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PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'audizione del responsabile del procedimento di gara dell'ESAF, Roberto Maurichi, che costituisce l'occasione per approfondire ulteriormente la specifica vicenda relativa all'appalto dei servizi di raccolta e smaltimento dei fanghi prodotti negli impianti gestiti dall'ESAF.
Nel rivolgere un saluto ed un ringraziamento per la disponibilità manifestata, do subito la parola al dottor Maurichi, riservando eventuali domande dei colleghi in esito al suo intervento.
ROBERTO MAURICHI, Responsabile del procedimento di gara dell'ESAF. Non avendo dichiarazioni particolari da fare, sono disponibile a rispondere da subito alle eventuali domande dei membri della Commissione.
PRESIDENTE. Ci dice se sia stato accertato il possesso di tutte le condizioni prescritte dal capitolato d'appalto da parte dell'impresa che lo ha vinto?
ROBERTO MAURICHI, Responsabile del procedimento di gara dell'ESAF. Ritengo proprio di sì. Le condizioni richieste sono di due tipologie. Esse riguardano in primo luogo i requisiti di carattere generale, come il casellario giudiziario e i carichi pendenti. Al riguardo, sono stati presentati dalla ditta una serie di documenti, come la dottoressa Ferralasco potrà meglio chiarire, quando sarà audita dopo di me. In secondo luogo, le condizioni richieste riguardano il requisito tecnico dell'iscrizione all'albo nazionale appaltatori, nelle categorie 2 e 4. Si tratta di tutti requisiti posseduti dalla ditta che ha vinto la gara.
PRESIDENTE. La stazione appaltante ha richiesto che i concorrenti fossero immuni da pregiudizi penali? È stata effettuata una verifica in tal senso, anche sui procedimenti penali pendenti?
ROBERTO MAURICHI, Responsabile del procedimento di gara dell'ESAF. Certamente. Ci sono stati presentati i casellari in versione integrale e sono state fatte le verifiche. Anche questo tipo di documentazione penso sia in possesso della dottoressa Ferralasco.
FRANCESCO CARBONI. Lei prima diceva che è stato richiesto il possesso di due tipi di requisiti.
ROBERTO MAURICHI, Responsabile del procedimento di gara dell'ESAF. Sì, un requisito di carattere tecnico ed una serie di requisiti di carattere generale, previsti dal decreto legislativo n. 158, il cui possesso deve essere richiesto quando viene effettuata una gara d'appalto di questo tipo. Si tratta quindi di un complesso di documenti che sono stati presentati dalla ditta.
FRANCESCO CARBONI. Era prevista anche l'autorizzazione regionale per il riutilizzo dei fanghi in agricoltura?
ROBERTO MAURICHI, Responsabile del procedimento di gara dell'ESAF. No, perché abbiamo operato la scelta di non porla come requisito per la gara. Stiamo comunque parlando dei fanghi di depurazione.
FRANCESCO CARBONI. Avete verificato che i requisiti soggettivi fossero tutti?
ROBERTO MAURICHI, Responsabile del procedimento di gara dell'ESAF. Sì.
FRANCESCO CARBONI. Vorrei sapere se prima dell'aggiudicazione, cioè quando era stata già individuata la ditta idonea, sia stato fatto un supplemento di istruttoria e se la ditta sia stata chiamata a fornire chiarimenti sul problema riguardante lo smaltimento in agricoltura.
ROBERTO MAURICHI, Responsabile del procedimento di gara dell'ESAF. Per quanto riguarda lo smaltimento dei fanghi di depurazione abbiamo svolto un supplemento di istruttoria. Non conoscendo la ditta che ha vinto, volevamo capire come essa intendesse organizzare il servizio di smaltimento, in base ai prezzi che ci aveva applicato, che peraltro erano sostanzialmente gli stessi che avevamo pagato nel contratto precedente (c'era una differenza del 5 per cento). Quindi vi è stato un supplemento di indagine, per verificare che la ditta effettuasse il servizio esattamente come prevedeva il capitolato d'appalto: cioè smaltire i fanghi in discarica autorizzata o in agricoltura. Con riferimento allo smaltimento in agricoltura, la ditta ha dichiarato che avrebbe presentato la relativa richiesta di autorizzazione alla regione; ritengo peraltro che lo abbia già fatto. Questo ci presentava una condizione organizzativa del servizio che era esattamente quella che poi c'è sempre stata. Abbiamo pertanto ritenuto che l'offerta fosse congrua.
