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PRESIDENTE. L'onorevole Cesaro ha facoltà di
LUIGI CESARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole sottosegretario, Sant'Antimo è un comune della provincia di Napoli che dista dal capoluogo 16 chilometri e conta circa quarantamila abitanti, su un'area di 6 chilometri. È un centro urbano sviluppatosi tra la via Appia ad est e la linea ferroviaria Napoli-Aversa ad ovest; è punto di convergenza di un fitto reticolo di strade provenienti da vari centri, in prevalenza da quelli della cosiddetta «Terra di lavoro», che abbraccia gran parte dei comuni della provincia di Caserta, perché si trova al confine tra Caserta e Napoli. Come molti paesi della cintura urbana e dell'hinterland napoletano, sin dalla fine degli anni Settanta ha subito in modo violento la presenza sul proprio territorio di elementi malavitosi, legati in buona parte al crimine organizzato.
nella cosiddetta zona dei «Mazzoni», territorio dell'agro Aversano ove prosperava la raccolta stagionale di pomodori, per mancanza di lavoro si sono riversati, a più riprese, sul territorio di tale comprensorio. Sant'Antimo esprime, in prevalenza, lavoratori addetti al terziario e all'impiego, e non consta di grosse aziende. La zona non ha risorse agricole; pertanto, i numerosi extracomunitari (circa 3 mila, tra residenti e domiciliati), in prevalenza di etnia indiana e centroafricana, quasi tutti di religione musulmana, sono dediti a lavori manuali: chi nelle tante fabbriche calzaturiere sommerse (soprattutto gli indiani) dei comuni limitrofi di Grumo Nevano e di Arzano, chi sfruttati nel lavoro nero dell'edilizia.
PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per l'interno, onorevole Mantovano, ha facoltà di
ALFREDO MANTOVANO, Sottosegretario di Stato per l'interno. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il ministro dell'interno ha reso una informativa urgente in quest'Assemblea, il 7 aprile scorso, sulla sicurezza e sull'ordine pubblico a Napoli: ad essa mi richiamo integralmente per gli approfondimenti di carattere generale e per le strategie complessive di prevenzione e di contrasto, ricordando che l'attenzione che il Governo sta prestando a Napoli, soprattutto negli ultimi mesi, si estende ovviamente anche all'hinterland del capoluogo.
sequestrarne 87; di eseguire controlli su 12 esercizi commerciali (per 8 dei quali sono state accertate violazioni). Sono state svolte, inoltre, 19 perquisizioni domiciliari e 32 perquisizioni personali. Sono numeri importanti, se si tiene conto delle realtà sulle quali incidono, che testimoniano un'imponente attività di prevenzione e contrasto della criminalità.
PRESIDENTE. L'onorevole Cesaro ha facoltà di replicare.
LUIGI CESARO. Signor Presidente, sono molto soddisfatto dell'illustrazione del sottosegretario, onorevole Mantovano, ma voglio soltanto dire che non risulta che al posto di polizia vi siano 20 persone in organico...
ALFREDO MANTOVANO, Sottosegretario di Stato per l'interno. Ve ne sono 22.
LUIGI CESARO. Non è così. Lo so con sicurezza, perché vivo in questa realtà. Comunque, sono rimasto soddisfatto dalla sua risposta e spero si possa, quanto più possibile, aumentare l'organico.
Da allora, e fino ad oggi, si è assistito ad un vertiginoso aumento di fatti criminosi (omicidi, ferimenti, furti e rapine), che hanno minato fortemente l'ordine e la sicurezza pubblica, facendo così assurgere a livello nazionale - ad opera dei mass media - solo il lato negativo della comunità santantimese, che in qualche occasione veniva indicata come composta da soggetti «da terzo mondo».
Per questa mutata realtà sociale, il 29 novembre 1990 il consiglio comunale di allora votò, all'unanimità, un ordine del giorno che prevedeva l'istituzione di una tenenza dei carabinieri o, in alternativa, quella di un commissariato della Polizia di Stato. A causa di forti resistenze da parte dei poteri istituzionali, purtroppo non si sortì l'effetto desiderato.
Il 15 febbraio 1996, l'allora sindaco, a seguito di un ennesimo efferato omicidio posto in essere da malavitosi ai danni di un giovanissimo incensurato, chiese alle competenti autorità l'istituzione di un posto di Polizia sul territorio. Si trattava di una richiesta che aveva riscontrato un incondizionato consenso della cittadinanza, la quale, attraverso le sue articolazioni politiche, sociali, civili e religiose, aveva avuto modo di manifestare in modo solenne - attraverso il consiglio comunale tenuto in piazza il 29 gennaio 1995 e la raccolta di oltre 5 mila firme a sostegno di una maggiore presenza della forza pubblica sul territorio - la più netta avversione alla cultura della morte e della prevaricazione messa in atto dalla criminalità organizzata.
