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PRESIDENTE. L'onorevole Polledri ha facoltà di
MASSIMO POLLEDRI. Signor Presidente, l'interpellanza in questione porta la firma di trentadue parlamentari della maggioranza ed è la seconda che affronta questo argomento; speriamo che sia l'ultima, anche se potrebbe non esserlo. L'attenzione del Governo viene richiamata sulla procedura di vendita di società per azioni, nonché sull'opportunità della vendita stessa. Ricordiamo che Tesa Piacenza Spa è una società che opera nel settore della gestione dei rifiuti e che Enel, detentrice di una quota partecipativa, ha iniziato una procedura di vendita che, tra l'altro, dovrebbe essersi conclusa in mattinata.
PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze, onorevole Armosino, ha facoltà di
MARIA TERESA ARMOSINO, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, è vero che si interviene per la seconda volta su questa problematica, avendo ritenuto gli interpellanti non esaurienti le risposte precedentemente fornite dal Governo. Proverò a fornire ulteriori dati tecnici, dopodiché saranno gli interpellanti a dichiararsi soddisfatti o meno.
concorrenziale ed attualmente è Edison Energia. Tesa Piacenza Spa acquista dal consorzio circa 6 megawatt all'anno.
PRESIDENTE. L'onorevole Foti ha facoltà di
TOMMASO FOTI. Signor Presidente, onorevole sottosegretario, penso di dover prendere per buona l'ultima dichiarazione del sottosegretario Armosino allorquando ha detto di non comprendere fino in fondo le ragioni per le quali i due componenti del consiglio di amministrazione in quota, secondo i patti parasociali, a Camuzzi Gazometri si siano dimessi. Penso di conoscere il motivo: facendo dimettere altri due membri è decaduto il consiglio di amministrazione e, quindi, l'amministrazione di sinistra è riuscita a togliere gli amministratori nominati dall'amministrazione di centrodestra. Questo è il motivo nobile a cui si presta una società controllata ancora oggi in misura rilevante dallo Stato italiano! Non ho mai capito tali giochetti politici neanche in loco, figuriamoci quando a questi si prestano autorevoli funzionari dell'ENEL: ai tempi della prima Repubblica avrebbero cambiato mestiere, signor sottosegretario! Probabilmente, nella seconda Repubblica siamo accusati di aver creato gli spoils system; la realtà è che ognuno fa quello che vuole e rimane al suo posto.
di vincolo che tali offerte potevano avere. In una procedura di gara, all'improvviso si decide di partire con un'offerta al rialzo: anche sotto questo profilo ritengo che non avrebbe guastato una maggiore attenzione alle procedure.
Alcuni mesi or sono si è verificato un fatto a nostro giudizio abbastanza grave: in una azienda che sta per essere dismessa, le dimissioni di due membri del consiglio di amministrazione hanno portato, insieme ad un'altra serie di dimissioni evidentemente concordata a livello politico, a far cadere il consiglio medesimo. Alcuni elementi fanno pensare, al di là dell'attenzione politica dedicata alla vicenda, che l'operazione non concorra a valorizzare l'interesse dell'azionista, tant'è vero che Tesa Spa, partecipata dell'Enel, insieme ad altri partner, acquista, attraverso un consorzio, energia da una società concorrente.
A tutt'oggi non abbiamo notizie precise circa gli indirizzi strategici di Enel e degli scenari che si potrebbero aprire con queste dimissioni. L'interpellanza mira quindi ad ottenere un chiarimento da parte del Governo; in primo luogo, essa mira a sapere se l'esecutivo sia a conoscenza di casi analoghi che possano costituire un precedente di dimissioni dei componenti di un consiglio di amministrazione nel momento della vendita; in secondo luogo, si vuole conoscere quali iniziative il Governo intenda eventualmente adottare per evitare danni al patrimonio pubblico.
Tesa Piacenza Spa è una società operante principalmente nel settore della gestione e dello smaltimento dei rifiuti; è controllata dal comune di Piacenza, che ne detiene il 58 per cento delle azioni, ed è partecipata da Camuzzi Gazometri Spa, che possiede il 40 per cento delle azioni. Il 2 per cento delle azioni è poi posseduto dal consorzio ambientale pedemontano.
