Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 463 del 6/5/2004
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Seguito della discussione della proposta di legge: Bertinotti ed altri: Istituzione di un nuovo meccanismo di indicizzazione automatico delle retribuzioni da lavoro dipendente (1032) (ore 11,50).

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione della proposta di legge di iniziativa dei deputati Bertinotti ed altri: Istituzione di un nuovo meccanismo di indicizzazione automatico delle retribuzioni da lavoro dipendente.
Ricordo che nella seduta del 26 aprile si è conclusa la discussione sulle linee generali.

(Esame dell'articolo unico - A.C. 1032)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo unico della proposta di legge, del quale la Commissione propone la reiezione, e del complesso delle proposte emendative ad esso presentate (vedi l'allegato A - A.C. 1032 sezione 3).
Avverto che le Commissioni I (Affari costituzionali) e V (Bilancio) hanno espresso i prescritti pareri (vedi l'allegato A - A.C. 1032 sezioni 1 e 2).
Avverto che il parere della V Commissione ( Bilancio) reca una condizione soppressiva dell'articolo unico del provvedimento, ai sensi dell'articolo 86, comma 4-bis, del regolamento, al fine di garantire


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il rispetto dell'articolo 81, quarto comma, della Costituzione.
Nessuno chiedendo di parlare, invito il relatore ed esprimere il parere della Commissione (Dai banchi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo si grida: «Presidente, non c'è neanche il Governo!»)... Starà arrivando! Via, colleghi, c'è il relatore! Per il Governo è presente il sottosegretario Santelli (Commenti dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo)...
Onorevoli colleghi, scusate, se volete posso sospendere per 5 minuti...

PIERO RUZZANTE. Sì!

PRESIDENTE. ...però, obbiettivamente, a me sembra che si possa procedere! Prego, onorevole Campa, la invito ad esprimere il parere della Commissione.

CESARE CAMPA, Relatore per la maggioranza. Il parere è favorevole sugli identici emendamenti 1.10 della Commissione e Dario Galli 1.11. La Commissione esprime invece parere contrario sulle restanti proposte emendative riferite all'articolo unico.

PRESIDENTE. Il Governo?

JOLE SANTELLI, Sottosegretario di Stato per la giustizia. Il Governo si rimette all'Assemblea.

ALFONSO GIANNI, Relatore di minoranza. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ALFONSO GIANNI, Relatore di minoranza. Signor Presidente, vorrei fare un'obiezione di fondo che riguarda l'ordine dei lavori. Il tema dell'indicizzazione automatica delle retribuzioni riguarda la sopravvivenza a fine mese di milioni di lavoratori. Trovo francamente indecente che se ne discuta in una situazione di totale confusione e, con tutto il rispetto per il sottosegretario Santelli, in assenza di un rappresentante del Governo che sia in grado di fronteggiare una situazione che richiede competenze economiche, di capacità di spesa e di bilancio, e, se mi permette, anche una certa conoscenza del mondo del lavoro in questo paese.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE ALFREDO BIONDI (ore 11,56)

ALFONSO GIANNI, Relatore di minoranza. Questo non mi pare un modo di procedere serio! Oltre ad essere relatore di minoranza, io faccio parte di coloro che la legge l'hanno proposta e sollecitata e quindi non le chiedo il rinvio di un dibattito che abbiamo a cuore. Le chiedo, però, che questa discussione abbia luogo con la dovuta serietà e con i tempi necessari per permettere a tutti di intervenire, perché a tale questione, sia chiaro, nessuna forza politica può sottrarsi. Qui non si tratta di chiacchiere, ma di soldi da dare a gente che vive con poche centinaia di euro al mese!
Voglio che sia ben chiara quale sia la responsabilità che ogni forza politica si assume in quest'aula di fronte ai cittadini. È questo un richiamo al suo senso di responsabilità e anche naturalmente a quello del Governo. Mi dica se in queste condizioni si può procedere! Io naturalmente sono pronto a darle i pareri, come relatore di minoranza, sugli emendamenti presentati - questo è ovvio - ma non mi sembra che questa sia la maniera corretta di procedere.

