Allegato B
Seduta n. 24 del 26/7/2001

TESTO AGGIORNATO AL 1° AGOSTO E AL 12 SETTEMBRE 2001


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ATTI DI INDIRIZZO

Mozione:

La Camera,
premesso che:
il rapporto di fiducia tra Governo e Parlamento è alla base della nostra forma di governo e che l'indirizzo politico si alimenta dal costante rapporto tra tali due istituzioni;
il confronto che si sviluppa nelle aule parlamentari, soprattutto sui temi e sulle informazioni vitali per lo sviluppo del Paese, con le modalità tipiche della discussione pubblica, trasparente e in contraddittorio, non è surrogabile da altre pur necessarie e comunque successive forme di comunicazione politico-istituzionali;
per queste ultime la legislazione prevede già forme di comunicazione istituzionale dentro precisi limiti e che comunque, soprattutto ove vengano utilizzati strumenti e servizi pubblici, esse devono comunque attenersi a criteri di obiettività ed equilibrio non solo nei periodi di campagna elettorale;

impegna il Governo:

a privilegiare costantemente e tempestivamente la sede parlamentare in occasione di comunicazioni rilevanti rispetto all'indirizzo politico, a modifiche di elementi conoscitivi necessari per l'esercizio delle funzioni del parlamento, per il rispetto del rapporto del Governo con la propria maggioranza e per il ruolo delle opposizioni parlamentari.
(1-00015)
«Violante, Castagnetti, Boato, Rizzo, Intini, Pecoraro Scanio, Montecchi, Rognoni, Innocenti, Ruzzante, Magnolfi, Panattoni».

Risoluzioni in Commissione:

La I Commissione,
premesso che:
il Ministro per i rapporti con il Parlamento, rispondendo ad una interrogazione, ha informato che il Ministro Lunardi si è dimesso l'11 giugno dai suoi incarichi tecnici nella società Rocksoil, il cui capitale sociale rimane comunque intestato alla moglie ed alle figlie;
secondo notizie pubblicate dal giornale Milano Finanze, l'ingegner Pietro Lunardi, Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, ricoprirebbe ruoli di varia natura in numerose società che svolgono attività di progettazione, consulenza e realizzazione di lavori (tra queste, ad esempio, la Rocksoil, la Rockdesign srl, lo Stonc srl, il Consorzio Treesse);
queste società operano in settori di attività che possono essere oggetto di controllo da parte del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e del Governo;
tutto ciò può configurare molteplici situazioni di oggettivo conflitto di interessi;
è in ogni caso opportuno che il Parlamento sia messo a conoscenza, per ragioni di trasparenza e di correttezza, di tutte le attività professionali e dei ruoli ricoperti dall'ingegner Lunardi che potrebbero interferire con la sua attività di Ministro;

impegna il Governo

a fornire al Parlamento, entro dieci giorni, un quadro completo e preciso di tutte le attività professionali e dei ruoli direttamente o indirettamente ad oggi ricoperti dall'ingegner Lunardi, che possono avere una connessione con interventi nel settore delle opere pubbliche.
(7-00019)
«Sabattini, Vigni, Realacci, Pappaterra, Nesi».


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La XIII Commissione,
premesso che:
la normativa comunitaria istitutiva delle Denominazioni di Origine Protette (DOP) e delle Indicazioni Geografiche Protette (IGP) ha la finalità di:
a) favorire la diversificazione della produzione per conseguire un miglior equilibrio tra offerta e domanda;
b) tutelare i prodotti di qualità aventi una origine geografica determinata e rispondenti ad una serie di condizioni elencate in apposito disciplinare;
c) fornire al consumatore informazioni chiare e sintetiche sulla esatta origine del prodotto;
d) valorizzare il rapporto territorio/produzione con la conservazione di metodologie tradizionali;
il Regolamento CEE 2081/92 del 14 luglio 1992 relativo alla protezione delle Denominazioni d'Origine e delle Indicazioni geografiche dei prodotti agricoli ed alimentari, reca le disposizioni necessarie affinché un prodotto sia registrabile come produzione protetta a livello comunitario;
con lo stesso regolamento l'Unione europea ha avocato a sé le funzioni e le competenze in materia di riconoscimento e di registrazione delle Denominazioni di Origine Protetta e delle Indicazioni Geografiche Protette per eliminare le eterogeneità esistenti nella stessa materia a livello di Stati membri e per introdurre un quadro normativo comunitario recante un regime di protezione atto a favorire la diffusione delle DOP e delle IGP;
con la data del 21 giugno 2001 è venuta a cessare la proroga quinquennale sulle deroghe, per cui si è ormai entrati nel periodo di salvaguardia totale delle Denominazioni, anche se purtroppo è ancora in discussione il caso della Denominazione «Parmesan» che in Germania ed Austria contestano come denominazione specifica legata al parmigiano Reggiano, sostenendo come detta denominazione sia generica e quindi utilizzabile da tutti i produttori europei:

