Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 209 del 23/10/2002
Back Index Forward

Pag. 57


...
(Dichiarazioni di voto finale - A.C. 3185)

PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Degennaro. Ne ha facoltà.

CARMINE DEGENNARO. Chiedo alla Presidenza di autorizzare la pubblicazione in calce al resoconto stenografico della seduta odierna del testo della mia dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. La Presidenza l'autorizza secondo i consueti criteri.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Santagata. Ne ha facoltà.

GIULIO SANTAGATA. Signor Presidente, intervengo molto velocemente per dire che è nelle difficoltà che si misura la capacità di guidare un paese. Eppure, la cronaca di questo provvedimento ci dice che, messo sotto stress, il Governo perde di lucidità. A fronte dell'evidente mancanza di controllo dei conti pubblici, abbinata all'aggravarsi della crisi economica, il Governo reagisce in maniera scomposta. Come possiamo definire un provvedimento che in una fase di recessione impone alle imprese un aggravio fiscale di oltre quattro miliardi di euro? Sicuramente non è il massimo esempio di intervento anticiclico. Perché dobbiamo applicare con urgenza questo salasso alle imprese? Il mio parere è ovvio: si fa questo per sanare un buco aperto da un'altra decisione palesemente sbagliata rispetto alle esigenze di governo del ciclo economico, la Tremonti-bis.
Da mesi chiediamo inutilmente di conoscere effetti e costi della Tremonti-bis; ho l'impressione che il buco aperto superi di gran lunga i quattro miliardi di euro di cui si parla in questo provvedimento: una serie di errori compiuti teorizzando la necessità di accrescere il tasso di decisionismo dell'attività di Governo: basta perdere tempo con defatiganti pratiche di concertazione. Comunque, il decisionista che non ritiene utile ascoltare le parti sociali e che non le ha ascoltate nell'elaborare questo provvedimento, non regge poi al montare delle critiche, si fa cogliere dal panico e tenta una parziale marcia indietro. In questo modo, si è ottenuto un provvedimento incomprensibile nelle logiche di politica economica ed inaffidabile nelle quantificazioni. In quale linea di politica economica possiamo iscrivere questo provvedimento? Diciamo tutti che abbiamo poca grande impresa, che le piccole imprese debbono crescere e poi ridimensioniamo la DIT. Parliamo di più occupazione, di Mezzogiorno e tagliamo i crediti di imposta. La promessa di una forte riduzione della pressione fiscale sulle imprese dov'è finita? Non dovevamo favorire la ripresa nella nostra competitività riducendo il deficit, il divario di peso delle imposte sulle nostre imprese rispetto alla media europea? Cosa ne è della chiarezza dei conti? Possiamo davvero credere che la nuova versione della DIT - quella che abbiamo approvato stamattina - accontenti le richieste delle imprese e, contemporaneamente, dia lo stesso gettito che ha suscitato la rivolta di Confindustria? Stiamo, di fatto, costruendo un pezzo significativo della legge finanziaria senza essere in grado di dare alcuna attendibile valutazione quantitativa. Era frutto di perdita di lucidità da stress anche la valutazione dei fondi di riserva delle assicurazioni quali accantonamenti imponibili, o il


Pag. 58

campo della finanza creativa si sta progressivamente evolvendo sino a diventare finanza psichedelica?
La parziale marcia indietro forse limita il danno e rende il provvedimento meno oneroso per le assicurazioni. Certamente, non vi è stato il tempo per smaltire tutti gli effetti della overdose di creatività e forse, senza volerlo, ci troviamo di fronte all'introduzione di una patrimoniale, perché tale è l'imposta sulle riserve matematiche del ramo vita; verrebbe da pensare che qualcuno voglia strizzare l'occhio all'onorevole Bertinotti.
Concludendo, mi auguro che l'esperienza fatta attraverso questo provvedimento serva al Governo da lezione in vista della legge finanziaria. Un po' più di umiltà, un maggiore rapporto con il paese, un comportamento più lineare sono indispensabili per affrontare una situazione difficile che rischia di diventare drammatica.
Noi rivendichiamo il merito di avere costretto la maggioranza a prendere coscienza dei macroscopici errori contenuti in questo provvedimento. Tuttavia, come abbiamo argomentato nel corso del dibattito, gli aggiustamenti restano insufficienti e per questo voteremo contro il disegno di legge in esame (Applausi dei deputati dei gruppi della Margherita, DL-l'Ulivo e dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Antonio Pepe. Ne ha facoltà.

ANTONIO PEPE. Chiedo alla Presidenza di autorizzare la pubblicazione in calce al resoconto stenografico della seduta odierna del testo della mia dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. La Presidenza l'autorizza secondo i consueti criteri.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Benvenuto. Ne ha facoltà.

