Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 265 del 13/2/2003
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Si riprende la discussione del disegno di legge n. 3387 ed abbinate.

(Ripresa esame articolo 2 - A.C. 3387)

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Grignaffini. Ne ha facoltà.

GIOVANNA GRIGNAFFINI. Signor Presidente, questo articolo 2 ci pone di fronte a tutte le contraddizioni di questo disegno di legge. In particolare, fin dall'inizio, per quanto riguarda il profilo e i criteri con cui viene definita la legge delega, essi sono troppo generici, troppo estensivi, non in linea con ciò che abitualmente si ritiene essere una delega, ossia criteri che, come abbiamo già ricordato ieri, porranno seriamente in conflitto le competenze dello Stato, delle regioni, degli enti territoriali, delle autonomie e delle istituzioni scolastiche.
Ma in questo articolo 2 è concepita e predisposta anche la filosofia e l'ideologia di questo disegno di legge. In particolare, alla lettera b) del comma 1, che definisco comma Garagnani perché ritengo che propone il riscatto del collega Garagnani, il quale con le sue iniziative - il telefono spia, i crocifissi nelle scuole, la direttiva di revisione dei libri di testo -, ha mostrato il volto più integralista e conformista di questa maggioranza, qualche volta anche contraddetto dal Governo. Ebbene, qui il Governo dà ragione al collega Garagnani quando nel testo si dice che «sono promossi il conseguimento di una formazione spirituale e morale, anche ispirata ai principi della Costituzione»: grazie per la parola «anche». Ma davvero la scuola è un luogo di formazione ideologico-culturale


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per questa maggioranza! La libertà di apprendimento, la libertà degli insegnanti non è una questione che riguarda questa maggioranza.
Ancora in questo articolo 2 si esplicita quella distruzione dell'idea di Repubblica e dell'idea di obbligo che da più parti è già stata ricordata. Infatti, è vero che la nozione di obbligo viene sostituita con un generico diritto-dovere all'istruzione, ma con questo passaggio noi poniamo la questione dell'istruzione non come un dovere della Repubblica, ma come un diritto individuale a cui la Repubblica potrebbe non corrispondere con le sue iniziative. In altre parole, si trasforma un diritto pubblico in diritto individuale esigibile se, quando, come e forse ci saranno i soldi, gli investimenti e le energie. È la rottura di un paradigma culturale e costituzionale che si realizza con questo scambio terminologico. In più, in questo modo - e questo è un appunto anche di rilievo costituzionale -, si modifica l'articolo 34 della Costituzione con una legge ordinaria, un'altra questione che credo darà luogo a molti ricorsi e contenziosi.
La filosofia generale che esprime questo provvedimento è quella della frammentazione del sistema scolastico. Anche in questo caso, come quando si tratta di bilancio e di risorse, avete usato le forbici e la tabellina: 1 più 2, più 1, più 2, più 2...
L'esempio più forte, più produttivo è rappresentato proprio dagli istituti comprensivi, quelli, cioè, che hanno realizzato una continuità, una fluidità tra i vari gradi di apprendimento e che hanno fatto della persona un organismo vivente e continuo che si sviluppa in modo armonico e che, quindi, non viene sottoposto a continue cesure e frammentazioni lesive della sua capacità di apprendimento e di sviluppo. Infatti, tutte le ricerche ci dicono che la dispersione si combatte prolungando l'obbligo ed istituendo una continuità didattica formativa.
Vi sono poi altri due punti che caratterizzano questa vostra proposta: la distruzione dell'idea di scuola dell'infanzia, che viene trasformata da luogo della formazione in luogo dell'assistenza, e la divisione nei due canali, nei due percorsi formativi. In quest'ultimo caso, vi siete ispirati al modello tedesco che oggi è stato messo radicalmente in crisi dalle nuove domande della società, della conoscenza e del sapere. Si tratta di un modello che non è più in grado di rispondere a quelle domande di professionalizzazione e cultura diffusa che oggi rappresentano la forza dei sistemi formativi.
È per queste ragioni che noi proponiamo la soppressione di questo articolo (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE PIER FERDINANDO CASINI (ore 10,16)

PRESIDENTE. Nessun altro chiedendo di parlare sull'articolo 2 e sulle proposte emendative ad esso presentate, invito il relatore per la maggioranza ad esprimere il parere della Commissione.

ANGELA NAPOLI, Relatore per la maggioranza. Il parere della Commissione è contrario su tutte le proposte emendative presentate all'articolo 2.

PRESIDENTE. Il Governo?

LETIZIA MORATTI, Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. Il parere del Governo è conforme a quello espresso dal relatore.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione degli identici emendamenti Titti De Simone 2.23 e Capitelli 2.170.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Capitelli. Ne ha facoltà.

