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PRESIDENTE. L'onorevole Giordano ha facoltà
FRANCESCO GIORDANO. Signor Presidente, vorrei rivolgermi al signor ministro - che gentilmente ha voluto rispondere a questa mia interpellanza urgente - per sottoporgli una questione che a me pare di un certo rilievo per l'area di cui si parla. Nell'area in questione, infatti - localizzata nel cuore esatto della Valdinievole -, è previsto un grande insediamento (quest'area ha oltre centomila residenti) della Conad.
PRESIDENTE. Il ministro dell'ambiente e della tutela del territorio, onorevole Matteoli, ha facoltà di
ALTERO MATTEOLI, Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio. Signor Presidente, quanto indicato dall'interpellanza urgente presentata dall'onorevole Giordano nasce, come ha giustamente sottolineato l'interpellante, dalle delibere del consiglio comunale di Ponte Buggianese (in provincia di Pistoia) che prevedono l'avvio delle procedure per la variante al piano regolatore generale per l'area Camporcioni, al fine di consentire la realizzazione di un centro direzionale di stoccaggio merci della Conad di notevole dimensione. La notizia di tale insediamento, che occuperebbe un'area di oltre 20 ettari, ha provocato una dura reazione da parte dei cittadini residenti nella zona che lamentano una modifica significativa di tutto il comprensorio valdinievolino. La regione Toscana, con la legge n. 5 del 1995 e successive modifiche e integrazioni, ha individuato i soggetti, gli strumenti e i contenuti della pianificazione e del governo del proprio territorio e si è dotata del piano di indirizzo territoriale che indirizza e coordina la programmazione e la pianificazione degli enti locali.
perimetrate nella «carta guida delle aree allagate redatta sulla base degli eventi alluvionali 1966-1999», cartografia allegata al piano stralcio relativo alla riduzione del rischio idraulico, approvato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 dicembre 1999 ed è soggetta alla prescrizione della norma 6 di tale piano.
PRESIDENTE. L'onorevole Giordano ha facoltà di
FRANCESCO GIORDANO. Signor Presidente, può capitare raramente, ma sono soddisfatto della presa di posizione del ministro dell'ambiente; avremo altri motivi, altre occasioni per criticare l'operato...
ALTERO MATTEOLI, Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio. Non ci sono dubbi!
FRANCESCO GIORDANO. ...ma, su questo punto, come può facilmente immaginare, sono contento di poter annoverare il ministro dell'ambiente come coprotagonista - lo incalzeremo su questo terreno - della battaglia per evitare l'insediamento.
Detto insediamento consisterebbe in un centro direzionale di stoccaggio merci che dovrebbe servire tutta l'Italia centro-settentrionale. Di tale idea si è fatto promotore - ne è lo sponsor ed il promotore più accanito - il sindaco della giunta di centrosinistra del comune di Ponte Buggianese, il quale ha sostenuto molto questo progetto. Noi riteniamo, tuttavia, che il suddetto impatti direttamente sulla qualità della vita, nonché sul territorio circostante.
In tale progetto addirittura è prevista una variante al piano strutturale a nord del comune di Ponte Buggianese (al confine con Chiesina Uzzanese e Borgo Buggiano) su una superficie di 290 mila metri quadrati su cui verrebbe installato tale insediamento. È un po' singolare - è la prima questione che vorrei sottoporle - il fatto che il suddetto progetto non tenga conto in alcun modo del rapporto che dovrebbe esistere tra il piano strutturale del comune e la pianificazione territoriale generale, in particolare quella della provincia e della regione. Infatti, la variante non ha ottenuto il vaglio degli altri livelli istituzionali, nonostante incredibilmente (vorrei sottolineare questo aspetto) la delibera del consiglio comunale di Ponte Buggianese dell'8 agosto 2002, recitasse: «visti i pareri della giunta regionale e della giunta provinciale». Tali pareri non sono stati mai espressi.
Questa variante insiste per un 20 per cento in un territorio ad alto rischio di inondazione.
Nelle previsioni, la struttura sarà di 700 mila metri cubi e sarà interessata da una frequentazione di 250 camion al giorno, vale a dire che la strada di collegamento sarà attraversata da 500 passaggi giornalieri, uno ogni tre minuti. L'area, secondo il progetto, dovrebbe essere servita da una variante stradale sopraelevata, con l'ipotesi di un nuovo casello autostradale non ancora definito con la società Autostrade (questo è il problema), e per la quale non vi è alcuna forma di coinvolgimento o parere di tecnici paesaggistici.
L'impatto occupazionale che produrrebbe tale insediamento - sempre secondo il promoter dell'operazione - dovrebbe essere di 250 unità. Vorrei sottolineare il fatto che per realizzare quell'insediamento, in realtà, se ne chiuderebbero altri ed è del tutto evidente che la relativa occupazione - è bene dirlo anche agli abitanti della zona - non è una occupazione aggiuntiva, ma semplicemente sostitutiva.
