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ANTONIO PEZZELLA. Signor Presidente, il decreto-legge che stiamo per convertire in legge trova la sua genesi nella crisi successiva all'11 settembre 2001, quando è sorto il problema delle coperture assicurative delle imprese di trasporto aereo e di gestione aeroportuale poste dinanzi ad un nuovo scenario in conseguenza dei danni derivanti da atti di terrorismo e di guerra.
Poiché le compagnie di assicurazione assicurano rischi e non certezze, iniziavano a prospettare una serie di condizioni che appesantivano la copertura dei rischi, tutte non in linea con le reali necessità del mercato.
Davanti a questo scenario, che è purtroppo di grande attualità, anche per i foschi orizzonti del Medio oriente, c'è stato il tentativo di intervenire a livello internazionale con diverse soluzioni - con lo schema ICAO (uno studio apposito del problema) e con uno schema europeo, chiamato Eurotime - ma nemmeno queste soluzioni sono state in grado di dare risposte definitive.
Per tale motivo, in attesa che sia data una certezza appropriata e strutturale con una relativa definizione a livello internazionale ed europeo, in sede nazionale si è dovuto provvedere ad aggiustamenti: cinque consecutivi interventi in forma di decreto-legge per prorogare le coperture assicurative delle compagnie aeree e alle gestioni aeroportuali per i rischi terroristici e di guerra, ponendo a carico dello Stato i costi delle coperture assicurative.
Al contrario di quanto previsto dal primo provvedimento, adottato subito dopo l'11 settembre 2001, con il quale non si fece pagare alcun premio alle compagnie aeree, negli ultimi provvedimenti fu previsto il pagamento di un premio. Si cercò di evitare che ogni semestre o ogni trimestre il Parlamento venisse interessato dalla proroga di un provvedimento di questo genere. Si addivenne così alla decisione di procedere con decreti ministeriali, concordando la materia con l'Unione europea. Purtroppo, però è venuto meno l'accordo in seno all'Unione europea e quindi si è provveduto ad una ulteriore proroga mentre lievitavano le richieste delle società assicuratrici.
Questo decreto-legge rappresenta proprio il tentativo di risolvere, anche se in maniera transitoria, questa difficoltà in assenza di una decisione dell'Unione europea e di Ecofin tendente a stabilire le modalità di surroga dello Stato alle compagnie di assicurazione.
Oggi ci troviamo in una situazione migliorata, tant'è Ecofin e la Comunità europea non hanno ritenuto di procedere ad una ulteriore proroga dei termini; si è lasciata una certa libertà agli Stati di procedere secondo indicazioni nazionali, salvo presentare in sede comunitaria la soluzione data al problema dai vari Stati per valutarne la compatibilità rispetto ai trattati fra gli stessi Stati comunitari in funzione degli aiuti previsti in favore delle compagnie nazionali.
L'Italia ha scelto di intervenire fino al 31 dicembre con due elementi di novità: innanzitutto, la copertura non è più obbligatoria, ma facoltativa, e quindi gli interessati hanno facoltà di avvalersi di questa garanzia statale di cui possono avvalersi anche le aziende di trasporto che utilizzano elicotteri; in secondo luogo, l'onerosità delle garanzie è stata aumentata in modo da avvicinare le medesime alle quote di mercato, al fine di garantire la par condicio tra gli Stati membri della Comunità europea.
Queste sono le caratteristiche di questo decreto-legge ed i deputati del gruppo di Alleanza nazionale annunciano di esprimere un voto favorevole alla sua conversione in legge.
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