PIERA CAPITELLI. Signor Presidente, vorrei spiegare le ragioni per le quali chiediamo la soppressione di questo articolo, e, nel fare ciò, voglio prescindere dalla critica in merito ai motivi ispiratori, di cui abbiamo ampiamente parlato nell'ambito della discussione sulle linee generali.


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Attraverso questo articolo si rinuncia a proseguire il processo riformatore iniziato nella precedente legislatura, riordinando il sistema nazionale di istruzione e formazione, al fine di elevare il livello culturale della nazione e migliorare la qualità dell'offerta formativa. Non viene cambiata l'architettura di sistema della scuola (materna di tre anni, elementare di cinque anni, media di tre anni, superiore di cinque anni), si mantiene un sistema rigido ed inadeguato al riconoscimento di percorsi orientati e flessibili, si separa la scuola dal sistema della formazione professionale e non risulta sufficientemente strutturata la situazione prefigurata all'articolo 4, lettera a).
Attraverso l'eliminazione dell'obbligo scolastico a quindici anni, l'articolo 2 costringe a scelte precoci e condizionate dalla situazione economica, culturale e sociale della famiglia. Inoltre, si riporta la durata dell'obbligo scolastico al termine della scuola media riducendolo di un anno, evento che non ha precedenti nella storia dell'intero globo terracqueo. Si elimina il principio costituzionale dell'obbligo scolastico, sostituendolo con il più elastico concetto di diritto-dovere e costituendo, di fatto, un disimpegno della Repubblica nei confronti delle nuove generazioni; la conseguenza sarà un abbassamento della cultura individuale del paese. Non si affronta il problema della dispersione scolastica e degli insoddisfacenti livelli di apprendimento concentrati soprattutto nella fascia di età preadolescenziale. Non solo l'unitarietà del percorso di base non è prevista, ma non è nemmeno assicurata la continuità tra i diversi ordini di scuola, in particolare tra elementare e media.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Deiana. Ne ha facoltà.

ELETTRA DEIANA. Signor Presidente, proponiamo la soppressione di questo articolo molto programmatico che risulta essere intenzionale fin dal titolo e che su una materia così importante quale è quella scolastica e formativa non opera alcun riferimento al carattere nazionale che, invece, dovrebbe contraddistinguerla. In un momento in cui si prepara con la legge Bossi la devolution, anche con riferimento alle attribuzioni, secondo l'intenzione del Governo, per quanto riguarda questa materia, tale mancanza del carattere nazionale comporterebbe una deflagrazione del sistema educativo e scolastico. Questo è il punto principale per cui proponiamo la soppressione dell'articolo.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Gerardo Bianco. Ne ha facoltà.

GERARDO BIANCO. Signor Presidente, credo che questa strana discussione si stia svolgendo nel modo meno idoneo a trattare una materia che, indubbiamente, impegnerà le future generazioni. In un modo confuso e con una grande distrazione...

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, in questo momento la grande distrazione proviene, in particolare, dalla parte destra. Chiedo pertanto ai colleghi di fare un po' di attenzione. Prego, onorevole Gerardo Bianco.

GERARDO BIANCO. Ci troviamo in una di quelle condizioni...
Signor Presidente, rinvierò ad una fase successiva il mio intervento.

PRESIDENTE. Avverto che è stata chiesta la votazione nominale mediante procedimento elettronico.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Titti De Simone 2.23 e Capitelli 2.170, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione - Commenti dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, calma e sangue freddo. Non ci eccitiamo,


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la votazione è aperta (Commenti dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, della Margherita, DL-l'Ulivo e Misto-Comunisti italiani).

GIOVANNA GRIGNAFFINI. Presidente!... Presidente!

RENZO INNOCENTI. Presidente!... Presidente!

MAURA COSSUTTA. Presidente! Guardi quei deputati!

PRESIDENTE. Scusate, onorevoli colleghi... Onorevoli colleghi, come potete osservare, la votazione è aperta, per cui se vi sono... (Commenti dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, della Margherita, DL-l'Ulivo e Misto-Comunisti italiani).
Finché mi indicate confusamente... È da tanto tempo che affermo che i segretari dei gruppi possono fare segnalazioni al Presidente. Se mi fate dei gesti, non capisco: ci vorrebbe un telescopio per riuscire a capire (Commenti dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, della Margherita, DL-l'Ulivo e Misto-Comunisti italiani)!
Dichiaro chiusa la votazione.

ROBERTO BARBIERI. Presidente, non spenga il tabellone (Vivi commenti dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, della Margherita, DL-l'Ulivo e Misto-Comunisti italiani)!

