Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 463 del 6/5/2004
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(Iniziative per ovviare ai disservizi presenti presso l'ufficio periferico del dipartimento per i trasporti terrestri di Brescia - n. 2-01176)

PRESIDENTE. L'onorevole Gibelli ha facoltà di illustrare l'interpellanza Cè n. 2-01176, di cui è cofirmatario (vedi l'allegato A - Interpellanze urgenti sezione 6).

ANDREA GIBELLI. Signor Presidente, mi rivolgo al viceministro Tassone con le stesse parole che hanno contraddistinto un mio intervento in Commissione trasporti, sempre in merito ad una questione che si sta trascinando da troppo tempo, quella relativa al sommarsi di una serie di disservizi, oramai di dimensioni intollerabili, riguardanti l'ufficio periferico del dipartimento per i trasporti terrestri di Brescia.
Purtroppo, ci troviamo di fronte ad una situazione anomala e attendiamo delle risposte concrete. Considerato che l'istituto dell'interpellanza urgente coinvolge


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evidentemente temi di importanza contingente a livello nazionale o internazionale, mi rendo conto che il taglio che oggi sarò costretto a dare ad una questione di carattere locale rischia di non tenere alto il rango di un istituto come questo.
Mi vedo costretto, tuttavia, a sostenere tale iniziativa proprio per dare una risposta concreta ai bisogni quotidiani di una provincia tra le più ricche del paese, che ha nel proprio DNA l'efficienza, ma che si trova in una situazione anomala. Il viceministro delle infrastrutture e dei trasporti, onorevole Tassone, conosce già tale situazione, poiché abbiamo già avuto modo di parlarne; tuttavia, è evidente che oggi ci troviamo, anche a seguito di una serie di nuove iniziative adottate dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, nell'obbligo di fornire risposte che abbiano un carattere definitivo.
Vorrei elencare molto velocemente (ma solo affinché rimangano agli atti) le difficoltà riscontrate, riservandomi successivamente, in sede di replica, le valutazioni conclusive.
L'elenco delle difficoltà riscontrate comprende, sostanzialmente, i ritardi nella consegna delle carte di circolazione di autovetture e di autocarri e nella consegna delle etichette di aggiornamento della carta di circolazione (addirittura fino a 24 mesi per i passaggi di proprietà e circa 3 anni per gli aggiornamenti di natura tecnica). Se si fa coincidere tutto ciò con i tempi medi registrati nella regione Lombardia, nella quale invece, in altre province, gli stessi adempimenti burocratici hanno tempi di consegna che vanno dagli 8 ai 22 giorni, ci rendiamo conto dell'esistenza di una difformità incolmabile. Sussiste, pertanto, la necessità di intervenire in tale ambito.
Le novità poste in essere dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti mettono ulteriormente in difficoltà l'ufficio periferico in oggetto. Si può ricordare, ad esempio, che in più di un'occasione i responsabili dell'ufficio periferico del dipartimento per i trasporti terrestri di Brescia hanno sostenuto che i ritardi sono dovuti alla mancanza di personale; occorre evidenziare, tuttavia, che la precedente gestione, con lo stesso numero di dipendenti, rientrava perfettamente nei tempi medi della Lombardia. Pertanto, il problema sta «nel manico» - mi permetta il termine, signor viceministro -, va risolto e può farlo solo il ministero interpellato.
A tutto ciò - e concludo, signor Presidente - , si è aggiunta la circolare del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti n. 1059/M362, la quale impedisce che le formalità di immatricolazione d'importazione parallela possano continuare ad essere svolte presso le province in cui non si registrano questi ritardi. Pertanto, numerosi residenti non possono effettuare tali adempimenti formali nelle province vicine, più efficienti, ma sono obbligati ad assolverli nella provincia di appartenenza. Ciò significa che la citata circolare costringe molti acquirenti a rivolgersi presso i venditori che non hanno sede in provincia di Brescia, «emigrando» dunque in altre provincie, e le società di leasing tendono a far targare i propri veicoli in una sede diversa da quella di Brescia, comportando tutto ciò anche minori entrate in termini di imposte (relativamente all'imposta provinciale di trascrizione) nella provincia stessa.
Pertanto, chiedo al viceministro Tassone di intervenire rispetto ad un problema che si sta ormai trascinando da troppo tempo e che rappresenta un'anomalia nell'ambito di un sistema che, comunque, si muove in una direzione opposta per quanto concerne non solo la Lombardia o la gestione del personale, bensì il modo di amministrare un ufficio periferico del dipartimento per i trasporti terrestri.
Come ho già affermato, l'ufficio periferico in questione appartiene ad una delle province più efficienti e più rappresentative sotto il punto di vista economico: oggi tale provincia presenta un «collo di bottiglia», che deve essere superato attraverso scelte che, comunque, rientrano nelle competenze del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.


