Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 267 del 18/2/2003
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(Esame dell'articolo 7 - A. C. 3387)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 7 e delle proposte emendative ad esso presentate (vedi l'allegato A - A.C. 3387 sezione 6).
Ha chiesto di parlare l'onorevole Rusconi. Ne ha facoltà.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE FABIO MUSSI (ore 18,40)

ANTONIO RUSCONI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'articolo 7 manifesta chiaramente l'impossibilità da parte del Governo, per la mancanza palese del minimo di risorse adeguate, di dare atto ed avvio alla riforma. È una dichiarazione pubblica che si è resa evidente anche negli interventi in Commissione di autorevoli esponenti della maggioranza che, nel confermare che si trattava comunque di un provvedimento blindato ed indiscutibile, hanno richiesto quasi un atto di fede su ipotizzati provvedimenti futuri, scelta che preferiamo destinare a più autorevoli e più alti scopi. In effetti, basterebbe leggere la nota


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n. 145 del servizio bilancio dello Stato per scoprire, solo dai titoletti evidenziati, il giudizio tecnico assolutamente negativo sulla congruità delle risorse destinate. Si parla di sottostima dell'esame relativo alla scuola primaria, di maggiore numerosità dei soggetti interessati, mancata considerazione di ulteriori oneri connessi all'aumento delle classi, mancata considerazione degli oneri relativi alla scuola dell'infanzia. Di fatto, possiamo dire oggi che l'unica certezza di discontinuità rispetto al Governo di centrosinistra è che questa maggioranza ha ridotto le risorse ed i fondi della scuola per bloccare la legge n. 30. Ciò è esemplare nella relazione alla nota tecnica del bilancio.
Chiedo al ministro: poiché sono state sbagliate le stime, secondo quali criteri saranno esclusi questi o quei bambini dall'anticipo? Come interpretiamo il comma 4 dove l'attuazione della riforma è condizionata secondo criteri di gradualità ed in forma di sperimentazioni compatibilmente con la disponibilità dei posti e delle risorse finanziarie dei comuni? Avremo un comune che applica la riforma ed il comune vicino che non la applicherà? Andate a rileggervi le note dell'ANCI: mi riferisco al fatto che siete carenti sugli accreditamenti alle scuole paritarie rispetto al 2001, per cui oggi vi è una guerra inutile e dannosa tra enti locali che devono rispondere non di problemi propri, ma delle vostre inefficienze.
Rispetto a ciò vorrei ricordare all'onorevole Vito che non abbiamo presentato una relazione di minoranza perché vi era la legge n. 30 pronta da applicare, con risorse già disponibili e voi vi siete impegnati solo per buttare tali risorse (Applausi dei deputati dei gruppi della Margherita, DL-L'Ulivo e dei Democratici di sinistra-L'Ulivo)! È una responsabilità che prendete davanti a tutte le scuole di questo paese che vi stanno guardando! Questo se lo legga l'onorevole Vito (Commenti dei deputati dei gruppi di Forza Italia e della Lega nord Padania)!
Inoltre, avevo chiesto al ministro di rispondere in aula in merito a due sfide che abbiamo davanti: la sfida all'innovazione tecnologica e quella ad una maggiore educazione. Abbiamo sentito da parte della maggioranza su questi temi un silenzio assordante. Allora, prendetevi tutte le vostre responsabilità per la disattenzione di questi giorni e per la guerra che fate ai comuni dando loro problemi che voi, con il vostro bilancio, non siete in grado di risolvere. I comuni vi chiederanno di rinviare la legge, questo lo sapete benissimo. Non solo, rendete conto alla scuola italiana che oggi non viene sconfitta la legge n. 30 o il centrosinistra, ma vengono sconfitte le intelligenze e le risorse di tante donne e uomini di scuola, viene sconfitta ed umiliata la scuola italiana (Applausi dei deputati dei gruppi della Margherita, DL-L'Ulivo e dei Democratici di sinistra-L'Ulivo - Commenti dei deputati del gruppo della Lega nord Padania)!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Capitelli. Ne ha facoltà.

PIERA CAPITELLI. Signor Presidente, risparmierò al ministro tutte le domande già rivoltele dall'onorevole Rusconi circa il dopodomani del provvedimento. Cosa si farà di questa legge che non ha finanziamento o, quanto meno, ne ha solo una parte? Quali saranno i criteri di scelta di chi andrà anticipatamente, suo malgrado (Commenti dei deputati del gruppo della Lega nord Padania)...

