i grossi profitti della Telecom o l'interesse dei lavoratori, dei cittadini e delle piccole aziende, costretti tutti a pagare un ingiusto ed illecito canone di abbonamento;
se possano giustificare come sia possibile che il canone di abbonamento si paghi solo in Italia, tra tutti i paesi europei;
se intendano continuare a mantenere questo ingiusto ed assurdo balzello, per fare accumulare sempre maggiori profitti alla Telecom.
(4-31331)

SINISCALCHI. - Al Ministro delle comunicazioni. - Per sapere - premesso che:
dalla lettura di un articolo contenuto nel numero speciale del settimanale Cuore datato 30 giugno 2000 si è appreso che da due anni la legge n. 249/97 non viene applicata nella parte relativa alla concreta operatività del sistema delle rilevazioni d'ascolto radiotelevisivo;
qualora quanto riportato dal settimanale rispondesse a verità ne deriverebbe la grave frustrazione per l'intero assetto normativo afferente la verifica dei sistemi radiotelevisivi;
all'articolo 1, punto 11, lettera B) della citata legge 249/97 viene espressamente stabilito che «..l'Authority cura le rilevazioni degli indici di ascolto..»;
la rilevazione degli indici di ascolto e la corretta conseguente diffusione degli stessi assumono particolare importanza alla luce della loro determinante incidenza nella formazione dei palinsesti TV e della complessiva offerta di programmi che ne deriva -:
se la notizia pubblicata abbia fondamenti di veridicità nei termini in cui è stata divulgata;
se l'organismo preposto al rilevamento dei dati di ascolto sia adeguatamente attrezzato per svolgere le funzioni ad esso assegnate dalla legge;
nella ipotesi in cui detto organismo non sia attualmente in grado di svolgere compiutamente le funzioni anzidette, quali tempi il Ministro interrogato ritenga necessari affinché ciò possa avvenire.
(4-31333)

TABORELLI. - Al Ministro delle comunicazioni. - Per sapere - premesso che:
nonostante negli incontri preliminari tra l'amministrazione del comune di Olgiate Comasco e l'Ente Poste, i quadri provinciali dell'azienda poste si siano espressi favorevolmente per la realizzazione a breve scadenza del nuovo ufficio in via Vecchie Scuderie, ad Olgiate Comasco, in provincia di Como, alla data odierna ancora nulla è stato fatto per l'apertura dei nuovi uffici e neppure è ancora pervenuta conferma scritta da parte dei vertici dell'ente Poste al comune di Olgiate Comasco della volontà di realizzazione dei nuovi uffici;
la necessità dell'apertura della nuova sede si rende ogni giorno più urgente ed è attesa con impazienza dalla comunità, non


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solo della popolosa cittadina di Olgiate, ma anche dagli abitanti dei paesi limitrofi, poiché l'ufficio poste di Olgiate è tra i pochi della zona a fornire anche il servizio di apertura pomeridiano;
gli stessi dipendenti dell'ufficio postale di Olgiate hanno inviato un esposto all'Asl per lamentarsi delle cattive condizioni della struttura in cui sono costretti ad operare, nella speranza che l'iter per l'apertura dei nuovi uffici potesse essere il più rapido possibile;
per far sì che fosse realizzata la nuova sede il comune ha messo a disposizione gratuitamente un terreno, sito in via Vecchie Scuderie;
dopo una serie di incontri tra l'amministrazione comunale e i dirigenti provinciali dell'ente Poste si era giunti all'accordo per cui le poste avrebbero dovuto costruire la sede con partenza dei lavori nella primavera del 2000;
giunta la data prestabilita l'ente Poste solo dopo diversi solleciti ha esplicitato l'impossibilità a iniziare i lavori e ha richiesto il cambiamento nel progetto perché troppo impegnativo; nonostante l'assenso da parte del comune allo stato odierno i lavori non hanno ancora preso il via -:
quali siano i motivi dei ritardi nell'inizio dei lavori;
se il Ministro interrogato non ritenga che l'atteggiamento dell'ente Poste non appaia quantomeno poco chiaro e per nulla corretto nei confronti dell'amministrazione comunale e di tutta la cittadinanza dell'Olgiatese;
quando finalmente potranno iniziare i sospirati lavori, così da poter rendere operativi nel più breve tempo possibile i nuovi uffici postali di Olgiate Comasco.
(4-31335)

TABORELLI. - Al Ministro delle comunicazioni. - Per sapere - premesso che:
l'edificio che dovrà ospitare i nuovi uffici dell'ente Poste nel comune di Valmorea, in provincia di Como, è pronto ed agibile ormai da tempo;
l'apertura dei nuovi uffici era stata prevista per lo scorso mese di marzo, ma a distanza di cinque mesi dalla data della rinviata inaugurazione, ancora mancano parte degli arredi che rendono la struttura inutilizzabile;
i vecchi uffici postali sono tuttora collocati in un magazzino di proprietà del comune di Valmorea ed ormai l'attesa per la nuova collocazione ha tristemente superato i 12 anni: correva infatti l'anno 1989 quando l'iter per lo spostamento dell'Ufficio postale prese il via; in quell'anno il comune di Valmorea concedeva all'allora amministrazione dell'ente Poste la concessione edilizia per la realizzazione dell'edificio su un'area di circa 1850 metri quadrati;
il magazzino ora occupato dagli uffici postali potrebbe, una volta liberato, secondo le intenzioni dell'amministrazione comunale, venire utilizzato, dopo gli adeguati lavori di ristrutturazione, come biblioteca comunale, oppure potrebbe venir destinato alle associazioni attive nel Paese -:
se il Ministro non ritenga opportuno dopo l'estenuante attesa cercare di velocizzare la consegna degli arredi così da poter rendere l'ufficio funzionante, evitare all'ente Poste di pagare il canone di locazione presso l'attuale sede, liberare i locali oggi sede degli uffici postali così che possano essere utilizzati per altra funzione e rendere, nel complesso, un servizio di corretta amministrazione a tutta la comunità.
(4-31336)