GIORGIO BENVENUTO. Signor Presidente, il provvedimento che ci accingiamo a votare e sul quale il gruppo dei Democratici di sinistra esprimerà un voto contrario, è profondamente cambiato rispetto alla proposta originaria. Il lavoro svolto in Commissione è stato positivo e, rispetto alle altre volte, non ci siamo trovati di fronte ad un provvedimento blindato. Apprezzo tutto ciò e per tale motivo vorrei ringraziare il presidente della Commissione che ha acconsentito alla richiesta dell'opposizione di svolgere un'indagine conoscitiva la quale ci ha permesso, sia pure in maniera informale, di acquisire una serie di elementi e di valutazioni che hanno dato maggiore forza alle proposte dell'opposizione.
Vorrei, inoltre, ringraziare il relatore al quale esprimo la mia solidarietà perché si è trovato di fronte ad un Governo che ha cambiato continuamente le sue proposte e le sue soluzione. Si deve alla duttilità meridionale dell'onorevole Antonio Leone il fatto che si sia reso possibile un confronto costruttivo nell'ambito del lavoro svolto dalla Commissione.
Abbiamo apprezzato il fatto - e lo vorrei sottolineare - che il provvedimento sia stato modificato: esso mantiene le sue caratteristiche - e successivamente ne parlerò - di improvvisazione, i suoi aspetti di carattere strutturale profondamente negativi, indica soluzioni di politica economica sbagliate, ma non possiamo sottovalutare il fatto che il Governo abbia dovuto, sulla base di una battaglia condotta dall'opposizione e di un dibattito che si è aperto nel paese, fare, in parte, marcia indietro sull'eliminazione di fatto della DIT, nonché correggere le posizioni adottate nei confronti del mondo delle assicurazioni. In sostanza, il Governo ha dovuto ridimensionare il prelievo esorbitante sul sistema delle imprese e sul sistema economico del nostro paese.
Non possiamo che esprimere un giudizio positivo su tale lavoro e sulla battaglia che abbiamo condotto, anche se sappiamo che l'esito non è soddisfacente e che il provvedimento mantiene le sue caratteristiche negative.
Vi sono state, inoltre, due importanti misure, come quella che ha permesso di


Pag. 59

eliminare una norma scandalosa che consentiva di procedere alla nomina, in maniera domestica, di professori universitari su decisione del ministro dell'economia; è importante che sia stata individuata una soluzione con riferimento ad un annoso problema che più volte l'opposizione ha sollevato, vale a dire quello di restituire tranquillità a chi lavora nell'amministrazione finanziaria ed in altre amministrazioni pubbliche, dopo la sentenza della Corte costituzionale che, di fatto, ha vanificato molte promozioni riguardanti migliaia di lavoratori del pubblico impiego.
Un altro risultato modesto che, comunque, rappresenta un segnale di cambiamento da parte del Governo è quello relativo al credito di imposta, come anche la microsoluzione prevista per eliminare l'incertezza normativa con riferimento all'attuazione del decreto omnibus.
Detto questo e riconosciuta l'importanza di un dibattito che si è sviluppato in sede di Commissione, vorrei soffermarmi, indicandoli, gli elementi negativi che ci portano ad esprimere un voto contrario sul provvedimento in esame.
La prima questione è legata fatto che, attraverso questo provvedimento, si sono in pratica contraddetti in maniera notevole i principi fondamentali dello statuto del contribuente. È stata affermata la retroattività delle norme ed è stata anche soppressa quella norma che prevede che nuove disposizioni richiedono un lasso temporale sufficiente per permettere ai contribuenti di poterne comprendere l'applicazione e per poterle attuare. Questo è un fatto negativo perché contraddice profondamente la delega fiscale, ma contraddice profondamente e rappresenta un'inversione di tendenza sulla comune valutazione che maggioranza ed opposizione avevano svolto sui principi fondanti di un rapporto corretto tra contribuenti e cittadini (Commenti dei deputati dei gruppi di Forza Italia e di Alleanza nazionale). E questo è un primo elemento negativo... mi dispiace, onorevoli colleghi.

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'onorevole Benvenuto ha ancora tre minuti per svolgere il suo intervento. Credo che, dopo un dibattito come questo, lo si possa ascoltare.
Prosegua pure, onorevole Benvenuto.