PRESIDENTE. Onorevole Capitelli, non si lasci distogliere. Colleghi, per favore...

PIERA CAPITELLI. Risparmierò tutte queste domande per farne altre che riguardano il versante della possibilità di applicazione di questa riforma. Siamo arrivati all'epilogo. Finalmente il linguaggio è chiaro: le leggi n. 30 del 2000 e n. 9 del 1999 sono abrogate, si dice esplicitamente.
Proviamo però a fare un bilancio dei «no». L'architettura di sistema della scuola rimane inalterata (tre anni di scuola dell'infanzia, cinque di scuola elementare,


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tre di scuola media e cinque di superiori). Non si raggiunge l'obiettivo, inizialmente dichiarato e molto condivisibile, di terminare il percorso scolastico entro i 18 anni. Non lo si raggiunge perché per mettere in discussione la quinquennalità dei licei ci voleva troppo coraggio al centrodestra (che evidentemente non ce l'ha)! Ma non importa, perché le scorciatoie si trovano sempre. Si allargano le maglie per l'ingresso nella scuola (due anni e mezzo; cinque anni e mezzo) con una strizzata d'occhio alle sacrosante esigenze delle famiglie (ma poco supportate da motivazioni pedagogiche) e il gioco è fatto: abbiamo la riforma. Questa è la ratio del disegno di legge: cambiare poco, fingendo di qualificare la scuola. Le vere trasformazioni intanto procedono sugli altri fronti e con altri provvedimenti: tagli, attacco all'autonomia, neocentralismo, politica dei buoni scuola dilagante in tutte le regioni.
Ma cosa accadrà dopo questa legge se l'impianto di ciascun ordine di scuola - questa non è una domanda retorica, signor ministro, quindi vorrei una risposta - resterà invariato e se ognuna di esse dovrà essere ancora organizzata ai sensi delle vigenti leggi che non vengono abrogate? A che serviranno le sperimentazioni in atto che mettono in discussione la legge n. 148 del 1990 sulla scuola elementare se tale legge non è abrogata o perlomeno modificata in alcune sue parti? Dagli scarsi e poco cogenti criteri di questa legge potranno scaturire decreti legislativi con contenuti tali da mettere in discussione leggi vigenti. L'introduzione dell'insegnante unico, l'abolizione di fatto del team docente e la gerarchizzazione tra discipline previste dalla sperimentazione potranno essere applicati e generalizzati? A nostro avviso «no». La legge delega non prevede l'abrogazione della legge n. 148 del 1990 e nemmeno nuovi criteri da renderla inefficace con i decreti legislativi. I decreti legislativi non potranno contenere ciò che la delega non esplicita e allora i collegi dei docenti potranno continuare a organizzarsi come ritengono, avendo come riferimento una legge vigente (la legge n. 148 del 1990) e il regolamento di un'altra legge vigente (quella sull'autonomia didattica e organizzativa), e potranno allora fare obiezioni e ricorsi contro le indicazioni ministeriali che si discosteranno dalle leggi vigenti. Forse il Governo proverà a costringere i docenti ad andare indietro di decenni e forse ci riuscirà, ma non certo perché è legittimato a farlo (quindi non con la convinzione dei docenti e dei genitori), ma semplicemente perché le scarse risorse assegnate alle scuole non consentiranno che una scelta: quella dell'insegnante unico e del tempo parziale. Alla faccia della libertà di scelta e della ricchezza dell'offerta formativa (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e della Margherita, DL-l'Ulivo)!

PRESIDENTE. Nessun altro chiedendo di parlare sull'articolo 7 e sulle proposte emendative ad esso presentate, invito il relatore per la maggioranza ad esprimere il parere della Commissione.

ANGELA NAPOLI, Relatore per la maggioranza. La Commissione esprime parere contrario su tutti gli emendamenti all'articolo 7, ad eccezione degli emendamenti 7.100 e 7.101, che vanno votati ai sensi dell'articolo 86, comma 4-bis, del regolamento sui quali il parere è favorevole.

PRESIDENTE. Il Governo?

LETIZIA MORATTI, Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. Il Governo esprime parere conforme a quello del relatore per la maggioranza.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Titti De Simone 7.64, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.