Credo che questo tipo di operazione, che incontra notevoli difficoltà e resistenze nel territorio, debba essere impedita perché lesiva del territorio e perché si presenta con le caratteristiche di una vera e propria illegittimità. Vi sono contrasti persino tra i sindaci dei comuni viciniori.
È del tutto evidente, quindi, che la determinazione con la quale questo sindaco porta avanti il suddetto progetto debba essere bloccata, perché, sicuramente, non favorisce il territorio che, pure, dovrebbe valorizzare. Per questo motivo, le chiediamo un parere ed un intervento, a seconda delle disponibilità che il ministero ha relativamente a questa materia.
Pertanto, anche se in consiglio comunale è stata deliberata la procedura per l'approvazione della variante al piano regolatore generale, tale progetto dovrà comunque essere esaminato e valutato anche nelle altre sedi competenti; ciò anche alla luce del fatto che non risultano espressi i pareri della regione Toscana e della giunta provinciale, di cui invece si fa menzione, e in maniera un po' curiosa, come ha sottolineato l'interpellante, nella delibera in esame.
Il progetto in questione andrà infatti valutato tenendo in considerazione vari aspetti di natura ambientale, infrastrutturale e occupazionale. Prima di riferire sull'aspetto ambientale, che è poi quello che naturalmente preme alla cittadinanza e all'onorevole interpellante, nonché a me quale ministro dell'ambiente, vorrei soffermarmi brevemente su altri due aspetti.
Per quanto riguarda il problema infrastrutturale, va rilevato che l'ampiezza del progetto porterà ad un incremento significativo del traffico veicolare, in particolare di camion, che produrrebbero un elevato inquinamento sia acustico sia atmosferico in una strada provinciale attualmente ad una sola corsia. Tra l'altro, la zona di transito interessata, tra Chiesina Uzzanese e Montecatini, è già segnalata dall'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente della Toscana tra quelle a maggiore inquinamento atmosferico ed acustico. Inoltre, il progetto dovrebbe prevedere una variante stradale sopraelevata, con un'ipotesi di un nuovo casello autostradale, peraltro non ancora definita con la società Autostrade Spa.
È evidente che qualora l'ipotesi appena descritta dovesse prendere corpo, sarà cura degli uffici del ministero che rappresento riesaminare il progetto e verificare se sottoporre o meno l'opera in questione ad una valutazione di impatto ambientale a carattere nazionale o regionale.
Sotto il profilo occupazionale non è detto che potrebbero essere incrementati i posti di lavoro in maniera significativa, in quanto, trattandosi, come si evince anche dalle interpellanze e dagli articoli di stampa, di un centro direzionale e di un magazzino di servizio per tutto il territorio centrosettentrionale, potrebbero essere dismessi i magazzini e gli uffici locali già esistenti in tale territorio, con il conseguente trasferimento del personale già operante in tale società: ipotesi accreditata anche dalle voci che circolano in merito, in quanto la Conad avrebbe preannunciato al massimo una ventina di assunzioni e dal fatto che in zona Pistoia e Altopascio sono già esistenti due magazzini della Conad, dove gli operai rischiano la cassa integrazione.
Sotto il profilo ambientale, che è competenza propria del Ministero dell'ambiente, va rilevato che il territorio del comune di Ponte Buggianese ricade interamente all'interno dell'autorità di bacino nazionale del fiume Arno. L'area, che nel 1966 risultò alluvionata, è considerata a rischio idraulico e rientra tra le aree
Tale norma, fra l'altro, prevede che l'autorità amministrativa competente all'eventuale rilascio dell'autorizzazione accerti l'insussistenza di un maggior rischio idraulico.
Per quanto concerne il piano straordinario per la rimozione delle situazioni a rischio più alto - in attuazione dell'articolo 1 del decreto-legge n. 180 del 1998, denominato decreto Sarno -, la zona oggetto dell'intervento non rientra tra le aree soggette alle misure di salvaguardia adottate con la delibera del comitato istituzionale n. 139 del 29 novembre 1999.
Anche se l'area interessata all'insediamento commerciale non rientra tra quelle a pericolosità idraulica molto elevata, fa comunque parte di un'area sensibile che prevede l'adozione di misure di salvaguardia per impedire l'incremento di situazioni a rischio.
Il piano stralcio per l'assetto idrogeologico, già adottato il 1o agosto 2002 dal comitato istituzionale dell'autorità di bacino del fiume Arno, ricomprende l'area tra quelle soggette a pericolosità idraulica media (P.I.2). Per tali aree, il piano persegue l'obiettivo di integrare il livello di sicurezza delle popolazioni mediante la predisposizione prioritaria, da parte degli enti competenti, ai sensi della legge n. 24 febbraio 1992 n. 225 - regioni o province - di programmi di previsione e prevenzione.