Attualmente il consiglio di amministrazione di Tesa Piacenza Spa è composto da sette membri, due dei quali nominati, in base ai patti parasociali stipulati da Camuzzi. Il comune di Piacenza è invece rappresentato da quattro membri, mentre il consorzio ambientale pedemontano è rappresentato da un membro.
Al fine di consolidare la propria posizione sul mercato italiano del gas e sfruttare le sinergie esistenti tra questo mercato e quello elettrico, Enel ha acquistato, con una procedura che si è conclusa nel marzo 2002, la partecipazione di maggioranza del gruppo Camuzzi.
In seguito a questa acquisizione, Tesa Piacenza Spa è entrata a far parte di ENEL ed opera all'interno di ENEL distribuzione gas.
Tesa Piacenza Spa è vincolata a conferire a Tecnoborgo i rifiuti raccolti nella provincia di Piacenza in virtù di un contratto della durata di 18 anni sottoscritto ed allegato al project financing relativo alla costruzione dell'inceneritore di Tecnoborgo. Questo contratto, stipulato nel 1999, è antecedente all'acquisizione del gruppo Camuzzi da parte di ENEL.
Elettroambiente è una società del gruppo ENEL, costituita nel 1996, che opera nel settore della termovalorizzazione dei rifiuti e le cui azioni sono detenute per il 70,48 per cento da ENEL e per il 29,52 per cento da Italgest Energia Spa.
Ad oggi, Elettroambiente detiene una partecipazione del 40 per cento in ETA Srl, società che sta avviando un impianto di produzione di energia elettrica da biomasse a Cutro (Crotone) ed è focalizzata sullo sviluppo di due progetti di termovalorizzazione dei rifiuti in Sicilia. Attualmente, la società non ha in corso o allo studio alcun progetto per la realizzazione dei termovalorizzatori nella provincia di Piacenza o nelle vicinanze.
Le linee guida del nuovo piano industriale ENEL, approvato ed illustrato alla comunità finanziaria, prevedono la focalizzazione nel core business dell'energia e la semplificazione del modello di business. In tal senso, è stata avviata ed è attualmente in corso, con l'assistenza di Lazard, una procedura diretta alla dismissione della partecipazione detenuta in Tesa Piacenza Spa.
In quest'ambito è stata richiesta la presentazione di offerte vincolanti di acquisto ad una serie di soggetti. Attualmente, è in corso l'analisi delle offerte ricevute che, come richiesto dalla procedura, avranno validità fino al 28 febbraio 2003. La cessione, inoltre, conformemente a quanto previsto dai patti parasociali sottoscritti da Camuzzi e Tesa Piacenza Spa, sarà comunque subordinata al gradimento da parte del comune di Piacenza in qualità di azionista di maggioranza.
Le dimissioni dei membri del consiglio di amministrazione di Tesa Piacenza Spa nominati da Camuzzi corrispondevano all'intento di non gravare risorse impegnate nell'ambito dell'attività del gas con incombenze proprie di settori estranei al core business ed in corso di dismissione.
Il consorzio, richiamato dall'interpellante, per l'acquisto di energia sul libero mercato è stato costituito nel luglio 2000 fra l'Associazione degli industriali di Piacenza, le principali industrie di Piacenza e l'ASM di Piacenza, azienda speciale controllata al 100 per cento dal comune e, successivamente, trasformatasi in Tesa Piacenza Spa. Il consorzio comprende oggi 34 aziende ed acquista sul libero mercato circa 100 megawatt. Il fornitore viene scelto annualmente a seguito di un raffronto
Venendo al merito, per quanto riguarda l'aspetto più rilevante di tale questione - che, se ho ben inteso, mi sembra sia la ragione della riproposizione di questa vicenda - ossia il motivo delle dimissioni presentate dai due consiglieri di amministrazione di Tesa Piacenza Spa proprio nel momento in cui tali operazioni sono in essere, non ho difficoltà ad ammettere che non ne comprendo in pieno il significato.