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Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 380
Votanti 379
Astenuti 1
Maggioranza 190
Hanno votato
159
Hanno votato
no 220).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Grignaffini 7.49, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 402
Maggioranza 202
Hanno votato
170
Hanno votato
no 232).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Capitelli 7.50.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Grignaffini. Ne ha facoltà.

GIOVANNA GRIGNAFFINI. Signor Presidente, intervengo a titolo personale per rivolgere due domande al ministro Moratti.
In primo luogo, vorrei sapere se il ministro si è reso conto che, esprimendo parere favorevole sugli emendamenti della Commissione, di fatto ha svuotato la sua legge. Nel senso che il provvedimento che ci accingiamo ad approvare è una legge la cui attuazione è strettamente connessa al fatto che per ognuno dei titoli in essa elencati sarà necessaria una legge ordinaria per garantirne la copertura. Dunque, soprattutto adesso che sappiamo che la relatrice e il Governo hanno approvato il parere vincolante della Commissione bilancio, non stiamo votando una legge.
In secondo luogo, vorrei sottolineare che, oggi in Commissione, stiamo esprimendo il parere sul provvedimento relativo alla devoluzione, che sarà esaminato da questa Assemblea la prossima settimana. Si tratta di un'altra legge che contraddice in radice i temi e le norme contenute nel presente disegno di legge.
Dunque, cosa farà la maggioranza del Governo, scioglierà le sue contraddizioni decidendo che vale la legge che arriva prima? Sapete quello che state facendo alla scuola italiana dando messaggi contraddittori, che da una parte delegano alle regioni e dall'altra attribuiscono nuovamente poteri al centro? Pregherei il ministro di rispondere in ordine a questi due temi.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Capitelli 7.50, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione)

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 411
Votanti 407
Astenuti 4
Maggioranza 204
Hanno votato
171
Hanno votato
no 236).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Villetti 7.52, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.


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Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 408
Votanti 405
Astenuti 3
Maggioranza 203
Hanno votato
172
Hanno votato
no 233).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Colasio 7.45 e Capitelli 7.53, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 414
Votanti 407
Astenuti 7
Maggioranza 204
Hanno votato
173
Hanno votato
no 234).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Colasio 7.46 e Sasso 7.54, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 410
Votanti 403
Astenuti 7
Maggioranza 202
Hanno votato
173
Hanno votato
no 230).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Rusconi 7.47 e Sasso 7.55, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 416
Votanti 411
Astenuti 5
Maggioranza 206
Hanno votato
177
Hanno votato
no 234).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Martella 7.57, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 419
Votanti 413
Astenuti 6
Maggioranza 207
Hanno votato
179
Hanno votato
no 234).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Martella 7.56 non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 420
Votanti 415
Astenuti 5
Maggioranza 208
Hanno votato
180
Hanno votato
no 235).


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Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Carra 7.44 e Grignaffini 7.58, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 420
Votanti 418
Astenuti 2
Maggioranza 210
Hanno votato
179
Hanno votato
no 239).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Grignaffini 7.59, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 420
Votanti 418
Astenuti 2
Maggioranza 210
Hanno votato
182
Hanno votato
no 236).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Bulgarelli 7.2, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 424
Votanti 420
Astenuti 4
Maggioranza 211
Hanno votato
182
Hanno votato
no 238).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Detomas 7.27, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 420
Votanti 394
Astenuti 26
Maggioranza 198
Hanno votato
156
Hanno votato
no 238).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Bulgarelli 7.3, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 422
Votanti 417
Astenuti 5
Maggioranza 209
Hanno votato
176
Hanno votato
no 241).

Passiamo alla votazione dell'emendamento 7.100 (da votare ai sensi dell'articolo 86, comma 4-bis del regolamento).
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Morgando. Ne ha facoltà.