DONATO PIGLIONICA. L'azienda aveva un'esperienza già consolidata in questo campo? Vi ha presentato una documentazione che dimostrava che aveva già svolto da altre parti questo servizio?
ROBERTO MAURICHI, Responsabile del procedimento di gara dell'ESAF. No, il possesso di questo requisito non era richiesto nel bando di gara. D'altronde, dal momento che la Sardegna è un'isola particolare - le discariche sono quelle che sono e gli imprenditori sono quelli che sono! -, il nostro interesse è di favorire una partecipazione per ampliare i partner nello svolgimento del servizio, altrimenti rimaniamo sempre fermi nello stesso punto. Quindi, ben venga qualcuno che ha voglia di rischiare; peraltro, sempre nei limiti della legalità, perché noi gli affidiamo i fanghi solo se siamo sicuri di come stanno le cose. I fanghi che si producono nei nostri impianti escono solo ed esclusivamente se si sa dove vanno; del resto, noi controlliamo che essi vadano dove devono andare. La volontà di rischio e di organizzazione di un imprenditore, tesa ad aumentare la concorrenza, a noi non può che far piacere. Questa è stata la nostra filosofia nello svolgimento della gara. Poi si tiene conto ovviamente anche delle norme comunitarie; al riguardo, peraltro, fra poco forse passerà il principio che un soggetto può utilizzare i requisiti di un altro soggetto!
FRANCESCO CARBONI. L'appaltatore svolgeva tutto il servizio in autonomia o aveva facoltà di subappaltarne delle parti, come ad esempio il trasporto?
ROBERTO MAURICHI, Responsabile del procedimento di gara dell'ESAF. Nel bando il subappalto non era disciplinato. In fase di gara non era espressa la volontà di subappaltare, ma nelle giustificazioni c'era la volontà di effettuare dei trasporti nei periodi di punta con dei noli a caldo o a freddo, che vengono disciplinati diversamente dal subappalto. Quindi, è da verificare in fase di esecuzione.
MARIA GABRIELLA PINTO. Mi collego alla sua ultima riflessione, cioè «è da verificare»: è stato verificato?
ROBERTO MAURICHI, Responsabile del procedimento di gara dell'ESAF. Presumo di sì. Non seguo la parte finale, quindi le direi una cosa che non so.
MARIA GABRIELLA PINTO. Lei non lo sa. Non è stato verificato?
ROBERTO MAURICHI, Responsabile del procedimento di gara dell'ESAF. Io mi fermo alla mia parte, poi il contratto passa...
MARIA GABRIELLA PINTO. Ingegnere, chi lo dovrebbe verificare?
ROBERTO MAURICHI, Responsabile del procedimento di gara dell'ESAF. La nostra parte esercizio, cioè l'ingegner Tobia. Presumo l'abbia verificato, anche perché siamo all'inizio e, quindi, le quantità derivanti da qualsiasi nolo sono irrilevanti.
MARIA GABRIELLA PINTO. Sono irrilevanti?
ROBERTO MAURICHI, Responsabile del procedimento di gara dell'ESAF. All'inizio sì, e sono sicuro che chi ha effettuato il nolo sia stato «radiografato» in lungo e in largo, per sapere chi lo faccia e chi non lo faccia.
FRANCESCO CARBONI. Il sospetto era solo per avere chiarezza del quadro.
PRESIDENTE. Ringrazio l'ingegner Maurichi per la partecipazione, per la disponibilità e per le utili indicazioni che ha offerto alla Commissione.
Dichiaro conclusa l'audizione.
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