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Seduta del 24/2/2005


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Audizione del sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Napoli, Giuseppe Noviello.

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'audizione del sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Napoli, Giuseppe Noviello. La Commissione ha convenuto di procedere all'odierna seduta in merito agli aspetti inerenti ai profili di competenza della Commissione connessi all'attività del suo ufficio, con particolare riferimento allo stato degli atti del procedimento relativo alla vicenda del combustibile da rifiuti (CDR) prodotto nell'ambito della gestione del ciclo dei rifiuti in Campania.
La Commissione è altresì interessata ad acquisire elementi informativi in ordine alle risultanze della perizia che ha dato luogo alla messa in esecuzione del provvedimento di sequestro degli impianti di CDR e, più in generale, sullo stato dell'arte della vicenda.
Nel rivolgere un saluto e un ringraziamento per la disponibilità manifestata, darei subito la parola al dottor Noviello, ovviamente ricordandogli che qualora ritenesse di secretare parti della sua audizione non deve far altro che comunicarcelo.

GIUSEPPE NOVIELLO, Sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Napoli. Ringrazio il presidente e i presenti. Ci siamo lasciati l'ultima volta con la rappresentazione di un'attività di indagine ancora in corso che, in particolare, si basava su una serie di monitoraggi relativi agli impianti di combustibile da rifiuti. Questi monitoraggi sono stati realizzati innanzitutto dalla società Laboratori Spa, ACEA, su incarico del commissariato, e a questi si sono poi aggiunte varie altre attività, tra l'altro rappresentate significativamente, e anche in maniera molto particolareggiata. Al tempo stesso, la procura ha redatto un parere, a fronte della richiesta di dissequestro avanzata dalla società FIBE (il parere è stato inviato al GIP poco dopo e, di recente, quest'ultimo ha confermato il sequestro).
Con riferimento all'attività di monitoraggio, questa si è esplicata in un'attività di prelievo di campioni, sia del CDR sia del FOS, presso vari impianti tenendo conto di un dato di partenza fondamentale, e cioè che il programma approntato dalla società FIBE prevedeva scadenze precise per ogni impianto. Al verificarsi di tali scadenze, la società garantiva che l'impianto sarebbe entrato, tra virgolette, a regime, cioè con gli adeguamenti indicati dalla società FIBE. E lo voglio sottolineare, perché nella prescrizione che noi abbiamo fatto abbiamo soltanto prescritto che venisse garantito il funzionamento corretto e regolare degli impianti, cioè che si facesse il CDR, la FOS secondo contratto, e altre attività contrattuali, e non ci siamo mai portati sul piano strettamente tecnico. La scelta tecnica è sempre stata affidata, evidentemente, alla controparte che ha ritenuto di scegliere le attività di implementazione e le tecniche da effettuare per poter garantire il miglior funzionamento degli impianti. Sulla base di queste premesse, alla scadenza di ogni data preordinata, sapevamo che un certo impianto avrebbe dovuto ritenersi ufficialmente a regime. Evidenzio anche che di questi impianti in realtà...

TOMMASO SODANO. Ci dà le date indicative?

