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PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.
MARIO GAZZILLI. Signor Presidente, intervengo brevemente per ribadire le molteplici ragioni sottese all'opinione, decisamente negativa, che il mio gruppo ha maturato rispetto a questo inutile provvedimento d'urgenza. Vanno in questa sede richiamate, punto per punto, tutte le argomentazioni svolte in sede di discussione generale e particolarmente quelle inerenti all'incongruità di una politica tesa esclusivamente all'inasprimento delle pene.
fruirebbe a pieno titolo dei molteplici benefici previsti dall'ordinamento penitenziario.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Terzi. Ne ha facoltà.
SILVESTRO TERZI. Signor Presidente, colleghi, davvero mi stupisco di quanto sta accadendo in quest'aula: poco tempo fa, la Lega ha compiuto un atto di grande responsabilità astenendosi sulla proposta di legge quadro sugli incendi boschivi, che avrebbe dovuto risolvere il problema in modo organico; tale legge avrebbe dovuto essere adottata, a detta della maggioranza, con grande velocità, a causa dell'urgenza di fatto, per poter fronteggiare il problema, non più trascurabile, degli incendi boschivi. Si trattava indubbiamente di un passaggio qualitativamente migliore, visto che il paese sarebbe stato dotato di una normativa organica di riferimento.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Malentacchi. Ne ha facoltà.
GIORGIO MALENTACCHI. Signor Presidente, certamente l'inasprimento delle pene non risolverà del tutto il problema della repressione degli incendi boschivi. Tuttavia, nell'esprimere il voto favorevole dei deputati di Rifondazione comunista, voglio ricordare che la XIII Commissione agricoltura sul problema degli incendi boschivi ha svolto un'indagine conoscitiva assai importante, individuando le cause del fenomeno e sottolineando la necessità di un uso diverso del territorio e delle politiche che ad esso si rivolgono.
Soprattutto, voglio ricordare con forza la necessità che il Parlamento approvi una nuova legge-quadro che possa riuscire davvero a svolgere una parte determinante per quanto riguarda la conservazione del territorio.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Mantovano. Ne ha facoltà.
ALFREDO MANTOVANO. Signor Presidente, signori rappresentanti del Governo, colleghi, l'esame e il voto finale di questo decreto-legge non chiamano in causa questioni ideologiche o divisioni di schieramento; chiamano in causa, molto più semplicemente, questioni di decoro istituzionale e di buonsenso che - ne sono certo - stanno a cuore ad ogni schieramento e ad ogni forza politica.
una nuova figura di reato di incendio boschivo la cui condotta è già sanzionata dall'ordinamento con l'articolo 425, primo comma, n. 5, del codice penale. Si facevano poi altre considerazioni che portavano a porre tali condizioni.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Tassone. Ne ha facoltà.
MARIO TASSONE. Signor Presidente, lunedì scorso vi è stata un'ampia discussione su questo provvedimento in merito al quale ribadiamo il nostro giudizio negativo che sicuramente non deriva dal fatto che non consideriamo qualificante l'inasprimento delle pene, visto che gran parte degli incendi che si verificano nel nostro paese sono dolosi (è un dato acquisito, sia pure in ritardo, anche da parte del Governo). Nel corso della discussione generale ho fatto riferimento ad una serie di questioni sulle quali non ho ricevuto ancora chiarimenti ed è per questo che le ripeterò con l'auspicio che i rappresentanti del Governo ne raccolgano il senso. Con questo provvedimento vengono inasprite le pene facendo riferimento al reato di cui all'articolo 423-bis del codice di procedura penale, ma vorrei sapere se dal momento dell'adozione di questo decreto-legge vi sia stato qualche arresto o se sia stata adottata qualche misura cautelare o se sia stato individuato un responsabile. Vedo, signor sottosegretario, che lei fa un cenno di assenso ma sarebbe opportuno che il Governo, quando chiede al Parlamento di convertire un decreto-legge, fornisse validi elementi di supporto a tale richiesta.
una proclamazione di intenti. Non capisco come mai, per esempio, non abbia concluso il suo iter la legge quadro sugli incendi boschivi, che noi abbiamo approvato nel luglio di quest'anno e che giace presso l'altro ramo del Parlamento. Non mi è sembrato che il Governo e la maggioranza si siano impegnati per accelerare l'iter di quel provvedimento che riteniamo non esaustivo ma certamente importante per la definizione del quadro dei problemi presenti nel paese.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Turroni. Ne ha facoltà.
