Allegato B
Seduta n. 209 del 23/10/2002


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ATTI DI CONTROLLO

PRESIDENZA
DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Interpellanza:

I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, per sapere - premesso che:
da articoli comparsi su vari quotidiani, l'ultimo il 21 ottobre sul Corriere della Sera, sembrerebbe essere in atto una sorta di trattativa tra il Governo italiano e i Savoia, su eventuali benefici che si dovrebbero accordare agli stessi;
nella lista dei benefit che sarebbero stati richiesti, a titolo di parziale risarcimento, per i «torti subiti» vi sarebbero l'uso di aerei di Stato e una cifra, in milioni di euro, non del tutto, ancora quantificata;
nonostante le smentite da parte degli interessati e dei loro avvocati, rimane comunque certa l'intenzione di far proseguire, da parte dei Savoia, la causa intentata, presso l'Alta Corte di giustizia di Strasburgo, nei confronti dello Stato italiano per il risarcimento dei danni;
quanto sopra esposto sembrerebbe dimostrare la strumentalità di certe dichiarazioni dei Savoia, ad esempio «ci basterebbe tornare in Italia su un camper» e, allo stesso tempo, un certo spirito di


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rivalsa che, ancora oggi, li animerebbe nei confronti della Repubblica italiana nata dalla Resistenza;
tutto ciò sarebbe in aperto contrasto con lo spirito che ha portato all'approvazione, l'11 luglio 2002, del progetto di legge che ha abrogato il primo e il secondo comma della norma transitoria che stabiliva il divieto per gli eredi maschi di casa Savoia di ingresso e soggiorno nel territorio nazionale nonché l'impossibilità di ricoprire cariche elettive ed incarichi pubblici -:
cosa vi sia di vero sulla presunta trattativa in corso con i Savoia da parte di qualche autorità dello Stato italiano o del Governo;
quali sarebbero i termini di questa trattativa e quali i benefìci che verrebbero accordati ai Savoia dopo il loro rientro;
se non si ritenga, al contrario, che dovrebbe essere proprio lo Stato italiano a ricorrere presso l'Alta Corte di giustizia di Strasburgo, per richiedere i danni ai Savoia per i torti subiti dal popolo italiano in virtù delle sciagurate scelte politiche, fatte dall'allora casa regnante, che favorirono l'avvento e permisero la permanenza del fascismo e delle leggi razziali nel nostro Paese.
(2-00520) «Buemi, Boselli, Intini, Albertini, Ceremigna, Di Gioia, Grotto, Pappaterra, Villetti».

Interrogazione a risposta orale:

BRIGUGLIO, ARRIGHI, BELLOTTI, BENEDETTI VALENTINI, BUONTEMPO, CIRIELLI, LEO, MESSA, RONCHI e ROSITANI. - Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro per le politiche comunitarie. - Per sapere: quali siano le concrete iniziative del Governo dirette a sostenere a livello comunitario la città di Roma quale sede dell'Agenzia satellitare europea, occasione irripetibile per arricchire il prestigio internazionale della Capitale e per attivare un circuito altamente innovativo di produzioni e posti di lavoro.
(3-01513)

Interrogazioni a risposta scritta:

CARDIELLO e FASANO. - Al Presidente del Consiglio dei ministri. - Per sapere - premesso che:
nelle notti di domenica 22 e lunedì 23 settembre 2002 si sono verificate forti precipitazioni che hanno causato notevoli danni nei comuni di Eboli, Bellizzi, Battipaglia, Oliveto Citra e Valva;
i danni maggiori sono stati riportati soprattutto nel settore agricolo e delle infrastrutture;
nel comune di Eboli notevoli danni si sono verificati nella zona collinare, ed in particolar modo la S.P. Eboli-Olevano sul Tusciano è stata interessata da una frana che vede compromesso il traffico automobilistico, penalizzando notevolmente i residenti e gli operatori agricoli, essendo la zona ormai urbanizzata ed a forte vocazione agricola e pastorale;
nella Piana del Sele sono state distrutte intere strutture agricole e industriali per la esondazione del fiume Sele, interessando anche la zona industriale di Oliveto Citra;
nel comune di Valva a causa delle forti infiltrazioni vi è stata la frattura della montagna che sovrasta la cittadina, tant'è che il sindaco ha fatto sgomberare 30 nuclei familiari per precauzione, facendoli alloggiare presso strutture alberghiere;
nei primi giorni del mese di ottobre 2002, si è verificata una ulteriore alluvione nei comuni sopracitati, danneggiando notevolmente le aziende agricole nella Piana del Sele -:
quali utili interventi il Governo intenda adottare per risarcire i comuni interessati dei danni subiti, dichiarando lo stato di calamità naturale e, in conseguenza