ELENA EMMA CORDONI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ELENA EMMA CORDONI. Signor Presidente, poiché l'andamento dei nostri lavori è stato deciso da un voto espresso da quest'Assemblea, era chiaro che, alla decisione così assunta dalla maggioranza, seguisse necessariamente il passaggio alla discussione del provvedimento iscritto al successivo punto all'ordine del giorno. Pertanto,


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dovremmo essere posti nelle condizioni di poter svolgere il confronto e la discussione su un provvedimento - i cui contenuti all'attenzione di quest'aula e del paese sono importanti e rilevanti - che richiede senz'altro la presenza del Governo, dal momento che la questione riguardante le condizioni ed il potere di acquisto dei salari e delle pensioni ha tenuto impegnato il paese per molte settimane e per molti mesi.
Ricordo che il provvedimento era all'ordine del giorno già la settimana scorsa; ritengo pertanto che si sarebbero dovuti svolgere gli interventi sul complesso degli emendamenti; a questo punto non so più quale sia la situazione dal punto di vista procedurale, perché la fretta e la velocità con cui è stato iscritto all'ordine del giorno questo provvedimento ritengo abbia impedito - aiutatemi a chiarirlo - di intervenire sul complesso degli emendamenti prima di procedere alla votazione degli stessi.

EMILIO DELBONO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

EMILIO DELBONO. Signor Presidente, mi associo alle considerazioni dei colleghi Alfonso Gianni e Cordoni, perché, pur non avendo noi condiviso il contenuto della proposta di legge di cui è primo firmatario l'onorevole Bertinotti (e avremo modo di spiegarlo nel corso dell'esame in aula), non sfugge tuttavia a nessuno il fatto che il tema di una infiammata inflazionistica e di una forte erosione del potere d'acquisto dei salari dei lavoratori e dei pensionati meriti in questa sede un dibattito ed un confronto seri ed autorevoli.
Ritengo che una interlocuzione in questo senso con il Governo, che è il soggetto che ha più pesantemente inciso sul dibattito in Commissione e che ha sostanzialmente impedito la predisposizione di proposte alternative a quelle avanzate dal gruppo di Rifondazione comunista, sarebbe quanto mai opportuno. Dico questo senza voler mancare di rispetto al sottosegretario per la giustizia Santelli, ma perché - come è a tutti noto - sul contenuto di questa proposta di legge si sono più volte espressi sia il sottosegretario Viespoli sia il sottosegretario Sacconi, quindi interlocutori autorevoli, trattandosi di un tema di altissima attualità che divide il paese e che incide non poco sulla stato della qualità della vita di molti cittadini.

PRESIDENTE. Pur ritenendo che il Governo sia autorevolmente rappresentato dal sottosegretario alla giustizia, Santelli, reputo opportune le osservazioni del collega Gianni e degli altri colleghi intervenuti, relative alla necessità che sia presente un rappresentante del Governo competente per materia, attesa la rilevanza politica della proposta di legge in esame.
Ritengo pertanto opportuno sospendere la seduta, in attesa dell'arrivo in aula di un rappresentante del Ministero del lavoro e delle politiche sociali.

La seduta, sospesa alle 12, è ripresa alle 12,45.

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi prego di prestare un po' di attenzione.
A seguito di una giusta richiesta, avevo sospeso la seduta per consentire al rappresentante del Governo competente per materia di giungere in aula. Poiché persiste qualche difficoltà, e poiché ritengo che i lavori della Camera non possano essere subordinati alle decisioni del Governo (che, inizialmente, era rappresentato dal sottosegretario Santelli; ma successivamente ho ritenuto di accogliere la richiesta circa la presenza di un rappresentante del Governo competente per materia), ritengo che non si possa attendere oltre.
Mi dolgo che il Governo non sia presente perché, dato l'attuale numero dei ministri e dei sottosegretari, la sua presenza dovrebbe essere garantita, il che, invece, non avviene (Applausi).

PIERLUIGI CASTAGNETTI. Vergogna!

PRESIDENTE. Me ne dolgo sinceramente e, siccome rispetto l'istituzione parlamentare,


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della quale faccio parte da numerose legislature (come qualcuno ha osservato, anche recentemente), mi riservo di rimettere la questione al Presidente della Camera, anche in riferimento alla prosecuzione dell'iter.
Il seguito del dibattito è rinviato ad altra seduta.

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