Interrogazione n. 5-03906 Landi di Chiavenna: Risarcimento agli operatori economici italiani per i danni subiti per il maremoto nel sudest asiatico.
La questione dell'assistenza ai connazionali che svolgevano un'attività economica nei Paesi colpiti dallo tsunami è stata oggetto di costante attenzione da parte del Governo italiano. In particolare, già il Sottosegretario agli Affari Esteri Boniver durante la missione compiuta in Thailandia aveva potuto rilevare direttamente il disagio e le difficoltà, in particolare a Phuket, di alcuni connazionali titolari di attività economiche in loco (ristoranti, pizzerie, agenzie turistiche) danneggiati dallo tsunami. Al riguardo il Sottosegretario aveva fornito l'assicurazione che il Governo si sarebbe attivato per adottare i provvedimenti possibili per sostenere i nostri connazionali danneggiati.
Successivamente il Ministro Fini, nel corso della sua visita ufficiale in Thailandia, incontrando la comunità italiana presente a Phuket (22 gennaio 2005) ha illustrato le misure di emergenza che il Governo ha adottato a favore dei connazionali rimasti in condizione di indigenza. In particolare, agli italiani residenti che si trovano in tali condizioni verrà corrisposto un sussidio di emergenza di entità dipendente dalla consistenza del nucleo familiare. Relativamente alla possibilità di un risarcimento dei danni subiti il Ministro Fini ha annunciato che la SACE ha approvato la concessione di una copertura assicurativa di una linea di finanziamento fino a 30 milioni di euro per la copertura dei costi di riabilitazione e di ricostruzione, resa disponibile da primarie banche italiane in favore degli imprenditori italiani che hanno subìto danni dal maremoto. Contemporaneamente il Ministero degli Esteri ha sensibilizzato l'Associazione Bancaria Italiana sull'opportunità di attivare sollecitamente le operazioni connesse alla copertura assicurativa deliberata dalla SACE. Proprio oggi la V Commissione CIPE è poi chiamata ad approvare una delibera che estende ai Paesi asiatici colpiti dal maremoto l'eleggibilità ai finanziamenti del fondo di venture capital gestito da SIMEST al fine di favorire la partecipazione delle imprese italiane alla ricostruzione.
Desidero altresì segnalare che il Governo italiano, nel quadro dell'azione a più ampio raggio tesa a favorire la ripresa economica dei Paesi colpiti dallo tsunami, si è reso promotore di una Conferenza Ministeriale per il rilancio del turismo che si svolgerà il prossimo 12 febbraio a margine della BIT di Milano alla quale sono stati invitati i rappresentanti dei Paesi coinvolti. Tale iniziativa potrà avere, auspicabilmente, futuri effetti positivi anche a beneficio dei nostri operatori economici attivi in questi Paesi.
Vale infine la pena di ricordare che il Ministero degli esteri ha già stanziato circa 200.000 per la Thailandia e 50.000 per lo Sri Lanka per interventi di assistenza diretta in favore degli italiani colà residenti che, a seguito del maremoto, versino ora in condizioni di indigenza. A tal fine le nostre Ambasciate dell'area stanno svolgendo le opportune verifiche per individuare i possibili destinatari di questo tipo di aiuti, fornendo nel contempo ampia assistenza, anche di natura legale, ai nostri connazionali le cui attività sono state colpite dallo tsunami.
Interrogazione n. 5-03914 Calzolaio ed altri: Istituto italiano di cultura e scuola italiana a Teheran.
del progetto preliminare di restauro e recupero antisismico della ex residenza invernale dell'Ambasciata.
Interrogazione n. 5-03915 Landi di Chiavenna: Scomparsa del giovane Andrea Vendramin in Honduras.
febbraio, la precisa richiesta di ottenere, nonostante le difficoltà tecniche emerse, i tabulati della società telefonica che ha gestito le chiamate ricevute il 26 giugno 2004.
Interrogazione n. 5-03442 Foti: Caso del signor Bruno Sbalbi detenuto a Cuba.
Desidero anzitutto sottolineare che la vicenda del signor Bruno Sbalbi è stata seguita dalla nostra Ambasciata all'Avana e dal Ministero degli esteri sin dallo scorso agosto, quando siamo stati informati dell'arresto del connazionale, coinvolto in un incidente stradale in località Las Tunas, a seguito del quale ha perso la vita un motociclista.