GIORGIO BENVENUTO. Si tratta quindi di una grave contraddizione. Il secondo elemento è rappresentato dall'aggravio economico che noi abbiamo arrecato al sistema delle imprese: un salasso che impedisce al nostro sistema economico di affrontare una situazione congiunturale particolarmente difficile e rimette in discussione, «azzoppandola», ogni politica che preveda investimenti e ripresa economica. Chi dice investite e spendete deve sapere che misure come queste sono pericolose.
Una affermazione risalente nel tempo ci ricorda che gli imprenditori sono strani animali, perché hanno la memoria dell'elefante, la paura del coniglio e la velocità della lepre. Con la politica che voi state attuando nel paese, scoraggiate gli investimenti, avviate il paese al declino e portate avanti una politica che produrrà disoccupazione, perché tutte le misure che avete adottato sono contraddittorie, non permettono di delineare un quadro certo nel quale inserire una politica seria che preveda investimenti, sviluppo ed occupazione.
Concludo ricordando che il Governo e la maggioranza non hanno nemmeno colto le misure innovative che potevano scaturire da questo provvedimento. Continuano a dire di «no» alla Tobin tax, anche se all'interno della maggioranza ci si accorge del fallimento della proposta che è stata chiamata a-tax o detax. Riconfermiamo la necessità che questo problema sia affrontato. Lo riproporremo anche nell'ambito della legge finanziaria.
Infine, concludo dicendo che era questa l'occasione utile per dare una risposta ai problemi del Mezzogiorno, per trovare una soluzione meno complicata ai problemi del credito di imposta per il Mezzogiorno e per rivedere questa politica, così come si stanno rivedendo i meccanismi applicativi della legge Tremonti e di altre misure sbagliate adottate nel corso della politica


Pag. 60

dei 100 giorni; era l'occasione per ripristinare la tassa di successione per i patrimoni elevati e utilizzare quelle risorse a favore del Mezzogiorno, dello sviluppo e dell'occupazione (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e della Margherita, DL-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Avverto che l'onorevole Gianfranco Conte ha chiesto alla Presidenza l'autorizzazione alla pubblicazione in calce al resoconto stenografico della seduta odierna del testo della sua dichiarazione di voto. La Presidenza l'autorizza secondo i consueti criteri.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Di Gioia. Ne ha facoltà.

LELLO DI GIOIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il gruppo Misto-Socialisti democratici italiani esprimerà un voto contrario sul provvedimento al nostro esame, non perché, come già ho sottolineato in precedenza, sia pregiudizialmente contrario, ma perché ci rendiamo perfettamente conto che tutti gli atti che questo Governo sta portando all'esame di questa Assemblea in ordine alla questione economica e finanziaria del paese, sono atti fortemente contraddittori e che sicuramente non determinano condizioni di sviluppo per questo paese.
Come ha già sottolineato l'onorevole Benvenuto nel suo intervento, anch'io voglio solidarizzare con l'onorevole Leone per la duttilità dimostrata nell'accettare i continui stravolgimenti di fronte da parte di questo Governo. Credo che questo sia un chiaro sintomo dell'inefficienza politica e di programmazione di questo Governo, che risponderà e dovrà rispondere ai cittadini italiani di scelte che stanno creando enormi difficoltà non soltanto allo sviluppo economico, ma anche a livello occupazionale.
Questo decreto-legge, come è stato detto durante la discussione sulle linee generali e durante l'esame degli articoli, di fatto, è stato più volte modificato e, di fatto, ha determinato l'impossibilità di discutere in Commissione bilancio degli emendamenti presentati alla legge finanziaria. Si tratta di un decreto che stravolge e che non crea, che continua a determinare quelle condizioni di difficoltà per l'economia del nostro paese (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale).
Colleghi, per carità, io mi rendo perfettamente conto che ognuno di noi ha necessità di andare via, dopo una giornata come questa, però credo che ognuno di noi abbia delle responsabilità nei riguardi dei cittadini per quello che accadrà nel prossimo futuro e credo che nessuno, anche perdendo qualche secondo in quest'aula, possa fare a meno di plaudire ad un ragionamento che si deve sviluppare in quest'aula, per far capire non soltanto alla gente, ma anche a voi, che quello che si sta approvando quest'oggi, di fatto, determina condizioni di involuzione e determina un salasso, come si è detto, sulle piccole e medie imprese, sull'impresa in generale, in un momento in cui l'economia internazionale va male e non si intravedono, neanche per il 2003, prospettive di crescita. Questo lo dice il Fondo monetario internazionale ed è anche il punto di vista di Confindustria e delle associazioni delle assicurazioni. Per capire lo stato di questo paese, basta leggere quello che ha detto il presidente uscente dell'ANIA, il quale ha detto una cosa chiara: in altri paesi dell'Europa vi sono le alluvioni e i terremoti; qui abbiamo un terremoto che si chiama Tremonti che, di fatto, sta distruggendo l'economia della nostra realtà nazionale.
E di questo vi dovete assumere le responsabilità, responsabilità che andranno ad incidere negativamente sulle scelte che si faranno, anche per il Mezzogiorno d'Italia. Altro che superemendamento: si determineranno condizioni di involuzione produttiva ed occupazionale, si determineranno tutte quelle condizioni perché il Mezzogiorno d'Italia sia ancora più allontanato non soltanto dal nord, ma dall'Europa e di questo vi dovete assumere la responsabilità. È per queste ragioni che noi socialisti democratici italiani voteremo contro questo decreto-legge, perché affossa i presupposti della crescita del nostro paese (Applausi dei deputati dei gruppi Misto-Socialisti democratici italiani e dei