SAURO TURRONI. Signor Presidente, i deputati del gruppo dei Verdi voteranno a favore del provvedimento in esame in quanto lo considerano - come del resto è - una anticipazione della legge quadro sugli incendi boschivi che abbiamo votato prima delle ferie estive; in quell'occasione abbiamo spiegato i motivi dell'adesione e del sostegno che avremmo dato anche al provvedimento in esame.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Buontempo. Ne ha facoltà.
TEODORO BUONTEMPO. Signor Presidente, il collega Mantovano ha spiegato con molta chiarezza che, in realtà, con il provvedimento in esame neppure si può parlare di inasprimento delle pene. È veramente indecente che il Governo, dopo che molti suoi esponenti si sono recati sui luoghi degli incendi, come fossero sciacalli, oggi si presenti al paese con il provvedimento che stiamo per votare: superficiale, pressappochista, inutile, demagogico tentativo di propaganda a cominciare dal titolo (Applausi del deputato Paolo Colombo)!
da agosto ad oggi il Governo, la regione, la provincia ed il comune non hanno fatto assolutamente nulla per mettere in sicurezza il bosco e compiere le opere di prevenzione necessarie per evitare che si ripetano incendi.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Carotti. Ne ha facoltà.
PIETRO CAROTTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, siamo perfettamente consapevoli che il governo di un fenomeno illecito grave, quale quello degli attentati all'ambiente e degli incendi dolosi o colposi, che colpiscono il patrimonio boschivo, non può essere disciplinato solo in chiave repressiva. Trovo, però, una certa difficoltà a comprendere le posizioni politiche che oggi sono state espresse. Si ricordi che la norma di cui oggi chiediamo la conversione in legge era già contenuta nella legge quadro che disciplinava in maniera organica l'intervento sull'ambiente. La legge quadro reca, naturalmente, anche il versante preventivo, l'impegno delle risorse, prevede l'inutilizzabilità di tutte quelle aree che comunque possono far gola agli speculatori per evitare che ci sia un incentivo al ripetersi di questo fenomeno, che certamente merita una risposta energica ed immediata.
un atto di irresponsabilità politica, perché finirebbe per far perdurare quella situazione, segnalata dall'onorevole Buontempo, di allarme non soltanto in chiave preventiva, ma anche in chiave repressiva, in relazione ad una situazione che è necessario cambiare.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Lamacchia. Ne ha facoltà.
BONAVENTURA LAMACCHIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nei mesi scorsi ci siamo già trovati ad affrontare il problema degli incendi boschivi e già allora abbiamo discusso sull'esigenza di introdurre norme penali più rigorose per accentuare la capacità deterrente del sistema sanzionatorio.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Del Barone. Ne ha facoltà.
GIUSEPPE DEL BARONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, influenzato dalla mia professione, dichiaro immediatamente che credo di più nella prevenzione che non in una cura che potrebbe anche essere sbagliata.
pene mai attuate prima e che non lo saranno in futuro; un provvedimento che quindi, usando un'espressione calcistica, cincischia a centro campo, ma non segna il gol.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Leone. Ne ha facoltà.
ANTONIO LEONE. Signor Presidente, ritengo che, se lei potesse votare oggi questo disegno di legge di conversione, esprimerebbe un voto contrario. Infatti, questo provvedimento va contro gli obiettivi che questa Camera si era prefissa: mi riferisco alla delegificazione, alla semplificazione, al fatto di evitare di approvare norme che scaturiscono da uno stato emotivo e momentaneo. Questo provvedimento pone in rilievo le contraddizioni non solo della Commissione giustizia, che oggi esprime il suo parere favorevole ad un inasprimento delle pene, cosa sulla quale, invece, a luglio di quest'anno, vale a dire quando abbiamo approvato il provvedimento sugli incendi boschivi, aveva espresso parere contrario. Dico questo perché, nel momento in cui il collega Carotti afferma che al Senato l'esame della legge quadro è ormai ad uno stato avanzato e che alcune norme, derivano non dalla necessità di inasprire le pene, ma dalla dottrina penale in materia, mi deve spiegare per quale motivo oggi, stralciando le norme necessarie al riordino di quelle concernenti gli incendi boschivi, convertiamo in legge un decreto-legge che inasprisce le pene in materia elevata. Mi sembra che questo sia il vezzo ultimo di fare una certa politica: dire tutto e il contrario di tutto.