DEL BARONE. - Al Ministro delle comunicazioni. - Per sapere - premesso che:
ampio risalto è stato dato dai mass-media e dalla stampa al fatto che nel mese di agosto gran parte degli abitanti del


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Vomero sono stati privati della rimessa di lettere, raccomandate e bollette di vario genere;
alle domande poste dagli utenti, alcuni dei quali in fervida attesa di riscontro per effettuare concorsi programmati o pagamenti non prorogabili, veniva sempre data la stessa risposta: «Il postino titolare è in ferie ed il sostituto malato. Sarà bene attendere settembre»;
nel frattempo nella sede di piazza degli Artisti si fermavano lettere, cartoline e raccomandate anche perché a luglio era scattata la revisione delle zone per adeguare i carichi di lavoro alle prestazioni effettuate dai portalettere. Il tutto, ovviamente, portava ad un disservizio pagato dagli utenti privati del servizio postale che loro credevano fosse un diritto -:
se il Ministro interrogato, dato il recidivare annuale della situazione, non intenda intervenire considerando che la disoccupazione imperante a Napoli consente rapide sostituzioni idonee ad eliminare quello che dai cittadini è considerato non un disservizio ma uno sconcio.
(4-31350)

MATTEOLI, URSO e SAVARESE. - Al Ministro delle comunicazioni. - Per sapere - premesso che:
la Commissione europea DG Concorrenza ha avviato una procedura di infrazione ex articolo 86.3 nei confronti dell'Italia;
secondo la Commissione non sarebbero state correttamente recepite nell'ordinamento italiano le disposizioni della direttiva comunitaria del settore postale;
la decisione della Commissione sarebbe direttamente e immediatamente applicabile in tutta Italia, e si badi solo nel nostro territorio e non nel resto d'Europa;
qualora la Commissione adottasse la decisione paventata l'onere del servizio universale, già oggi prossimo a 2.500 miliardi aumenterebbe di ulteriori 1.800 miliardi;
tale procedura è stata fortemente voluta dall'operatore pubblico olandese -:
se il Governo abbia compiuto tutti gli sforzi necessari per opporsi a questa ingiustificata invasione di campo della Commissione che lede i diritti fondamentali della nazione;
se il Governo sia consapevole che tale procedura colpirà solo l'Italia discriminando gravemente i cittadini italiani in maniera inaccettabile;
se il Governo sia consapevole che la qualità del servizio universale peggiorerebbe e gli effetti più deleteri si avrebbero sulle fasce sociali più deboli;
se il Governo possa assicurare un posto di lavoro alle decine di migliaia di lavoratori di Poste italiane che rimarrebbero senza lavoro;
se il Governo ritenga che gli olandesi non rispettino i diritti fondamentali dei cittadini italiani sia in Italia che il Olanda, e vengano in Italia a raccogliere profitti a danno del contribuente italiano;
se il Governo abbia intenzione di chiedere alla Commissione europea i danni derivanti dalla erronea applicazione del diritto comunitario che essa sta compiendo.
(4-31423)

BERSELLI. - Al Ministro delle comunicazioni. - Per sapere - premesso che:
nel mese di maggio 2000 le Poste spa hanno dato corso, presso la filiale 1 di Bologna, al progetto denominato «Rete 2000» inteso, secondo le intenzioni aziendali, ad istituire per i clienti la cosiddetta «coda unica» con la soppressione delle apparecchiature «eliminacode» presenti nella quasi totalità delle agenzie di base ed a migliorare l'organizzazione degli uffici postali;
molti clienti, soprattutto pensionati e quindi anziani, tramite gli organi di stampa hanno protestato perchè con l'istituzione del progetto «coda unica» sono ora costretti ad attendere il proprio turno


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in piedi senza quindi, come avveniva precedentemente, la possibilità di sedersi;
nel mese di agosto 2000 le associazioni territoriali dei pensionati hanno avuto un incontro con la direttrice della sede Emilia-Romagna protestando fermamente in nome e per conto dei loro assistiti per l'istituzione della «coda unica» chiedendo, quindi, il ripristino delle apparecchiature «eliminacode», minacciando altresì l'azienda, nel caso in cui tale richiesta non fosse stata accolta, che i pensionati nuovi e vecchi serviti dai vari patronati sarebbero stati indirizzati, per la riscossione della pensione, presso gli istituti di credito anzichè presso le Poste spa;
i vertici aziendali - sede Emilia-Romagna, capo area progetto rete 2000 e filiale 1 di Bologna - non hanno tenuto in alcun conto le lamentele dei singoli clienti e delle associazioni dei pensionati attuando, altresì, un nuovo progetto chiamato «il pomeriggio del pensionato», creando quindi ulteriore malcontento -:
quali provvedimenti intenda adottare nei confronti dei vertici aziendali territoriali e se non ritenga che il progetto «Rete 2000», attuato già a Milano e Roma, debba tener conto, prima della sperimentazione ed attuazione, di ciascuna singola realtà territoriale e non attuandolo, quindi, ove non vi fossero i necessari presupposti.
(4-31429)