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ANTONIO BOCCIA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ANTONIO BOCCIA. Signor Presidente, io devo riferirle in merito ad un episodio molto spiacevole. Mi auguro che lei non sia il coperchio di questa pentola. Esattamente alle 17,50, io ho chiesto di conoscere chi fossero gli iscritti a parlare sulla questione dell'Iraq, la cui discussione è prevista per domani pomeriggio, atteso che la Conferenza dei capigruppo e la Presidenza avevano fatto sapere che si sarebbe parlato secondo l'ordine di iscrizione. Ora, Presidente, non ne faccio un caso particolare, ma sottopongo a lei la questione come fatto generale: l'ordine di iscrizione, quando è libero, non è segreto, non può essere segreto. Ogni deputato ha il diritto di sapere esattamente chi si iscriva, quando si iscriva, quale sia il turno delle iscrizioni. Sono passati 30 minuti, io ho chiesto più volte chiarimenti al riguardo ma non sono riuscito a conoscere l'elenco degli iscritti.
CESARE RIZZI. Ma stiamo votando sul provvedimento!
PRESIDENTE. Sgarbi, Rutelli, Fiori: questo è l'elenco; comunque non è segreto.
ANTONIO BOCCIA. Non credo che uno debba prendere la parola per saperlo.
PRESIDENTE. No, ma infatti i funzionari, che si sono comportati come sempre in modo encomiabile e perfetto, hanno chiesto al Presidente della Camera come intendesse organizzarlo ed io, appena ho saputo di questa sua richiesta, come sempre di fronte ad ogni sua richiesta, l'ho soddisfatta, non so se nel modo da lei desiderato. Sgarbi, Rutelli, Publio Fiori: questo è l'elenco. Poi gli altri si possono iscrivere qui al banco della Presidenza.
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