GIANFRANCO MORGANDO. Signor Presidente, intervengo molto brevemente. Questo è il primo dei due emendamenti che la Commissione bilancio ha posto come condizione alla Commissione di merito. Vogliamo soffermarci brevemente su questi due emendamenti. Tra l'altro, anticipo che, pur avendo chiesto la parola anche sul successivo emendamento 7.101


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della Commissione bilancio, rinuncerò ad intervenire. Vogliamo che resti agli atti dei lavori dell'Assemblea l'opinione da noi espressa in Commissione bilancio.
Ci troviamo in presenza di un provvedimento che non ha copertura finanziaria. Ci troviamo in presenza di un provvedimento che non rispetta l'articolo 81 della Costituzione. Ci troviamo in presenza di un provvedimento, su cui la Commissione bilancio ha espresso il parere con un metodo di lavoro piuttosto irrituale: siamo stati per tre giorni ad aspettare la relazione tecnica del Governo; la relazione non è mai arrivata; ad un certo punto la maggioranza ha pensato di poterne fare a meno. Era l'evidenza dello scontro, riportato da tutti i giornali, tra il ministero competente e il Ministero dell'economia e delle finanze.
Signor Presidente, questo provvedimento non ha copertura e viola l'interpretazione dell'articolo 81 data dalla Corte costituzionale, che stabilisce che, nelle leggi di delega, i mezzi di copertura debbano essere individuati ed individuabili nella stessa legge: devono essere individuati, vale a dire devono essere certi, devono esistere, oppure devono essere individuabili, vale a dire devono essere il frutto di un percorso visibile, certo, con la possibilità di decisioni discrezionali in ordine all'attivazione o meno delle risorse. Vorrei ricordare l'escamotage che, pur con il nostro dissenso, è stato utilizzato per la copertura della legge di delega in materia di fisco che rimandava alla legge finanziaria le decisioni di merito cui era legata, poi, l'individuazione delle risorse.
La Commissione bilancio ha cercato di mettere una pezza alla questione e con l'emendamento 7.101 (da votare ai sensi dell'articolo 8, comma 4-bis del regolamento) ha previsto che, prima di ogni decreto delegato, debba essere approvata una legge. È già stato chiesto: ma, allora, signor ministro, signor Presidente, cosa approviamo questa sera? Approviamo un gigantesco ordine del giorno. Non approviamo una legge, perché nello stesso testo diciamo che tutte le volte che dovremo applicare questa legge dovremo fare un nuovo provvedimento legislativo. È l'evidenza dei limiti del provvedimento che mi interessa in questo intervento.
Signor Presidente, signor ministro, almeno ci fosse uniformità di comportamento nelle decisioni della Commissione bilancio. Oggi, abbiamo votato il parere sulla delega in materia previdenziale e, pur senza l'assenso dell'opposizione, si è deciso che il parere della Commissione di merito e della Commissione bilancio sugli schemi dei decreti legislativi debba essere vincolante. Lo ha sostenuto la relatrice, la collega Santanchè, e di questo le abbiamo dato atto. Se almeno ciò fosse stato introdotto in questo provvedimento! È un po' ridicolo il vincolo ad un provvedimento legislativo successivo che deve dare base e certezza finanziaria (Commenti dei deputati Rizzi e Sasso).

PRESIDENTE. Onorevole Rizzi! Onorevole Sasso!

CESARE RIZZI. Ma rompe le scatole!

PRESIDENTE. Non dica così, perché l'oratore ha tutto il tempo per parlare. Onorevole Rizzi, lei non deve richiamare l'oratore; ci pensa il Presidente. Prego, onorevole Morgando.

GIANFRANCO MORGANDO. Signor Presidente, concludo (Applausi dei deputati dei gruppi della Margherita, DL-L'Ulivo e dei Democratici di sinistra-L'Ulivo). È assolutamente evidente che ci troviamo di fronte alla riproposizione di una prassi che, ormai, viene utilizzata quotidianamente dal Governo e dalla maggioranza: è la prassi della presentazione, della discussione e dell'approvazione di provvedimenti manifesto, di provvedimenti programmatici, che non hanno alcun fondamento finanziario né alcuna caratteristica di reale operatività (Applausi dei deputati dei gruppi della Margherita, DL-L'Ulivo e dei Democratici di sinistra-L'Ulivo - Congratulazioni).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Mariotti,


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al quale ricordo che ha un minuto di tempo a sua disposizione. Ne ha facoltà.