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di ciò, approntare tutti gli atti necessari a salvaguardare i cittadini residenti nei comuni a sud di Salerno.
(4-04237)

TONINO LODDO. - Al Presidente del Consiglio dei ministri. - Per sapere - premesso che:
con legge Regionale n. 10 del 1o luglio 2002, il consiglio regionale della Sardegna, in attuazione delle leggi regionali nn. 4/1997 e 9/2001, ha stabilito, all'articolo 1, che «le elezioni degli organi delle nuove province hanno luogo nell'ordinario turno di elezioni amministrative dell'anno 2003»;
la Presidenza del Consiglio dei ministri, in data 21 agosto 2002, ha presentato ricorso davanti alla Corte Costituzionale contro la regione Sardegna per la dichiarazione di illegittimità costituzionale della suddetta legge regionale;
a tuttoggi la Corte Costituzionale non ha ancora fissato la data della discussione del medesimo ricorso e, come appreso dalle vie brevi, verosimilmente tale data non sarà fissata prima della fine del prossimo mese di novembre 2002;
una ritardata pronuncia della Corte Costituzionale potrebbe provocare effetti dalle perverse conseguenze: se, infatti, la pronuncia dovesse giungere quando le elezioni fossero gia state indette e formate le liste, le medesime dovrebbero - in caso di pronuncia negativa - essere immediatamente disdette. Ma si giungerebbe ad una situazione ancora più paradossale nel caso in cui la eventuale pronuncia negativa dovesse pervenire ad elezioni già avvenute, nel qual caso i nuovi eletti sarebbero dichiarati decaduti e verrebbero ripristinate le amministrazioni precedentemente sciolte;
in ogni caso, la messa in moto di una macchina elettorale complessa come quella relativa alle elezioni provinciali, esige oltre ai tempi tecnici anche i tempi politici necessari per la scelta dei candidati e per la formazione delle liste e che questi ultimi, per l'ampiezza del sistema di relazioni da mettere in campo da parte delle varie forze politiche, si stanno facendo sempre più stringenti rimanendo in piedi la norma che prevede le elezioni nella prossima primavera -:
se non ritenga opportuno presentare alla Corte Costituzionale, per il tramite dell'Avvocatura dello Stato, una istanza di fissazione, affinché al ricorso in precedenza sia accordata ogni possibile urgenza.
(4-04244)

LEONI, CEREMIGNA, PISTONE, ROCCHI e TOCCI. - Al Presidente del Consiglio dei ministri. - Per sapere - premesso che:
il 31 luglio 2001 a Roma, presso il Campidoglio, si è costituito un comitato interistituzionale per sostenere la candidatura di Roma a sede dell'Agenzia satellitare europea (cosiddetto «progetto Galileo»). Del suddetto comitato fanno parte il presidente della regione Lazio, onorevole Francesco Storace, il presidente della provincia di Roma, onorevole Silvano Moffa, il sindaco di Roma onorevole Walter Veltroni;
il 9 agosto 2001 ha avuto luogo un incontro tra il Presidente del Consiglio dei ministri onorevole Silvio Berlusconi, e alcuni rappresentanti del comune di Roma, nel corso del quale lo stesso Presidente del Consiglio ha riconosciuto l'importanza della collocazione dell'agenzia satellitare nella Capitale (in particolare nella zona della Tiburtina), assumendo in prima persona l'impegno di sostenere la candidatura di Roma nelle competenti sedi europee;
nel corso della riunione del Consiglio europeo di Laeken (14 e 15 dicembre 2001), in cui è stata ribadita l'importanza strategica del «progetto Galileo», finanziato dall'Agenzia spaziale europea con 550 milioni di euro risulta agli interroganti che il Presidente del Consiglio onorevole Berlusconi abbia fortemente sostenuto la candidatura di Parma a sede dell'Agenzia per la sicurezza alimentare, senza tuttavia


