Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 267 del 18/2/2003
Back Index Forward

Pag. 36


...
(Esame dell'articolo 3 - A.C. 3387)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 3 e delle proposte emendative ad esso presentate (vedi l'allegato A - A.C. 3387 sezione 2).
Nessuno chiedendo di parlare, invito il relatore per la maggioranza ad esprimere il parere della Commissione.

ANGELA NAPOLI, Relatore per la maggioranza. La Commissione esprime parere contrario su tutti gli emendamenti riferiti all'articolo 3, ad eccezione degli emendamenti Sterpa 3.15 e Fiori 3.18 sui quali formula un invito al ritiro, proponendo di trasfonderne il contenuto in ordini del giorno.

PRESIDENTE. Il Governo?

LETIZIA MORATTI, Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. Il Governo concorda con il parere espresso dal relatore per la maggioranza.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Titti De Simone 3.1 e Sasso 3.25, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 405
Maggioranza 203
Hanno votato
174
Hanno votato
no 231).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Colasio 3.26.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Rusconi. Ne ha facoltà.

ANTONIO RUSCONI. È il tipico emendamento - mi rivolgo soprattutto al ministro - con il quale vorremmo capire se la discussione continua ad essere, come in Commissione, una mera ritualità oppure se, dall'obbligo proveniente dalla Commissione bilancio di far tornare il provvedimento al Senato, ne consegue una volontà di migliorare la riforma.
Vorrei ricordare che le preiscrizioni a tutte le classi sono già terminate il 25 gennaio scorso. Quindi, non comprendo la fretta per una riforma che dovrà comunque tornare al Senato. Da parte nostra non si intende banalizzare il valore del comportamento, come fattore educativo fondamentale, ma riteniamo negativo il ritorno ad un atteggiamento anacronistico


Pag. 37

di rigidità culturale, che avrebbe quale unica conseguenza quella di irrigidire il rapporto educativo tra docente e alunno e di valutare due volte il valore dello stesso comportamento.
È noto, infatti, che attualmente il consiglio di classe, nella sua complessità, decide dell'idoneità degli alunni alla classe superiore anche sulla base della motivazione, dell'interesse, dell'apprendimento e dell'impegno dimostrato.
L'idea di ripristinare un atto punitivo al di fuori di una collegialità, a nostro avviso, esula dalla preoccupazione di educare, cioè di responsabilizzare l'alunno rispetto alle sue capacità.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Sasso. Ne ha facoltà.

ALBA SASSO. Signor Presidente, intervengo a titolo personale per sottolineare che la questione della valutazione apparentemente può sembrare una questione marginale, mentre in realtà costituisce un tema centrale del percorso di apprendimento e di insegnamento.
Siamo d'accordo su un sistema di valutazione, su un istituto nazionale di valutazione, ma la pensiamo in maniera diversa circa le funzioni di questo sistema e di questo istituto.
Pensiamo ad un sistema di valutazione che sia strumento di informazione alle scuole, per metterle in grado di correggere il proprio lavoro e di capire se si sta operando bene o meno. Insomma, pensiamo ad un sistema che aiuti la scuola a cogliere i pregi ed i difetti del proprio lavoro e ad autovalutarsi, perché non si sviluppa una cultura della valutazione se non c'è capacità di autovalutarsi.
Invece, con le scelte contenute nella vostra proposta, voi non migliorate il sistema scolastico, ma riportate la scuola indietro rispetto al lavoro avviato a partire dal 1979 sulla valutazione formativa come strumento per migliorare non solo l'apprendimento ma anche l'insegnamento. E la riportate indietro con l'anacronistica reintroduzione del voto di condotta che, non a caso, è stato eliminato, perché si è visto che non serviva. Oltretutto, nel frattempo è stato approvato un regolamento, chiamato statuto delle studentesse e degli studenti, che molto spesso dimenticate e che definisce diritti e doveri delle studentesse e degli studenti, tra cui anche il dovere di tenere un corretto comportamento. Con il voto di condotta non si affrontano e non si risolvono problemi molto più gravi, quali il bullismo o la delinquenza comune. Non si combattono questi problemi con l'arma spuntata del sette in condotta. Libro, possibilmente uno solo, e bacchetta è la vostra anacronistica proposta (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Squeglia. Ne ha facoltà.

PIETRO SQUEGLIA. Signor Presidente, dobbiamo dire che, in generale, il testo si presenta confuso e contraddittorio. In questo caso, tanto per fare un esempio, il testo in esame non tiene conto che la valutazione deve essere articolata e che, se c'è una valutazione del sistema in generale, c'è anche quella delle singole istituzioni scolastiche, quella degli insegnanti e quella degli studenti.
In particolare, la lettera a) del comma 1 dell'articolo 3 prevede che la valutazione periodica ed annuale degli apprendimenti e del comportamento degli studenti sia affidata ai docenti delle istituzioni. L'emendamento mira ad eliminare la parola «comportamento», in quanto si ritiene che la valutazione degli alunni debba essere unitaria e complessiva. Non si può scindere l'apprendimento dal comportamento. L'allievo va valutato nella sua complessità e nella sua unitarietà. Il comportamento dello studente va, sicuramente, tenuto presente, anzi, è da esso che bisogna partire per costruire un progetto educativo di sostegno e di crescita. Tuttavia, questo comportamento non può essere valutato in modo a sé stante


Pag. 38

perché il comportamento di uno studente è un sintomo del suo essere più profondo e, in quanto tale, l'insegnante deve farne attento oggetto di analisi ma non di giudizio e di valutazione finale.
Insomma, il testo, così come proposto, rappresenta secondo noi un grosso passo indietro della scuola italiana (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Colasio 3.26, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 373
Votanti 370
Astenuti 3
Maggioranza 186
Hanno votato
156
Hanno votato
no 214).