GIUSEPPE NOVIELLO, Sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale


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di Napoli. Indicativamente, posso dire che già 5 impianti su 7, all'incirca alla metà di settembre, erano dichiarati a regime da parte della società FIBE. Dunque, sarebbero rimasti da assicurare nella loro funzionalità altri 2 impianti, gli impianti di Tufino e di Santa Maria Capua Vetere. In particolare, Tufino sarebbe entrato a regime il 23 novembre, se non sbaglio, e Santa Maria Capua Vetere alla fine di ottobre.
Faccio anche presente che, tra questi impianti, l'impianto di Caivano risultava già oggetto di manutenzione nel febbraio-marzo 2004, mentre l'impianto di Battipaglia, entrato in funzione nel maggio 2003, era stato oggetto di una manutenzione, per iniziativa e dichiarazione di FIBE, sempre verso il marzo 2004.
Su questa base, nel corso di queste manutenzioni, sono state svolte queste attività dalla società Laboratori Spa con altri loro collaboratori. Sono state presentate progressivamente delle relazioni tecniche. Naturalmente, la procura ha tenuto conto, in particolare, di quegli esiti di analisi - parlo innanzitutto delle analisi chimiche - che facevano riferimento a campioni prelevati successivamente alla data di entrata a regime dei singoli impianti, in modo che non si potesse certamente ritenere che quei campioni fossero riferiti ad un'attività di manutenzione. Questo è stato il principio su cui ci siamo mossi.
Le relazioni sono state redatte con riferimento a settembre, ad una campagna di ottobre e novembre, e infine ad una campagna di novembre e dicembre. L'esito di queste relazioni chimiche è stato negativo, nel senso che il potere calorifico, che è uno dei parametri che consente di configurare la balla come CDR, era inferiore a quelli di legge, così ancora i parametri dell'umido e, in alcuni casi, anche altre sostanze, come ad esempio il cromo, sono state rilevate fuori parametro. Tutto questo è riassunto peraltro nel parere della procura.
Inoltre, faccio presente che il monitoraggio si è sostanziato non soltanto in analisi chimiche, ma sono stati effettuati dei sopralluoghi per verificare la corretta gestione degli impianti. In altri termini, in occasione dei campionamenti, personale dell'ACEA e di società individuate da ACEA vi si recava per verificare le varie fasi di lavorazione e controllare se quelle fasi venissero svolte regolarmente. Purtroppo, anche questo accertamento è stato assolutamente negativo. Posso dire, ad esempio, che più volte l'attività cosiddetta di cernita manuale, che è una delle fasi della lavorazione, non ha visto presenti gli operatori che avrebbero dovuto essere presenti per lo svolgimento di questa fase. In alcuni casi si è accertato che l'attività di rivoltamento della FOS all'interno delle cosiddette aie di stabilizzazione era effettuata in maniera assolutamente irregolare. È a verbale il richiamo in tal senso formulato dai collaboratori e tecnici della società FIBE e dai tecnici della società Laboratori Spa, che hanno rappresentato quest'erronea operazione di stabilizzazione. È avvenuto, per esempio, che la fos veniva spostata anziché dal primo al secondo campo, come avrebbe dovuto essere, addirittura al terzo o al quarto, chiaramente superando quel processo di stabilizzazione ordinario di 28 giorni, come previsto dal sistema contrattuale.
A fronte di questi richiami, la Fisia prendeva atto di questi errori e quindi riportava nuovamente la fos nel campo dove, a rigore, avrebbe dovuto essere rivoltata.
Ho fatto degli esempi, ma potrei sempre richiamarmi al parere di 40 pagine che abbiamo redatto, nel quale abbiamo estrapolato i passaggi più significativi di questi cosiddetti verbali di sopralluogo che si sono svolti parallelamente all'attività di prelievo e campionamento (che poi ha avuto per esito l'acquisizione di analisi chimiche).
Accanto all'attività della società Laboratori Spa si è accompagnata un'attività della Polizia giudiziaria, in particolare della Polizia provinciale, ubicata presso la procura. Inoltre, abbiamo acquisito ed esaminato i verbali dell'ARPAC. Questi ultimi non hanno fatto altro che confermare tutti gli elementi negativi che emergevano dall'analisi dei dati forniti dalla