Interrogazione n. 5-03643 Foti: Caso del signor Luciano Zilocchi, ex console onorario della Guinea Bissau in Italia.
Come ricordato dall'Interrogante, la Questura di Piacenza, in data 30 gennaio 1989, eseguiva un mandato di cattura emesso dal Giudice Istruttore del Tribunale di Massa Carrara nei confronti del Signor Zilocchi, Console onorario della Guinea Bissau. I reati contestati erano quelli previsti dagli articoli 110, 416-bis, 612 cpv del Codice Penale e dall'articolo 1 della legge 895 del 2 ottobre 1967.
l'Ambasciata della Guinea Bissau in Lisbona a ribadire al Signor Zilocchi il mancato assenso alla sua nomina, invitandolo a non usare carta intestata con la dicitura Console Onorario della Guinea Bissau in Italia.
Interrogazione n. 5-03924 Spini ed altri: Contributo del Governo italiano al processo di pace tra Israele e territori palestinesi.
La Pace in Medio Oriente è un obiettivo cui l'Italia, situata geopoliticamente nel cuore del Mediterraneo, crede da sempre ed al quale non può rinunciare perché si tratta in sostanza della stabilizzazione del suo near abroad.
la primogenitura di questa idea che non abbiamo esitato a portare all'attenzione del G8. Ricordiamo inoltre l'azione di assistenza umanitaria e i progetti di sviluppo della Cooperazione italiana, i seminari imprenditoriali di business matching bilaterali e trilaterali organizzati a Roma, Ramallah e Gerusalemme, nonché il nostro contributo nel settore della formazione della polizia palestinese.
Interrogazione n. 5-03925 Cima: Esiti G7 e cancellazione totale del debito ai paesi poveri.
Come noto, l'Italia si è impegnata a cancellare il debito bilaterale con i Paesi più poveri, in linea con quanto concordato in sede G8 per venire incontro ai Paesi HIPC (Highly indebted poor countries). L'Italia è stata infatti la prima ad impegnarsi per una riduzione del 100 per cento dei debiti bilaterali, seguita a ruota dagli altri Paesi più industrializzati del G7 (Russia esclusa). L'iniziativa HIPC del G8 prevedeva infatti la riduzione del 90 per cento di detto debito.
Nonostante queste limitazioni desidero sottolineare, per quanto riguarda la cooperazione culturale con l'Iran, l'importante ruolo comunque svolto dalla nostra Ambasciata a Teheran che, per il 2005, ha programmato una serie di iniziative destinate a garantire una sicura positiva ricaduta di immagine all'interno della società iraniana nonché nella comunità internazionale presente in loco.
Come noto, la cooperazione bilaterale culturale tra Italia e Iran è regolata dall'Accordo di collaborazione culturale del 1958 (in vigore dal 1962). All'Accordo, peraltro sprovvisto di dotazione finanziaria, ha fatto seguito un Programma Esecutivo di collaborazione culturale, scaduto nel 2004, che ha costituito un primo quadro di riferimento per molteplici e differenziate attività di collaborazione. In questo ambito, particolare attenzione è stata dedicata alla valorizzazione e conservazione del patrimonio culturale con particolare riguardo al settore archeologico. Nel 2004 è stato garantito il sostegno finanziario all'importante missione dell' IsIAO in collaborazione con l'Ente Iraniano per la Conservazione del Patrimonio Culturale, volta a completare le ricerche e lo studio storico-archeologico della Moschea del Venerdì si Esfahan.
Il rinnovo del Programma Esecutivo assume pertanto particolare rilievo nell'ottica di un generale rilancio dei rapporti bilaterali nel settore culturale.
Nel quadro generale della politica culturale, il miglioramento dell'offerta scolastico-formativa delle nostre istituzioni in un contesto bilingue e biculturale può svolgere un ruolo importante come contributo alla rappresentazione di un'immagine positiva dell'Italia, con ricadute non trascurabili anche nei confronti della nostra comunità d'affari presente nel Paese. L'Italia offre ogni anno 64 borse di studio a studenti iraniani in totale reciprocità con il governo locale. Sono inoltre attive collaborazioni interuniversitarie tra l'Istituto Orientale di Napoli e l'Università di Teheran in settori letterari e artistici; esistono due accordi-quadro con l'Università di Teheran: uno con l'Universìtà «La Sapienza di Roma» e uno con il Politecnico di Milano.