Se, invece, si considera l'altro aspetto, che è comunque attinente o correlato a questo, debbo dire, per converso, che il Governo nella sua attività legislativa ed amministrativa ha posto il massimo dell'attenzione alla valorizzazione dell'attivo. Richiamo tutto quanto è stato fatto in materia di privatizzazioni, cartolarizzazioni immobiliari ed esternalizzazioni. Quindi, la finalità di valorizzazione è ben presente anche nella gestione delle partecipazioni azionarie e nella definizione degli indirizzi operativi dell'ENEL.
Mi permetto di citare la giustificazione di tali dimissioni - dalla quale il sottosegretario si è distaccato ma che, comunque, rimane a verbale - resa da coloro che hanno inteso prepararle una risposta ad usum dei loro fini. Mi riferisco a quando si è detto che le dimissioni dei membri del consiglio di amministrazione di Tesa Piacenza Spa nominati da Camuzzi corrispondevano all'intento di non gravare risorse impegnate nell'attività del gas con le incombenze proprie di settori estranei al core business, in corso di dismissione.
Vorrei sottolineare una questione soltanto: i due membri successivamente nominati da Camuzzi Gazometri e, quindi, da ENEL - due funzionari che personalmente conosco, perché sono stato vicesindaco di quella città - erano i due bracci portanti di Camuzzi per quanto riguardava il settore gas. Dunque, hanno tolto due membri dal consiglio di amministrazione di Tesa discretamente preparati sul settore rifiuti per mettere due persone che in passato si erano occupate esclusivamente di gas.
La risposta fornitale, che lei ha letto ma dalla quale si è distaccata, costituisce, a mio avviso, una presa in giro per il Governo e per gli interpellanti. Almeno, chi stende tali risposte dovrebbe conoscere i fatti e sapere che gli interpellanti, quando rivolgono interpellanze al Governo, soprattutto se deputati di maggioranza, cercano di conoscere a fondo gli argomenti.
Signor sottosegretario, la cosa più negativa che oggi abbiamo sentito è che nell'attività di dismissione l'ENEL avrebbe richiesto la presentazione di offerte vincolanti di acquisto che avrebbero avuto validità fino al 28 febbraio. Vi è un piccolo particolare: una volta ricevute le offerte, l'ENEL ha richiesto un rialzo delle offerte medesime. Dunque, mi sfugge il carattere
Signor sottosegretario, indubbiamente non si può entrare nel merito della scelta strategica di ENEL rispetto al core business che si è definito.
Gli interroganti ritengono che, dal momento che la società Tesa Piacenza Spa ha una grossa partecipazione nell'impianto di termoutilizzazione (che a sua volta produce energia in base al provvedimento CIP 6 del 1992), probabilmente, la continuazione di questa attività non era in conflitto con l'attività specifica dell'ENEL, che è una società che oggi vuole allargarsi nel settore del gas, ma che fino a poco tempo era un monopolista pubblico nel settore dell'energia. Peraltro è un monopolista che evidentemente sente la concorrenza, perché il fatto che una società partecipata da un ex monopolista pubblico nel settore dell'energia - come è stato detto poc'anzi - acquisti energia da un concorrente, cioè da Edison, la dice lunga evidentemente sulla necessità di precisare molto anche l'attività del core business nel settore dell'energia. Infatti - non l'ho detto io, ma è stato virgolettato -, l'offerta di Edison (di energia elettrica) era economicamente più vantaggiosa rispetto a quella di ENEL energia. Mi pare che francamente dovrebbe farsi una qualche riflessione anche su questo punto, che tuttavia lascio al rappresentante del Governo.
Infine vorrei far rilevare che in realtà questa partita è stata gestita troppo sotto il profilo politico e poco sotto il profilo tecnico, ma ciò che è più grave è che questa gestione sotto il profilo politico non l'ha fatta la maggioranza parlamentare, così come non l'ha fatta il Governo, bensì è stata condotta politicamente da funzionari che sono rimasti al loro posto, nonostante siano cambiati maggioranza e Governo, e che evidentemente non rispondono alle indicazioni dell'attuale maggioranza e dell'attuale Governo, bensì a quelle di una maggioranza che non c'è più e a quelle di ex ministri dell'industria che non ci sono più (se non nelle aule parlamentari come deputati dell'opposizione). Questo francamente ci lascia insoddisfatti sotto il profilo della gestione di una società che meriterebbe una classe dirigente leggermente migliore.


