XII Commissione - Resoconto di mercoledì 2 ottobre 2002


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SEDE CONSULTIVA

Mercoledì 2 ottobre 2002. - Presidenza del presidente Giuseppe PALUMBO. - Interviene il sottosegretario di Stato per la salute Cesare Cursi.

La seduta comincia alle 14.15.

Istituzione dell'assegno «Giulio Onesti» in favore degli sportivi italiani che versino in stato di necessità.
C. 2850 Governo.
(Parere alla VII Commissione).
(Esame e conclusione - Parere favorevole).

La Commissione inizia l'esame del provvedimento.

Ugo LISI (AN), relatore, illustra il contenuto del provvedimento, che introduce una specifica disciplina a favore degli sportivi italiani che versino in stato di necessità, a tal fine istituendo un assegno vitalizio in memoria di Giulio Onesti, padre dello sport italiano. I soggetti destinatari del provvedimento sono nella maggior parte dei casi persone ormai anziane, spesso in condizioni di salute anche drammatiche, i quali abbiano conseguito nel corso della loro carriera agonistica titoli di rilevanza internazionale. Fino ad oggi, peraltro, l'adozione di misure in favore di un certo numero di ex atleti era stata consentita dalla legge n. 440 del 1985, la cosiddetta legge Bacchelli, che peraltro riguarda una platea di soggetti molto più ampia.
Ricorda quindi che il comma 2 dell'articolo 1 del provvedimento stabilisce che l'importo dell'assegno straordinario vitalizio non possa in ogni caso essere superiore a 15 mila euro, mentre il comma 3 del medesimo articolo prevede che la concessione possa essere revocata nell'ipotesi di


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condanna penale divenuta irrevocabile o qualora vengano meno le condizioni di grave disagio economico. Il vitalizio è assegnato con decreto del ministro per i beni e le attività culturali ad un numero massimo di cinque sportivi per ciascun anno, individuati da una commissione istituita, senza oneri aggiuntivi per lo Stato, presso lo stesso ministero per i beni e le attività culturali. Tale commissione è composta, oltre che dal presidente, da un rappresentante del ministero per i beni e le attività culturali, da un rappresentante designato dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, nonché da due membri nominati, rispettivamente, dal comitato olimpico nazionale italiano e dalla commissione nazionale degli atleti, i quali non percepiranno alcun compenso per lo svolgimento del loro compito. L'articolo 3, infine, dispone la copertura degli oneri recati dal provvedimento.
In conclusione, formula una proposta di parere favorevole.

Nessuno chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere favorevole del relatore.

Tutela della bufala italiana.
C. 3089 Governo, approvato dal Senato, e C. 1407 Malgieri.
(Parere alla XIII Commissione).
(Esame e conclusione - Parere favorevole con condizione).

La Commissione inizia l'esame del provvedimento.

Gianni MANCUSO (AN), relatore, illustra il contenuto del disegno di legge C. 3089, che reca «Interventi urgenti per la tutela della bufala mediterranea italiana», rilevando che tale provvedimento mira opportunamente a salvaguardare un patrimonio genetico autoctono che produce un tipo di latte che, per le proprie caratteristiche organolettiche, viene trasformato in una mozzarella apprezzata in tutto il mondo.
Il comma 1 dell'articolo 1 prevede, in particolare, il ricorso a piani regionali di profilassi ed eradicazione di malattie infettive, quali la brucellosi che, oltre ad affliggere gli animali, è suscettibile di trasmettersi all'uomo.
Ricordato che l'allevamento bufalino è tipico della Campania (la provincia di Caserta da sola può vantare circa l'80 per cento della produzione di latte bufalino) e del basso Lazio (provincia di Frosinone e Latina) ed è presente marginalmente anche in Puglia, Basilicata e Sicilia, sottolinea che proprio in Campania si segnala una presenza di brucellosi umana più alta che altrove in Italia: l'obiettivo di eradicare questa patologia è dunque strategico per la salute degli animali in funzione della protezione della salute umana.
Al riguardo osserva che nel passato, anche recente, il mezzo più efficace messo in campo per eliminare la brucellosi (ovicaprina, bovina e bufalina) è stato lo stemping out, cioè l'eliminazione dei capi infetti per arrivare ad ottenere che l'intera nazione fosse indenne da quella patologia. La vaccinazione, peraltro, ha nel tempo dimostrato forti limiti quale metodo profilattico, ha contribuito spesso a mantenere la presenza della patologia ed è stata molto limitata dalla normativa comunitaria, nazionale e regionale.
Il 15 luglio 2002, con un'inversione di tendenza, la Commissione europea competente ha adottato la decisione n. C(2002)2592, che autorizza vaccini contro la brucellosi bovina nel quadro della direttiva 64/432/CEE. In quel provvedimento si fa riferimento all'uso di vaccini vivi dei ceppi RB51 e REV1 (per gli animali a rischio di contaminazione da brucella abortus e da brucella melitensis), ma l'articolo 3, ai commi 2, 3 e 6, reca una serie di ovvie raccomandazioni che, di fatto, escludono a breve e medio termine l'uso del vaccino RB 51, di produzione statunitense, che non è commercializzato in Italia né, probabilmente, nel resto d'Europa; atteso quindi che questo prodotto non ha, al momento, alcuna documentazione di autorizzazione, si pone il problema


