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quell'area, di un deposito di materiale nucleare, per il rifornimento di sottomarini e navi della Nato;
di Monte Gallo e lo Sparviere siciliano, presenti esclusivamente in questa zona;
previste avrebbero avuto indubbia influenza sulle Riserve terrestri di Capo Gallo e sull'Area Marina Protetta di Capo Gallo-Isola delle Femmine;
la provincia di Brindisi, come risaputo, è stata dichiarata area di rischio ambientale;
è, altresì, noto che in tale territorio insiste uno dei più grandi poli energetici del Paese (oltre 5000 megawatt);
nel porto di Brindisi, inoltre, sono ubicati depositi di gasolio di rilevanti dimensioni, per l'approvvigionamento di navi della marina militare, peraltro, in procinto di essere ricollocati presso la zona portuale denominata «Capobianco»;
nell'area citata, infine, il Governo ha autorizzato la società inglese British-Gas a realizzare un grande impianto di rigassificazione, che è al centro di forti polemiche locali;
da recenti articoli di stampa, ma soprattutto da alcune ipotesi avanzate dal notaio Michele Errico, ex sindaco di Brindisi, notoriamente impegnato sui temi di carattere ambientale, è stata paventata l'eventualità della costruzione, sempre in
a fronte di tale situazione è opportuno far rilevare il crescente allarme, che si è determinato nella popolazione brindisina -:
se quanto esposto corrisponda al vero e, in caso affermativo, se non intenda fornire un'utile, dovuta e dettagliata informazione per tranquillizzare la comunità interessata, nonché attivarsi onde evitare ulteriori rischi, in termini di sicurezza, ad un territorio di per sé già gravido di seri problemi.
(3-03127)
secondo quanto denunciato dal Coordinamento Ambiente e Salute - Terra di Lavoro, nei prossimi mesi dovrebbero essere realizzate in Terra di Lavoro (provincia di Caserta) una serie di strutture per lo smaltimento di rifiuti tossici che minacciano di arrecare gravi danni all'ambiente e alla salute pubblica;
più precisamente, una società denominata Piattaforma s.p.a. avrebbe presentato un progetto per la realizzazione a Pignataro Maggiore, in provincia di Caserta, di un centro per lo smaltimento di arsenico, cianuro, metalli pesanti, amianto e altre non meglio precisate sostanze tossiche; stando alla denuncia del Coordinamento Ambiente e Salute, il progetto sarebbe prossimo ad essere approvato;
risulta all'interrogante che la realizzazione della centrale di Pignataro Maggiore si inserirebbe in un più vasto progetto che prevede l'insediamento di megacentrali a Sparanise, Presenzano, Orta di Atella e Teverola, di una discarica e di una struttura per lo stoccaggio delle ecoballe a Cerinola, nonché di depositi di scorie nucleari a Sessa Aurunca, scorie provenienti dallo smantellamento della Centrale Nucleare del Garigliano -:
se il ministero dell'ambiente sia effettivamente a conoscenza del progetto presentato dalla società Piattaforma s.p.a. e, in tal caso, se, a suo parere, esso presenti i requisiti di sicurezza e affidabilità necessari per dar luogo ad attività ad altissimo rischio per l'ambiente e la popolazione come lo smaltimento di rifiuti tossici;
se, per il progetto in oggetto, sia stata effettuata la valutazione di impatto ambientale;
se risponda al vero che nel territorio di Terra di Lavoro sia previsto l'insediamento di megacentrali per lo smaltimento dei rifiuti - provenienti da altre regioni d'Italia - a Sparanise, Presenzano, Orta di Atella, Teverola e Cerinola e se non ritenga che una tale concentrazione di attività ad alto rischio costituisca un impatto ambientale intollerabile per una zona già devastata dallo smaltimento clandestino di rifiuti tossici di ogni tipo;
se risponda al vero che in prossimità di un grosso centro abitato come quello di Sessa Aurunca sia previsto l'allestimento di un sito per lo stoccaggio delle scorie nucleari provenienti dalla centrale dismessa del Garigliano.