ARNALDO MARIOTTI. Signor Presidente, in aggiunta alle argomentazioni espresse dall'onorevole Morgando, vorrei dire che con questo articolo noi copriamo parzialmente il fabbisogno per dare la possibilità di anticipare l'iscrizione alla prima elementare.
A questo punto, voglio sollevare un problema specifico. Nel conteggio del fabbisogno riportato nella relazione tecnica si è tenuto conto del numero di alunni iscritti in questo anno 2002-2003 nella scuola materna statale, senza tener conto che non è obbligatorio andare alla scuola materna; inoltre, ci sono anche le scuole materne private. Pertanto, le preiscrizioni per il primo anno del primo ciclo in corso in questi mesi creeranno una condizione per cui a settembre i comuni non avranno le aule per contenere i bambini. Quindi, si scarica la contraddizione sui comuni, soprattutto verso quelli piccoli che avranno anche la necessità di trasportare gli alunni senza avere le risorse per farlo. Pertanto, l'unica norma di questa legge-delega che può partire creerà ingenti problemi agli enti locali. Per questo motivo, ci asteniamo su questo articolo.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Acquarone, al quale ricordo che ha un minuto a disposizione. Ne ha facoltà.

LORENZO ACQUARONE. Signor Presidente, vorrei ricordare all'Assemblea e che rimanesse a verbale che il primo caso di rinvio alle Camere di un provvedimento legislativo è stato operato per mancata copertura ex articolo 81 della Costituzione da un Presidente della Repubblica che prima era stato Governatore della Banca d'Italia. Ora, abbiamo un Presidente della Repubblica che è già stato Governatore della Banca d'Italia. Non sarebbe male che Lo scrittoio del Presidente fosse anche sui tavoli del Quirinale.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Sasso, al quale ricordo che ha un minuto a disposizione. Ne ha facoltà.

ALBA SASSO. Signor Presidente, l'altra sera, quando abbiamo concluso la nostra discussione, l'onorevole Boccia ha detto che questa non è una legge: è un manifesto programmatico. Voglio riprendere questa questione. Questa non è una legge perché non ha copertura finanziaria, come è stato spiegato molto bene fin qui. Soprattutto, vorrei dire che questa non è una riforma, perché una riforma migliora lo stato di cose esistenti. Questa proposta di legge, invece, fa tornare la scuola indietro e non permette l'elaborazione e la costituzione dei decreti attuativi e si limiterà dal prossimo anno scolastico a scassare il sistema: la scuola dell'infanzia, la scuola elementare e la diminuzione dell'obbligo. Quello che questo provvedimento porta a casa è solo questo: non affronta nessun problema reale della scuola, nessuna esigenza degli studenti, delle famiglie e del paese.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Pennacchi, al quale ricordo che ha un minuto a disposizione. Ne ha facoltà.

LAURA MARIA PENNACCHI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la correzione della Commissione bilancio è molto eloquente e tuttavia ne va evidenziato un significato implicito molto rilevante. Infatti, nel momento in cui si impone che i decreti legislativi possono essere emanati soltanto successivamente, si sta ammettendo la totale assenza della copertura della delega, per quanto riguarda le misure che avranno immediata operatività, per cui si è provveduto ad una parziale copertura, e soprattutto per le misure prospettiche. In questo modo, noi stiamo cambiando radicalmente il


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senso e la forma della delega che assume una forma programmatica, fattispecie di cui non esiste una normatività nei nostri ordinamenti.
Quindi siamo di fronte ad un'invalidità della delega stessa e all'impossibilità di emanare decreti di alcun genere (Commenti dei deputati del gruppo della Lega nord Padania). Tutto questo è molto grave: noi stiamo violando l'articolo 81 della Costituzione - anche se vengono poste queste correzioni - ed anche gli articoli che impongono norme precise alla legislazione delegata. Lo ripeto: tutto questo è molto grave ed io chiedo che rimanga agli atti - è per questo che sono intervenuta - la mia forte contrarietà.

PRESIDENTE. Quel che si dice in quest'aula resta sicuramente agli atti.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Rusconi, al quale ricordo che ha un minuto a sua disposizione. Ne ha facoltà.

ANTONIO RUSCONI. Signor Presidente, intervengo brevemente a titolo personale. Tuttoscuola è una tra le riviste via Internet più diffuse in materia ed afferma che con i finanziamenti previsti vi sarà posto per 16 mila alunni in prima elementare. Viene calcolato che 7 mila alunni saranno destinati ad una prima paritaria. Vorremmo sapere se gli altri 64 mila - e secondo quale sorteggio - finiranno in classe o meno. Mi sembra una domanda lecita da parte del mondo della scuola (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 7.100 (da votare ai sensi dell'articolo 86, comma 4-bis del regolamento) accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 403
Votanti 236
Astenuti 167
Maggioranza 119
Hanno votato
229
Hanno votato
no 7).