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Laboratori Spa. In particolare, hanno confermato tutti gli aspetti negativi sotto il profilo gestionale, cioè sulle modalità di gestione dell'attività di lavorazione dell'impianto che, chiaramente, non facevano altro che confermare, a nostro avviso, l'esito negativo dei dati chimici. A tutto ciò si aggiungono, sempre alla base del nostro lavoro, le relazioni fatte dai cosiddetti RUP, i responsabili unici del procedimento.
Il commissariato, quest'estate, ha nominato due responsabili unici del procedimento con il compito di controllare e garantire il corretto adempimento del contratto (uno per il contratto stipulato con la società FIBE Spa, cioè per gli impianti di Giuliano, Caivano e Tufino, l'altro per gli impianti ubicati al di fuori della provincia di Napoli). Questi si sono avvalsi di propri collaboratori tecnici, che hanno svolto anch'essi dei sopralluoghi. Anche i sopralluoghi di questi tecnici non hanno fatto altro che confermare quello che già si ricavava dagli altri dati documentali che vi ho richiamato.
Sotto il profilo impiantistico, e non solo gestionale, sono stati individuati dei punti nodali assai critici, in particolare il cosiddetto separatore balistico. Si è ormai accertato che il separatore non assolve alla sua funzione (che dovrebbe essere quella di consentire un'adeguata separazione del rifiuto solido urbano in entrata, per poter consentire il passaggio e la separazione dei materiali necessari per comporre il CDR da quelli che dovrebbero costituire la frazione organica stabilizzata e, infine da quelli che dovrebbero costituire i cosiddetti sovvalli, cioè gli scarti finali della lavorazione). Sotto questo aspetto, è stata confermata, come già era emerso in occasione della richiesta di sequestro avanzata dalla procura, la presenza di plastiche all'interno dei sovvalli. Il dato è significativo perché quelle plastiche dovrebbero essere utilizzate per comporre la balla di CDR al fine di elevare il potere calorifico. Il dato per cui queste plastiche, invece, si ritrovano nel sovvallo, da una parte è indicativo (e conferma la cattiva qualità della lavorazione) e dall'altra altera la composizione del sovvallo finale, che invece avrebbe dovuto essere tipica.
L'attività di analisi documentale si è accompagnata all'acquisizione di verbali di sommaria informazione. Abbiamo sentito i tecnici che hanno redatto questi verbali affinché ci spiegassero, ci confermassero o ci illuminassero su alcuni punti che necessitavano di una spiegazione. Questi verbali sono stati posti a base delle nostre determinazioni. Infine, può essere richiamata una relazione finale del commissariato, in particolare del RUP Sorace, del 28 gennaio, ove si evidenziano ancora una volta i dati negativi che emergono.
La scelta del commissariato, come è noto, è stata quella di fissare altri termini per ulteriori interventi. Comunque, in quella relazione (ed anche nel verbale di sommaria informazione) gli stessi RUP ci hanno confermato che quelle proposte di adeguamento impiantistico non garantiscono di ottenere la perfetta funzionalità degli impianti. Si tratta cioè di proposte per le quali, da quello che emerge dai nostri verbali di sommaria informazione, dalla stessa lettura della relazione del 28 gennaio, il tecnico del commissariato ha dichiarato di riservarsi poi la possibilità di verificare la necessità di un'ulteriore implementazione agli impianti medesimi.
Questa è, in sintesi, l'attività svolta. Essa appare ripresa anche nel decreto del GIP che è stato depositato e che, quindi, è pubblico.

TOMMASO SODANO. Con riferimento alla società Laboratori Spa, nella precedente audizione avevo segnalato alla Commissione la presenza nella società dell'ACEA del gruppo Impregilo che mi sembrava non del tutto opportuna, anche se minima.

GIUSEPPE NOVIELLO, Sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Napoli. Allo stato, per come ha lavorato, per l'attenzione che abbiamo visto profusa, anche alla luce di quello che ci hanno detto i nostri consulenti tecnici (ai quali abbiamo chiesto conforto sulla


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bontà di questo tipo di lavoro), non possiamo che ritenere che il lavoro sia stato fatto correttamente e con attenzione.

TOMMASO SODANO. Parlavo di opportunità. Mi riferisco a ciò che avverrà nei prossimi mesi rispetto a un eventuale dissequestro. Non vorrei pensar male, ma mi sentirei più tranquillo se a completare le analisi nella fase successiva non fosse una società che in qualche modo ha interessi con chi gestisce gli impianti in Campania.
Avrei una seconda domanda. Lei fa riferimento al separatore balistico e quindi ad un aspetto della tecnologia degli impianti di CDR. Il commissariato si riserva probabilmente di adeguare gli impianti nei prossimi 45 giorni. Dalle indagini che avete fin qui svolto o dalle consulenze tecniche che avete commissionato o, appunto, dal responsabile, il RUP, mi pare di capire che non c'è la certezza che questi impianti, pur adeguati, possano riuscire produrre un CDR con le caratteristiche previste dalla normativa vigente.
Se questo è il quadro, lei non ritiene che anche i prodotti, le fos e i sovvalli, che derivano da questi impianti, non debbano essere portati in aree di stoccaggio, trattandosi di rifiuti tal quali, e che ci si dovrebbe riferire alle discariche di vecchia generazione, come tali attrezzate e predisposte? In realtà, anche le proteste di questi giorni derivano dal fatto, e lei ce lo conferma, che in realtà non trattasi di sovvallo, ma essendoci non solo plastica ma anche altri materiali che sfuggono alla separazione all'interno degli impianti, le aree diventano nei fatti delle discariche. E quindi, se questo è il quadro, voi non avete pensato eventualmente di procedere al sequestro delle aree in cui sono stati portati in questi anni anche dei materiali impropri?