Pag. 61

Democratici di sinistra-l'Ulivo - Applausi polemici dei deputati dei gruppi di Forza Italia e di Alleanza nazionale).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Pistone. Ne ha facoltà.

GABRIELLA PISTONE. Signor Presidente, vorrei preannunciare il voto contrario del gruppo dei comunisti italiani su questo decreto-legge che, come ho già avuto modo di ricordare, è un decreto importante, è una parte fondamentale della manovra economica che fa capo alla legge finanziaria e che, come anche altri provvedimenti e come la legge finanziaria stessa, è approdato in quest'aula in un modo e ne esce assolutamente modificato.
Tutte le modifiche, sebbene alcune di esse abbiano degli aspetti sicuramente positivi, non sono sufficienti a cambiare l'impostazione di fondo - come ho già avuto modo di dichiarare - per la concezione della politica economica di questo Governo. Nonostante gli aggiustamenti, dunque, il nostro giudizio continua ad essere fortemente negativo. Infatti, i vari articoli riguardanti la DIT, il credito di imposta e le assicurazioni vita che vengono colpite sono la dimostrazione di una politica assolutamente scellerata del Governo, di una politica senza diritti e senza sviluppo che non ha a cuore questi problemi, che trancia completamente questi capisaldi ed obiettivi dalla sua concezione.
Non possiamo essere d'accordo, neanche in minima parte, con le scelte che vengono compiute nel presente provvedimento.
Per questo motivo, esprimeremo un voto convintamente contrario sul provvedimento nella speranza che nel disegno di legge finanziaria vi possano essere scelte più coraggiose e possa essere realmente accettata una linea di controtendenza, alternativa, di politica economica che abbiamo tracciato anche nelle nostre proposte emendative (Applausi dei deputati dei gruppi Misto-Comunisti italiani e dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Sono così esaurite le dichiarazioni di voto sul complesso a del provvedimento.

ANTONIO LEONE, Relatore. Chiedo di parlare (Commenti).

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ANTONIO LEONE, Relatore. Signor Presidente, pochi secondi per dire che la ratio del provvedimento (Commenti)...

GIORGIO BENVENUTO. Non si faccia intimidire.

ANTONIO LEONE, Relatore. Non mi faccio intimidire, ma mi sembra di capire che sia opportuno chiedere alla Presidenza di autorizzare la pubblicazione in calce al resoconto stenografico della seduta odierna del mio intervento conclusivo.

PRESIDENTE. La Presidenza l'autorizza sulla base dei consueti criteri.

GIORGIO LA MALFA, Presidente della VI Commissione. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Prima però vorrei pregare i presidenti dei gruppi di adoperarsi affinché i colleghi prendano posto in vista della votazione finale che avrà luogo tra breve.

GIORGIO LA MALFA, Presidente della VI Commissione. Signor Presidente, in conclusione di questo dibattito vorrei soltanto fare i ringraziamenti d'uso. Desidero, tuttavia, richiamare, ai colleghi dell'Assemblea, l'importanza del lavoro che hanno svolto, in questo caso, la Commissione ed oggi l'Assemblea.
Nel corso dell'esame di questo provvedimento, infatti, grazie ad un clima di dialogo tra i colleghi dell'opposizione, quelli della maggioranza ed il relatore, si sono potute proporre modifiche che hanno determinato un cambiamento molto consistente del testo del decreto-legge che, naturalmente, non ha superato le ragioni politiche di differenza, ma di cui i colleghi


Pag. 62

dell'opposizione, che voglio ringraziare, hanno voluto dare atto nel corso dei loro interventi.
Il Parlamento ha svolto la funzione - come esso deve svolgere - di indicare al Governo quando certi provvedimenti vanno modificati e di trovare una maggioranza ed una intenzione di modificarli. Grazie a tutti i colleghi (Applausi).

Back Index Forward