(4-09152)
Capo Gallo è un'area di particolare rilevanza paesaggistico-ambientale. Le zone più inaccessibili del Monte Gallo ospitano boscaglie di leccio e comunità rupestri ricche di interessanti aspetti botanici: ginestra, euforbia, ferula, sono solo alcune delle piante che nel periodo della loro fioritura impartiscono spettacolari colorazioni ai pendii che circondano il luogo. Inoltre tra le entità endemiche di habitat rupestri subcostieri, meritano specifica menzione la Camomilla
l'ecosistema marino è caratterizzato da fondali con vaste praterie di alga posidonia, la cui presenza e il cui stato di conservazione sono considerati parametri atti a fornire informazioni sulla trasparenza dell'acqua, sulla composizione dei sedimenti, sul livello degli scambi idrici ed è in generale ritenuta elemento qualificante dello stato dell'ambiente che essa elegge a dimora. Esercita inoltre un'azione di fissazione dei fondali e contribuisce allo smorzamento idrodinamico del moto ondoso e delle correnti di fondo. L'ecosistema da essa caratterizzato costituisce un ambiente indispensabile per la riproduzione e la protezione di organismi che sono alla base della catena alimentare dalla quale dipende la presenza di fauna ittica pregiata per l'economia umana, come tonni, ricciole, pesci luna e verdesche. In virtù del ruolo multifunzionale che la posidonia esercita nei sistemi costieri è oggetto di viva preoccupazione la tendenza alla sua diffusa e costante regressione; per questa ragione è da tempo inserita fra le specie protette (Direttiva 92/43 UE);
vista la rilevanza delle numerose comunità viventi presenti lungo la costa, la varietà paesaggistica e l'importanza delle emergenze geomorfologiche, l'area intorno a Capo Gallo è stata istituita riserva naturale con decreto del 21 giugno 2001 dell'Assessorato Territorio ed Ambiente della Regione Sicilia e fa parte dei siti di interesse comunitario e delle zone a protezione speciale individuati ai sensi della Direttiva CEE «Habitat» (92/43/CEE) e della Direttiva CEE «Uccelli» (74/409/CEE) recepiti con decreto del Presidente della Repubblica 3357 dell'8 settembre 1997; dal 24 luglio 2002 è inoltre Area marina protetta a seguito di decreto del ministero dell'ambiente e della tutela del territorio (Gazzetta Ufficiale n. 285 del 5 dicembre 2002);
nel suddetto contesto ambientale si inserisce il porticciolo di Fossa del Gallo, approdo a prevalente uso stagionale, protetto da un molo foraneo dello sviluppo di circa 202 metri e completato a terra da un banchina di riva con retrostante piazzale;
l'Assessorato regionale al turismo ha inserito nel piano delle infrastrutture per la nautica da diporto della Regione Sicilia la programmazione dell'ampliamento del Porto di Fossa del Gallo finanziando, con D. A. del l6 novembre 2001, le opere di potenziamento di ricettività del porto;
il comune di Palermo ha quindi chiesto ed ottenuto dal Genio civile la predisposizione di un progetto, l'attuazione del quale risulterebbe piuttosto «invasiva» prevedendo, tra l'altro, il prolungamento del molo foraneo fino a m. 314, l'allargamento di circa m. 2 del «massiccio di sovraccarico» e la costruzione di un muro paraonde sino a m. 5,5 sul livello del mare;
l'Assessorato regionale territorio e ambiente ha comunicato, con nota 25095 del maggio 2002, al comune di Palermo che, per l'entità dei lavori da realizzare e per le particolari caratteristiche della zona (contiguità alla riserva naturale e alla riserva marina), il progetto dovesse essere sottoposto alle procedure necessarie per il rilascio del giudizio di compatibilità ambientale di cui all'articolo 5 decreto del Presidente della Repubblica 12 aprile 1996 recepito con legge regionale 6 del 2001;
il comune di Palermo chiedeva allora all'Assessorato, con nota 2588/15 del 13 giugno 2002, la riconsiderazione della suddetta richiesta di procedura V.I.A. (Valutazione impatto ambientale), tenendo conto che la dilatazione dei tempi che tale procedura implica, avrebbe causato la perdita del finanziamento per l'esecuzione delle opere;
il Dipartimento Territorio ed Ambiente Servizio 7 Valutazione impatto ambientale ha inviato al comune di Palermo una determina con la quale revocava la suddetta nota 25095 del maggio 2002, pur ritenendo opportuno ribadire, con nota 881 del 28 giugno 2002, che le opere
a tuttora non risultano essere stati consultati, per esprimere parere sull'opera da realizzare, né l'Ente gestore della Riserva naturale orientata di Capo Gallo (Azienda foreste demaniali della Regione Siciliana), né l'Ente gestore della Riserva naturale orientata di Isola delle Femmine (L.I.U.P.), né l'Ente gestore provvisorio dell'Area marina protetta Capo Gallo-Isola delle Femmine (Capitaneria di porto di Palermo);
la circolare n. 15208 del 7 ottobre 1996 del ministero dell'ambiente così riporta: «la VIA deve prendere in considerazione anche le interazioni degli impatti indotti dall'opera complessiva sul sistema ambientale, che non potrebbero essere apprezzate nella loro completezza se non con riguardo anche agli interventi che, ancorché al momento non ne sia prospettata la realizzazione, siano poi posti in essere per garantire la piena funzionalità dell'opera stessa»;
il previsto ampliamento del porto di Fossa del Gallo comporterà la realizzazione di una serie di opere a terra lungo la strada pubblica di accesso al porto ed interventi sia sulla sede stradale sia sulla fascia costiera, che ricadranno quindi all'interno dell'area sottoposta a vincolo paesaggistico di Monte Gallo (D.A. del 24 giugno 1990); della zona B del Piano Parchi e Riserve di Monte Gallo di cui al D.A.R.T.A. n. 438/44 del 21 giugno 2001; in area sottoposta a vincolo idrogeologico nonché ricadente all'interno della perimetrazione del Vincolo Paesaggistico ai sensi della legge 431/85. Tutto ciò ad esclusivo vantaggio di poche imbarcazioni di diporto e a svantaggio di tutti coloro che ogni anno prediligono questo litorale per la sua bellezza e per la balneazione in un mare «pulito»;
il quadro costituito dagli elementi qui riportati, ove rispondenti al vero, costituirebbe la dimostrazione che il comportamento tenuto dal comune di Palermo e dall'Assessorato territorio e ambiente della Regione Sicilia contrasta palesemente con i dettami normativi vigenti; in particolare il provvedimento di revoca della richiesta di rilascio del giudizio di compatibilità ambientale violerebbe l'applicazione del decreto del Presidente della Repubblica 2 dicembre 1997 n. 509 articolo 5 -:
quali iniziative il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio intenda assumere per verificare la fondatezza di quanto qui denunciato;
se non intenda operare, qualora tale denuncia fosse confermata, affinché sia ristabilito il pieno rispetto delle norme attualmente vigenti, anche in considerazione dell'immenso valore ambientale, paesaggistico e scientifico che le zone interessate rappresentano tanto per la Sicilia che per il paese intero.
(4-09165)