PRESIDENTE. Non capisco, è una cosa incomprensibile.

Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 327
Maggioranza 164
Hanno votato
151
Hanno votato
no 176).

GIOVANNA GRIGNAFFINI. Presidente, non spenga ancora il tabellone (Allo spegnersi del tabellone applausi dei deputati del gruppo della Lega nord Padania - Proteste dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, della Margherita, DL-l'Ulivo, di Rifondazione comunista e Misto-Comunisti italiani)!

PRESIDENTE. Qual era il problema, non ho capito (Commenti del deputato Grignaffini)?
Mi scusi, onorevole Grignaffini, ho constatato che, quando ho disposto la chiusura della votazione, per quanto ho potuto vedere, non vi erano irregolarità (Commenti dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e della Margherita, DL-l'Ulivo).
Non riesco a capire con queste urla. Se un capogruppo, l'onorevole Violante... Non è questo un modo di fare! Lei dov'è abituata? Siamo in aula! Il suo capogruppo ha chiesto di parlare! Ci vuole un po' di educazione! Cos'è questo modo di fare (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia, di Alleanza nazionale, dell'Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro, della Lega nord Padania e Misto-Liberal-democratici, Repubblicani, Nuovo PSI)? Prendo atto che l'onorevole Mondello non è riuscita a votare.
Ha chiesto di parlare sull'ordine dei lavori l'onorevole Violante. Prego, onorevole Violante.

LUCIANO VIOLANTE. Signor Presidente, è fastidioso indicare chi ha espresso un doppio voto o meno. Le chiedo per cortesia di far ritirare le tessere cui non corrisponde un deputato. È la cosa migliore perché, francamente, è fastidioso ed avvilente indicare i deputati che hanno votato doppio e ve ne sono alcuni in quei settori. Se per cortesia dispone il ritiro delle tessere...

PRESIDENTE. Chiedo ai deputati segretari di disporre la verifica delle tessere, come richiesto correttamente dall'onorevole Violante. È giusto che i nomi vengano indicati a me. Poiché non è la prima volta che procedo all'espulsione di parlamentari che votano doppio, non ho il minimo problema a rifarlo oggi.


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Allora, se mi si manda un biglietto, state tranquilli che procedo all'espulsione. È giusto però, come chiede l'onorevole Violante, che i deputati segretari compiano una verifica. Li invito dunque a compiere le opportune verifiche (I deputati segretari ottemperano all'invito del Presidente).
Passiamo ai voti
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Rizzo 2.25, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 330
Maggioranza 166
Hanno votato
157
Hanno votato
no 173).

Prendo atto che l'onorevole Mongiello non è riuscito ad esprimere il suo voto; prendo altresì atto che l'onorevole Tarditi non è riuscito ad esprimere il suo voto.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.171 (Commenti dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e della Margherita, DL-l'Ulivo).
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Sasso. Ne ha facoltà.

RENZO INNOCENTI. L'onorevole Sasso rinuncia (I deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, della Margherita, DL-l'Ulivo, di Rifondazione comunista e Misto-Comunisti italiani escono dall'aula)!

PRESIDENTE. L'onorevole Sasso rinuncia.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Grignaffini 2.171, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Calma, onorevoli colleghi, un gruppo parlamentare può uscire per qualsiasi decisione (Commenti).
L'unica cosa che vi chiedo è di non uscire con scuse che non hanno alcun senso, dal momento che la votazione si è svolta in assoluta regolarità.

RENZO INNOCENTI. Signor Presidente...

PRESIDENTE. Onorevole Innocenti, sto consentendo ai parlamentari, per cortesia verso il suo gruppo, di uscire, altrimenti li dovrei contare. Pertanto, dovrei essere ringraziato dall'onorevole Innocenti e spero che per questo mi chieda la parola ma non posso dargliela perché siamo in votazione.
Onorevoli, è chiaro che io conto tutti i presenti.

ELIO VITO. Certo, Presidente!

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione. Contiamo: l'onorevole Violante, l'onorevole Innocenti...

RENZO INNOCENTI. Noi siamo compresi: abbiamo chiesto la votazione nominale mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. ...l'onorevole Castagnetti, l'onorevole Calzolaio, l'onorevole Franceschini, l'onorevole Turco, l'onorevole Loiero, l'onorevole Ranieri, l'onorevole Fioroni, l'onorevole Maccanico, l'onorevole Ciani; naturalmente sempre che alcuni di questi colleghi non abbiano votato. Vedo, però, che l'onorevole Ranieri ha votato.
Comunico il risultato della votazione: la Camera non è in numero legale.

(Vedi votazioni).

Sospendo la seduta, che riprenderà tra un'ora, alle 11,30.

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