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PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'audizione del dirigente del servizio provveditorato e contratti dell'ESAF, Rosaria Ferralasco, la quale potrà fornire utili elementi di conoscenza in relazione alle specifiche problematiche riguardanti l'appalto dei servizi di raccolta e smaltimento dei fanghi prodotti negli impianti gestiti dall'ESAF.
Nel rivolgere un saluto ed un ringraziamento per la disponibilità manifestata, darei subito la parola alla dottoressa Rosaria Ferralasco, riservando le eventuali domande dei colleghi della Commissione in esito al suo intervento.
ROSARIA FERRALASCO, Dirigente del servizio provveditorato e contratti dell'ESAF. Sono stati indetti due distinti pubblici incanti per l'appalto del servizio smaltimento dei fanghi, sia per la depurazione sia per la potabilizzazione, e sono stati espletati il 13 settembre 2005 con bando pubblicato sulla Gazzetta della Comunità europea in data 27 luglio. La gara relativa ai fanghi di depurazione è stata aggiudicata perché sono pervenute delle offerte valide; invece, la gara per lo smaltimento dei fanghi di potabilizzazione è andata deserta perché le offerte pervenute non erano ammissibili per vizi di forma. Quindi, per quanto concerne la depurazione, abbiamo aggiudicato tutti i lotti, in quanto si trattava di una gara articolata in lotti, alla Bonifica Spa; invece, per quanto riguarda la potabilizzazione, ricorrendo l'ipotesi dell'articolo 13, lettera a), del decreto legislativo n. 158 del 1999 (che noi, in quanto settori esclusi, applichiamo), abbiamo indetto una gara informale, senza pubblicazione del bando, fra tutte le imprese che avevano partecipato al pubblico incanto andato deserto e ne abbiamo inserite altre due che avevano manifestato interesse alla gara.
Il criterio di aggiudicazione è stato quello del prezzo più basso e, per quanto riguarda la depurazione, siamo giunti alla stipula del contratto dopo l'esame delle giustificazioni circa la congruità dell'offerta e l'acquisizione di tutta la documentazione necessaria e propedeutica alla suddetta stipula. Nel caso della Bonifica Spa abbiamo portato avanti ulteriori indagini. Infatti, essendo un'impresa che partecipava per la prima volta alle nostre gare di appalto, abbiamo verificato, come è obbligo di legge, la veridicità delle dichiarazioni rese in sede di gara ed abbiamo approfondito l'indagine per quanto riguarda l'iscrizione all'albo degli smaltitori dei rifiuti e la posizione dell'impresa in merito all'osservanza delle norme sul collocamento al lavoro dei disabili.
Per quanto concerne l'iscrizione all'albo, abbiamo constatato che la certificazione trasmessa dall'impresa era intestata alla Bonifiche.com Spa e, quindi, non c'era coincidenza come ragione sociale. Peraltro, abbiamo verificato la coincidenza del codice fiscale e, facendo una visura camerale, abbiamo riscontrato che la trascrizione della ragione sociale è intervenuta il 10 febbraio del 2005 su certificato della camera di commercio. Tuttavia, abbiamo richiesto alla sezione ligure la conferma dell'iscrizione presso l'albo smaltitori della Bonifica Spa e ci è stata confermata con una nota che è in mio possesso.
PRESIDENTE. Quali erano i requisiti?
ROSARIA FERRALASCO, Dirigente del servizio provveditorato e contratti dell'ESAF. I requisiti erano quelli di ordine generale prescritti dall'articolo 12 del decreto legislativo n. 157 del 1995, che viene richiamato dall'articolo 22 del decreto legislativo n. 158 del 1999.
Invece, per quanto riguarda la situazione giuridica dell'imprenditore, proprio per consentire una più ampia concorrenza, visto il numero esiguo di imprese partecipanti nelle precedenti esperienze di gara, abbiamo richiesto la sola iscrizione all'albo nazionale degli smaltitori, categoria 2 e 4. Questo per quanto riguarda i requisiti di ordine tecnico-organizzativo. Per quanto concerne i requisiti di ordine generale, abbiamo richiesto quelli che tutti conosciamo, come non aver riportato condanne, l'osservanza delle norme sul collocamento dei disabili, non essersi avvalsi del piano di emersione, non aver subito misure interdittive per quanto riguarda reati contro la pubblica amministrazione.
PRESIDENTE. Vi siete preoccupati di richiedere il certificato generale del casellario giudiziale?
ROSARIA FERRALASCO, Dirigente del servizio provveditorato e contratti dell'ESAF.