In risposta al quesito sulla ristrutturazione della residenza invernale dell'Ambasciata, voglio ricordare che la questione è da tempo all'attenzione della Farnesina, tant'è che - a seguito di gara europea - il 17 dicembre 2003 è stato stipulato il contratto avente ad oggetto la realizzazione
Tale progetto complessivo, ne prevede la totale ristrutturazione, ivi compresa la risistemazione degli uffici consolari e culturali, per una spesa complessiva stimata in 5.000.000 euro, e verrà presentato nella prossima seduta della Commissione competente (C.I.M.A.E.) per la necessaria approvazione. È auspicabile la fine della progettazione entro l'anno. In ragione delle limitate risorse stanziate per l'esercizio 2005 sul competente capitolo di bilancio, l'esecuzione dei lavori andrà comunque rinviata in attesa del rinnovo della legge 31 dicembre 1998 n. 477, concernente l'autorizzazione di spesa per l'acquisto, la ristrutturazione e la costruzione di immobili da adibire a sedi di rappresentanze diplomatiche ed uffici consolari.
Come ricordato nell'interrogazione, a Teheran funziona il complesso scolastico «Pietro della Valle», fondato nel 1960 in un edificio demaniale, che offre un ciclo di studi dalla scuola materna al liceo scientifico. Negli ultimi anni si è registrato un costante incremento delle iscrizioni, grazie anche alle intese intervenute con le Autorità locali, per consentire l'iscrizione di studenti di nazionalità iraniana e mista e l'attuazione di un progetto bilingue con materie insegnate in inglese ed in italiano. Nell'edificio scolastico è stata per il momento collocata anche la ricca biblioteca del nostro Istituto di Cultura, al cui accesso sono molto interessati studiosi ed accademici locali. Il problema delle misure antisismiche nella scuola è oggetto di attenta considerazione. L'esercizio finanziario 2005 non prevede purtroppo alcuno stanziamento a favore del competente capitolo di bilancio. Interventi di ristrutturazione e restauro per un ammontare stimato in 2.152.500 sono stati previsti nella proposta di disegno di legge per il finanziamento delle spese destinate all'acquisto, alla costruzione ed alla ristrutturazione di immobili da destinare a sede di Istituti di Cultura e scuole italiane all'estero, tuttora in fase di finalizzazione.
In risposta infine al quesito sulla ricostruzione della cittadella di Bam, voglio informare che la realizzazione della conferenza internazionale è affidata ad un apposito Steering Committee composto dall'UNESCO e dall'Ente per il Patrimonio Culturale iraniano, con l'Italia con funzioni di osservatore. A seguito di due riunioni di lavoro in cui sono stati trattati i principali aspetti legati all'organizzazione della conferenza, il Comitato ha stabilito di verificare anzitutto lo stato di preparazione dei progetti finalizzati al recupero ambientale, archeologico nonché architettonico da sottoporre ai potenziali donatori. Nel corso della visita a Roma il prossimo il febbraio del Direttore del Centro di Ricerca per la Conservazione dei Beni Culturali dell'Organizzazione per la Tutela del Patrimonio Culturale Iraniano, saranno affrontati di concerto con le istituzioni italiane potenzialmente coinvolte - gli aspetti relativi ai progetti approntati, alle modalità organizzative, nonché una stima sull'impegno finanziario, al fine di poter disporre degli elementi necessari per definire, d'intesa con l'UNESCO, la data della conferenza.
Nei giorni successivi le Autorità honduregne (Polizia, Marina, Aeronautica) hanno attivamente continuato i voli di ricerca, estendendo le ricerche anche nei Paesi limitrofi, come il Belize, dove presumibilmente le correnti avrebbero potuto trascinare il corpo del Signor Vendramin. Nel contempo, un funzionario dell'Ambasciata si è recato a Roatan per assistere i familiari giunti dall'Italia e coordinare il proseguimento delle operazioni di ricerca.