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PRESIDENTE. Il viceministro delle infrastrutture e dei trasporti, onorevole Tassone, ha facoltà di rispondere.

MARIO TASSONE, Viceministro delle infrastrutture e dei trasporti. Signor Presidente, onorevoli colleghi, con l'interpellanza urgente in esame i deputati Cè e Gibelli rappresentano i disagi derivanti dal funzionamento dell'ufficio periferico del dipartimento della motorizzazione di Brescia, connessi sostanzialmente ad una cronica carenza di personale in servizio presso l'ufficio stesso.
Desidero chiarire, in merito a quanto contenuto nell'interpellanza ed illustrato dall'onorevole Gibelli, il mio giudizio e precisare che si tratta di un'analisi assolutamente condivisibile. Attraverso i miei uffici ho rappresentato l'esigenza di giungere ad una soluzione di tale vicenda, che è complessa e, per alcuni versi, drammatica. Ho, inoltre, contezza della situazione di Brescia, non solo per la costante iniziativa dell'onorevole Gibelli, ma anche perché altri parlamentari hanno rappresentato le grandi difficoltà che caratterizzano tale situazione.
A Brescia sono attualmente in servizio 46 unità, parte delle quali in part-time, a fronte di un organico di 66 persone e si sconta, come in tutti gli uffici periferici dello Stato, il blocco del turn over, che aggrava da anni l'ottimale funzionamento degli uffici. A scongiurare qualsiasi accusa di «favoritismi», preciso che da più di due anni non si operano trasferimenti di personale, né sono consentiti nuovi concorsi.
Tale pressante esigenza di organico negli uffici periferici della Motorizzazione è purtroppo ancora più evidente nelle regioni settentrionali, tanto che nei lavori preparatori della legge finanziaria per il 2004 era stato previsto uno specifico emendamento che consentisse un aumento d'organico di circa 300 unità, mediante procedure di trasferimento da altri enti pubblici interessati da procedure di liquidazione, di soppressione, o ad altro titolo.
Tale provvedimento avrebbe trovato copertura finanziaria nelle maggiori entrate derivanti dalle operazioni tecniche connesse alle funzioni ed ai servizi resi all'utenza dagli uffici periferici del dipartimento dei trasporti terrestri, nonché dal maggior numero di operazioni derivanti dal nuovo codice della strada, nella cura di rilevanti e delicatissimi interessi pubblici. Invece, una lettura chiusa e asfitticamente contabile non consente all'amministrazione dei trasporti di riottenere parte del gettito introitato a beneficio dell'erario! Di ciò il Parlamento deve farsi carico, senza pregiudiziali ideologiche ed opportunistiche.
Ciò premesso, si evidenzia che, proprio in data 29 aprile 2004, si è tenuto un tavolo tecnico, presieduto dal coordinatore degli uffici della Lombardia, cui hanno partecipato i rappresentanti delle associazioni di categoria degli studi di consulenza automobilistica e delle autoscuole, per fare il punto della situazione e valutare quali iniziative possano essere intraprese al fine di porre le condizioni per ridurre i gravi ritardi segnalati.
Le misure attuabili potrebbero essere il coinvolgimento del personale degli altri uffici della Lombardia come supporto per le attività operative esterne e per la digitazione della pratiche; compatibilmente anche con la disponibilità economica, l'affidamento a società esterne della digitazione delle pratiche, quanto meno di quelle di più semplice esitazione; supporto agli uffici da parte di personale in servizio presso il dipartimento. Ciò compatibilmente con la disponibilità del personale stesso, già gravato da azioni di supporto presso vari uffici provinciali per i quali la carenza di personale è una condizione ormai endemica. Tali iniziative dovrebbero, in tempi accettabili, ricondurre la situazione allo standard ordinario.
Per ciò che attiene alla circolare citata dagli onorevoli interpellanti, relativa all'immatricolazione dei veicoli esteri, si evidenzia che la stessa non produce particolari effetti negativi presso l'ufficio provinciale di Brescia, in quanto ormai uniformata ad una procedura che consentirà il rilascio dei documenti di circolazione entro