Nella prima decade del mese di luglio 1996, fu istituito il posto di Polizia e successivamente, circa due anni fa, la tenenza dei carabinieri. Le forze di polizia attualmente presenti sul territorio sono gli uomini della citata tenenza dei carabinieri, circa 20 unità, l'organico del posto di Polizia, distaccato dal commissariato di Frattamaggiore, composto da pochissime unità e, infine, 25 unità della Polizia municipale.
Da qualche anno, la comunità santantimese ha subito una massiccia presenza di cittadini extracomunitari, che, già presenti
Dalla comunità africana e da quella dei cittadini dei paesi dell'est si è evidenziato il nascere del fenomeno della prostituzione e dello spaccio di stupefacenti. Si può affermare, senza tema di smentita, che il territorio del comune di Sant'Antimo è diventato quasi un ghetto-dormitorio per extracomunitari, che, loro malgrado, sono costretti a vivere in ambienti fatiscenti, pagando somme esorbitanti per tali tuguri.
Considerato che la situazione enunciata evidenzia un allarme per l'ordine pubblico per la presenza sia del crimine organizzato, sia di quello cosiddetto minore, si chiede quali misure si intendano adottare e se vi sia la possibilità di potenziare, con un congruo numero di elementi, il già esistente posto di Polizia o di valutare, per un immediato prossimo futuro, l'istituzione di un commissariato di Polizia a Sant'Antimo, in provincia di Napoli.
Nel territorio di Sant'Antimo operano sodalizi camorristici, quali il clan Puca, in contrasto, per la gestione dei traffici illeciti, con quelli rivali dei Verde e dei Ranucci. I Verde, a loro volta, sono collegati con altri clan criminali, tra cui i Casalesi ed i Marrazzo, e gestiscono traffici illeciti anche nei comuni limitrofi di Casandrino e di Grumo Nevano.
Nel corso di due riunioni del comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica convocate dal prefetto di Napoli, nel gennaio scorso, è stata posta l'attenzione sulla frequenza di alcuni episodi di criminalità predatoria ad opera di giovani che - soprattutto nei fine settimana - si sono verificati nel centro cittadino di Sant'Antimo.
In tale contesto, sono stati ulteriormente rafforzati i servizi di controllo del territorio, secondo dispositivi coordinati tra le forze di polizia, che assicurano la presenza di pattuglie nell'arco delle intere ventiquattr'ore e che consentono il monitoraggio costante dell'incidenza di fenomeni criminali, nonché l'analisi degli interventi effettuati, anche attraverso la rilevazione informatizzata dei dati.
Sono stati, inoltre, attivati servizi congiunti delle forze dell'ordine e della locale polizia municipale, in particolare nelle ore serali del sabato.
Nel corso dei servizi di controllo del territorio, viene, altresì, monitorata la presenza di cittadini extracomunitari residenti in zona.
L'azione di prevenzione e di contrasto svolta dalle forze dell'ordine nel territorio di Sant'Antimo ha consentito, da gennaio di quest'anno al 20 aprile scorso (ultimo dato reso disponibile dalla prefettura di Napoli), di controllare complessivamente 1.233 persone, di cui 58 pregiudicati, e di arrestarne una in flagranza di reato; di effettuare verifiche su 573 automezzi e di
A tale attività si aggiunge l'operazione «Alto impatto» avviata nel maggio 2003 nella provincia di Napoli, come è noto al Parlamento: con una risoluzione unitaria, la Camera ne ha votato la prosecuzione «sino quando le circostanze la rendano utile».
Nel comprensorio di Sant'Antimo sono state anche attuate diverse fasi dell'operazione «Vie libere», che hanno interessato l'intera provincia di Napoli, finalizzate, tra l'altro, al contrasto dei reati attinenti all'immigrazione clandestina e alla prostituzione, nonché allo spaccio di sostanze stupefacenti.
Nel comune di Sant'Antimo, come si ricordava, sono attualmente presenti un posto fisso della Polizia di stato, con una forza effettiva di 22 unità, alle dirette dipendenze del commissariato di Frattamaggiore, nonché una tenenza dell'Arma dei carabinieri, che dispone di una forza effettiva di 32 militari.
I servizi di controllo del territorio, cui ho fatto cenno, vengono assicurati da questi due presidi e sono integrati con l'impiego di reparti prevenzione crimine della Polizia di Stato e della Compagnia di Giuliano in Campania e del X Battaglione carabinieri «Campania».
Quanto alla richiesta di istituzione a Sant'Antimo di un commissariato di pubblica sicurezza, faccio presente che le direttive ministeriali in materia tendono ad evitare duplicazioni (in quel comune, come detto, è già presente una tenenza dell'Arma dei carabinieri): questa ipotesi pertanto, non appare al momento percorribile.
Si potrà procedere, in sede di redistribuzione di personale nell'ambito degli uffici dipendenti dalla questura di Napoli, all'assegnazione di parte degli ulteriori 60 appartenenti al ruolo degli assistenti ed agenti della Polizia di Stato che saranno assegnati, come potenziamenti, a Napoli, con gli avvicendamenti di personale previsti per le prossime settimane.