Successivamente, la famiglia Vendramin ha segnalato che la reception dell'albergo dove il giovane alloggiava avrebbe ricevuto, il 26 giugno, varie telefonate anonime, nel corso delle quali sarebbe stata riconosciuta la voce dello stesso Andrea, in cerca di aiuto. A seguito di tale segnalazione, l'Ambasciata - che nel contempo aveva continuato a seguire l'inchiesta avviata all'indomani della denuncia di scomparsa del connazionale - è intervenuta sia sul Capo della Polizia di Roatan sia sul Procuratore Capo dell'Unità Antisequestri, rappresentando l'esigenza di indagare con tutti i mezzi sul caso, non trascurando alcuna ipotesi, inclusa quella del rapimento a scopo di riscatto. Per tale ragione è stato chiesto di operare una immediata e dettagliata verifica al fine di individuare la provenienza delle telefonate ricevute dalla reception dell'albergo.
Le nostre sollecitazioni sulle Autorità honduregne, ai più alti livelli, si sono mantenute costanti. Il resoconto pervenuto lo scorso dicembre, che conclude sei mesi di indagini, ha confermato che l'ipotesi più accreditata rimane quella della scomparsa del connazionale al largo dell'isola di Roatan, mentre navigava in kayak, a seguito di un incidente in mare. Dal rapporto emerge altresì che, dopo accurate indagini, sono state scartate altre ipotesi di reato che avrebbero potuto essere all'origine della scomparsa, in particolare quella del sequestro, dato che tutti i resoconti di indagine concordano nel rilevare l'assenza di riscontri e richieste attendibili da parte di eventuali rapitori, dopo sei mesi dalla scomparsa, volte ad ottenere un riscatto.
Nonostante tali conclusioni, l'inchiesta rimane aperta. La nostra Ambasciata si tiene in costante contatto con le Autorità inquirenti ed ha reiterato, lo scorso 2
Sulla base di quanto ho esposto, mi pare emerga come l'Ambasciata a Tegucigalpa e il Ministero degli esteri abbiano seguito con particolare attenzione le ricerche del Signor Vendramin sin dalla sua scomparsa, tenendo costantemente informata la famiglia del giovane connazionale. In particolare, l'Ambasciata ha effettuato reiterati interventi sulle Autorità honduregne, ai più elevati livelli, affinché non tralasciassero ogni ipotesi investigativa, sollecitandole a fare piena luce su quanto accaduto. Va riconosciuto che le Autorità locali hanno mostrato sensibilità e attenzione nei confronti delle sollecitazioni dell'Ambasciata, come testimoniano i costanti contatti intercorsi e il fatto che le indagini restino comunque aperte, pur in assenza di elementi nuovi che possano avvalorare tesi diverse da quelle della scomparsa in mare.
Va altresì segnalato che l'Ambasciata, già prima della triste vicenda del Signor Vendramin e in successive occasioni, non ha mancato di rappresentare alle Autorità honduregne l'esigenza che le lacune esistenti nel sistema di primo intervento delle strutture turistiche locali vengano colmate, al fine di garantire pienamente la sicurezza dei visitatori stranieri, tra cui molti italiani.
Quanto, infine, ai riferimento dell'interrogante alla centrale di informazione satellitare americana vicina alla spiaggia dove il signor Vendramin è scomparso e che sarebbe in grado di fornire informazioni sulla vicenda, si provvederà a verificare la possibilità di ottenere tramite questa via elementi nuovi per la ricerca del nostro connazionale.
Il signor Sbalbi, posto in libertà condizionale dietro cauzione, non è stato autorizzato a lasciare Cuba sino alla celebrazione del processo. Egli ha quindi preso contatto con l'Ambasciata, confermando le notizie fornite dalle Autorità cubane sulla dinamica dell'incidente e segnalando di aver dato mandato a un avvocato locale di difenderlo.
L'Ambasciata ha seguito con attenzione, in contatto con le Autorità cubane, la vicenda giudiziaria del signor Sbalbi, inviando un proprio addetto consolare presso il Tribunale Provinciale Popolare di Las Tunas affinché presenziasse all'udienza del 18 ottobre 2004, a seguito della quale il nostro connazionale è stato condannato per omicidio colposo ad un anno di reclusione e posto in libertà condizionale. Il signor Sbalbi ha presentato direttamente alle competenti autorità locali una istanza di trasferimento in Italia in base all'Accordo italo-cubano del 27 luglio 2000 oltre ad una istanza di espulsione. Analoga richiesta è stata formalmente inoltrata alle Autorità cubane competenti dalla nostra Ambasciata a L'Avana.