Avverto che l'emendamento Rusconi 7.48 risulta precluso.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 7.101 (da votare ai sensi dell'articolo 86, comma 4-bis, del regolamento).
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Maurandi, al quale ricordo che ha un minuto a sua disposizione. Ne ha facoltà.

PIETRO MAURANDI. Signor Presidente, questo emendamento della Commissione bilancio è frutto di una consapevolezza e, contemporaneamente, di una mancanza di coraggio, o almeno di coerenza, da parte della maggioranza della Commissione. Affermare che prima dei decreti delegati bisogna approvare provvedimenti legislativi di copertura significa dire che nella legge delega la copertura non è prevista. Ebbene, di fronte a questa situazione, anziché rifiutare il metodo, ci si rifugia in una forma di copertura anomala, cioè non contestuale, in violazione della Costituzione. Infine, subordinare i decreti delegati a provvedimenti di copertura significa che questo è un provvedimento non operativo, così detto «manifesto»; per di più, ciò significa affidare gli interventi - peraltro sbagliati e controriformatori - sulla scuola al Ministro dell'economia. Questa, in generale, non è una buona politica e, nel caso specifico, lo è meno che mai se si fa riferimento all'attuale ministro dell'economia. Ci troviamo di fronte ad un implicito riconoscimento di inutilità di questo provvedimento e questo ci fa piacere, ma contemporaneamente siamo di fronte ad un tentativo di rabberciare una copertura che non vi è.
Per questa ragione, su questo emendamento, annuncio il voto contrario del


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mio gruppo (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Carli, al quale ricordo che ha un minuto a sua disposizione. Ne ha facoltà.

CARLO CARLI. Signor Presidente, signor ministro, questo provvedimento è profondamente sbagliato; tante volte in Commissione le abbiamo fatto presente che esso ci riporta molto indietro, quanto meno a prima della legge istitutiva della scuola dell'obbligo e cioè, al 31 dicembre 1962.
Voi avete detto che non avreste accolto nessun emendamento perché volevate approvare questo provvedimento alla Camera senza tornare al Senato. Vi abbiamo detto che esso è incostituzionale perché non rispetta l'obbligo scolastico e perché non ha copertura finanziaria, ma voi avete continuamente sostenuto che ciò non è vero. Oggi siete costretti a dover accogliere le prescrizioni provenienti dalla Commissione bilancio. Se accoglievate almeno qualche nostro emendamento, certamente non avreste risolto il problema - perché quello in oggetto rimane sempre un provvedimento sbagliato -, ma almeno avreste ottenuto qualche miglioramento.
Avete opposto una sordità ed una chiusura indegna per il Parlamento e per il nostro paese (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Grignaffini. Ne ha facoltà.

GIOVANNA GRIGNAFFINI. Signor Presidente, stiamo votando un emendamento il quale afferma che tutto ciò che è scritto in questo provvedimento, se non vi sarà un'altra legge che preveda una copertura, non vale.
Leggendo il provvedimento, le uniche cose che non hanno bisogno di altra copertura sono la reintroduzione del voto in condotta ed il fatto di ricondurre la scuola a criteri di formazione spirituale e morale.
Non state votando un provvedimento, ma il ritorno all'ordine nella scuola ed una nuova idea di scuola come apparato ideologico per tenere aperto un canale di comunicazione con quel mondo che ancora sfugge al monopolio culturale già gestito dalle televisioni di Governo (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Panattoni, a cui ricordo che ha a disposizione un minuto di tempo. Ne ha facoltà.

GIORGIO PANATTONI. Signor Presidente, intervengo a titolo personale. Signor ministro, lei che ha un'aria molto gentile, perché vuole così male ai bambini ed ai ragazzi (Commenti dei deputati dei gruppi di Forza Italia, di Alleanza nazionale e della Lega nord Padania)? Quanti anni ci vorranno per realizzare una riforma di questo tipo se, per ogni decreto legislativo, occorrerà varare una legge? Quanti anni di incertezza stiamo dando ai nostri ragazzi? Perché si ostina a punirli così duramente? Non dovremmo essere un pochino più buoni con i ragazzi che costituiscono il nostro futuro?
Questa riforma, oltre ad essere sbagliata, è stranamente punitiva (Commenti dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale). Credo che abbiate preso la strada più sbagliata possibile!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Russo Spena, al quale ricordo che ha a disposizione un minuto di tempo. Ne ha facoltà.