PRESIDENTE. Sono così esaurite le dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Gazzilli. Ne ha facoltà.
A nostro parere, la strada maestra per una più efficace lotta all'incalzante criminalità va individuata, anche nel campo degli incendi boschivi, nella maggiore efficienza degli apparati repressivi e nell'effettività delle pene irrogate, perché è inutile, ed addirittura controproducente, minacciare sanzioni stratosferiche a chi è praticamente certo della propria impunità e, per altro verso, è consapevole del fatto che, quand'anche venisse scoperto e condannato,
Su questi fronti, l'azione del Governo è nulla e dunque anche il decreto-legge in argomento, come tantissimi recenti provvedimenti in materia di giustizia e di sicurezza, non è altro che una norma propagandistica, priva di concretezza e di incisività. Annuncio pertanto il voto contrario del gruppo di Forza Italia nella votazione finale sul provvedimento (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia).
Ebbene, ad oggi la legge quadro non è stata adottata, perché durante l'esame al Senato, per la forte incapacità del Governo di dirimere questioni probabilmente di voti, nell'ambito della stessa maggioranza. Noi, ripeto, tempo fa ci siamo astenuti per permettere l'adozione della legge quadro, che doveva essere un punto fermo per questo paese nella lotta, che è importantissima, agli incendi boschivi, mentre oggi ci troviamo con un decreto-legge che è la classica dimostrazione dell'incapacità di un Governo che aveva promosso una legge organica, ma che non ha saputo portare alla sua approvazione. Abbiamo quindi un «decreto-quadro» che, a mio avviso, rispecchia la mentalità di questa maggioranza, improntata, più che altro, ad uno Stato di polizia. Vediamo una parte disorganica che lega solo ed esclusivamente un sistema sanzionatorio, tralasciando tutto il sistema di prevenzione. E la dimostrazione del fallimento l'abbiamo vista quest'estate durante il periodo in cui si è registrato il maggior numero di incendi.
In questa situazione mi sembra di vedere infranto il grande sogno della maggioranza, mi sembra di vedere alcune persone - parlo in senso figurato - con il cappello in mano di fronte a quest'Assemblea chiedere un voto qualitativamente di basso profilo. È la dimostrazione pratica e costante dell'incapacità di portare a termine con un atto compiuto un loro provvedimento di bandiera.
A nostro modo di vedere, non è il sistema sanzionatorio quello che risolve i problemi, e proprio perché non siamo nell'ottica di uno Stato di polizia ma siamo nell'ottica di un provvedimento organico che possa condurre efficacemente la lotta contro il fuoco, il nostro voto sarà necessariamente contrario per esprimere un giudizio oggettivamente critico nei confronti dell'attuale maggioranza che non ha avuto nemmeno la capacità di portare a termine un suo provvedimento di bandiera. Pertanto, voteremo decisamente contro la conversione in legge di questo provvedimento (Applausi dei deputati del gruppo della Lega nord Padania).
L'impegno che il gruppo di Rifondazione comunista si è assunto approvando la relazione finale di quella indagine conoscitiva è proprio quello di sollecitare l'approvazione di una nuova legge-quadro in grado non solo di risolvere i problemi relativi alla tenuta idrogeologica, ma anche di consentire in prospettiva possibilità di occupazione. Crediamo infatti che nel settore dei boschi e quindi più in generale nel sistema complessivo dell'agricoltura vi possa essere una fonte importante per l'occupazione.
In conclusione, ribadisco il voto favorevole dei deputati del gruppo di Rifondazione comunista (Applausi dei deputati del gruppo misto-Rifondazione comunista-progressisti).
Il decreto-legge, ritenuta la straordinaria necessità ed urgenza, detta disposizioni per rendere più incisiva la repressione del grave fenomeno degli incendi boschivi. Esiste una piaga gravissima, che ricorre soprattutto nella stagione estiva; tutti desideriamo che questa piaga sia «arginata» con un'adeguata opera di prevenzione e, quando la prevenzione non va a buon fine, con altrettanta adeguata opera di repressione.
Mi auguro che esprimere riserve su questo decreto-legge non significhi essere catalogati tra gli amici dei piromani! Esistono strumenti per la prevenzione, da quelli generalissimi che dovrebbero educare al senso civico, a quelli più specifici come i sensori, le sorveglianze di vario tipo e gli aerei antincendio.