Prendo atto che gli onorevoli Ciro Alfano, Emerenzio Barbieri, Cima, Maninetti, Mereu e Mondello non sono riusciti a votare.
Passiamo alla votazione degli identici emendamenti Colasio 3.19 e Capitelli 3.27.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Capitelli. Ne ha facoltà.

PIERA CAPITELLI. Signor Presidente, vorrei cominciare a porre un problema già sollevato, implicitamente, dall'onorevole Sasso: con l'introduzione del voto di condotta all'articolo 3, comma 1, lettera a), andiamo contro la ratio complessiva di una legge. Ricordo che lo statuto delle studentesse e degli studenti è legge. Vorrei ricordarlo al ministro, che tanto tiene a questo concetto: si tratta di una legge che ha messo al primo posto la centralità dell'alunno come persona. Cosa si fa di queste leggi? Le abroghiamo o le punzecchiamo qui e là? Questo mi viene da chiedere. Lo statuto delle studentesse e degli studenti che, come hanno già detto i colleghi, ha abolito, correttamente, il voto di condotta, oltre a mettere in rilievo la centralità dell'alunno come persona, esplicita diritti e anche doveri degli alunni. Vogliamo tenere conto di questa legge e del suo significato complessivo?
Quella legge dettava alle scuole le condizioni per realizzare i diritti ed esplicitare i doveri degli allievi. Io credo non si possa fare sempre carta straccia delle leggi proposte dai governi precedenti e che, se c'è bisogno di rivisitarle, si debba procedere con altri strumenti. Sicuramente, non con lo strumento della delega e non con le punzecchiature, beccando qui e là, e estrapolando un punto qui e un punto là per snaturarle.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Titti De Simone, alla quale ricordo che ha un minuto a disposizione. Ne ha facoltà.

TITTI DE SIMONE. Signor Presidente, vorrei ricordare al Parlamento che il percorso di costruzione di questa legge-delega ha visto, proprio su questo punto ma non solo, una incapacità (noi riteniamo probabilmente una non volontà) di questo Governo di confrontarsi con quegli esponenti e quei soggetti attori del mondo della scuola, in particolare, per quanto attiene al mondo degli studenti, che avevano sollevato su questo elemento molti rilievi critici, insieme al mondo degli insegnanti. Infatti, è evidente che su questo punto noi aggiungiamo ad una scuola che divide, per le ragioni che qui abbiamo già esposto, un'idea di una scuola che punisce completamente difforme da quella di una scuola che promuove che rimuove gli ostacoli che si frappongono ad un pieno sviluppo e ad una piena affermazione delle proprie qualità, delle proprie vocazioni


Pag. 39

ed anche delle differenze come valore, come arricchimento di quella costruzione di cittadinanza che la scuola rappresenta come laboratorio primario per i ragazzi e per le ragazze. C'è un'idea autoritaria ben rappresentata dalla riproposizione del vostro 7 in condotta, che credo davvero trasformi questa scuola sempre più in un luogo in cui si esclude, e in cui si riducono le differenze ad una dequalificazione e ad un disvalore.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Colasio 3.19 e Capitelli 3.27, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 381
Votanti 380
Astenuti 1
Maggioranza 191
Hanno votato
157
Hanno votato
no 223).

Onorevole Sterpa, intende accedere all'invito al ritiro del suo emendamento 3.14 formulato dal relatore per la maggioranza?

EGIDIO STERPA. Sì, signor Presidente, e annuncio di aver già presentato un ordine del giorno di impegno per il Governo nel quale viene trasfuso il contenuto del mio emendamento. In sede di dichiarazione di voto spiegherò i motivi che mi inducono a ritenere che, nell'esercizio della delega, possa essere tenuto presente il punto di vista che mi ha mosso a presentare questi emendamenti e quindi successivamente l'ordine del giorno. Spiegherò tutto questo in sede dichiarazione di voto.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE PIER FERDINANDO CASINI (ore 17,50).

PRESIDENTE. Sta bene l'onorevole Sterpa quindi accede all'invito al ritiro del suo emendamento 3.15.
Onorevole Fiori, intende accedere all'invito al ritiro del suo emendamento 3.18, formulato dal relatore?

PUBLIO FIORI. Signor Presidente, se ho ben compreso, il Governo si dichiara fin d'ora disponibile ad accettare un ordine del giorno nel quale venisse trasfuso il contenuto del mio emendamento. Pertanto, ritiro il mio emendamento 3.18 e chiedo di aggiungere la mia firma all'ordine del giorno presentato dal collega Sterpa.

PRESIDENTE. Sta bene.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Colasio 3.20, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 392
Maggioranza 197
Hanno votato
163
Hanno votato
no 229).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Grignaffini 3.28, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 397
Maggioranza 199
Hanno votato
169
Hanno votato
no 228).


Pag. 40


Prendo atto che l'onorevole Sterpa ritira i suoi emendamenti 3.16 e 3.17.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 3.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 403
Votanti 400
Astenuti 3
Maggioranza 201
Hanno votato
236
Hanno votato
no 164).

Back Index Forward