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- mi dicono gli uffici - gli otto giorni successivi alla presentazione della richiesta d'immatricolazione.
Vale, comunque, precisare che la natura, gli scopi e la finalità della circolare in argomento sono volti a contrastare tutti quei fenomeni definiti «migrazioni», attraverso i quali si rendono meno efficaci le attività di controllo indispensabili per verificare l'osservanza delle norme vigenti in materia, specie per ciò che attiene al regime fiscale cui vengono assoggettati i veicoli oggetto di cessione intracomunitaria.
Le misure adottate con la circolare in questione hanno, tuttavia, carattere transitorio. La loro durata è, difatti, strettamente funzionale ai tempi tecnici necessari a completare una procedura informatica che consenta di trasferire in tempo reale e, ovviamente, per via telematica i dati di interesse dell'amministrazione finanziaria, affinché quest'ultima possa intervenire nel processo con la tempestività che la circostanza di specie richiede.
L'ingresso nella Comunità europea di altri paesi non consente, allo stato, di prevedere le proporzioni che il fenomeno di «nazionalizzazione» dei veicoli assumerà prossimamente. Sono state, quindi, adottate le procedure che si ritiene possano consentire un monitoraggio del fenomeno, previsto con cadenza mensile, che consentirà all'amministrazione di quantificare i flussi anche territoriali delle richieste di nazionalizzazione dei veicoli e la conseguente adozione delle misure atte a fronteggiare una domanda che inevitabilmente crescerà, tuttavia in misura, allo stato, non quantificabile.
In aggiunta alle considerazioni che ho svolto con riferimento alla prima parte della sua interpellanza urgente, onorevole Gibelli, continuerò a seguire direttamente la situazione di Brescia, che è ormai di vera e propria emergenza. Pensavamo che il percorso fosse diverso, anche perché è stato più volte sottolineato che non si tratta di un problema marginale. Lei faceva riferimento ai problemi di carattere internazionale, che sono gravissimi. Ma, quando si parla di funzionamento della motorizzazione civile, ci si riferisce anche alla sicurezza sulle strade, e non vorrei che la difesa della vita, che è un grande valore, stesse a cuore solo ad alcuni. Lo dico con estrema difficoltà e con grande amarezza. Trovo difficoltà perché faccio parte del Governo e, forse, potrei anche usare delle circonlocuzioni e degli eufemismi. Tuttavia, non mi sento di farlo in questa sede, sia per rendere operativa la collaborazione che c'è sempre stata tra di noi sia perché, come lei ha ricordato, su questa materia abbiamo avuto modo di confrontarci sia in Commissione sia in Assemblea. Purtroppo, siamo alla ricerca di una definizione di tutto il sistema affidato alla motorizzazione civile, in cui i funzionari fanno ciò che fanno e l'organico dei dirigenti è scarso perché non ci è stato consentito di coprire alcuni posti dell'ufficio periferico del dipartimento per i trasporti terrestri, pur essendovi i gradi apicali dei direttivi. Vi è, quindi, un problema di rivisitazione del sistema.
Come lei sa, sto assumendo alcune iniziative. In questo periodo si è verificata una serie di problemi di altro genere, ma nei prossimi giorni, presso il mio ufficio (dove si è già tenuta una riunione del coordinamento), vi sarà un incontro con i vertici del dipartimento, il capo dipartimento e il direttore generale, per tentare di trovare una soluzione. Oltre a quella che ho già indicato, potrebbero essere definite - mi auguro che avvenga al più presto - altre misure per offrire quanto meno una certezza e, soprattutto, per delineare un percorso meno oneroso in termini di attesa. Infatti, quando vi sono lungaggini di carattere burocratico ed amministrativo, viene meno la certezza e in tal caso anche la sicurezza. E, quando vengono meno la certezza e la sicurezza, viene meno anche la trasparenza.
Ritengo, invece, che le pratiche e gli esami della patente rientrino nell'ambito del tema della sicurezza.
Si tratta realmente di un tema che merita attenzione ed, in tal senso, certamente lo strumento del sindacato ispettivo attivato dai colleghi ha una sua utilità, anche alla luce dei provvedimenti che


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abbiamo adottato, sotto il nome di «patente a punti», e di quelli che, «in combinato» tra Governo e Parlamento, si approveranno nei prossimi mesi attraverso la definizione del nuovo codice della strada
Questo è quanto, al momento, posso dirle: rimane a noi l'impegno ad operare e al Parlamento il diritto di controllare e di sollecitare, come è stato fatto anche in questa occasione.