La nostra Rappresentanza Diplomatica continua ad occuparsi attivamente del caso, fornendo al signor Sbalbi ogni possibile assistenza, in attesa che le Autorità cubane si pronuncino in merito alle istanze presentate dal connazionale.
Il Ministero degli esteri della Guinea Bissau, informata dell'azione penale instaurata nei confronti del Signor Zilocchi, tramite la nostra Rappresentanza in Conakry, chiedeva formalmente che il Governo italiano adottasse provvedimenti nei confronti dell'ex Console Onorario Zilocchi, asserendo che lo stesso continuava «ad agire abusivamente per conto della Guinea Bissau nonostante la revoca del suo incarico e l'annullamento del passaporto diplomatico». Le Autorità di quel Paese procedevano, in effetti, a revocare l'incarico allo stesso, specificando di non attribuire alcun valore agli atti compiuti dal Signor Zilocchi, che dovevano essere considerati alla stregua di atti privati.
Alla luce di tali sviluppi il Ministero degli affari esteri procedeva a dare comunicazione di cessazione dalle funzioni al Ministero dell'interno, alla Prefettura ed alla Questura di Piacenza. Poiché il Signor Zilocchi continuava a qualificarsi Console Onorario, il Ministero degli affari esteri invitava la Prefettura di Piacenza, che provvedeva con la dovuta sollecitudine, a convocare l'interessato per esortano a non usare il titolo revocato, allo scopo di evitare complicazioni tra i due Governi.
A seguito dell'assoluzione dall'imputazione dei reati ascritti al Signor Zilocchi, il Ministero degli affari esteri della Guinea Bissau, in data 29 dicembre 1993, avanzava una nuova proposta di nomina del signor Zilocchi e, successivamente, nel maggio 1994, chiedeva l'estensione della competenza del Consolato Onorario in Piacenza a tutto il territorio nazionale.
La Farnesina dava pertanto avvio ad una nuova procedura con la richiesta dei pareri di rito a tutti gli organismi istituzionalmente competenti: in tale quadro, a prescindere dall'esito positivo della già illustrata vicenda giudiziaria, non risultavano elementi univoci sull'opportunità della nomina. Sempre secondo la stessa Autorità, risultava altresì che il signor Zilocchi avrebbe riattivato senza alcun autorizzazione gli uffici consolari a Piacenza, dove, oltre all'attività commerciale, avrebbe esercitato le funzioni consolari onorarie, ivi compreso il rilascio di visti.
Il Signor Zilocchi, inoltre, secondo quanto riferito dalla Prefettura di Piacenza, ha continuato ad esercitare non meglio specificate attività di rappresentanza della Guinea Bissau, qualificandosi, pur in assenza di una Rappresentanza Diplomatica di tale Paese in Italia e quindi senza alcun titolo legittimo come «Incaricato d'Affari».
A fronte di tali circostanze il Ministero degli affari esteri italiano ha comunicato nel marzo 1996 all'Ambasciata della Guinea in Lisbona (accreditata anche in Italia), la decisione ufficiale di non concedere l'assenso alla nomina del Signor Zilocchi. Successivamente, nel maggio dello stesso anno, sempre per via diplomatica, si invitava
Si fa presente, tuttavia, che a quanto risulta agli atti del Ministero degli affari esteri, lo stesso Signor Zilocchi avrebbe comunque continuato ad esercitare tali funzioni, compiendo nel corso degli anni una serie di attività, tra cui, in particolare, il rilascio di passaporti e l'emissione di visti, che hanno determinato - come segnalato dalla competenti Prefetture di Pavia e Piacenza - l'avvio di vari procedimenti penali, tra i quali, quelli per i reati di uso di atto falso (articolo 498 c.p.), di usurpazione di funzione pubblica (articolo 347 c.p.) e sostituzione di persona (articolo 494 c.p.).