PRESIDENTE. Vorrei aggiungere due questioni. Una riguarda il piano di emergenza. Ricordo che nell'ultima audizione loro sollecitarono il commissariato di Governo a valutare l'opportunità di mettere in campo un piano di emergenza, laddove si determinasse il blocco degli impianti di CDR. A sua notizia, è poi stata formulata? Ciò è stato rappresentato in qualche modo?
E poi, il CDR a cui voi fate riferimento è il CDR classificato per ordinanza, o è quello stabilito dal decreto ministeriale?

GIUSEPPE NOVIELLO, Sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Napoli. Per quanto riguarda il CDR di cui parliamo, si tratta di quello di cui al decreto ministeriale 5 febbraio 1998. È quello che in base alla ordinanza n. 2.774 del 1998 e in base alla gara pubblica, in base al contratto, richiama espressamente a tutta la legislazione ambientale, al decreto Ronchi e espressamente al decreto ministeriale del 5 febbraio 1998. Dunque, il CDR non può che essere quello del decreto ministeriale del 5 febbraio 1998. È quello che FIBE deve fare sulla base della gara pubblica e sulla base del contratto, e quelli sono i parametri che noi esaminiamo.

PRESIDENTE. Quindi, nulla a che fare con l'ordinanza che ha riclassificato il CDR?

GIUSEPPE NOVIELLO, Sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Napoli. Lei forse parla dell'ordinanza n. 391 del 2003 che sarebbe l'ordinanza che, ad un certo punto, è stata adottata dal commissariato e con la quale si sono abbassati i parametri di riferimento.

PRESIDENTE. Sì.

GIUSEPPE NOVIELLO, Sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Napoli. Innanzitutto, quell'ordinanza aveva vigenza fino al dicembre 2003, quindi di per sé è decaduta. Inoltre, quell'ordinanza per noi non era chiaramente regolare, per cui non può essere assunta come parametro.
Per quanto riguarda, invece, il piano di emergenza, non ci risulta che sia stato mai approntato. Ho con me il dato che anche


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la Commissione ha accolto come significativo. C'è un verbale del tecnico Turiello, che presentava un paio di soluzioni tecniche. Posso lasciare copia di questo verbale. Di queste soluzioni non v'è stato mai alcuno sviluppo, non ci risulta che sia mai stato approntato alcuno sviluppo.
Di fronte all'impossibilità assoluta, a questo punto, di conseguire certezza (più forte del fumus che è sufficiente per effettuare un sequestro preventivo), abbiamo ritenuto di dover bloccare la prosecuzione di un'attività facendo leva poi su un dato contrattuale altrettanto importante, qual è l'obbligo della FIBE di garantire il conferimento dei rifiuti, in ogni caso, e il loro smaltimento.
Sotto questo aspetto, abbiamo osservato che in fondo vi era un indirizzo che nasceva in sostanza dallo stesso ministero e dallo stesso commissariato. Una missiva del ministro Matteoli, dell'ottobre 2002, che abbiamo in copia, rappresentava l'opportunità, a fronte di una scelta del sub commissario dell'epoca (se non sbaglio, Facchi), di creare una discarica proprio per eventuali ipotesi di fermo di impianti, e quindi per le emergenze. In questa nota, si sottolineava da una parte la non conformità normativa di quell'ordinanza, alla luce delle altre ordinanze vigenti e, dall'altra, come le eventualità che quella discarica voleva fronteggiare in realtà avrebbero già dovuto essere soddisfatte attraverso il rispetto della norma della clausola contrattuale che imponeva alla FIBE, nel caso di fermo degli impianti, di provvedere essa stessa a non sospendere il servizio di conferimento dei rifiuti e a garantirne lo smaltimento. Sotto questo aspetto, ritengo che la scelta che noi abbiamo fatto, conformemente alla legge, trovava già dei precedenti nello stesso atteggiamento commissariale e anche ministeriale.
Per quanto riguarda la domanda sui depositi di rifiuti, certamente, il problema delle balle che riteniamo con certezza non essere CDR è un problema che ci porremo nei prossimi giorni e successivamente. Si tratta di siti dislocati in tutta la Campania. Vi sarà tutta una serie di tematiche tecnico-giuridiche da affrontare. Sicuramente, oggi possiamo ritenere che quelle balle non si qualifichino così come erano state qualificate.
Per quanto riguarda i sovvalli e le fos, con riferimento a quelli che sono stati inviati in discarica, per quanto ci risulta allo stato, quella è la loro destinazione (purtroppo regolare), proprio perché non si tratta né di FOS utilizzabile per recuperi ambientali né tale è il sovvallo che, invece, avrebbe dovuto andare in discarica comunque.

