(Sezione 2 - Insufficienza nell'assistenza software alle scuole)
B) Interpellanza:
I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro della pubblica istruzione, per sapere - premesso che:
la mancata assistenza tecnica sul software Sissi (Sistema integrato segreterie scolastiche italiane), in uso obbligato alle segreterie scolastiche dal 1o gennaio 2000, rende inutilizzabile tutta la strumentazione informatica recentemente fornita dal Mpi;
si verificano casi in cui gli interventi richiesti dalle scuole all'Eds (ente con cui il Mpi ha stipulato il contratto di fornitura e assistenza tecnica del software), non siano stati ancora soddisfatti a mesi di distanza dalla domanda inoltrata. Ciò provoca un'indubbia difficoltà nel lavoro, specie quando la disfunzione riguarda il blocco di tutte le aree gestite dal software e quando si rivela impossibile il ritorno al vecchio «ambiente scuole» non più coperto da assistenza;
si pone in particolare un delicato problema relativo al pagamento degli stipendi ai supplenti temporanei;
lo stipendio è un assegno con funzione di sostentamento e come tale la sua erogazione è considerata prestazione di servizio pubblico indispensabile anche nell'allegato al Ccnl del comparto scuola;
la lavorazione manuale degli stipendi, oltreché anacronistica, richiede un tempo sensibilmente maggiore, soprattutto per le contabilizzazioni riepilogative necessarie ai correlati adempimenti contributivi e fiscali, nonché per il ritorno alla trascrizione manuale dei dati nei vari registri; si configura pertanto un lavoro aggiuntivo a carico del personale delle segreterie scolastiche -:
se il Ministro ritenga che sia legittimato lasciar privi di stipendio i dipendenti a tempo determinato a causa del fatto che la scuola é priva degli strumenti di lavoro necessari (oltre al fatto che altra e parallela impossibilità di pagamento dei loro stipendi deriva dal mancato o tardivo reintegro delle giacenze di cassa da parte dei provveditorati agli studi, situazione purtroppo comune a molte scuole; o ancora dall'impossibilità di superare il tetto annuo di spesa prefissato ai sensi del decreto ministeriale n. 93 del 1999, limite che molte scuole già sfiorano a inizio d'anno);
se il Ministro ritenga che sia legittimato far svolgere attività lavorativa aggiuntiva senza la sicurezza di poter corrispondere la dovuta retribuzione accessoria posta a carico del fondo dell'istituzione scolastica, quando la programmazione delle attività è stata fatta a inizio anno su altre basi e questa stessa programmazione si dimostra non comprimibile senza intaccare la didattica;
se il Ministro voglia intervenire per risolvere i problemi esposti nella premessa.
(2-02381)«Lenti, Malentacchi».
(2 maggio 2000)