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PRESIDENTE. L'onorevole Ruggeri ha facoltà di
RUGGERO RUGGERI. Signor Presidente,
PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per le comunicazioni, onorevole Innocenzi, ha facoltà di
GIANCARLO INNOCENZI, Sottosegretario di Stato per le comunicazioni. Signor Presidente, intanto le chiedo scusa e chiedo scusa al collega se chiedo di rimanere seduto, avendo ancora la gamba ingessata e facendo difficoltà a rimanere in piedi.
PRESIDENTE. È più che giustificato.
GIANCARLO INNOCENZI, Sottosegretario di Stato per le comunicazioni. In relazione all'atto parlamentare in esame non può che ribadirsi quanto più volte rappresentato anche in questa sede, e cioè che a seguito della trasformazione dell'ente Poste italiane in società per azioni la gestione aziendale rientra nella competenza propria degli organi statutari della società.
addetti al recapito postale che si erano rifiutati di effettuare il cosiddetto abbinamento delle zone che nell'attuale organizzazione del lavoro consiste in una prestazione aggiuntiva a quella normalmente svolta nella zona assegnata a ciascun portalettere, da effettuare, comunque, durante il normale orario di lavoro settimanale. Ciò allo scopo di assicurare la consegna della corrispondenza in quella zona dove il titolare risulti temporaneamente assente.
PRESIDENTE. L'onorevole Ruggeri ha facoltà di
RUGGERO RUGGERI. Signor Presidente, anzitutto ringrazio il sottosegretario onorevole Innocenzi, a cui auguro una pronta guarigione; la ringrazio perché almeno vi è stato un tentativo di capire un po' la situazione che mi pare ancora tragica.
l'ispettorato del lavoro. Infatti, chiedere informazioni alla società Poste, come ha fatto in via tradizionale il Ministero, non è sufficiente, in quanto vi è una denuncia molto precisa e puntuale che riguarda la presenza di una conduzione non corretta. Faccio riferimento alle denunce di mobbing ed ai procedimenti disciplinari: in base a quanto lei ha detto, questi ultimi ammonterebbero, nel 2002, a 111; a me ne risultano 140: in ogni caso, si tratta di un numero eccessivo di procedimenti disciplinari, il che evidenzia, rispetto alla media regionale, come vi sia qualcosa che non funziona.
riconosciuto, ossia non pagato. Si tratta, comunque, di questioni che andavano maggiormente approfondite e verificate. La ringrazio per la sua disponibilità e l'invito anche a svolgere un ulteriore approfondimento.
Ciò premesso, si fa presente che Poste italiane, interessata in merito a quanto indicato dall'onorevole interpellante, ha preliminarmente fatto presente che nei 70 comuni appartenenti alla provincia di Mantova operano 128 uffici postali, dei quali solo 5 sono affidati ad un operatore polivalente, il quale per metà dell'orario di servizio svolge compiti di sportelleria e per l'altra metà mansioni di recapito.
In merito alle singole questioni sollevate, la medesima società Poste ha precisato che il servizio di recapito è assicurato quotidianamente e con regolarità attraverso una rete di 237 zone di recapito, cui sono applicati 217 portalettere a tempo indeterminato, 5 apprendisti e 45 operatori con contratto a tempo determinato per un totale di 267 unità.
Il servizio di recapito della corrispondenza, come noto, è stato interessato da varie iniziative volte a modificarne l'organizzazione per arrivare ad una ottimizzazione delle prestazioni degli addetti e, tra tali innovazioni, vi è stata nella provincia in parola quella riguardante la concentrazione delle attività in 52 uffici postali rispetto ai precedenti 82, il che, tuttavia, non ha comportato modifiche dei livelli occupazionali.
Quanto ai lamentati tagli al servizio postale, la società Poste ha negato che siano state adottate iniziative del genere, chiarendo che la rimodulazione dell'orario del servizio nel periodo estivo, in sostanza, ha determinato la sospensione limitata al solo mese di agosto del turno pomeridiano in 11 uffici, nonché la riduzione delle giornate di apertura di 31 uffici. Ciò anche in considerazione del fatto che in tale periodo dell'anno si registrano sensibili cali nei flussi di traffico.