TOMMASO SODANO. Il problema è che si tratta di discariche per FOS e per sovvallo?

GIUSEPPE NOVIELLO, Sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Napoli. Lei si riferisce alle cautele. Ovviamente, dobbiamo verificare se quelle cautele sono state approntate in maniera tale da fronteggiare il problema di questo tipo di rifiuti, oppure no. Alla luce dei dati che abbiamo acquisito oggi andrà valutato con certezza.
Per quanto riguarda poi l'opportunità, a cui lei faceva riferimento, della partecipazione della società Laboratori Spa, le faccio presente che la scelta di questa società è stata commissariale. La Laboratori Spa è stata incaricata dal commissario, quindi noi non possiamo assolutamente intervenire. Ci possiamo soltanto limitare a dare atto di un dato oggettivo, cioè che allo stato ci risulta che i tecnici della Laboratori Spa abbiano lavorato con attenzione. Sotto questo aspetto, ci risulta, anzi, che i tecnici dei laboratori della società cooperativa Ambiente, in particolare, che hanno il compito, sulla base del disciplinare tecnico concordato quest'estate, di svolgere tra l'altro l'attività di prelievo, campionamento, analisi e sopralluogo (e lo hanno fatto), abbiano svolto anche ulteriori relazioni sugli aspetti tecnici. In realtà, ci risulta - oggi - che essi non abbiano ricevuto tutta la documentazione chiesta dalla FIBE e non ci risulta che il commissariato abbia favorito l'approntamento di questa documentazione


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che potrebbe essere sicuramente utile al fine di ottenere queste ulteriori relazioni.

GIUSEPPE ONORATO BENITO NOCCO. Ma questi accertamenti non li fa l'ARPAC sul piano tecnico? Perché vi siete serviti di questa cooperativa?

GIUSEPPE NOVIELLO, Sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Napoli. Non ce ne siamo serviti noi, ma è il commissariato che se ne è servito. In occasione dei sopralluoghi, sono stati eseguiti dei campionamenti divisi in tre aliquote. Un'aliquota è stata esaminata, appunto, dalla società Laboratori Spa, un'aliquota veniva presa dalla FIBE e un'altra aliquota è stata presa in consegna dalla procura, e quindi dai nostri consulenti, con la riserva eventualmente di operare, se necessario.

GIUSEPPE ONORATO BENITO NOCCO. I vostri consulenti sono cosa diversa dagli operatori?

GIUSEPPE NOVIELLO, Sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Napoli. Assolutamente diversa.
Per quanto riguarda la questione degli impianti, non posso che ripetere quello che ho già detto, e che si legge già nella relazione del 28 gennaio, redatta dall'ingegner Sorace, e nel verbale di SIT, dove l'ingegnere dice: le mie sono ipotesi per poter addivenire ad una sistemazione degli impianti. Chiaramente, lui dice che opera in via sperimentale, e non esclude che all'esito si debba fare anche altra attività di implementazione laddove non si ottengano i risultati. Questo è quello che ci ha detto in un verbale di SIT ed è quello che si legge nella relazione.

