XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 4526
Onorevoli Colleghi! - La presente proposta di legge ha
come obiettivo l'istituzione della provincia di Lamezia Terme.
Non si tratta di un obiettivo diretto a acquisire per
quell'area una funzione burocratica. Esso, al contrario,
risponde a una esigenza del territorio centrale della Calabria
che ha bisogno di autonomia per crescere, svilupparsi e
diventare area di servizio per l'intera regione.
Non vi è in questa richiesta una contrapposizione con
l'attuale provincia di appartenenza, quella di Catanzaro. Non
v'è dubbio, tuttavia, che la caratteristica del capoluogo
regionale fa sì che esso assorba oggettivamente nel suo
ristretto ambito le scelte e le risorse dell'intero
territorio.
L'autonomia dell'area di Lamezia Terme non è dovuta ad
alcuna rivalsa politica o amministrativa rispetto al
capoluogo, quanto invece alla ricerca di una posizione
politica e amministrativa autonoma capace di recuperare la
funzione propria del Lametino, ovvero quella di area cerniera
con il resto della Calabria.
Si tratta, infatti, di un'area ecologicamente omogenea,
diversa per storia, per struttura sociale ed economica, dal
territorio catanzarese. Non a caso Lamezia Terme è la quarta
città per popolazione, 2 mila abitanti in meno di Cosenza, 10
mila in più di Crotone, più del doppio di Vibo Valentia, tutte
capoluogo di provincia.
L'inurbamento avvenuto verso Lamezia Terme, con riduzione
di quello di Catanzaro, stabilisce i poteri di attrazione di
un'area che, resa autonoma, può assurgere ad una funzione
strategica in una regione debole, anche per l'assenza di aree
omogenee, che necessita di forti concentrazioni urbane
demografiche ed economiche.
Già oggi Lamezia Terme e il Lametino costituiscono un
passaggio obbligato per l'interscambio sociale ed economico
calabrese. Aeroporto, ferrovia ed autostrada sono le
infrastrutture disponibili non tanto per quell'area ma in
rapporto al territorio catanzarese, ad est, a quello vibonese
a sud sino a Gioia Tauro, e quello del basso Cosentino,
compresa Cosenza.
Onorevoli colleghi, ci si trova così di fronte ad un
territorio di eccellenza per le prospettive di sviluppo di
quella e delle altre aree. L'autonomia diventa un fattore
innovativo, aggregante sul piano socio-economico con forti
risvolti politici.
L'autonomia amministrativa, infatti, non va considerata
come fatto burocratico, ma come risposta alle esigenze di
partecipazione democratica soprattutto in presenza di un
sistema istituzionale dirigistico e presidenzialista a livello
locale. La provincia diventa così uno strumento nel quale sia
le autonomie locali - 28 comuni - sia la loro popolazione -
144.722 abitanti - avranno modo di confrontarsi sui problemi
del proprio sviluppo civile e economico, compiendo scelte e
utilizzando risorse secondo precisi obiettivi territoriali pur
in una visione regionale.
C'è un aspetto che non va sottovalutato, nell'esame della
richiesta di autonomia. Il Mezzogiorno, la Calabria, non hanno
storia di autonomia, a differenza di altre regioni italiane. I
sistemi feudali e baronali hanno gestito, sempre da lontano,
gli interessi della periferia. Le città capoluogo hanno chiuso
nelle loro mura i privilegi, lasciando all'esterno il contado.
Non è un caso se buona parte della classe politica regionale e
nazionale ha radici nei capoluoghi più che nei territori
esterni.
L'autonomia amministrativa diventa perciò un mezzo non
solo per costruire uno sviluppo legato al territorio, ma per
far crescere una classe politica autonoma connaturata con gli
interessi della gente che rappresenta. L'autonomia diventa un
elemento di responsabilità individuale e collettiva alla quale
occorrerà rispondere nel confronto con il territorio.
Il territorio della istituenda provincia è vasto 859,5
chilometri quadrati, prospicienti sul mare Tirreno, con una
pianura di 5 mila ettari contornati dalle montagne della
Presila e dalle prime propaggini delle Serre. L'area di
Lamezia Terme oggi costituisce un vero e proprio punto di
riferimento dell'economia regionale, per una naturale
tradizione imprenditoriale, ma anche per le materie prime
esistenti, a livello infrastrutturale e di risorse umane.
Si tenga conto che mille ettari della Piana sono destinati
ad iniziative industriali e di servizi. Già oggi sono presenti
sia industrie tradizionali, sia industrie collegate
all'agricoltura, sia aziende di servizi avanzati nel settore
delle comunicazioni. Si aggiunga l'esistenza di un'agricoltura
che già propone segnali futuribili. Attualmente le produzioni
locali, ortofrutticole, olivicole e florovivaistiche sono tra
le più appetibili sui mercati nazionali e internazionali.
L'omogeneità economica dell'area diventa evidente. Una
struttura istituzionale autonoma può favorire i processi di
coordinamento e di sviluppo.
Infine non è da sottovalutare l'importanza dell'autonomia
e della sua cultura nella creazione di un sistema di
trasparenza e di sicurezza. Più i problemi sono vicini alla
gente, più questa ha possibilità di partecipare, di
controllare, di denunciare, ma anche di proporre. E' il
controllo sociale, che riguarda i comportamenti politici,
amministrativi, economici, ad essere debole e ad incidere
negativamente sulla sicurezza e sulla lotta all'illegalità.
L'autonomia, il rapporto diretto, quasi fisico, tra la
struttura istituzionale e il cittadino rafforzano il controllo
sociale e l'azione contro ogni alterazione e illegalità.
Ecco i motivi di fondo della richiesta di istituire la
provincia di Lamezia Terme. Si ritiene siano motivi validi per
determinare il voto favorevole della Camera dei deputati.