I provvedimenti di razionalizzazione in parola - ha tenuto a precisare Poste italiane - hanno interessato uffici ubicati in comuni dove sono presenti altri uffici postali e comunque sono stati sospesi durante i giorni di pagamento delle pensioni per agevolare l'espletamento delle relative operazioni. In proposito, tuttavia, questo ministero, quale autorità nazionale di regolamentazione del settore postale, che ha fra i suoi compiti quello di verificare la qualità del servizio universale erogato dalla società Poste, nel prendere atto degli sforzi attuati da Poste italiane al fine di riequilibrare la gestione economica e finanziaria aziendale e di garantire al personale il diritto alle ferie, ha richiamato l'attenzione dei vertici societari sugli impegni derivanti dall'espletamento del servizio universale e, pur riconoscendo l'autonomia aziendale in materia di organizzazione del servizio, ha ribadito la necessità di far preventivamente conoscere le linee guida e i criteri di massima posti alla base delle iniziative che la società intende adottare quando le stesse incidono sulle regole che presiedono al servizio postale universale.
Relativamente ai provvedimenti disciplinari la società Poste italiane, in assenza di più dettagliate informazioni, ha ritenuto che l'onorevole interpellante intendesse riferirsi ai 111 procedimenti adottati nel corso del 2001 nei confronti di altrettanti
Secondo quanto sostenuto da Poste italiane il rifiuto di svolgere tali prestazioni configurerebbe una mancata accettazione del modello di organizzazione del lavoro predeterminato dal datore di lavoro nell'ambito dell'autonomia gestionale e organizzativa aziendale e, come tale, determinerebbe un inadempimento contrattuale rilevante in sede disciplinare, per cui le iniziative adottate dall'azienda in tali casi sarebbero da ritenere una conseguenza dei comportamenti tenuti dagli interessati.
Sulla base dei dati forniti dall'ufficio preposto presso la direzione postale del lavoro di Mantova, riguardanti gli anni 2001 e 2002, è stato confermato che, nel secondo semestre del 2001, si è verificato un aumento della richiesta di tentativi obbligatori di conciliazione, mentre nel corso del 2002, fino al mese di novembre, sono risultate promosse contro la società Poste 10 vertenze, 6 richieste di tentativi obbligatori di conciliazione nonché 5 richieste di costituzione di collegi di conciliazione e arbitrato. Nel periodo ottobre-novembre 2002, stando a quanto comunicato dalla medesima direzione provinciale del lavoro di Mantova sono, infine, pervenute 10 richieste di tentativo obbligatorio di conciliazione aventi ad oggetto il prolungamento dei contratti a termine trimestrale rinnovati per diversi anni con relative richieste di assunzione a tempo indeterminato; vertenze che non sono ancora state definite.
A completamento di informazione, la citata società Poste italiane, nel precisare che nel corso del 2002 non sono stati effettuati i trasferimenti di personale in quanto, per garantire la continuità dell'erogazione dei servizi erogati in occasione del verificarsi di rilevanti incrementi di traffico si fa ricorso alla mobilità a carattere provvisorio, ha sottolineato che i trasferimenti d'ufficio sono adottati allo scopo di fronteggiare carenze di organico determinate da dimissioni volontarie, pensionamenti, trasferimenti dei titolari e simili e, lungi dall'avere una connotazione punitiva, nella maggior parte dei casi vengono adottate a seguito di richieste avanzate dagli stessi interessati.
Non so se ritenermi soddisfatto o meno della risposta; anzi, non mi ritengo soddisfatto per il mancato approfondimento della realtà che sembrerebbe presente a Mantova. In quella città non vi sono infatti solo i cittadini, ma anche un sindacato che ha posto questioni molto precise, al di là delle necessità di razionalizzazione di Poste Spa ed al di là dell'intervento, secondo me doveroso, da parte del ministero (infatti, pur trattandosi di una società per azioni, si tratta pur sempre più servizio universale, come d'altra parte è stato riconosciuto anche in questa sede, cui fa riscontro un diritto proprio dell'intera comunità, anche di chi abita nei piccoli comuni dove, spesso e purtroppo, più forti si avvertono le carenze ed i disservizi).