PRESIDENTE. Dottore, mi aiuti proprio su questa vicenda. Dunque, il problema è di tipo impiantistico, nel senso che sono stati realizzati sette impianti che avrebbero dovuto produrre CDR e di tipo tecnologico (e riguarda i macchinari), o piuttosto riguarda il sistema di gestione? Qual è l'elemento? Poi, immagino che di queste macchine, di questi impianti, in Italia e nel mondo, ve ne siano...

GIUSEPPE NOVIELLO, Sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Napoli. Per quanto riguarda il nostro accertamento, il problema è duplice: vi è un problema impiantistico e un problema gestionale.
Dagli atti abbiamo accertato che alcune problematiche impiantistiche costituiscono complessi nodi critici, come il separatore balistico, ma possiamo parlare anche del trituratore. La relazione del tecnico Manetti, collaboratore del RUP Sorace, dà atto di aver trovato dei sacchetti integri nel trituratore (che invece ha ben altra funzione). Dunque, c'è un problema impiantistico. Alcune linee, come emerge dai verbali e dai sopralluoghi, nonostante la manutenzione, risultavano più volte ferme per manutenzione o per la rottura di un nastro o, ancora una volta, del separatore balistico (questi impianti sono stati, da poco, oggetto di manutenzione). Inoltre, si aggiunge un problema di gestione perché vi sono fasi gestionali assolutamente bypassate o comunque fasi gestionali realizzate in maniera non adeguata. La stabilizzazione, infatti, è un processo di lavorazione molto delicato che richiede controlli costanti e un'attività che si traduce nell'insufflaggio di ossigeno, nel rivoltamento costante e regolare, o comunque secondo certe cadenze. Anche questo non ci risulta sia stato fatto con attenzione.
Per tutto quanto esposto, per la procura, il problema, così come rappresentato nel nostro parere al GIP, è un problema impiantistico e gestionale. Va aggiunto che durante questo periodo purtroppo ci siamo imbattuti in ulteriori reati commessi dalla FIBE. Si è dovuto procedere al sequestro di balle che venivano illecitamente stoccate all'interno degli impianti di CDR. Con i nostri accertamenti abbiamo verificato che quelle balle venivano stoccate senza alcuna cautela di tipo ambientale. Non vi era un minimo di raccolta del percolato. Vi era dunque - questo ce lo conferma lo stesso RUP Sorace - il pericolo


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che il percolato potesse alla fine mischiarsi anche con la pioggia e finire direttamente in fognatura, naturalmente senza alcuna autorizzazione. Ci siamo trovati quindi di fronte ad una gestione che non ci è parsa assolutamente corretta, al di là dei problemi impiantistici.
Circa poi la presenza di questi macchinari su altri impianti, francamente non mi sento di poter rispondere. È una domanda molto tecnica.

TOMMASO SODANO. Lei faceva riferimento al cromo. Troviamo i metalli pesanti su tutte le frazioni - quindi nelle FOS e nei sovvalli - o solo nelle balle di CDR?

GIUSEPPE NOVIELLO, Sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Napoli. Da quello che ricordo, l'esame del cromo era rapportato al campione di CDR. Posso anche dirle che ad agosto si è trovato arsenico, sempre nelle balle di CDR. Per quanto riguarda il sovvallo, da quello che ricordo, l'analisi chimica non approfondiva questi dati su queste sostanze. Ricordo che il sovvallo in alcuni casi ha un potere calorifico inferiore quasi vicino a quello di una balla di cosiddetto CDR.

TOMMASO SODANO. Ciò è molto eloquente. Praticamente, il CDR sta nel sovvallo. Hanno sbagliato la frazione!
Vorrei porre, ancora, una domanda che esula dallo specifico del CDR. Le vostre indagini sul CDR nascono da un'indagine più articolata e complessa che riguarda il rapporto del commissariato con la FIBE. Volevo notizie su queste indagini e capire a che punto siamo perché sono passati ormai due anni, e più di un anno dagli avvisi di garanzia. Vorrei sapere se l'indagine si è allungata fino al Ministero dell'ambiente e ad alcuni personaggi che avevano avuto un ruolo all'interno del commissariato di Governo. Mi riferisco al dottor Paolo Togni, in particolare; e se avete approfondito - le faccio questa domanda perché lei conoscerà le difficoltà che il gruppo Impregilo, la FIBE, sta attraversando - questo passaggio all'interno di un'ordinanza commissariale del contratto dalla FIBE alle banche, a mio avviso in violazione del contratto e del bando di gara, è un altro elemento che in qualche modo obbliga la regione Campania a non potersi liberare della FIBE, nonostante le molteplici inadempienze. Insomma, m'interessava conoscere a che punto sono le indagini.