L'Italia è quindi da sempre particolarmente attiva in Medio Oriente, dove si apre adesso una finestra di opportunità preziosa per favorire il rilancio del processo di pace. Le visite effettuate dal Ministro degli esteri Fini in Terra Santa (21-23 dicembre 2004) e nei quattro paesi arabi del Mashreq (10-13 gennaio 2005) sono servite a ridare slancio, visibilità ed incisività alla nostra azione in Medio Oriente. Tale azione non può che essere ispirata ad estremo pragmatismo, in quanto fortemente condizionata dall'obiettiva situazione sul terreno e dal contesto di crisi regionale.
Continuiamo a ritenere che la crisi sia risolvibile soltanto attraverso la ripresa dei negoziati all'interno del quadro internazionalmente condiviso della Road Map: ovvero la visione dei due Stati che convivono pacificamente, nel rispetto del diritto del popolo palestinese all'autodeterminazione e di quello di Israele a vivere in pace e sicurezza all'interno dei propri confini. In questa fase, l'azione nostra e della comunità internazionale è quella di seguire i negoziati tra le due Parti, fornendo un visibile sostegno politico ed economico - ad Abu Mazen in primis, ma anche a Sharon - al fine di rafforzarne la posizione all'interno dei rispettivi schieramenti politici.
A tal fine, abbiamo rivolto chiari appelli ad Israele, cui chiediamo di sostenere il nuovo leader palestinese, ponendo in essere - a fronte di un chiaro impegno dell'ANP contro la violenza - delle concrete misure distensive quali la diminuzione della pressione militare e l'allentamento delle restrizioni al movimento nei Territori, la sospensione e lo smantellamento degli insediamenti e l'abbandono dell'attuale tracciato del «muro di sicurezza», in accordo con quanto previsto dalle pertinenti risoluzioni delle Nazioni Unite.
Sosteniamo in pari tempo il Piano di disimpegno israeliano, quale ulteriore opportunità per rilanciare il processo negoziale, a condizione che esso si configuri quale adempimento, della Road Map e non pregiudichi in alcun modo le questioni di Statuto Finale, che dovranno essere frutto di un accordo negoziato tra le Parti.
Sul versante palestinese, è prioritario giungere in tempi brevissimi ad un effettivo miglioramento delle condizioni di vita giornaliere della popolazione nei territori, affinché questa possa percepire i benefici concreti della politica moderata del neo-Presidente. Un atteggiamento conseguente di Israele sul piano della libertà dei movimenti è fondamentale, ma altrettanto fondamentale risulta l'aiuto economico della Comunità Internazionale, in particolare dell'Unione europea.
Per questo, l'Italia è impegnata in ogni foro multilaterale (tra cui la preparazione della riunione prevista a Londra il 1o marzo) per promuovere misure non solo politiche e di sicurezza, ma anche economiche: la nostra iniziativa nota come Piano Marshall per la Palestina è sempre valida e rivendichiamo con estremo orgoglio
Il Governo italiano è, inoltre, in costante contatto con i partners europei, con i Membri del Quartetto dei Mediatori internazionali, (in particolare con il Governo degli Stati Uniti), e con gli Stati della regione, condividendo i punti di vista sulle questioni relative allo Statuto Finale come i confini, Gerusalemme, e la questione dei rifugiati. Esse possono essere risolte soltanto attraverso una soluzione condivisa tra le due Parti e raggiunta attraverso il negoziato. Siamo quindi pronti a dare il suo contributo a qualunque meccanismo di verifica che sarà creato dal Quartetto.
Il nostro Paese inoltre, insieme agli altri partners del G7, nella riunione dei Ministri delle finanze del 4-5 febbraio scorso si è impegnato anche perché venga cancellato il 100 per cento del debito multilaterale dei Paesi più poveri, cioè del debito verso le Istituzioni finanziarie internazionali (Banca Mondiale, Banca Africana, eccetera), coprendo l'eccedenza di debito che le stesse IFI, coinvolte nell'esercizio, non sono disposte a ridurre.
Per quanto riguarda la lotta all'AIDS non risultano iniziative internazionali che colleghino le iniziative di riduzione o cancellazione del debito ai tassi di diffusione dell'HIV/AIDS. Tuttavia la posizione italiana decisamente a favore della cancellazione del 100 per cento del debito dei Paesi più poveri, permette di venire incontro e di ricomprendere in questo beneficio anche i Paesi più poveri con alti tassi di diffusione dell'AIDS.