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di dove potranno acquistarlo le aziende sanitarie competenti per territorio.
Sempre in merito al provvedimento comunitario, segnala che il comma 5 richiama i problemi legati all'identificazione degli animali che non possono e non devono essere spostati dai rispettivi allevamenti.
Osservato che per ottenere una popolazione bufalina veramente indenne dalla patologia che si intende fronteggiare con il provvedimento in esame resta fondamentale la misura della rimonta controllata, partendo da bestiame sano, ricorda che il trattamento termico cui vengono sottoposti i prodotti lavorati provenienti dal latte è insufficiente e non garantisce pienamente la salute delle persone.
Osservato che il contributo dello Stato (l'equivalente di circa 800.000 vecchie lire che, integrato da quello della regione Campania, arriva a quasi 2,5 milioni di lire) costituisce un discreto incentivo per gli allevatori, i quali sarebbero pesantemente penalizzati dalla perdita di capi il cui valore può variare da circa 1.800 fino a più di 2.000 euro, manifesta il timore che, se gli allevatori della zona tipica di produzione della bufala non intraprenderanno un percorso virtuoso, si possa arrivare al paradosso per cui i grandi produttori dell'Italia settentrionale, rispettando tutte le procedure, possano fare ciò che fino ad oggi hanno fatto i produttori e trasformatori della zona tipica.
Alla luce delle considerazioni espresse, formula una proposta di parere favorevole a condizione che al comma 2 dell'articolo 1 del disegno di legge n. 3089 le parole: «anche in deroga, fino ad un massimo di sei anni, alle normative vigenti di riferimento, utilizzando anche le vaccinazioni come metodo profilattico» siano soppresse (vedi allegato).
Nel ritenere conclusivamente che il Governo possa con provvedimenti successivi stabilire tempi e modi degli interventi straordinari da predisporre d'intesa con le regioni interessate, manifesta il dubbio che il provvedimento in esame, considerata la valenza sanitaria che riveste per gli animali e per i consumatori, dovesse essere assegnato primariamente alla XII Commissione.

Giacomo BAIAMONTE (FI) evidenzia la rilevanza sociale che riveste il problema della brucellosi, che impone severi controlli da parte dei dipartimenti veterinari, in considerazione dei rischi che il ripresentarsi di quella patologia potrebbe comportare per la salute umana e soprattutto per la popolazione infantile.

Il sottosegretario Cesare CURSI, anche alla luce delle considerazioni del deputato Baiamonte, ritiene che il relatore abbia posto problemi seri e condivisibili, che peraltro si pongono in linea con gli orientamenti manifestati dalle organizzazioni dei veterinari. Nel ricordare che le questioni prospettate riguardano in particolare la regione Campania, nonché parte del Lazio e, più limitatamente, la Sicilia, condivide la proposta di parere del relatore.

Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere favorevole con condizione del relatore.

La seduta termina alle 14.35.

SEDE REFERENTE

Mercoledì 2 ottobre 2002. - Presidenza del presidente Giuseppe PALUMBO.

La seduta comincia alle 14.35.

Prevenzione e cura malattie mentali.
C. 152 Cé, C. 174 Burani Procaccini e C. 844 Cento.
(Seguito dell'esame e rinvio - Abbinamento della petizione n. 23 del 2001).

La Commissione prosegue l'esame, rinviato, da ultimo, nella seduta del 7 luglio 2002.


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Giuseppe PALUMBO, presidente, ricorda che nella seduta del 7 luglio 2002 la Commissione ha deliberato di nominare un Comitato ristretto.
Propone che ai progetti di legge all'ordine del giorno venga abbinata la petizione n. 23 del 2001, annunciata nella seduta dell'Assemblea del 18 settembre 2001 e presentata dal signor Francesco Previte, che richiede un provvedimento legislativo per la riorganizzazione dell'assistenza psichiatrica e la tutela dei disabili mentali.
Al riguardo, ritiene che l'esame in corso possa costituire una risposta positiva all'istanza sollecitata con la suddetta petizione.

La Commissione consente.

Giuseppe PALUMBO, presidente, nessuno chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 14.40.

COMITATO RISTRETTO

Prevenzione e cura malattie mentali.
C. 152 Cé, C. 174 Burani Procaccini e C. 844 Cento.

Il Comitato ristretto si è riunito dalle 14.40 alle 15.20.