Anche lo spettro della repressione in teoria è altrettanto ampio e potrebbe arrivare fino ai vincoli di inedificabilità nelle zone in cui si è verificato l'incendio. Di tutto questo non vi è traccia nel decreto-legge che è al nostro esame. Questo decreto-legge non manifesta nostalgia di Manzoni, ma delle gride cui si faceva cenno nei suoi romanzi.
Come risolve il problema il Governo? Incrementando le sanzioni per gli incendi. Noi abbiamo delle riserve di principio. La scienza penalistica concordemente manifesta ostilità per l'uso della sanzione, e in particolare dell'entità della sanzione, come strumento di politica criminale. Di questo vi è una eco significativa nel progetto Grosso, che abbiamo tutti letto qualche giorno fa e ritengo che non sia il massimo della coerenza da parte del Governo, da un lato, portare all'attenzione di tutti, degli studiosi e del Parlamento, la bozza Grosso, che presenta aspetti certamente apprezzabili e meritevoli di considerazione e di approfondimento e che va nella direzione della riduzione dell'area sanzionatoria, e, dall'altro, incrementare con questo decreto-legge le sanzioni penali.
Ma mi pare che l'incoerenza sia anche interna al Parlamento, perché qualche mese fa, prima della pausa estiva, a fronte del disegno di legge che riguardava in maniera più ampia la disciplina degli incendi boschivi, la Commissione giustizia, all'unanimità, ha espresso un parere che, pur essendo favorevole nella sua formulazione finale, poneva alcune condizioni, una delle quali era la soppressione dell'articolo 10 del disegno di legge sugli incendi. Tale articolo conteneva quelle sanzioni che oggi sono sostanzialmente riproposte all'interno di questo decreto-legge.
Nel parere si affermava che con l'articolo 10, contenente le sanzioni, si introduceva
Bisogna capire se ha sbagliato in quel momento la Commissione giustizia che - ripeto - all'unanimità aveva manifestato disfavore nei confronti di questo tipo di intervento o se sbaglia oggi il Governo nel presentare al Parlamento il disegno di legge di conversione di questo decreto-legge.
Anche il Comitato per la legislazione, pur manifestando un orientamento favorevole, si è espresso con una frase che va letta ed interpretata, in cui si fa riferimento all'opportunità di intervenire sulla normazione codicistica attraverso strumenti consoni alla natura organica e, almeno tendenzialmente, stabile di tale normazione. Tradotto: quando intervenite sul codice penale, non lo fate sulla base delle suggestioni del momento e delle mode di una stagione.
Tutto ciò ammesso che effettivamente ci si trovi di fronte ad un incremento delle sanzioni penali, perché oggi l'incendio doloso è punito dal codice penale con una sanzione che va da tre a sette anni di reclusione. Quando l'incendio ha per oggetto boschi o selve vi è un'aggravante, prevista dal numero 5 dell'articolo 425, che porta la sanzione da un minimo di quattro anni e quattro mesi di reclusione ad un massimo di nove anni e quattro mesi di reclusione.
Vorrei sapere quale sia la straordinaria necessità e urgenza di varare un decreto-legge che aumenta la sanzione per gli incendi boschivi ad un minimo di quattro anni e ad un massimo di dieci anni di reclusione: il minimo è addirittura al di sotto della pena che oggi è stabilita, sommando la pena base e l'aggravante, e il massimo è superiore di qualche mese. È una differenza che non giustifica lo strumento della decretazione d'urgenza.
Il Governo ha raggiunto il suo effetto propagandistico nei mesi estivi, ha fatto la faccia feroce, come ha fatto in qualche altra circostanza, i Verdi all'interno della coalizione sono stati accontentati, i TG ne hanno dato conto, ma ritengo che il Parlamento meriti decoro e rispetto e, all'insegna di questo rispetto, Alleanza nazionale esprimerà il suo voto contrario su questo decreto-legge (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale).