GIUSEPPE NOVIELLO, Sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Napoli. Chiedo che il mio intervento prosegua in seduta segreta.

PRESIDENTE. Sta bene. Non essendovi obiezioni, dispongo la disattivazione del circuito audiovisivo interno.

(La Commissione procede in seduta segreta).

PRESIDENTE. Riprendiamo i nostri lavori in seduta pubblica. Dispongo la riattivazione del circuito audiovisivo interno.
Il cosiddetto affaticamento degli impianti nelle fasi di emergenza, e la tipologia di rifiuto indifferenziato per la gran parte, possono, e in che misura, incidere sulla scarsa performance degli impianti?

GIUSEPPE NOVIELLO, Sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Napoli. Dai dati in nostro possesso emerge un dato diverso, costituito dal fatto che c'è un sovraccarico della linea semplicemente perché non si fa funzionare l'altra linea. Questo è un dato significativo. Se vi sono 4 linee e non si fanno funzionare tutte e 4, ma 3, è chiaro che a quel punto c'è un sovraccarico, ma non perché sia determinato da un particolare sovraccarico in ingresso, quanto da un problema di gestione.
Ritorniamo al discorso di prima. Durante questi sopralluoghi abbiamo verificato molto spesso dei fermi di linea e quindi sono stati evidenziati dei sovraccarichi, ma determinati da questi dati. Dati che ancora stiamo acquisendo in questo senso ci dicono che questo periodo non ci


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sono ancora questi elementi che depongono in questo senso (tra l'altro, anche nel nostro parere, c'è un richiamo ad una dichiarazione del revisore dei conti per il bilancio della FIBE del 2003 che dice che i rifiuti entrati nel 2003 sono del 6 per cento inferiori a quanto era preventivato). Tenete conto, peraltro, che parlare di sovraccarico è un'espressione che va modulata perché il sovraccarico può essere determinato da vari aspetti.

PRESIDENTE. Se è possibile, acquisiremmo i documenti, sia il parere della procura, sia il decreto del GIP.

GIUSEPPE NOVIELLO, Sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Napoli. Sì.

TOMMASO SODANO. Ci sono risorse a sufficienza per poter completare il vostro complesso lavoro di indagine?

GIUSEPPE NOVIELLO, Sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Napoli. Il procuratore ci sta dando una mano, compatibilmente con le difficoltà che incontra la procura di Napoli. Tenga conto che la sezione ambiente, di per sé, è gravata: ognuno dei sostituti ha una media di circa 2.000-2.300 fascicoli a testa, così come i nostri altri colleghi. Nonostante questo, stiamo cercando, devo dire con grande sforzo, e con la collaborazione del procuratore, di andare avanti per affrontare questo procedimento che sicuramente è molto gravoso. Per quanto ci è possibile fare, recuperiamo le risorse - poche - che abbiamo in procura. Nonostante siamo in 107 ci troviamo di fronte ad una criminalità ben più grande.

TOMMASO SODANO. E collaborazioni con altre procure, e in particolare con quella di Nola?

GIUSEPPE NOVIELLO, Sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Napoli. Per ora non ne abbiamo avuto necessità. Ci risultava che Nola aveva proceduto rispetto ad un sito di discarica. Ai fini nostri di indagine non era necessario estendere alcun collegamento, quindi allo stato non è valutata in questo senso.

PRESIDENTE. Se non ci sono altre sollecitazioni, mi permetterei di ringraziare il dottor Noviello per la sua cortesia nell'essere qui con noi ancora una volta, ma anche per gli utilissimi elementi che ci ha fornito. Dichiaro conclusa l'audizione.

La seduta termina alle 14,50.

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