Sì, propedeuticamente alla stipula del contratto, proprio in ottemperanza all'articolo 71 del decreto del Presidente della Repubblica n. 445 del 2000, che obbliga le stazioni appaltanti a verificare la veridicità di quanto dichiarato in sede di gara dalle imprese, abbiamo acquisito il casellario in versione integrale sia del rappresentante legale della Bonifica Spa sia del direttore tecnico. Per quanto concerne il direttore tecnico, dal certificato non risulta nulla; invece, per quanto riguarda il rappresentante legale, sussiste una contravvenzione per una violazione relativa all'inquinamento dell'aria, che ha comportato un'ammenda di 100 euro. Chiaramente, abbiamo acquisito il certificato prefettizio da parte della prefettura di Genova perché in questo caso siamo al di sopra della soglia comunitaria e, quindi, non basta la camera di commercio per la dicitura antimafia ma bisogna acquisire le informazioni prefettizie.
PRESIDENTE. Nei requisiti previsti di tipo soggettivo rientra il non aver ricevuto condanne?
ROSARIA FERRALASCO, Dirigente del servizio provveditorato e contratti dell'ESAF. Esattamente, il non aver riportato condanne penali che incidano sulla moralità professionale dell'imprenditore. In questo caso, trattandosi di un'ammenda di 100 euro, l'amministrazione non l'ha ritenuta tale da condizionare l'affidamento di questo servizio. Tra l'altro, l'ammenda è stata anche pagata e, quindi, non c'erano altre annotazioni che potessero portare l'amministrazione a valutare l'inopportunità di instaurare un rapporto d'appalto, che è tipicamente fiduciario, con un'impresa il cui rappresentante legale fosse «macchiato» di reati. Purtroppo ciò capita: abbiamo dovuto escludere qualcuno proprio in seguito a queste valutazioni.
PRESIDENTE. Do ora la parola ai colleghi che intendano porre domande o richiedere chiarimenti.
FRANCESCO CARBONI. Dottoressa Ferralasco, è stata effettuata la verifica sui carichi pendenti dell'amministratore?
ROSARIA FERRALASCO, Dirigente del servizio provveditorato e contratti dell'ESAF. Dei carichi pendenti non ricordo, ma ho il casellario giudiziale...
FRANCESCO CARBONI. Il casellario riguarda le condanne.
ROSARIA FERRALASCO, Dirigente del servizio provveditorato e contratti dell'ESAF. Esatto, ma i carichi pendenti non sono richiesti, se non ai sensi e per gli effetti di procedimento per l'applicazione delle misure di prevenzione ai sensi della legge antimafia. L'amministrazione ha diritto di acquisire in versione integrale il casellario giudiziale per verificare la sussistenza di reati che possano incidere sulla moralità professionale dell'imprenditore. I carichi pendenti sono causa di esclusione dalle gare di appalto nell'ipotesi in cui sia pendente un procedimento proprio in applicazione di misure di prevenzione ai sensi della legge antimafia. Considerato che abbiamo acquisito l'informazione dal prefetto, è chiaro che il carico pendente è irrilevante.
FRANCESCO CARBONI. Presidente, chiedo se possa essere acquisito il capitolato.
ROSARIA FERRALASCO, Dirigente del servizio provveditorato e contratti dell'ESAF. Il bando di gara? Sì.
PRESIDENTE. Bando e capitolato.
ROSARIA FERRALASCO, Dirigente del servizio provveditorato e contratti dell'ESAF. Il disciplinare di gara.
ROSARIA FERRALASCO, Dirigente del servizio provveditorato e contratti dell'ESAF. Sì, sono due.
FRANCESCO CARBONI. Credo che i requisiti generali fossero analoghi.
ROSARIA FERRALASCO, Dirigente del servizio provveditorato e contratti dell'ESAF. Sì. Ho anche il verbale di gara del notaio.
PRESIDENTE. Onorevole Carboni, vuole anche consultarlo?
PRESIDENTE. Quindi, lo approfondiremo successivamente.
ROSARIA FERRALASCO, Dirigente del servizio provveditorato e contratti dell'ESAF. Proprio in ordine a questa aggiudicazione è intervenuto un ricorso dinanzi al TAR della Sardegna, sostenendo l'illegittimità di alcune clausole del bando. Con ordinanza il TAR ha respinto l'istanza di sospensiva.
FRANCESCO CARBONI. Di quali clausole? Di quelle che riguardano i requisiti soggettivi?
ROSARIA FERRALASCO, Dirigente del servizio provveditorato e contratti dell'ESAF. I requisiti no, mi riferivo all'autorizzazione regionale per lo smaltimento. I due bandi sono uguali, ma in questo caso sussisteva anche il problema per la depurazione, con l'autorizzazione allo smaltimento in agricoltura.
PRESIDENTE. Ringrazio la dottoressa Ferralasco per la sua partecipazione, per la sua disponibilità e per le utili indicazioni che ha voluto e saputo offrirci.
Dichiaro conclusa l'audizione.
La seduta termina alle 15,45.
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