impegna il Governo

a sostenere l'azione dell'Unione europea, nell'ambito delle trattative WTO, affinché a tutte le DOP e IGP europee siano assicurate adeguate forme di protezione sul mercato e sia garantita l'esclusività anche a livello mondiale;
a rafforzare la capacità di autodifesa dei produttori e delle loro filiere, organizzati nei Consorzi di tutela, in particolare nell'attività di vigilanza soprattutto nella fase della produzione, della trasformazione e della commercializzazione;
a potenziare i mezzi a disposizione dell'Ispettorato centrale repressione frodi del Ministero delle politiche agricole e forestali, al fine di perseguire gli illeciti produttivi e commerciali;
a sostenere nell'ambito della Conferenza Permanente per i Rapporti fra lo Stato e le regioni, le province Autonome l'adozione di sistemi di controllo conformi con le diversità interpretative esistenti nel territorio;
a favorire nell'ambito dei Consorzi di tutela l'introduzione di un sistema di tracciabilità razionale e costante a partire dalla fase della produzione fino a quello della commercializzazione;
a promuovere e sostenere, anche avvalendosi delle risorse finanziare previste dal decreto legislativo n. 173 del l998 nuove forme di commercializzazione dei prodotti DOP e IGP mediante l'eventuale creazione di idonee piattaforme logistiche supportate da un portale informatico, con il coinvolgimento sia dei citati Consorzi sia delle componenti pubbliche interessate;
a valutare la possibilità di promuovere e sostenere la creazione di una società pubblico-privata per la commercializzazione e diffusione delle nostre produzioni all'estero, con l'eventuale coinvolgimento


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anche dell'ICE, similmente a quanto attuato dal Governo francese.
(7-00017)
«Preda, Rava, Sedioli, Borrelli, Oliverio, Rossiello, Stramaccioni, Sandi, Nannicini, Abbondanzieri, Stradiotto, Burtone, Santino Adamo Loddo, Marcora, Banti, Bulgarelli, Albertini, Franci, Ruggieri».

La XIII Commissione,
premesso che:
la legge dicembre 2000, n. 388 - Finanziaria 2001, contiene diverse disposizioni cui sono state affrontate alcune questioni di fondamentale interesse per gli imprenditori agricoli;
in particolare, l'articolo 121 istituisce un programma di interventi per favorire la ristrutturazione delle imprese in difficoltà conformemente agli orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato. La disposizione non stabilisce interventi a «pioggia» ma collega le agevolazioni creditizie alla realizzazione di piano finalizzato al ripristino della redditività delle imprese, che considera, tra l'altro, le necessità di riorganizzazione, razionalizzazione e riqualificazione della azienda, la riduzione delle produzioni soggette a ritiro, la riconversione verso produzioni di qualità in funzione di uno sviluppo sostenibile; il Ministro delle politiche agricole e forestali deve emanare, un decreto per definire criteri e modalità degli ulteriori interventi previsti quali cancellazione di esposizioni debitorie, garanzie creditizie, esoneri previdenziali;
l'articolo 123 prevede l'emanazione di un decreto del Ministro delle politiche agricole non ancora adottato, per individuare le modalità di utilizzazione del «Fondo per lo sviluppo dell'agricoltura biologica e di qualità»; una parte della dotazione del fondo è stata utilizzata per far fronte agli oneri conseguenti alla istituzione del regime di aiuti a favore delle imprese di allevamento prevista dalla legge n. 49 del 2001, di cui si è persa traccia;
in materia di sviluppo sostenibile gli articoli 109 e 110 prevedono l'adozione, di concerto fra il Ministro dell'ambiente e i Ministri interessati, di decreti finalizzati al sostegno della multifunzionalità e della forestazione nonché di programmi agricoli diretti alla riduzione delle emissioni in atmosfera, con una dotazione finanziaria di oltre 150 miliardi per il 2001;
l'articolo 126 ha stanziato l'ulteriore somma di 230 miliardi per completare l'assunzione a carico del bilancio dello Stato delle garanzie concesse da soci di cooperative agricole dichiarate insolventi, rifinanziando la legge n. 237 del 1993; è necessario che i beneficiari già individuati ed inseriti negli elenchi redatti in base alla precedente normativa, possono usufruire concretamente degli interventi;
l'articolo 128, in materia di rinegoziazione dei mutui, ha sostituito la precedente disposizione del decreto legislativo n. 173 del 1998, rimuovendo gli ostacoli tecnici che hanno impedito alle imprese agricole di poter beneficiare della diminuzione dei tassi creditizi e consentendo sia la rinegoziazione che l'estinzione anticipata dei mutui di miglioramenti agrari stipulati a tassi di riferimento superiori, tra l'altro, al limite fissato dalla legge antiusura; la norma prevede l'emanazione di un decreto interministeriale (tesoro, politiche agricole) per la sua attuazione;
l'articolo 129 dispone di stanziamenti (76 miliardi per il 2001) allo scopo di far fronte ad una serie di emergenze sanitarie che hanno creato danni sia alle produzioni vegetali che animali quali la Bse, influenza aviaria, flavescenza dorata, blue tongue, sharka; la situazione delle imprese colpite, che hanno confidato nella sollecita attuazione degli interventi risulta sempre più pesante;
le suddette misure sono state notificate tempestivamente alla Commissione della Ue ai fini della valutazione di conformità


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con gli orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato nel settore agricolo;
la mancata predisposizione degli adempimenti di carattere amministrativo rischia di vanificare la volontà del Parlamento che in occasione della approvazione delle norme richiamate ha dimostrato di condividere gli obiettivi degli interventi;

impegna il Governo

a dare completa e sollecita attuazione alle indicate disposizioni previste dalla legge finanziaria 2001 a favore del settore agricolo, rimuovendo gli ostacoli di ordine burocratico ed amministrativo che impediscono il raggiungimento delle finalità parlamentari in modo da rispondere concretamente a reali esigenze delle imprese agricole.
(7-00018)
«Rava, Rossiello, Sedioli, Preda, Oliverio, Borrelli, Stramaccioni, Sandi, Nannicini, Abbondanzieri, Burtone, Stradiotto, Santino Adamo Loddo, Marcora, Banti, Bulgarelli, Albertini, Franci, Ruggieri, La Grua».