A me risulta invece che solo in pochi casi si sia giunti all'individuazione dei responsabili degli incendi boschivi. Da ciò deriva che, se non viene effettuato un controllo del territorio, se non viene effettuata un'opera di prevenzione e previsione dei danni derivanti anche da eventi calamitosi, anche un provvedimento come quello di cui ci occupiamo non è altro che
Oltre che agli incendi boschivi dobbiamo rivolgere la nostra attenzione a tutti i problemi concernenti il territorio italiano, la sistemazione idrogeologica, i guasti che si evidenziano ogni giorno di più. Siamo tutti chiamati ad una comune responsabilità ed il Governo più in particolare è chiamato a varare una politica seria di coordinamento dell'ambiente e del territorio. Se il provvedimento in esame fosse stato inserito in un contesto diverso, avrebbe potuto avere maggiore efficacia; poiché ciò non è stato, è completamente inutile. Ecco i motivi per cui non possiamo esprimere un giudizio positivo, tanto più che per perseguire i fatti criminosi ci si poteva avvalere di altre norme, anche se questa particolare fattispecie finora non era prevista.
Il problema vero sta nel fatto che non sappiamo se la repressione dei reati avvenga, se vi sia stata l'individuazione dei responsabili, che non esiste un quadro generale di riferimento circa il controllo e il presidio del territorio e che manca soprattutto una politica dell'ambiente e del territorio, anche avvalendosi delle nuove tecnologie.
Per questi motivi, preannuncio il voto contrario dei deputati del CDU perché non vogliono prestarsi ad un sotterfugio ma, soprattutto, ad un'azione propagandistica del Governo che, oltretutto, in questo particolare momento è di cattivo gusto.
Ricordo ai colleghi che ieri la competente Commissione del Senato ha concluso l'esame del testo da noi trasmesso all'altro ramo del Parlamento, senza avervi introdotto alcun emendamento. Mi auguro che nei prossimi giorni il testo definitivo della legge quadro sia approvato dal Senato, affinché il nostro paese abbia finalmente una legge che consenta di combattere meglio questo flagello che distrugge le nostre foreste e la nostra biodiversità.
Mentre il Governo vuol fare propaganda, per far uscire domani sui giornali che la maggioranza ha approvato - come afferma il titolo del provvedimento - disposizioni urgenti per la repressione degli incendi boschivi, nulla è stato fatto, dal mese di agosto ad oggi, per mettere in sicurezza le aree boschive non toccate dagli incendi. Vi porto l'esempio della pineta di Ostia per la quale, mi auguro, vi sarà un'inchiesta della magistratura: sono stati consentiti tagli di parti del bosco toccate dall'incendio, ma ancora vive; chi ha dato quelle disposizioni? Signor Presidente,
Il collega Benedetti Valentini ha parlato con molta chiarezza dello stato in cui si trovano gli agricoltori del nostro paese, abbandonati dagli enti locali e dallo Stato nella salvaguardia dei terreni. Al momento abbiamo bisogno di mettere in moto una vera e propria macchina da guerra, che non può essere rappresentata solo dal segnale di un inasprimento delle pene (che, tra l'altro, non corrisponde alla realtà): anche se comminassimo come pena l'ergastolo, di fronte alla negligenza, alle inadempienze e alla mancata prevenzione, non porremo mai fine agli incendi nel nostro paese!
A questo punto, su che cosa dobbiamo votare? Dobbiamo votare su un provvedimento che non è nulla o, meglio, un inganno nei confronti dell'opinione pubblica che, invece, aspettava risposte concrete.
Anche la parte più brutalmente penale (che è stata censurata, per certi versi anche in maniera contraddittoria, da autorevoli colleghi che mi hanno preceduto) mostra il fiato corto, laddove si rifletta che non si tratta soltanto, come affermava l'onorevole Mantovano, di un problema di dosaggio delle pene: non si tratta, cioè, di un aumento della dose della cura quando la malattia è più grave. Questa norma rappresenta una scelta di carattere, vorrei dire, ideologico-politico, perché eleva a dignità di fattispecie autonoma di reato l'incendio boschivo, che invece prima era affidato a valutazioni sulle aggravanti e sulle attenuanti.
Ritengo allora che il Parlamento non possa sottrarsi all'impegno di esprimere un giudizio a cui le scienze penalistiche attribuiscono un potere non soltanto in termini di effetto concreto sulla pena che viene irrogata, ma anche in termini di qualificazione del disvalore sociale di una certa condotta. Non si comprende come si possano esprimere perplessità sull'approvazione di una norma che configura per questi fenomeni un reato autonomo, indipendentemente dal dosaggio delle pene che, possiamo convenire, è forse ancora timido.
