Lunedì 14 aprile 2003. - Presidenza del presidente della I Commissione Donato BRUNO. - Interviene il sottosegretario di Stato per gli affari esteri Margherita Boniver.
La seduta comincia alle 13.35.
7-00232 Calzolaio: Sulla situazione dell'AIRE e dell'elenco unico nazionale degli elettori all'estero.
Le Commissioni iniziano la discussione.
Valerio CALZOLAIO (DS-U) illustra la risoluzione in titolo, rilevando il carattere limitato e parziale dell'attività svolta dai consolati italiani per aggiornare i dati anagrafici ai fini della definitiva sistemazione dell'elenco unico nazionale degli elettori residenti all'estero. La situazione desta preoccupazione in considerazione dell'approssimarsi della data di svolgimento del referendum previsto per il giugno 2003, che rappresenta un momento importante di indirizzo politico nazionale; inoltre sulla base del medesimo elenco si dovrà procedere al rinnovo dei Comitati degli italiani all'estero, i cui termini verranno differiti secondo quanto previsto dal disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 52 del 2003 attualmente all'esame della Camera.
una iniziativa governativa in tal senso e rilevato il carattere non vincolante del limite temporale indicato nella risoluzione per la predisposizione del piano di comunicazione, invita il Governo ad assumere un impegno nella direzione indicata, manifestando la disponibilità a valutare possibili riformulazioni del testo.
Il sottosegretario Margherita BONIVER rileva che il Governo sta seguendo con particolare attenzione ed impegno la fase di preparazione delle operazioni di voto dei cittadini all'estero, appuntamento che costituisce un evento di grande significato per l'esercizio di uno dei diritti fondamentali della vita democratica.
di mancanza di risorse addizionali umane e finanziarie, la predisposizione di un piano del genere rischierebbe di non produrre effetti determinanti, rischiando anzi di rendere più complicata la fase di preparazione al voto refendario, previsto per il prossimo 15 giugno, in quanto il personale impegnato in questo ambito verrebbe distolto dagli ulteriori, numerosi adempimenti operativi stabiliti dalla normativa in materia.
Gianclaudio BRESSA (MARGH-U) sottoscrive la risoluzione in titolo.
Marco BOATO (Misto-Verdi-U), dopo aver dichiarato di sottoscrivere la risoluzione in titolo, dà atto al sottosegretario della completezza delle informazioni fornite. Con riferimento alle considerazioni svolte circa l'impossibilità di predisporre un piano di comunicazione con i cittadini italiani residenti all'estero vista l'imminenza del referendum previsto per il prossimo 15 giugno, osserva che la risoluzione presentata evidenzia l'opportunità di predisporre tale piano in termini generali, prescindendo dall'imminente scadenza referendaria.
Valerio CALZOLAIO (DS-U), con riferimento alla prossima campagna referendaria, sottolinea la necessità che il Governo fornisca quanto prima indicazioni circa il tempestivo svolgimento degli adempimenti previsti da parte del Ministero dell'interno.
Donato BRUNO, presidente, al fine di acquisire le necessarie informazioni dal Ministero dell'interno, ritiene opportuno rinviare il seguito della discussione della risoluzione.
I deputati Carlo LEONI (DS-U), Valerio CALZOLAIO (DS-U) e Marco BOATO (Misto-Verdi-U) concordano sull'ipotesi di rinvio.
Donato BRUNO, presidente, rinvia quindi il seguito dell'esame alla seduta di domani.
La seduta termina alle 14.
(Discussione e rinvio).
Con riferimento all'operazione di bonifica dell'AIRE, osserva che nella raccolta dei dati sono stati compiuti errori dovuti alla originaria impostazione dei questionari predisposti a tal fine; ciò avrebbe reso necessaria una successiva correzione degli stessi e la ripetizione delle relative procedure.
Ritiene che una puntuale definizione dell'elenco unico nazionale degli elettori residenti all'estero sia essenziale per assicurare la regolarità delle operazioni di voto e il coinvolgimento dei cittadini interessati, anche rispetto all'esercizio del diritto di voto per corrispondenza.
Sulla base delle considerazioni esposte, sollecita il Governo a predisporre un piano di comunicazione e di contatto con i cittadini italiani residenti all'estero e ad assumere una iniziativa straordinaria volta a motivare i possibili fruitori del diritto elettorale in occasione della prossima scadenza referendaria, che rappresenta la prima occasione per dare attuazione alla normativa in materia.