GIOVANNI RUSSO SPENA. Signor Presidente, l'emendamento in esame è particolarmente importante e, pertanto, in maniera determinata esprimeremo un voto contrario sul medesimo (abbiamo già discusso a fondo in Commissione bilancio).


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A volte, vi sono proposte emendative che servono a chiarire un intero e complesso discorso. Si tratta di un emendamento allusivo di una difficoltà, di una contraddizione anche all'interno della compagine governativa, con tratti di profonda incostituzionalità.
Tre sono i profili di incostituzionalità: in primo luogo, si prosegue sulla strada dei decreti taglia spese, dell'accentramento in mano al ministro Tremonti del potere finanziario, quasi come una sorta di oligarchia che tracima e trasferisce anche il merito dei provvedimenti al potere finanziario. In secondo luogo, come è stato notato (lo abbiamo affermato lungamente in Commissione bilancio), non vi è copertura, in base all'articolo 81 della Costituzione, perché si prevede che occorreranno provvedimenti legislativi di copertura per ogni decreto legislativo attuativo. In terzo luogo, si muta lo stesso profilo costituzionale della legge delega: la legge delega diventa una legge puramente programmatoria, una legge manifesto, mentre la stessa, per la nostra Costituzione, deve prevedere profili esecutivi. Pertanto, vi sono tre tratti di incostituzionalità.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Morgando. Ne ha facoltà.

GIANFRANCO MORGANDO. Signor Presidente, intervengo brevemente a titolo personale perché le argomentazioni le ho già svolte precedentemente.
Noi esprimeremo un voto contrario sull'emendamento in esame per due ordini di ragioni: è un emendamento ridicolo, mi permetto di dirlo, perché stiamo affermando che porremo in essere un successivo provvedimento legislativo per reperire le risorse necessarie a coprire una legge che ci accingiamo ad approvare. È una cosa ridicola! È, inoltre, un emendamento incostituzionale perché la Costituzione non prevede queste forme di copertura.
Si tratta di un provvedimento che si pone contro la Costituzione ed il buonsenso, anche dal punto di vista finanziario (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 7.101 (da votare ai sensi dell'articolo 86, comma 4-bis del regolamento), accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 412
Votanti 408
Astenuti 4
Maggioranza 205
Hanno votato
243
Hanno votato
no 165).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Capitelli 7.60, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 409
Votanti 406
Astenuti 3
Maggioranza 204
Hanno votato
171
Hanno votato
no 235).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Sasso 7.61, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.


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Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 410
Votanti 408
Astenuti 2
Maggioranza 205
Hanno votato
166
Hanno votato
no 242).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Colasio 7.62, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 419
Votanti 417
Astenuti 2
Maggioranza 209
Hanno votato
173
Hanno votato
no 244).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Grignaffini 7.63, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 411
Votanti 409
Astenuti 2
Maggioranza 205
Hanno votato
169
Hanno votato
no 240).

Passiamo alla votazione dell'articolo 7.

GERARDO BIANCO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GERARDO BIANCO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prima di passare agli ultimi voti, vorrei stigmatizzare il clima assurdo nel quale si è svolto l'intero dibattito. Si trattava di un argomento di grande rilievo e di grande importanza. Non vi è stata invece alcuna ragionevolezza e non vi è stato nessun reale confronto.
Se mi permette vorrei dedicare al ministro Moratti, al presidente della Commissione cultura Adornato e alla maggioranza un passo di Platone: Il vero e il falso di ogni vera questione si apprendono insieme dedicandovi molta attenzione e molto tempo. Quando tutti questi elementi, nomi, immagini, sensazioni, vengono con fatica messi insieme, a contatto gli uni con gli altri e discussi con domande e risposte che qui non vi sono state, in dibattiti privi di animosità e di ostilità, allora l'intelligenza e la conoscenza brillano intorno ad ogni problema.
Qui non hanno brillato né la conoscenza né l'intelligenza (Applausi dei deputati dei gruppi della Margherita, DL-l'Ulivo e dei Democratici di sinistra-l'Ulivo)!

PRESIDENTE. La conclusione del dibattito con Platone non è poca cosa! Prego i colleghi di apprezzarla! Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 7, nel testo emendato.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 421
Votanti 419
Astenuti 2
Maggioranza 210
Hanno votato
246
Hanno votato
no 173).

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