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PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire il ministro degli affari esteri, che esprimerà altresì il parere sulle risoluzioni presentate.
FRANCO FRATTINI, Ministro degli affari esteri. Signor Presidente, onorevoli colleghi, molto si è detto sul ruolo dell'Italia: la legittimità giuridica e le ragioni politiche sono state illustrate e spiegate dal Presidente del Consiglio nel suo intervento. Ringrazio i colleghi della maggioranza che le hanno riprese e sostenute. Ho ascoltato con rispetto, senza condividerli, critiche giuridiche, inviti a seguire la posizione francese, richieste di chiudere persino lo spazio aereo agli Stati Uniti d'America. I nostri sentimenti sono oggi, anzitutto, il rammarico perché il dittatore iracheno non ha rispettato, ancora una volta, le Nazioni Unite e le sue risoluzioni e non ha finalmente rimosso le armi di distruzione di massa, pericolo reale ed attuale per tutto il mondo.
Abbiamo cercato la soluzione pacifica fino all'ultimo e ancora fino all'ultimo Saddam Hussein potrebbe rispondere positivamente alla richiesta di lasciare il
paese. Noi non ci arrendiamo fino all'ultimo minuto, ma purtroppo, come voi sapete, Saddam Hussein ha già detto con chiarezza che non accetterà.
Il Presidente del Consiglio ha svolto personalmente - come molti di voi sanno - una serie di tentativi per convincere molti paesi arabi che sono nostri amici, amici sinceri, ad esprimere un tentativo nei confronti del dittatore iracheno, chiedendogli con franchezza di distruggere finalmente le armi, di indire libere elezioni, di permettere nel suo paese la libera stampa, di riconoscere i diritti umani e i diritti dell'opposizione. A tutto questo, come sapete, è stata data risposta nettamente negativa.
Oggi è l'ora delle scelte. Noi non abbiamo dubbi: tra le grandi democrazie del mondo e il dittatore iracheno, scegliamo le democrazie, scegliamo la conferma della politica europea ed atlantica che ha guidato l'Italia negli ultimi cinquant'anni. Non siamo belligeranti, ma sappiamo da che parte stare ed abbiamo il dovere di compiere una scelta. Ci batteremo ancora in Europa per ritrovare ciò che ci unisce, non per sottolineare quello che ci divide.
Credo proprio che, nelle prossime settimane, nei prossimi mesi, l'Italia potrà dare un forte contributo a quel pilastro politico che è la costruzione dell'azione europea, del suo ruolo nella scena internazionale, del rilancio indispensabile della coesione euroatlantica. L'Italia - mi rivolgo ai molti colleghi dell'opposizione che sono intervenuti su questo punto - è vista come un paese che può aiutare, essendo sinceramente europeista e, al tempo stesso, forte amico degli Stati Uniti d'America, il recupero sincero della sintonia tra i quindici e con i nuovi dieci membri dell'Unione europea, a cominciare dal tema essenziale della riforma delle istituzioni europee.
FRANCO FRATTINI, Ministro degli affari esteri. Colleghi, avremo bisogno di un forte sostegno di tutti, della maggioranza e dell'opposizione, per il successo di una fase importante che si aprirà con la prossima Presidenza italiana dell'Unione europea, anche in uno scenario così delicato. Se avremo successo, non sarà il successo di una sola parte, ma sarà il successo del nostro, del vostro paese, colleghi dell'opposizione (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia, di Alleanza nazionale, dell'Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro, della Lega nord Padania e Misto-Liberal-democratici, Repubblicani, Nuovo PSI)!
Signor Presidente, esprimo infine parere contrario sulle risoluzioni Craxi e Boato n. 6-00055 e Violante ed altri n. 6-00056, mentre il parere è favorevole sulla risoluzione Elio Vito ed altri n. 6-00057.
PRESIDENTE. Vorrei cogliere l'occasione per dire all'onorevole Giachetti che il mantenimento dell'ordine, anche nelle piazze e nelle vie adiacenti alla Camera dei deputati, è riconducibile a decisioni che spettano agli organi competenti dello Stato, nella fattispecie alla questura di Roma. È chiaro che i provvedimenti che, di volta in volta, vengono adottati per contenere o regolare l'afflusso delle persone si basano su un complessivo apprezzamento delle situazioni che non compete, in alcun modo, alla Presidenza della Camera.
Faccio presente, peraltro - onorevole Giachetti, lei lo sa -, che la Presidenza della Camera ha da sempre consentito che in una parte consistente di piazza Montecitorio si svolgano quotidianamente manifestazioni delle più diverse provenienze.
ROBERTO GIACHETTI. Per questo mi meraviglio, infatti!
PRESIDENTE. Non credo vi siano problemi, ma ho chiesto naturalmente agli uffici e, in particolare, al Vicesegretario generale che si occupa di tali rapporti, di accertarsi in ordine a quanto lei ha detto in aula, come è giusto fare.
Sospendo ora brevissimamente la seduta che riprenderà alle 15,30 esatte con le dichiarazioni di voto.
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