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PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per le comunicazioni, onorevole Innocenzi, ha facoltà di
GIANCARLO INNOCENZI, Sottosegretario di Stato per le comunicazioni. Signor Presidente, al riguardo si ritiene anzitutto necessario significare che, come noto, la legge 11 luglio 2002, n. 167, ha ratificato gli emendamenti relativi alla privatizzazione di Eutelsat (Organizzazione internazionale di telecomunicazioni via satellite), ossia gli emendamenti alla Convenzione istitutiva che stabiliscono il trasferimento di tutte le proprietà di Eutelsat ad una nuova società privata di diritto francese (Eutelsat société anonime), i cui azionisti sono i cosiddetti firmatari, cioè le società o gli enti pubblici a suo tempo indicati da ciascuno Stato membro quali operatori tecnici per le attività di organizzazione. Il firmatario italiano, subentrato nella proprietà di Eutelsat per il 20,48 per cento, è Telecom Italia.
PRESIDENTE. L'onorevole Arnoldi, cofirmatario dell'interrogazione, ha facoltà di
GIANANTONIO ARNOLDI. Evidentemente è chiaro che il Governo ha inteso fornire delle risposte formali, anche se noi avevamo posto una questione sostanziale, che sta fondamentalmente in questi termini. È vero che durante la privatizzazione del 1997 fu valutato l'asset Eutelsat all'interno del bilancio Telecom, ma è anche vero che allora Telecom era solo firmataria e quindi non poteva che essere valutato un asset che non aveva il valore che gli è stato poi riconosciuto nel momento in cui sono stati ratificati questi emendamenti (e, signor sottosegretario, qui si tratta di differenze di valori stratosferiche!).
Lehman Brothers ancora prima che noi ratificassimo gli emendamenti con i quali si consentiva questo passaggio -, questo voleva dire che lo Stato avrebbe potuto chiamare Telecom, chiedendogli quanto aveva versato in questi anni per questa iniziativa e quanto aveva incassato (perché così è ratificato negli emendamenti come possibilità di sostituzione dei firmatari); gli avrebbe potuto dare la differenza e così avrebbe potuto (lo Stato) scegliersi il partner che voleva, oppure avrebbe potuto intestarsi direttamente, come era già successo, le quote. Invece no: con la ratifica degli emendamenti abbiamo cassato questa possibilità. Ma ciò sarebbe stato anche legittimo e possibile, purché si fosse però stabilito che degli advisor individuassero il valore aggiunto che andava riconosciuto allo Stato italiano a seguito di questa cessione, perché questa è la questione. Stiamo infatti parlando di un plusvalore di qualche centinaio di miliardi, che in qualche modo non è stato riconosciuto. Ma dico: abbiamo costituito una Commissione sull'affare Telekom Serbia per una questione di valore nettamente inferiore a questa!
PRESIDENTE. È così esaurito lo svolgimento delle interpellanze e delle interrogazioni all'ordine del giorno.
Ciò premesso, si fa presente che il decreto legislativo 11 febbraio 1997, n. 55, recante attuazione della direttiva 94/46/CE, che modifica la direttiva 88/301/CEE e 90/388/CEE nella parte relativa alle comunicazioni via satellite, ha abolito ogni diritto esclusivo o speciale in tale ambito, avviando il processo di liberalizzazione dell'offerta di servizi di rete e di comunicazione via satellite.
In ottemperanza dei principi di cui alla suindicata direttiva comunitaria, l'assemblea delle parti di Eutelsat ha adottato la risoluzione di Cardiff del 18-20 maggio 1999 che ha modificato la convenzione istitutiva di Eutelsat prevedendo la privatizzazione dell'organizzazione intergovernativa attraverso la creazione della citata Eutelsat société anonime.
Per effetto della privatizzazione Eutelsat ha mantenuto le competenze di natura più specificamente regolatoria, mentre le attività economiche sono state trasferite alla società privata (Eutelsat société anonime), in armonia con i principi di separazione tra attività regolatorie ed attività economiche discendenti, tra l'altro, dal diritto comunitario.
Coerentemente con quanto previsto nella risoluzione di Cardiff, tutte le attività ed i cespiti di Eutelsat sono stati trasferiti ad Eutelsat société anonime, mentre le azioni di Eutelsat société anonime ricevute da Eutelsat in contropartita del conferimento sono state da questa cedute alle società firmatarie. Queste operazioni, effettuate in conformità alle prescrizioni del diritto francese, non hanno provocato obiezioni nei 30 Stati membri che finora hanno completato il processo di ratifica.
Telecom Italia (che, al pari delle altre società firmatarie dell'accordo operativo di Eutelsat, partecipava alle attività di questa organizzazione finanziando direttamente, con capitali a proprio rischio, tutte le predette attività ed effettuando gli investimenti nel sistema satellitare di Eutelsat per la quota di competenza dell'Italia) ha ceduto, in data 19 dicembre 2001, la quota di Eutelsat société anonime (20,48 per cento) ad una società di diritto lussemburghese, detenuta quanto al 30 per cento dalla stessa Telecom Italia e, per la parte restante, quanto al 55 per cento da una società partecipata da Lehman Brothers Merchant Banking Partners e quanto al 15 per cento, in maniera paritetica, da società partecipate da Intesa BCI e da Interbanca.