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avanzare alcuna ipotesi di collocazione in Italia e in particolare a Roma dell'agenzia satellitare;
ospitare il «progetto Galileo» a Roma, nell'area della Tiburtina, porterebbe grandi benefici sia per ciò che concerne la riqualificazione dell'intero territorio della zona industriale della Tiburtina stessa, sia per la valorizzazione delle risorse scientifiche e tecnologiche presenti nell'intera area metropolitana, con riscontri positivi derivanti dalla realizzazione delle infrastrutture anche per le imprese che già operano in zona, e offrirebbe nuove opportunità di lavoro ai cittadini di Roma e provincia (si prevedono circa 20.000 posti di lavoro permanenti) -:
se non vi sia stato, negli orientamenti del Presidente del Consiglio, un cambiamento rispetto a quanto da lui affermato circa il suo personale impegno a sostenere la candidatura di Roma a sede dell'Agenzia satellitare europea;
quali iniziative intenda intraprendere, nelle opportune sedi europee, per dare seguito agli impegni assunti in tal senso anche con i rappresentanti istituzionali di Roma e del Lazio.
(4-04249)

BONITO. - Al Presidente del Consiglio dei ministri. - Per sapere - premesso che:
sul nostro territorio nazionale la NATO, in completa sintonia con il Geniodife del ministero della difesa italiana, ogni anno sviluppa e realizza programmi infrastrutturali di sicura utilità per le forze armate dell'alleanza;
i finanziamenti NATO (direttorato infrastrutture di Bruxelles) quasi sempre sono finalizzati alla realizzazione di infrastrutture logistiche regolate da procedure di appalto ICB NATO;
i finanziamenti finalizzati alla realizzazione sul nostro territorio di strutture gestite dalla U.S. NAVY, per decisione unilaterale, al di fuori di ogni ragionevole motivazione, debbono sottostare alla legislazione statunitense;
il Governo italiano, che pure aveva la legittimazione e le possibilità tecniche di assumere e svolgere il ruolo di committente nell'ambito delle commesse per la realizzazione delle infrastrutture, ha preferito delegare tali funzioni ad organi delle forze armate statunitensi (nella specie il department of the engineering field activity mediterranean (EFAMED), che ha proceduto imponendo schemi contrattuali propri regolati dalla legge USA e pretendendo di essere esonerato dalla giurisdizione delle corti italiane;
diverse imprese italiane che hanno realizzato strutture e/o impianti presso basi italiane con finanziamenti NATO assegnati agli USA, di fronte a controversie, tecniche-amministrative hanno trovato l'assoluta indisponibilità, del department of the engineering field activity mediterranean di Capodichino, Napoli (EFAMED), a discutere e trovare soluzioni positive in una logica di buona fede e di normale e trasparente dialettica tra stazione appaltante e impresa appaltatrice;
l'ultima vicenda in ordine di tempo, è la disavventura capitata ad una società italiana che, nel 1999, dopo essersi aggiudicata la realizzazione di due distinte opere di costruzione edile presso la base militare di Aviano (Pordenone), il cui finanziamento era assicurato da fondi NATO, veniva a trovarsi relativamente a questo lavoro, a dover sopportare perdite macroscopiche derivanti sia dalla mancanza di manodopera locale, sia dalle mutate condizioni di cambio lira-dollaro, nonché alle condizioni che di volta in volta i tecnici americani imponevano sugli approvvigionamenti che per ragioni assolutamente incomprensibili dovevano essere fatti fuori dal territorio italiano, con pesanti ripercussioni sulla economicità ed efficienza produttiva dell'impresa;
di fronte alla totale chiusura dei vertici USA di EFAMED, e dopo che in poco più di un anno, l'impresa aveva accumulato perdite per circa 9 miliardi di lire, la stessa, dopo aver ripetutamente domandato ad EFAMED di riportare la


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situazione contrattuale ad equilibrio attraverso una giusta revisione dei prezzi, di fronte alla totale indisponibilità nel trovare un'intesa, decideva di interrompere l'esecuzione dei contratti;
successivamente, EFAMED riaffidava i lavori, riconoscendo ad altra impresa, un incremento dei prezzi di 16 miliardi di lire rispetto ai prezzi stabiliti nel precedente rapporto con la società; naturalmente questa maggiore esigenza di fondi è stata approvata e finanziata dalla NATO con l'assenso di Geniodife -:
se, ed in quale modo, il Governo italiano intenda tutelare e difendere gli interessi legittimi delle imprese italiane sul territorio italiano nello specifico attuale contesto;
se il Governo italiano ritenga giusto che le imprese italiane per lavori da realizzarsi nel perimetro di basi militari italiane, debbano essere costrette a stipulare contratti standard retti dalle leggi USA ed in caso di controversie con il committente debbano difendere i loro interessi e le loro ragioni non di fronte a tribunali nazionali, ma, in base ad una clausola contrattuale denominata immunity from legal process negli Stati Uniti di fronte ad organi dotati di giurisdizione speciale aventi anche missione di tutelare gli interessi del Governo USA.
(4-04253)