Abbiamo constatato l'esistenza di una carenza di personale dovuta a varie ragioni: perché non si pone rimedio a questa situazione? Forse il turnover non è adeguatamente attuato? Per quale ragioni coloro che cessano dal servizio, volontariamente o perché a fine carriera, non vengono sostituiti? Erano queste le questioni principali sollevate con la denuncia ricordata nella mia interpellanza, e a tal riguardo si attendeva una risposta che venisse dopo avere interpellato anche
Ebbene, è necessario capire cosa non funzioni. In base a queste denunce pare vi siano minacce telefoniche, ricatti, ipocrisie, carriere facili, straordinari non riconosciuti. Quest'ultimo, ad esempio, è un dato oggettivo: ci sono o non ci sono questi straordinari non riconosciuti? Ecco perché chiedevamo una verifica da parte del ministero attraverso l'ispettorato del lavoro. Se tali straordinari esistono, si tratta di un'inadempienza contrattuale non tanto da parte di chi lavora, bensì da parte di chi dà lavoro, cioè da parte della società Poste Spa.
Per quanto attiene ai trasferimenti punitivi, o meglio, ai trasferimenti considerati tali, lei ha riportato una spiegazione che parla di inadempimenti, di qualche riluttanza da parte di alcuni dipendenti che non ottemperano alle regole contrattuali e, quindi, si rifiutano di svolgere attività che invece sarebbero di loro competenza. Probabilmente esistono anche questi casi, però il riferimento della denuncia era proprio alla presenza di un sistema, di un criterio di gestione che va a punire o a premiare in base a criteri tutt'altro che trasparenti e che va ad inficiare - questo è il punto cardine - le relazioni sindacali. Esistono relazioni sindacali trasparenti e corrette? Vi è un rapporto continuo con il sindacato? Le trasformazioni dell'ente poste vengono dall'alto o sono realizzate attraverso il consenso delle forze sindacali? Questo diventa un punto politico.
Senza sminuire il ruolo e la correttezza dei dirigenti delle Poste italiane Spa, tutte le volte che non si tiene presente, non si collabora o non si cerca il consenso con le parti sindacali, certamente poi nascono i problemi. Infatti, il ruolo del sindacato non è avulso dalla società nella ricerca di adempiere nel modo migliore a quella universalità dei servizi. Non si tratta solo di un fatto sindacale di richiesta di adempimento di diritti dei lavoratori (questa è la tradizione del nostro sindacato), ma anche di un'attenzione puntuale ai cittadini affinché i servizi vengano erogati.
Lei ci ha fornito una nota positiva, di tranquillità: anche nei comuni in cui la dimensione della popolazione non è rilevante - ossia nei piccoli comuni - Poste italiane Spa non ha comunque chiuso un servizio. Tuttavia, ciò nella realtà locale non sempre avviene. Vi sono, infatti, piccoli comuni che, anche attraverso l'ANCI (mi riferisco sempre alla provincia di Mantova), denunciano questo fatto oggettivo, causato dalla razionalizzazione delle risorse e dalla necessità di ridurre i costi e gli sprechi.
Di fatto, oggi vi sono alcuni servizi che non sono più svolti da Poste italiane Spa: vi sono persone, anche anziane, che devono spostarsi (forse, erano state abituate troppo bene), percorrendo decine e decine di chilometri, che possono sembrare pochi per una persona che magari si reca a scuola o al lavoro con facilità; tuttavia, per le persone anziane ciò non è possibile.
Apprendo con sollievo la sua nota positiva, anche se le faccio presente che non sempre è così. Infatti, in provincia di Mantova - mi riferisco ai piccoli comuni - non solo vi sono disservizi, ma viene a mancare proprio il servizio. Pertanto, si tratta di una nota positiva che va un po' rettificata.
Per queste ragioni non sono soddisfatto della sua risposta, perché con la mia interpellanza si chiedeva di mettere in moto l'ispettorato del lavoro per verificare determinati fatti, con nomi e cognomi e con denuncie molto precise. Non sto sottovalutando ciò che ho detto prima sul mobbing o sul lavoro straordinario non