Il piano per l'assetto idrogeologico sarà adottato dal comitato istituzionale al termine dello svolgimento delle conferenze programmatiche - come disposto dal decreto-legge n. 279 del 2000, convertito con modificazioni dalla legge n. 365 del 2000 - ed entrerà in vigore dopo l'approvazione con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, secondo il procedimento previsto dalla legge n. 183 del 1989.
Inoltre, il decreto Sarno vieta in tutta l'area in questione la tombatura di fossi. Anche se la zona in cui dovrebbe insistere l'insediamento commerciale è classificata a media pericolosità idraulica e, quindi, non sottoposta a particolari prescrizioni per la costruzione dell'opera, così come asserito dai progettisti, si rendono necessari interventi a monte e a valle, interventi che potrebbero ricadere in zone a maggior tutela dal punto di vista idrogeologico.
Come l'interpellante avrà capito, anche dal mio accento, io sono toscano e conosco queste zone come le mie tasche. Credo di poter dire che questo insediamento è contro natura, crea problemi alla popolazione e non è giustificato nemmeno dall'aumento del numero dei posti di lavoro; chi fa politica ha molta sensibilità da questo punto di vista, ma venti posti di lavoro (al massimo) non sono sufficienti per stravolgere un territorio di questa natura.
Quindi, assicuro all'interpellante - e ovviamente ai colleghi della Camera - che sarà compito del ministero che rappresento e mio personale seguire attentamente lo sviluppo della vicenda e fare in modo che vengano tutelati, in maniera più assoluta, la salute dei cittadini e il rispetto dell'ambiente.
Abbiamo apprezzato il fatto che abbia condiviso le nostre stesse perplessità, le nostre critiche e che abbia valutato le condizioni di un possibile inquinamento acustico ed atmosferico; d'altronde, i dati che citavo sono, da questo punto di vista, inoppugnabili e sono stati confermati - perfino ampliati - dal ministro dell'ambiente.
È un po' singolare che, in un'area in cui dovrebbero transitare 250 camion al giorno e, facendo un doppio passaggio, uno ogni tre minuti, possa essere l'amministrazione comunale lo sponsor parlando di una valorizzazione del territorio; è del tutto evidente che il territorio sarebbe fortemente svalorizzato. Immagino che il patrimonio edilizio o la qualità della vita concreta perderebbero immediatamente di valore (penso a tanti lavoratori che, con molti sacrifici, si sono costruiti una casa).
Per quanto riguarda l'impatto occupazionale, sono ancora più pessimista. Dubito che quella sia un'occupazione aggiuntiva. La mia convinzione è che, al contrario, si tratta semplicemente di un'occupazione sostitutiva. Infatti, la Conad non fa che dismettere attività e concentrare su un'altra attività. È del tutto evidente che siamo di fronte non ad un beneficio per la zona, ma, al contrario, ad uno specchietto per le allodole, perché si tratta solo ed esclusivamente di occupazione sostitutiva.
Infine, vorrei svolgere un'ultima considerazione cui tengo particolarmente. In quella zona si è dato il via a una mobilitazione democratica di massa. Tanti soggetti hanno espresso contrarietà. Tanta parte della popolazione - è stato affermato anche dal ministro - esprime una netta contrarietà a quest'insediamento. Trovo che un'amministrazione comunale democratica dovrebbe essere più sensibile alle esigenze dei propri cittadini e anche alla migliore qualità della vita. Trovo che l'insensibilità e (mi permetta di dire) l'arroganza del sindaco - che ha continuato ad andare avanti pur avvertendo che, da parte della popolazione, è stata espressa una critica molto forte, anzi, quasi con atteggiamento di sufficienza nei confronti di quelle critiche, ha liquidato la protesta come una protesta incompetente e del tutto marginale rispetto alle dinamiche concrete della gestione dell'amministrazione - siano da censurare. È un atteggiamento da censurare, da qualunque parte provenga.
Per questa ragione, credo che questo insediamento non debba essere realizzato perché è effettivamente lesivo dell'ambiente e contrario agli interessi della popolazione di quel territorio.
Vorrei concludere, signor ministro, dichiarando, per onestà, che siamo contrari all'insediamento in quell'area, ma che lo saremmo anche qualora si decidesse di spostare l'insediamento nelle aree vicine, perché l'impatto avrebbe il medesimo effetto, non solo su quell'area, ma - visti la densità della popolazione, l'impatto acustico e l'impatto atmosferico di aree vicine - anche in un'area a pochi chilometri di distanza. In ogni caso, siamo soddisfatti della sua replica.