PRESIDENTE. L'onorevole Gibelli ha facoltà di replicare.

ANDREA GIBELLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la risposta del Governo è andata addirittura al di là dell'oggetto dell'interpellanza e di questo ringrazio il viceministro Tassone.
Mi dichiaro naturalmente soddisfatto, esprimendo tuttavia una riserva rispetto al disagio, degno di rispetto, di quelle persone che oggi sono in gravi difficoltà in provincia di Brescia, le quali, segnalando a me e ad altri colleghi il problema, mi ricordano che vi è stato comunque, e lascio questo aspetto alla riflessione del viceministro Tassone, un brusco passaggio nella gestione dell'ufficio periferico del dipartimento per i trasporti terrestri in un determinato momento, dopo la sostituzione del responsabile dell'ufficio medesimo attualmente in forza a Brescia. A parità di organico, pur essendo questo sottodimensionato, i tempi medi per gli adempimenti di competenza sono passati da 22 giorni a 24 mesi. Se non si realizza quindi un cambiamento radicale, è evidente che anche ulteriori dieci o quindici persone inserite non risolveranno la questione.
Pertanto, l'intento di incrementare l'organico, al quale in sede di approvazione di legge finanziaria abbiamo cercato di corrispondere insieme, consente ad altri uffici di raggiungere la soglia ottimale di efficienza, mentre a Brescia, pur incrementandosi il personale, continua a permanere una serie di difficoltà che oggi questa provincia si trova ad affrontare.
Pertanto, anche l'ipotesi avanzata, che è relativa ad un'esternalizzazione dei servizi di uffici periferici dello Stato e che ha comportato, e mi riferisco ad altri settori dell'amministrazione pubblica, un grado di efficienza maggiore (evidentemente dovuta al fatto che ad un numero di pratiche corrisponde un introito maggiore e, quindi, una redditività che si ripartisce fra il pubblico ed il privato), è una formula alla quale dobbiamo guardare sì con grande interesse, ma che rischia di non risolvere a monte la questione, che è stata descritta nella mia illustrazione e che il viceministro Tassone già conosce. Ciò non comporterà, considerati anche gli obblighi contrattuali, tempi accettabili per una risoluzione, perché è evidente che quando si definiscono tempi accettabili per una risoluzione, ma non si specifica quali essi siano, si rischia di trascinare questa vicenda ancora per qualche anno.
Ritengo quindi che, essendo quella di Brescia una delle province più popolose d'Italia, la situazione meriterebbe un segnale; in tal senso, conosco lo sforzo che il Ministero sta svolgendo, in particolare nella persona del viceministro Tassone.
Non ho quindi dubbi sull'onestà di un rapporto dialettico tra la maggioranza ed il Governo che essa sostiene; tuttavia, evidentemente esso necessità di una pluralità di soluzioni che vadano nella direzione che ho indicato in sede di illustrazione dell'interpellanza urgente.
Per quanto riguarda la circolare cui lei faceva riferimento e che anch'io avevo richiamato nell'illustrazione, quegli otto giorni famosi valgono per tutte le province lombarde esclusa quella di Brescia. Dunque, nonostante vi sia una standardizzazione abbastanza consolidata, oggi la provincia a cui abbiamo fatto riferimento nell'interpellanza non risponde alle aspettative e si trova in una situazione di grande disagio. So che anche la provincia di Brescia si sta muovendo per trovare una soluzione dialogando con il Ministero.
Mi auguro che attraverso il tavolo cui lei ha fatto riferimento si giunga in tempi ragionevoli e certi ad una soluzione nell'interesse dei cittadini. La sicurezza stradale, infatti, non è di minore importanza rispetto alle questioni di grande interesse


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internazionale alle quali hanno fatto riferimento oggi i colleghi poiché riguarda la vita di ogni giorno di tutti noi.

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