La scelta operata consente comunque di avere un quadro completo dell'intero fenomeno, che merita in ogni caso una risposta precisa e dettagliata. È vero che quest'ultima avviene in tempi diversi e ciò sotto il profilo istituzionale può anche presentare delle sbavature, però ad un certo punto è necessario cominciare a dare non direi nemmeno un segnale, perché questa non è una norma manifesto, ma una risposta concreta. Si istituisce infatti, ripeto, una nuova autonoma figura di reato e con ciò si afferma che il Parlamento italiano considera atto di grandissimo disvalore sociale l'incendio nei boschi, esprimendo quindi contemporaneamente un giudizio di valore sul patrimonio ambientale.
Credo quindi che la mancata approvazione del provvedimento sarebbe davvero
Mi giunge notizia, come naturalmente a voi tutti, del fatto che l'iter di approvazione della legge quadro al Senato si trova in stato avanzatissimo: intanto cominciamo, ripeto, ad inasprire le pene, intese non soltanto come brutale fatto repressivo di attività illecita, ma anche come scelta legislativa e politica di tutela dell'ambiente attraverso una configurazione diversa dell'elencazione codicistica.
Per i motivi esposti, il gruppo dei Popolari e democratici-l'Ulivo voterà a favore del provvedimento, riservandosi naturalmente di sostenere, come ha già fatto in precedenza, l'approvazione della legge quadro che disciplina in maniera organica e completa l'intera materia.
Purtroppo, ogni anno intere porzioni del patrimonio boschivo nazionale vengono distrutte ed occorreranno decenni perché quei boschi tornino all'originale bellezza.
La legge quadro attualmente all'esame del Senato sta seguendo il suo normale iter, ma il problema è grave ed attuale, pertanto ritengo più che giustificato il ricorso alla decretazione d'urgenza, se ciò servirà a reprimere adeguatamente e tempestivamente il fenomeno degli incendi boschivi.
La tutela dell'ambiente costituisce un'esigenza primaria e fondamentale per le istituzioni ed il pericolo di nuovi irreparabili disastri ci impone di agire. Adesso ci è offerta la possibilità di intervenire con prontezza, anticipando quelle misure che peraltro sono già inserite nell'articolo 11 del testo unificato citato. Pertanto, annuncio il voto favorevole del gruppo dell'UDEUR sul provvedimento in esame.
Nella fattispecie, ci troviamo di fronte ad una quasi totale assenza di norme preventive e ad una ipertrofia delle sanzioni. Allora mi chiedo se prima di questo decreto-legge non ci fossero pene contro i piromani colti sul fatto. Mi chiedo inoltre se il piromane sia stato scoperto spesso oppure se, come raccontano le cronache ogni giorno, il piromane sia quasi una primula rossa di cui tutti conoscono l'esistenza, ma nessuno riesce a sapere dove si trova.
Questo decreto-legge, quindi, diventa superfluo, perché ipertrofizza una sanzione che, al 90 per cento, non poteva essere applicata quando era minore e non potrà essere applicata in futuro, anche se aumentata. La sanzione prevede un inasprimento della pena e non misure di prevenzione, perché forse parlare di prevenzione significa parlare di tutela del territorio.
Ma allora, se non c'è tutela del territorio, se il coordinamento tra le forze che dovrebbero essere adibite a ciò non esiste, se anche entro le mura della città di Napoli si sviluppano incendi - cosa che mi fa chiedere se non sorgeranno in quel luogo, dopo lo spegnimento dell'incendio, costruzioni all'80 per cento abusive -, mi chiedo se sia veramente utile convertire in legge questo decreto-legge che inasprisce
Sono questi i motivi che fanno esprimere al gruppo Centro cristiano democratico un voto contrario alla conversione in legge di questo decreto-legge (Applausi dei deputati dei gruppi misto-CCD e di Alleanza nazionale).
È per tale motivo che vorrei richiamare l'attenzione dell'Assemblea sulla non necessità di approvare questa norma perché tra alcuni giorni, tra alcune settimane si avrà finalmente una normazione organica in materia di incendi, anche sotto il profilo penale, per cui è inutile stare a perdere letteralmente del tempo oggi, approvando una norma che sarà non solo inutile, come taluni hanno detto, ma che va anche in un senso contrario rispetto al percorso normativo che ha voluto portare avanti questo Parlamento nell'attuale legislatura (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia).