Questa operazione, esplicitamente autorizzata dal supervisory board di Eutelsat société anonime in data 7 dicembre 2001, conformemente allo statuto della società, è stata una normale operazione di diritto privato avente ad oggetto le quote di una società anonima di diritto francese.
La cessione non inficia il principio del mantenimento dell'identità europea di Eutelsat, cui l'attività della società privata deve conformarsi secondo quanto stabilito dall'assemblea delle parti di Parigi nell'ottobre 2000, poiché si limita a trasferire la proprietà di una parte delle azioni senza effetti sulle attività svolte. La cessione, inoltre, non comporta il passaggio di controllo della Eutelsat société anonime, come riconosciuto anche dalla Commissione europea cui l'operazione è stata notificata da Telecom Italia ai sensi della normativa comunitaria antitrust (regolamento CE 21 dicembre 1989 n. 4064 recante «regolamento del Consiglio relativo al controllo delle operazioni di concentrazione tra imprese»).
Il trasferimento di quote in questione non comporta alcun conflitto con i principi di base che Eutelsat société anonime si è impegnata a rispettare, quali sanciti dall'articolo 3 lettera a) della nuova convenzione istitutiva di Eutelsat e richiamati nel trasferimento tra Eutelsat ed Eutelsat société anonime. Tali principi attengono semplicemente allo svolgimento delle obbligazioni di servizio universale ed alla copertura paneuropea, obbligazioni il cui rispetto è evidentemente demandato alla società in quanto tale, e non ai suoi azionisti, e che è comunque indipendente dalla nazionalità di questi ultimi.
Si fa inoltre presente che, ai fini della privatizzazione di Telecom Italia, avvenuta nel 1997, la valutazione del patrimonio della società, effettuata dagli advisor nominati dal Ministero del tesoro, aveva compreso anche le partecipazioni della stessa Telecom Italia nei consorzi satellitari, fra cui Eutelsat. A seguito della cessione della propria partecipazione detenuta da Telecom Italia, il Ministero del tesoro è stato pertanto «remunerato» anche con riferimento alle partecipazioni nei consorzi satellitari.
Per quanto concerne, infine, l'attinenza dei servizi satellitari di Eutelsat con la difesa militare si precisa che questi non vengono forniti direttamente da Eutelsat, ma da vari gestori (Telecom, Vodafone ed altri) a fronte di contratti stipulati a seguito di gare.
Ciascun gestore può utilizzare, in piena autonomia, i mezzi di trasmissione che ritiene più idonei e quindi anche le risorse tecnologiche fornite dal consorzio di Eutelsat purché rendano all'amministrazione della difesa i servizi richiesti. Si osserva che le variazioni intervenute negli assetti societari di Eutelsat non hanno comportato perdita di operatività, né maggiori oneri per l'Amministrazione della difesa.
Con l'approvazione degli emendamenti modificativi della convenzione noi abbiamo detto che lo Stato non è più proprietario delle quote di Eutelsat, ma che lo diventa Telecom. Allora mi chiedo: cosa dà Telecom allo Stato in cambio di questo (perché, parliamoci chiaro, la questione sta in questi termini)? Noi leggiamo sul Corriere della Sera di novembre che il gruppo Benetton vuole acquistare il 10 per cento di Eutelsat, laddove questa viene valutata qualcosa come 4.500 miliardi di vecchie lire. In seguito a queste valutazioni, dato che fino alla ratifica degli emendamenti, signor sottosegretario, lo Stato italiano poteva cambiare il firmatario - a parte il fatto che Telecom vendette la quota a quella società controllata da
Anche la Comunità europea dice: certo, dovete privatizzare. Ma io dico che dovete privatizzare, non dovete regalare! Dato che un piccolo comune per vendere delle quote deve indire una gara pubblica, ebbene anche in questo caso si poteva indire tranquillamente una gara di ambito europeo.
Peraltro si tratta di una questione sulla quale è stato presentato un ordine del giorno che è stato accolto dal Governo e con il quale si invitava a fare una valutazione concreta del valore aggiunto che l'approvazione degli emendamenti avrebbe generato in favore del proprietario delle quote di Eutelsat.
Dato che la questione è, evidentemente, di grande interesse ed è sicuramente da rivalutare in termini di decisioni governative, basterebbe l'instaurazione di un tavolo di trattative tra il Governo italiano e la Telecom al fine di valutare i sostanziali vantaggi conseguiti dalla stessa Telecom o, comunque, dall'azionista di riferimento che, in quel momento, si è intestato le quote che erano esclusivamente dello Stato italiano.
Vi era un emendamento con il quale si prevedeva che lo Stato italiano poteva cambiare il firmatario come e quando voleva. Ratificando quegli emendamenti abbiamo cancellato questa proposta emendativa, come dire che non siamo più proprietari. Credo che questa valutazione debba essere ancora svolta.
Quindi, al di là della soddisfazione in termini formali, la soddisfazione in termini sostanziali deve essere riconsiderata.
Sospendo la seduta, che riprenderà alle 16 con votazioni.