Sottolineato che lo stesso Consiglio generale degli italiani all'estero ha sollecitato
Questa attenzione si è concretizzata anche nell'attuazione della campagna informativa, prevista dalla legge n. 459 del 2001, che ha preso avvio all'inizio di quest'anno. La preoccupazione che la distribuzione dei moduli potesse avere ingenerato elementi di confusione nei destinatari ha infatti portato ad inviare agli elettori ulteriori dettagliate informazioni sulle possibilità di esercitare l'opzione di voto e per eventualmente revocare una scelta già compiuta in maniera erronea. Con uguale attenzione viene seguita la problematica dell'aggiornamento dell'Anagrafe degli italiani residenti all'estero (AIRE), che è gestito dai comuni sulla base delle informazioni inviate dalla rete diplomatico-consolare, come previsto dalla legge n. 470 del 1988. Rileva quindi che l'elenco provvisorio degli elettori cui si fa riferimento nella risoluzione è un insieme diverso e distinto dalle AIRE dei comuni; infatti, la legge n. 459 del 2001, all'articolo 5, prevede che tale elenco venga formato mediante l'unificazione dei dati degli schedari consolari e delle anagrafi degli italiani residenti all'estero.
In merito ai dati relativi ai risultati finora ottenuti, precisa che i moduli anagrafici restituiti a tutt'oggi sono stati il 41,20 per cento dei plichi recapitati. Tale percentuale appare tendenzialmente fisiologica, e, qualora corrispondesse alla percentuale di quanti eserciteranno effettivamente il diritto di voto, si collocherebbe ad un livello non troppo lontano dalla media nazionale dei votanti. Al riguardo, evidenzia che, negli ultimi anni, più di una consultazione referendaria ha avuto esito nullo a causa del mancato raggiungimento del numero minimo di votanti, fissato per legge nel 50 per cento più uno degli aventi diritto.
Per quanto riguarda la percentuale di coloro che hanno esercitato l'opzione per votare in Italia, la media mondiale di costoro è del 6,2 per cento. Vi sono alcuni casi che superano il 20 per cento, ma si riferiscono a sedi che, per la loro vicinanza geografica con l'Italia, giustificano pienamente il fatto che molti degli interessati preferiscano esercitare il voto in Italia anzichè all'estero. Queste sedi (si considerano solo quelle che hanno inviato più di mille plichi, perché al di sotto di tale cifra il dato non è statisticamente significativo) sono: Capodistria, Fiume, San Gallo, San Marino. In ogni caso, al fine di fornire la più completa ed esauriente informazione su tutti gli strumenti a disposizione dei connazionali per il voto all'estero, sono state impartite istruzioni alle rappresentanze diplomatico-consolari perché provvedano ad inviare per posta un'ulteriore comunicazione circa le modalità per esercitare l'opzione di voto (all'estero od in Italia) e per l'eventuale revoca della scelta già compiuta.
Questa iniziativa è frutto anche della continua opera di sensibilizzazione e di impulso esercitata al riguardo dal ministro Tremaglia ed è attuata in stretto coordinamento dalla Farnesina con il Dicastero per gli italiani nel mondo.
In risposta a quanto richiesto nel dispositivo della risoluzione in esame, sottolinea che il piano di comunicazione richiesto non può essere accettato dal Governo, tenendo conto delle limitate risorse finanziarie ed umane che oggettivamente condizionano nel breve periodo le iniziative in questo campo. Le rappresentanze diplomatiche e consolari si troverebbero ad affrontare adempimenti non realizzabili senza un cospicuo rafforzamento strutturale ed operativo in termini di personale e finanziari. In tali condizioni
Una operazione come quella richiesta nella risoluzione in esame non potrebbe poi avere alcun effetto operativo in vista degli imminenti referendum, dati i ristretti tempi previsti dalla normativa per la predisposizione dell'elenco provvisorio dei votanti.
Secondo quanto contemplato dal regolamento di attuazione della legge sul voto all'estero (articolo 5, comma 8), infatti, il Ministero dell'interno deve consegnare al Ministero degli esteri l'elenco provvisorio degli elettori «non oltre il sessantesimo giorno antecedente la data delle votazioni». D'altra parte, la legge elettorale prevede che i referendum si tengano in una domenica compresa fra il 15 aprile e il 15 giugno. Per quanto riguarda la prossima consultazione referendaria, peraltro non ancora indetta formalmente, sembra che la data delle votazioni sarà il 15 giugno; se ciò sarà confermato, il Ministero dell'interno dovrà consegnare l'elenco provvisorio degli elettori entro il 16 aprile. In conseguenza, ogni nuova informazione anagrafica pervenuta ai consolati dopo il 16 aprile non potrebbe essere recepita nell'elenco provvisorio degli elettori che sarà utilizzato in occasione delle prossime consultazioni referendarie.
Sottolineato poi l'interesse comune del Parlamento di giungere al risultato sotteso alla risoluzione in esame, sollecita il Governo ad assumere l'impegno richiesto.
Ribadisce quindi la richiesta che il Governo assuma l'impegno di predisporre un piano di comunicazione e di contatto con i cittadini italiani residenti all'estero, anche attraverso il coinvolgimento dei COMITES e delle altre forme di rappresentanza. A tal fine, conferma la propria disponibilità ad una riformulazione del testo della risoluzione. Rileva infine l'opportunità che anche il Ministero dell'interno fornisca proprie informazioni alle Commissioni riunite sui temi trattati.